archivio 04/2015

TURISMO

I tour operator italiani non lasciano il Kenya

Torneranno a scommettere sul turismo anche la prossima estate

30-04-2015 di redazione

"Malindi e Watamu sicure e lontane dai teatri delle stragi dei terroristi somali".
Questa l'opinione diffusa dei Tour Operator italiani che stanno confermando, uno ad uno, la loro presenza nei villaggi turistici e nei resort sulla costa keniota, a partire da metà luglio per la prossima stagione e dispensano ottimismo, nonostante qualche cancellazione seguita agli orribili fatti di Garissa.

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SOLIDARIETA'

Il coraggio della mamma di Beatrice, che ha bisogno di tutto

Aiutiamo la piccola di Maweni, nata senza retto e con altri gravi problemi

27-04-2015 di redazione

Ci sono storie del luogo in cui viviamo che ci sentiamo in dovere di raccontare, perché quando alle problematiche dell'essere nati in questo paradiso della natura dalle tante contraddizioni e dall'infinita povertà, si unisce un destino avverso, ecco che non si può voltare lo sguardo dall'altra parte.
Così, cari lettori, eccoci a parlare della piccola Beatrice e del grande coraggio di sua mamma Purity. 

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EDITORIALE

Malindi International Airport, Tribunale di Milano

Tra la grande speranza di Malindi e Watamu e le uniche certezze dell'Italia

24-04-2015 di Freddie del Curatolo

Abbiamo ancora negli occhi quegli studenti esanimi a terra sul pavimento delle aule che assistevano alla loro crescita intellettuale e probabilmente morale. 
Ma noi che guardiamo al mondo d'oggi e alla spirale di follia che fa perdere di vista a chiunque i valori fondamentali dell'esistenza (non dico il senso, ma almeno assiomi trasversali e interreligiosi come rispetto, libertà, non violenza), abbiamo anche l'immagine di un imprenditore corrotto e intrallazzone come ce ne sono tanti in Italia, che uccide un magistrato, un avvocato e il suo socio nel Tribunale della Milano dell'Expo e degli apericena, e scappa indisturbato, dopo essere entrato armato nel Palazzo di Giustizia.

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NEWS

L'assurdo comunicato del Ministero degli Esteri inglese

"Costa Kenya, pericolo fino a dieci chilometri da Diani"

24-04-2015 di redazione

Se è vero che la paura fa 90, ormai siamo a 91 e stiamo rasentando il cento per cento del ridicolo.
Gli avvisi dei Ministeri degli Esteri europei che continuano a sconsigliare il Kenya e si ritrovano con i guai in casa o alle porte (vedi Francia e Tunisia), sono sempre meno attendibili. 

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EDITORIALE

Solo dal Papa e da Briatore un "I am Kenya"

Dai media italiani invece superficialità e cinismo

16-04-2015 di Freddie del Curatolo

147 morti accertati, altrettanti dispersi da ritrovare. 
La strage di Garissa, nord est del Kenya, ha portato per un attimo l'attenzione del mondo intero sul Paese africano, noto soprattutto alle cronache per i suoi meravigliosi scenari, i suoi parchi nazionali pieni di animali in libertà, per il suo improvviso benessere economico (come sempre accade ultimamente, poco sostenibile, nel senso che riguarda soprattutto la classe dirigente e l'alta borghesia) e
per i suoi paradisi sulla costa, specialmente le spiagge di Watamu e Diani, premiate tra le più belle d'Africa, e la vis turistica di Malindi.
Oggi il Kenya è anche uno dei tanti Paesi che vivono sotto la minaccia islamica. 
"Benvenuto nel club", direbbe qualcuno. 
Ciò non toglie che, trattandosi di Africa, le tragedie in Italia non facciano notizia se non vedono coinvolti nostri connazionali. Mentre un attentato a Parigi, così vicina a noi e identificabile con una delle nostre città, ci vede tutti in prima fila a dire "Je suis Charlie", centocinquanta giovani studenti trucidati occupano le prime pagine per due soli motivi:

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MAL D'AFRICA

Quando il mal d'Africa è dare ragione a loro

"noi invece non abbiamo imparato nulla"

09-04-2015 di Fabrizio Ancona

A volte penso che parlare di "Mal d'Africa" sia un'offesa per tutta quella gente che vive nei luoghi di cui noi occidentali ci siamo innamorati, e che soffre per la mancanza di un'alimentazione nutriente, di cure specifiche per i propri figli e per gli acciacchi d'ogni età, che non ha potuto studiare e non ha i mezzi per migliorare la propria vita.
 

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EDITORIALE

Aspettando i barbari, volete credere a chi vive a Malindi?

Riflessioni dal Kenya, una settimana dopo l'attentato di Garissa

09-04-2015 di Freddie del Curatolo

Il grande scrittore sudafricano J.M.Coetzee nel suo celebrato romanzo "Aspettando i barbari" (in Italia pubblicato da Einaudi, ve lo consiglio) da voce a un magistrato che da sempre vive in una zona di confine dove non è mai successo nulla. 
Di colpo, dalla lontana capitale, giungono notizie preoccupanti, i "barbari" sono sul piede di guerra e potrebbero arrivare da un momento all'altro. Così vengono mandati anche in quella zona esperti militari e politici per sondare la situazione. 
Ognuno la pensa a suo modo, tra chi conduce inutili e dannose cacce alle streghe, chi individua invisibili nemici e così via. 
Nessuno ovviamente si fida del parere di chi, come il magistrato, vive lì e vede la situazione con più chiarezza e obbiettività. 

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EVENTI

Si è chiuso il Malindi Multicultural Festival

Manifestazione gioiosa nel segno dell'unione e del mix di tradizioni

06-04-2015 di Freddie del Curatolo

Malindi è un'isola per ora felice, benché ormai nessuno può dirsi tranquillo in quasi nessun angolo di mondo, grazie a coloro che fomentano guerre di interessi mascherandole da dispute ideologiche o religiose.
Il Festival Multiculturale che...

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MAL D'AFRICA

Quant'Africa c'è nel mio cuore

Vivo in sintonia con questa gente

03-04-2015 di Paolo T.

Il mio cuore batte all'impazzata quando sono immerso nella natura del Kenya.
Mi faccio cullare dal vento sul mare e metto la testa in su come un bambino.
Guardo le palme che ondeggiano, che si ritagliano uno spazio tra il cielo e le nuvole.
Scelgo i sorrisi dei bambini, davanti a povere capanne di fango.
 

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EDITORIALE

L'università di Garissa e la paura ad ogni costo

I mussulmani di Malindi: "Siamo prima kenioti, poi islamici"

03-04-2015 di Freddie del Curatolo

“Noi qui i somali non li facciamo arrivare, anche se sono mussulmani come noi. 
Noi siamo prima kenioti e poi islamici”. 
L’amico Ahmed Ali Hassan (che forse ha altri sette otto nomi dello stesso tenore ma evita di snocciolarmeli) mi chiede di dire agli italiani che Malindi non può essere minimamente paragonata a quel che succede ormai da anni nel nord del Kenya, soprattutto al confine con la Somalia.
“Intanto voi giustamente avete paura in quanto cristiani – ammette – perché non sapete che i somali non ce l’hanno con voi occidentali, e soprattutto non sono integralisti come quelli siriani o iracheni. Loro ce l’hanno con i keniani perché hanno invaso i loro territori. Attaccando l’Università di Garissa hanno voluto attaccare le nuove generazioni di keniani benestanti. Per andare all’Università devi avere una famiglia ricca, qui una persona normale non se lo può mica permettere. 
 

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STORIE DAL KENYA

Juliana, il sangue della sposa Samburu

Il ricordo di una donna testimone della mutilazione genitale femminile in Kenya

03-04-2015 di Mariella Furrer

Pensavo che Juliana avesse sedici o diciassette anni, il giorno in cui veniva tenuta a forza mentre una vecchia donna tagliava i suoi genitali con una lametta, anche se la sua famiglia non può giurare sulla sua età, perché in questa parte remota del Kenya il suo nome non è su nessun registro delle nascite. 
Era la vigilia del suo matrimonio.
Sarebbe diventata la seconda moglie di un uomo che viveva in un villaggio lontano 140 chilometri dal suo e, come vuole la tradizione dei Samburu, solo le ragazze circoncise possono sposarsi.
Quindi era stata obbligata a sottoporsi alla forma più estrema delle mutilazioni genitali femminili, chiamata escissioni, in cui i genitali esterni, tra cui il clitoride, vengono rimossi.

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ARCHIVIO

Aprile 2015

Tutte le notizie del mese

01-04-2015 di redazione


Pasqua di preghiere multireligiose a Malindi
Pasqua è Pasqua in tutto il mondo. Anche sulla costa del Kenya e a Malindi, cittadina dalle mille culture (proprio in questi giorni va in scena il Festival Multiculturale) e dalle tante fedi. Di fronte a tante malelingue e agli esegeti della paura a tutti i costi, Malindi di fatto testimonia come una moschea possa convivere a pochi metri da una chiesa, senza che ci sia mai stato un solo incidente. Così in questi giorni chiunque professerà la sua fede, in occasione delle feste pasquale, perché una morte e una resurrezione sono simbolo di purificazione per tutti. In questi giorni sono molti gli avvenimenti da queste parti. Si inizia con un evento che in contemporanea riunirà almeno 20 milioni di persone e di cui Malindi quest'anno fa parte, in un circuito di moltissime località di tutto il globo. Si tratta della commemorazione della morte di Gesù, un evento organizzato dalla Congregazione dei Testimoni di Geova e che a Malindi si terrà questo pomeriggio alle 18 presso la Kingdom Hall in Hospital Road (ci sono le segnalazioni da Casuarina e anche dalla strada dell'aeroporto). I Testimoni di Geova di Malindi invitano tutti a scoprire il valore che la vita e la morte di Gesù può avere per ognuno di noi. Domenica e lunedì invece gli appuntamenti tradizionali, alle 10 per la messa italiana nella Cattedrale di Saint Anthony (dietro il Nakumatt) e per la messa cantata in swahili nella chiesa protestante di Saint Andrews, dopo il Casinò. Quest'ultima verrà ripetuta anche a Pasquetta. Ma l'appuntamento unico che fa di Malindi un luogo di pace e di aggregazione avverrà intorno alle 11 di domenica all'ex stadio municipale, dietro il Cinema Cleopatra. Si tratta della preghiera multireligiosa, officiata dal Vescovo di Malindi, dal Pastore protestante della chiesa Anglicana, dall'Imam islamico di Shella e dai rappresentanti delle religioni Indù e degli animisti Mijikenda. Tutti insieme per ricordare la figura di un grande profeta di pace, che per molti è il figlio di Dio e per gli altri è stato comunque un uomo importante.(02/04/2015)

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