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Dicembre 2009

Tutte le notizie del mese

01-12-2009 di redazione

Inaugurato il Bounty
Un nuovo locale nel vasto panorama dei divertimenti serali malindini. Ecco, inaugurato ieri con un "pirates party" il veliero di nome Bounty che è pronto a salpare per serate alternative e piene di vita. Il locale, aperto dal Key Group Malindi, sorge nella Victoria Plaza (ex Mapenzi) proprio dove un tempo era situato il "Vera Cruz", che ricalcava la prua di una nave, proprio come oggi il Bounty. A cinquanta metri dal Casino e di fronte al Malindi Complex, il locale ha aperto i battenti ieri sera con il primo di tanti "Pirates Party" che verranno organizzati il martedì, tra le vele del natante malindino, che apre ogni sera alle 18.30 come lounge bar e prosegue dopo cena con musica e cocktail, tranne il lunedì giorno di chiusura. Poi la domenica c'è la discoteca a due passi dal mare con D.J. Dulla e l'organizzazione e la creatività di Giancarlo Trentavizi del Lost. Si chiamerà appunto "Lost in Bounty" la disco della domenica, perla notturna di questo locale nuovo che va ad aggiungere attrazioni a una Malindi con una scelta sempre più varia per la "movida" notturna.(31/12/2009)

Veglione al Casino con Gandolfi Vannini
Uno spettacolo raffinato, giovane ma classico, quello che il cantante e attore fiorentino Marco Gandolfi Vannini porterà insieme a Claire il 31 dicembre al Casino di Malindi per il consueto cenone di gala di San Silvestro, come anticipato le scorse settimane da malindikenya.net. Dopo Fred Bongusto, Daniele Silvestri, Franco Califano, ecco quindi un emergente e non un artista consacrato o un evergreen. 
Gandolfi Vannini deve la sua popolarità alla trasmissione televisiva "Amici" condotta e ideata da Maria De Filippi, ma ha anche all'attivo una promettente carriera cinematografica, impreziosita dalla partecipazione al film "Hannibal" di Ridley Scott, girato proprio nella sua città natale, oltre a una breve apparizione in "Gangs of New York" di Martin Scorsese. Per il resto, tanto teatro, ambiente in cui si è formato e adesso anche la canzone. Il recital dell'ultimo dell'anno, in coppia con la vocalist Claire, prevede infatti canzoni in italiano, inglese e francese. Il cenone di gala del 31 dicembre (ore 20.00) include aperitivo, vino, cotillons, brindisi con champagne, pandoro e i consueti fuochi d'artificio che partiranno dalla spiaggia antistante la sala da gioco e illumineranno il cielo sopra al ristorante La Griglia, per festeggiare il nuovo anno. L'ingresso è di € 500 a coppia (€ 300 per i signori e 200 per le signore, 125 per i bambini sotto i 13 anni). Per informazioni, chiamare lo 04221/31561 o scrivere una mail a events@casinomalindi.com.(30/12/2009)

"Saidia Kenya" al Casino

Torna anche quest'anno la tradizionale asta benefica organizzata dal Casino Malindi, sotto l'egida dell'iniziativa "Saidia Kenya", ideata da Daniela Cellini quattro anni fa. Dopo il successo delle scorse edizioni, la formula non cambia ma la serata di solidarietà si arricchisce dello spettacolo del brioso gruppo di danza e canti "Kayamba Africa", già ammirato recentemente al Malindi Music Festival for Children. Anche quest'anno, come nel 2008, "Saidia Kenya" aiuta il Cisp di Malindi, in progetti di miglioramento delle strutture educative nel distretto di Magarini. "Quest'anno il nostro sogno è poter raccogliere i fondi necessari a costruire un'aula scolastica - spiega Daniela Cellini - abbiamo bisogno della collaborazione di residenti e turisti malindini". In fondo si tratta solo di comperare alcuni oggetti. L'asta si tiene questa sera dalle 20.30, con cena a Kshs. 3000. Presenta la serata Freddie del Curatolo.(29/12/2009)

Un successo il mercante benefico di Malindi

Più di mille euro raccolti con il Mercante in fiera di Malindi, il gioco nuovo partorito dalla fervida mente del disegnatore milanese Max Banfi e di Freddie del Curatolo, apposta per divertire e raccogliere fondi per uno dei tanti progetti della Karibuni Onlus tra Malindi e Watamu. Una quarantina di residenti malindini, turisti e avventori dello splendido ristorante sul mare hanno acquistato le originali carte vendute dal banditore Freddie, che ha inscenato un vero e proprio spettacolo, riuscendo a raggiungere anche 60 euro per una singola carta "battuta" all'asta. La generosità dei tanti giocatori convenuti ha permesso di raccogliere oltre mille euro da destinare alla costruzione di un pozzo per la scuola elementare di Gede, dove è previsto anche il progetto della scuola sportiva di Karibuni in partecipazione con il Genoa Calcio, che fornirà divise e altro. Prima però ci sono da migliorare le strutture della scuola stessa. Per questo è andato in scena uno "spettacolo" unico come il Mercante in fiera di Malindi. Un grazie sincero ai partecipanti e alle tante attività malindine che hanno messo in palio loro oggetti o servizi offerti. La corsa alla solidarietà di Malindi è nota. Martedì sera Freddie presenterà un'asta benefica al Casino (particolari qui sotto), con ricavato per il Cisp ed il primo gennaio grande tombolata di solidarietà, ancora per Karibuni Onlus, alla Malindina.(29/12/2009) 

Capodanno sulla spiaggia a Malindi
Tre beach party contemporaneamente, tre postazioni per i fuochi d'artificio, Malindi e il suo litorale per la serata dell'ultimo dell'anno si trasformano in un grande parco di divertimenti notturno a cielo aperto e sulla riva dell'Oceano. Dopo le rituali cene di gala e cenoni (al Casino Malindi il cenone di S.Silvestro è impreziosito dal concerto del cantante e attore Marco Gandolfi Vannini, un recital di canzoni italiene straniere in duetto con la vocalist Claire, da Lorenzo Il Magnifico la musica live della "Sea Wave Band", alla Malindina la raffinata e storica serata a bordo piscina) ci si lancia nelle atmosfere calienti delle discoteche a piedi nudi sulla sabbia. Per chi non avrà la fortuna di essere invitato all'esclusivo party a casa Briatore, le alternative migliori sono la serata disco del White Elephant che, senza snaturare il giovedì e il suo appuntamento fisso con il "Pool party" (intorno alle 2 del mattino, tutti in piscina!), propone il veglionissimo con festeggiamenti per il nuovo anno italiano, con fuochi e musica commerciale a tutto spiano, tappi che "saltano" e balli a non finire. Festa anche alla Rosada, con musiche e spettacoli pirotecnici ammirabili dalla spiaggia. Si balla alternativo e nonstop al Lost sulla spiaggia del Lawford Hotel. Con ingresso a Kshs.2000 per tutti, clientela selezionata e musica trendy scelta dal dj e animatore notturno Giancarlo Trentavizi, si fa l'alba e, come l'anno scorso, si da appuntamento anche chi arriva da altri party, cenoni e feste private per fare l'alba attorno ai falò con l'atmosfera unica del primo giorno dell'anno in Kenya.(28/12/2009)

Onyango in mostra al Casino
Richard Onyango è senza timore di smentita uno degli artisti più celebrati degli ultimi anni in Kenya. Pittore di fama internazionale, è l'unico keniota ad aver esposto alla Biennale di Venezia e le sue opere sono vendute ed hanno estimatori in tutto il mondo. E' grazie a un'originalità che trae spunto da situazioni del quotidiano messe in contrasto con il cambiamento di usi e costumi nel suo Paese, segnalato spesso dall'arredamento dei luoghi che rappresenta, dall'opulenza delle donne e dalla tecnologia che affiora, o si manifesta completamente nei bisonti della strada o in macchinari da lavoro, altro suo tema dominante. Ma Onyango è conosciuto anche per essere il "Botero" keniota. Il tutto di deve a Drosie, la sua compagna più recente, che gli ha ispirato una serie di quadri in cui la donna è rappresentata spesso seminuda o discinta e dalle forme decisamente extra large. Un artista interessante in continua evoluzione espone al Casino Malindi, da sempre molto attento all'arte locale, nella persona dell'organizzatrice Daniela Cellini. La mostra si inaugura oggi alle 18 con un cocktail di accoglienza e resterà visibile al pubblico fino al 18 gennaio 2010. Per altre informazioni +254-4221-31561(27/12/2009)

Mostra di Cocco al White Elephant
Un grande fotoreporter "malato d'Africa" e di avventura, una curatrice con passione da vendere e competenza, due architetti designer per allestire la mostra. Questa la ricetta de "Il colore nero", una splendida mostra che il padiglione espositivo del White Elephant di Malindi presenterà al pubblico a partire da lunedì 28 dicembre, per due mesi. Lui è Francesco Cocco, per molti anni freelance con predilezione per i reportage umanitari, è legato all'agenzia Contrasto, e ha pubblicato tra gli altri per Repubblica, L'Espresso, Panorama, Marie Claire, Vanity Fair e Internazionale. E' stato in Afghanistan per Emergency, ha lavorato con Amani e Medici senza Frontiere. Quest'anno, a coronamento di una grande carriera nel segno dell'impegno civile, ha vinto il più importante premio internazionale per la fotografia umanitaria, il Luis Valtuena. Gli scatti della mostra "Il colore nero" sono stati effettuati in Africa e anche a Malindi, dove Francesco ha soggiornato durante un servizio per Vanity Fair e dove è stato accompagnato da noi di malindikenya.net in giro per documentarsi e ambientare le sue splendide opere. La mostra malindina è stata fortissimamente voluta dalla curatrice Gigliola Pierobon, che è stata affiancata in un allestimento veramente unico per quanto riguarda la nostra località turistica, da Pierfrancesco Anzà e Mariola Saliola, professionisti e creativi che non solo in Kenya non hanno bisogno di presentazioni. Questa mostra non solo arricchisce il panorama culturale malindino nell'alta stagione, ma rappresenta un esempio di come si possano organizzare eventi di importanza internazionale mossi soltanto da grande passione e amore per l'arte e per l'impegno umanitario, e senza interessi speculativi. Di Francesco Cocco e delle sue opere, Gigliola Pierobon dice: "A volte si ha l'impressione di trovarsi di fronte a un artista con due anime: quella lucida, che attraversa i drammi e le situazioni estreme, tipiche del fotoreporter "d'assalto" e l'altra, che ogni tanto esce, che da tregua e solidarietà allo spettatore, mettendolo di fronte a immagini tenere ed emozionanti".(26/12/2009)

Si è chiuso il primo torneo KB
La finalissima del Primo Trofeo Karen Blixen di calcio per ragazzi sotto i 16 anni, organizzato dalla nascente accademia di football Malindi United, si è giocata ieri alle 16 allo stadio dell'Alaskan, sulla strada per lo Tsavo, a Malindi e ha visto il Kaoyeni Youth trionfare per 2-0 sui più quotati Eleven Fighters. Il torneo ha visto coinvolte 24 squadre giovanili del distretto di Malindi che si sono battute tra di loro tenacemente, rivelando molti talenti. I migliori sono stati "ingaggiati" dal Malindi United, creato dall'ex calciatore Riccardo Botta. Botta porterà questi ragazzi alla maggiore età con l'intento di formare degli uomini, non solo dei calciatori professionisti. Uno di questi è Abdillahi Mohammed, che ha vinto il premio come miglior giocatore del torneo. A seguire c'è stata la cerimonia di premiazione. L'ingresso era libero ed è stata l'occasione per poter assistere in diretta a un progetto lodevole e interessante che un italiano sta portando avanti a Malindi.(25/12/2009) 

Ecco lo scoop dei Briatore

E' stato il Daily Mail a bruciare la concorrenza e pubblicare per primo la foto di Elisabetta Gregoraci a Malindi con la pancetta di quattro mesi per la dolce attesa dell'erede di Flavio Briatore, che sembra proprio debba avere la sorte di chiamarsi Falcon. Molti i paparazzi in questi giorni a contendersi la coppia ormai molto nota anche in Inghilterra e in Spagna. Ma fotografi e giornalisti a caccia di scoop e mondanità non sono a Malindi e Watamu soltanto per i coniugi Briatore, ci sono altre starlette della televisione, uomini di sport e di spettacolo, politici e a capodanno è atteso anche uno dei cantanti più titolati del panorama nazionale, Zucchero Fornaciari. Con il suo entourage l'autore di tante hit anche mondiali ha prenotato un campo tendato in savana solo per sè. Ma le sorprese non sono finite e malindikenya.net ve le svelerà nei prossimi giorni.(24/12/2009)

La Cicogna d'Africa

Nel segno dell'Africa. Fiammetta Cicogna, da sempre appassionata d'Africa e di Malindi, dove appena può si ritira e dove ha passato tante vacanze con la famiglia che qui ha una casa, conduce ora una trasmissione sui canali Mediaset. Di cosa parla il programma che si intitola "Wild - Oltrenatura"? Ma di Africa, naturalmente. Mooolto selvaggia. E spesso pericolosa. Invece sembra tutta in discesa la carriera della pin-up che ha bucato lo schermo come "femme fatale" dello spot della Tim ed ora è richiesta dalle riviste patinate ma anche dal cinema. 
"Non so e non voglio sapere dove sto andando - ha dichiarato Fiammetta - Quando mi hanno chiamata per la pubblicità non credevo che avrebbe avuto tanto successo. La notorietà, però, ha un prezzo da pagare: ho perso il fidanzato. Il nuovo programma mi trova preparata, conosco bene l’Africa poiché per motivi famigliari vado fin da bambina in Kenya e Tanzania. Ho un rapporto intenso con quella realtà".(24/12/2009)

Paparazzi a caccia di lady Briatore e della sua pancia

Come dice una canzoncina bluesy in voga a Malindi, "E' arrivato Briatore", ma non solo lui in questi giorni a Malindi. Mentre scendono dall'aereo i paparazzi delle più note agenzie fotografiche italiane a caccia dello scoop dell'inverno, la prima foto di Elisabetta Gregoraci con il "pancino", arrivano anche gli ospiti fissi di Malindi e Watamu, come l'ex ministro Giovanna Melandri e l'ex presidente di Legambiente Chicco Testa. Al ritmo di diciotto voli alla settimana, con le rotte da Bologna e Napoli, oltre alle solite e alla nuova Roma-Addis Abeba-Mombasa, la costa keniota si riempie di turisti, di chi ha scelto l'Equatore per passare le vacanze al caldo, mentre in Italia la temperatura scende sotto lo zero e la neve blocca parte del Paese. Qui la temperatura sfiora i 32 gradi e finalmente il vento kaskazi soffia da nord rinfrescando le giornate e facendo scendere l'umidità ben sotto i livelli di sopportabilità. Malindikenya.net vi aggiornerà sui vip che arriveranno in questi giorni, sulle iniziative di hotel e locali pubblici per le feste. Fate anche voi lo stesso, segnalateci eventuali "avvistamenti" e appuntamenti, inviando una mail a info@malindikenya.net o telefonando al 0720/178982.(23/12/2009)

Anche a Malindi i benefici del Neem

Il neem è una pianta antichissima, le cui proprietà erano conosciute già 4500 anni fa. Ora anche a Malindi le qualità benefiche per la bellezza e il relax delle sue foglie sono utilizzate anche a Malindi, nel paradiso africano che sta facendo del benessere e del relax uno stile di vita. Il "Kilili garden relax" è infatti un servizio che abbina la sapiente manualità alle fragranze inconfondibili di questa pianta che viene chiamata fin da tempi lontani, "il dono di Dio all'umanità". La Spa del Kilili Baharini Resort è un ambiente unico e non nuovo ad inserire nell'ambito del benessere e della cura del corpo queste meraviglie della Natura. Malindi è sempre più all'avanguardia per la bellezza e la salute, grazie anche al Kilili Baharini Resort.(22/12/2009)

Stop ai bambini che elemosinano in spiaggia

Lo "warning" è arrivato dalla District Officer Caroline Njenga. I genitori dei bambini di Malindi sono avvertiti, sarà loro la responsabilità in sede civile se i loro figli minorenni saranno beccati dalla polizia turistica a girare per le spiagge della cittadina in cerca di turisti ai quali chiedere elemosina. "I bambini in questo periodo di ferie non devono imparare il mestiere di beach boy - dice la Njenga - è altamente diseducativo per loro cercare di ottenere soldi o merce dai turisti attraverso la questua ed essendo scolari non possono offrire loro stessi servizi o vendere alcunché non essendo autorizzati a farlo. In questo caso sarebbero i loro genitori a risponderne". Questo è solo uno dei provvedimenti che a Malindi sono stati presi per cercare di limitare l'affollamento di gente che nelle spiagge "assalta" i turisti, anche bonariamente, con richieste o offerte varie. Qualche giorno fa la polizia ha tratto in stato di fermo venti beach boys che non erano autorizzati a vendere safari o altro sulla spiaggia di Silversand. Per Natale Malindi vuole dimostrare di essere un luogo tranquillo dove povertà non significa per forza cercare di approfittare dei "mzungu" che vengono in vacanza. Intanto sabato è partita anche l'operazione "Malindi pulita" coordinata dai due parlamentari eletti nei distretti di Malindi e Magarini, Gideon Mung'aro e Amason Kingi, e dal sindaco Samson Mapinga.(21/12/2009)

Concerto con Noemi e Mannoia per Watamu

La rivelazione di X Factor 2008 Noemi, l'affermata "chanteuse" Fiorella Mannoia, più un discreto novero di artisti jazz e della musica leggera, si ritrovano a Roma questa sera. L'appuntamento è fissato per le 20.30 nel locale “Brancaleone” in Via Levanna 13, Roma. Il ricavato della serata sarà devoluto all’orfanotrofio “God Our Father For Needy Children” di Timboni, orfanotrofio vicino a Watamu fondato da una coppia di kenioti, Susan e Samuel, che sulla loro strada hanno incontrato molti cuori italiani, tra cui anche quello di Luca Calvani, attore di fiction e protagonista di un'edizione de "L'isola dei famosi". Calvani, che è spesso a Watamu, ospite del resort Aquarius, raccoglierà fondi per l'iniziativa che sponsorizza attraverso la sua associazione "Tesoro nel campo", e lo stesso arriverà da una mostra fotografica presente nel locale e da altri artisti che si esibiranno, come il promettente Mannarino, l'Orchestra itinerante di musica balcanica Brassmati Ark, il trio jazz Clemente fino al concerto clou della serata di Noemi, con Fiorella Mannoia come ospite speciale. Il costo della serata al pubblico è di dieci euro. Inutile dire che gli artisti si esibiscono gratuitamente.(20/12/2009)

Arrestati 20 beach boys irregolari a Malindi
Operazione "spiagge civili" prenatalizia a Malindi. Venerdì scorso la polizia turistica, con la collaborazione del vicecapo distrettuale delle forze dell'ordine, Willy Simba, hanno messo in stato di fermo venti beach boys che stazionavano sulla spiaggia di Malindi. Questo in ottemperanza del decreto regionale entrato in vigore lo scorso marzo, che prevede che gli operatori commerciali sulle spiagge della costa debbano essere regolarmente registrati ed avere un tesserino di riconoscimento rilasciato dalla municipalità o, nel caso di alcune località, dalla loro associazione, di cui alcuni membri lavorano e collaborano con la polizia come volontari. Insomma, sono molti gli "abusivi" e chi sotto Natale, approfittando delle ferie e delle scuole chiuse, s'inventa beach boy sulle spiagge per "arrotondare" con i turisti stranieri. Ma spesso queste persone non sono abituate a trattare con il mzungu e non hanno l'esperienza necessaria per organizzare safari, escursioni o altro. Chi infatti fa questo mestiere da tempo sulle spiagge ed è dipendente o titolare di piccole compagnie locali di safari, sa bene come trattare con i turisti e difficilmente stressa o molesta, se non addirittura insulta, i potenziali clienti. Cosa che invece chi vuole sfruttare l'alta stagione si trova a fare. Senza contare chi è più portato, per il tipo di vita che fa o di persone che frequenta, ad offrire altri generi di conforto, tra cui anche droghe leggere o prostituzione. L'operazione di Malindi non è un blitz isolato, si attende anche qualcosa di simile a Watamu e ieri nella popolosa spiaggai di Bamburi, vicino a Mombasa, la polizia, dopo aver nei mesi scorsi intimidato a molti titolari di chioschi abusivi di lasciare la spiaggia, è passata alle vie di fatto, distruggendo letteralmente i "kibanda".(20/12/2009)

Barbabietola da zucchero in Kenya
Il Kenya ha tutti i numeri per iniziare la produzione di dolcificanti derivati dalla lavorazione di barbabietola da zucchero, sorgo dolce e altri vegetali, in grado di dare un prodotto di qualita' non inferiore a quella dello zucchero da canna. Lo sostiene a spada tratta uno dei piu' qualificati operatori kenyani del settore, secondo il quale tali materie prime abbondano in questo Paese dell'Africa orientale, soprattutto nella zona di Nyandaraua, dove sono coltivate da oltre sessanta anni. Per introdurre nel Kenya la produzione di dolcificanti ricavati da vegetali e alternativi allo zucchero, si batte Wilfred Geita, un ingegnere che opera nel settore dell'industria zuccheriera. In una dichiarazione alla stampa locale, Geita ha detto di aver fatto le necessarie analisi del suolo e dei vegetali dolcificanti da lui coltivati, per lo piu' barbabietola da zucchero e soprattutto nell'area di Nyandararua, e di aver avuto "ottimi risultati". Secondo Geita, "non c'e' dubbio che la barbabietola da zucchero possa crescere nella maggior parte del Kenya e i coltivatori di canna da zucchero potrebbero usarla come coltura alternativa".(19/12/2009)

Alle falde del Kilimanjaro a Malindi
L'utile e il dilettevole, così la nota trasmissione di Rai Tre "Alle falde del Kilimanjaro", che si occupa di natura, viaggi e curiosità in giro per il mondo, con un occhio al sociale, è sbarcata una decina di giorni fa in Kenya con la guida safari e referente dell'AIEA (Associazione Italiana Esperti d'Africa) Max Vallarin per filmare la radiocollarizzazione di una leonessa a Laikipia, a nord del Paese. Dopo un'escursione a Lamu, il cameraman Davide ha raccolto, anche grazie alla giornata di ieri con noi di malindikenya.net, oltre che a Vallarin, ex residente a Malindi per tanti anni, materiale sulla cittadina e sul rapporto tra l'insediamento degli italiani e le abitudini e le condizioni di vita dei kenioti. "Mi hanno affascinato il contrasto e i punti di contatto tra la nostra civiltà e la loro - ha spiegato Davide - così ho alternato interviste a italiani con servizi sui mestieri locali, ville e locali pubblici destinati al turismo con i loro quartieri". Nella mattinata di ieri spazio anche alla solidarietà, con la visita all'ospedale di Gede (dopo l'inaugurazione del dispensario, procedono i lavori della prima ala del nosocomio distrettuale che decongestionerà il polo sanitario di Malindi) e alla scuola gioiello di Mida, entrambi progetti di Karibuni Onlus. E' stata anche l'occasione per "Alle falde del Kilimanjaro" per ritrovare Fikirini, la bambina nata cieca che Karibuni fece operare due anni fa e che oggi grazie agli italiani vede e di cui la trasmissione di Licia Colò raccontò la storia. Nel "girato" dell'operatore anche una lunga intervista a Freddie del Curatolo, che parla di solidarietà e di quanto gli italiani abbiano fatto per la popolazione della costa keniota, non solo attraverso la beneficenza ma anche impiegando migliaia di persone nel settore del turismo, permettendo ad almeno quindicimila famiglie di migliorare la propria vita. Lo speciale di "Alle falde del Kilimanjaro" andrà in onda nei prossimi mesi.(18/12/2009)

Verso l'alta stagione, tra caldo e arrivi record

Metà dicembre, contro le temperature sotto lo zero di questi giorni in Italia, la costa keniota sfodera un caldo eccezionale, addirittura inusuale per questo periodo, considerata l'umidità che però dovrebbe diminuire da qui alla fine dell'anno. In qusti giorni persiste una bassa pressione che porta anche a (rinfrescanti, vale la pena dire) brevi fenomeni di pioggia notturni o all'alba. Ma di giorno questo sole caldo fa la gioia dei tanti turisti che iniziano ad affollare Malindi e dei villeggianti di lungo corso. Le aspettative per la stagione sono più che rosee, come viene confermato da più parti: non soltanto dai dati del kenya Tourist Board e del Ministero del Turismo keniota, ma anche quelli delle agenzie di viaggio italiane che parlano di aumenti del 200 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per quanto riguarda le prenotazioni per Natale e gennaio, invece, le indagini di Astoi e Assotravel indicano il Kenya come una delle mete più richieste nel mondo dagli italiani e, nonostante il calo inevitabile di prenotazioni dovuto alla crisi economica mondiale, si tornerà a sfiorare il record di presenze italiane sulla costa keniota che risale al 2006, quando nell'arco della stagione arrivarono a Mombasa più di ottantamila italiani diretti a Malindi e dintorni. Per Natale ne sono previsti almeno diecimila.(17/12/2009)

"A glance of african art" al Wild Side Shop
Wild Side Shop non è soltanto una delle più originali e belle boutique di Malindi, ma da un po' di tempo anche un vero e proprio spazio espositivo, un'isola di creatività in cui convivono arte e moda, nel segno dell'Africa. Così dopo aver ospitato mostre di pittura e aver regalato compilation musicali, questa sera (ore 18) il negozio di Stefania Livi al Galana Centre inaugura un'insolita mostra. O meglio, si tiene "per le ferie" tra le proprie mura i pezzi unici e straordinari di una mecenate e gallerista di Nairobi, Lisa Christofferson. La Christofferson ha nella capitale praticamente una galleria d'arte africana in casa e la sua abitazione è aperta a tutti proprio come una grande mostra permanente. Così, trasferendosi al mare per le vacanze, Lisa ha deciso di mostrare a Malindi alcuni dei suoi quadri, oggetti antichi d'ogni angolo del Contine nte Nero e sorprendenti altre creazioni. Oltre a opere di artisti già conosciuti come Alexandra Spyratos, faranno bella mostra di sè quadri di pittori kenioti e pezzi rari che costituiscono un piccolo tesoro in grado di suscitare emozioni, grazie alla ricchezza di cultura e significato che portano dentro e alla curiosità delle storie legate al loro recupero. Ragione per cui diventa ancor più interessante esserci domani sera, quando anche la "gallerista da casa" Lisa sarà presente e potrà lei stessa illustrare tanta meraviglia.(16/12/2009)

Black moon party al Lost
Questa sera scatta l'appuntamento ormai abituale con il Black Moon Party del Lost Lounge Bar di Malindi. Sono due le feste sulla spiaggia organizzate da Giancarlo Trentavizi, animatore in stile Ibiza delle nottate malindine: il Full Moon Party e il Black Moon. Quest'anno, poi il Full Moon cade proprio a San Silvestro, quindi il 31 dicembre la serata alternativa e speciale è proprio al Lost, con la musica chill out 2009 direttamente dalla Spagna e dai club più all'avanguardia del Mediterraneo. (ingresso Kshs. 2000 con consumazione). Questa sera invece per la Luna nera, Dj Dulla in postazione e una commistione di dance e house commerciale. Ingresso come al solito, Kshs. 1000 con consumazione per i turisti, 500 per i residenti.(16/12/2009)

Jatropha, ora a Malindi e dintorni è realtà
L'occasione è stata data dalle celebrazioni per il Jamhuri Day, sabato scorso a Marikebuni, nel distretto di Magarini, uno dei più poveri della costa, a poche decine di chilometri da Malindi. I coniugi Adriano e Giovanna Ghirardello del Comitato Gaia, da tempo attivi nella sperimentazione della Jatropha Curcas, tra le varie colture che servono all'autosostentamento del loro Children Centre a Pumwani, hanno mostrato alla gente dei villaggi vicini e alle autorità presenti, le proprietà di questa pianta di cui ora finalmente in maniera ufficiale in Kenya si inizia a parlare bene e che (come al solito) alimenta business oltre a volontà di migliorare la vita della povera gente che vive in capanne senza luce. Adriano Ghirardello ha mostrato i semi della pianta coltivata in zona e poi l'olio ottenuto dalla loro spremitura a freddo. Dopodiché ha utilizzato l'olio per accendere una lampada che solitamente va a cherosene. Nello stupore generale tutti hanno potuto constatare come dalla lampada che fa luce non esca il fumo nero né il puzzo di cherosene. Proprio quel fumo e quell'odore sono nocivi per questa gente che è abituata nelle ore notturne a farne largo uso. La Jatropha è un combustibile pulito, ecosostenibile e nemmeno tanto dispendioso. Via dunque alle colture. "A Pumwani la Jatropha, insieme a ortaggi e verdure - spiega Giovanna Ghirardellio - permette all'orfanotrofio di iniziare ad autofinanziarsi". I Ghirardello, che hanno anche coltivazioni di enormi girasoli ed ettari di terreno coltivato a frutta e verdura, non sono gli unici a puntare sulla Jatropha Curcas, la speranza verde non soltanto per il Kenya e la sua povera gente, ma per il mondo intero.(15/12/2009) 

Malindi protegge i bambini sul "Corriere"
Innanzitutto potete leggere questo articolo del Corriere della Sera. L'autore del servizio è Massimo Alberizzi, un cronista che non ha mai lesinato critiche nei confronti di alcuni "clichet" del passato che Malindi si porta dietro da anni e che mai come in questi ultimi anni ha cercato di scrollarsi di dosso. Ed ecco che traspare il grande lavoro dell'associazione turistica di Malindi e Watamu e del nostro portale: ripulire l'immagine di Malindi, ma non organizzando un'imbiancatura di facciata, bensì agendo in maniera attiva e propositiva contro quegli italiani che hanno sempre inteso la costa keniota come un luogo dove poter fare qualsiasi cosa a loro piacimento, a braccetto con la povertà, la corruttibilità e l'ingenuità di questo popolo. Malindi oggi è diversa, è il risultato della commistione tra la popolazione locale, gli inglesi che sono qui da cent'anni e la comunità italiana che si è instaurata da trent'anni almeno e che, grazie al turismo, ha dato lavoro e benessere a tantissime famiglie di tutto il distretto.
Questo vale la pena rimarcare ogni volta, a rischio di essere noiosi. L'iniziativa del Cisp con Unicef a cui l'associazione Mwtwg ha aderito già da un anno (e che non è partita solo ora come erroneamente scrive il buon Alberizzi) è la ciliegina sulla torta di un modo di vedere i problemi di Malindi e dintorni con occhio consapevole e vicino alle istanze di tutti. Il cancro della pedofilia, infatti, è qualcosa di radicato nelle comunità indigene e questa campagna è stata soprattutto rivolta a loro, con gli stage negli alberghi associati e le iniziative del Cisp nei villaggi, tramite le comunità locali, i portavoce e i capivillaggio. Questo è soltanto un esempio di ciò che Malindi, se si unisce, può portare a termine. L'azione coordinata dell'associazione, con la nostra agenzia d'informazione, l'ufficio stampa e il portale, può diventare il simbolo di un nuovo turismo. Intelligente, consapevole, rispettoso e addirittura d'insegnamento alla popolazione locale. Per questo combattiamo i (pochi) pedofili che ancora tentano di soggiornare in questo ex-eden del turismo sessuale minorile. 
I tempi sono cambiati e il fatto che se ne renda conto anche il quotidiano più letto d'Italia che in passato non ha mancato di denigrare Malindi anche a suon di luoghi comuni e malizia, ne è una prova tangibile.(14/12/2009)

I Racconti di Claudia / 8 - Kariuki 
Ogni anno, con l’inizio della stagione lavorativa, io e il manager del personale facciamo i colloqui per l’assunzione  dei nuovi praticanti per il dipartimento housekeeping. I posti liberi sono pochi, a me dispiace, perché prenderei tutti i ragazzi che se ne stanno per ore accucciati sotto il sole fuori in strada in cerca di un lavoro. Ma non si può fare: ci sono delle regole.
La prima mattina delle selezioni, fuori dalla porta di Mr. Otieno, c’era già un folto gruppo di giovani che aspettavano di essere chiamati ad entrare.
Erano arrivati presto, dai loro villaggi, tutti motivati dalla stessa cosa: la speranza di imparare una professione e di guadagnare dei soldi.
Erano allegri e loquaci, ma quando mi videro si fecero seri di colpo e ammutolirono. Si chiedevano, perplessi, cosa ci facesse lì una mzungu.
“Jambo! Kilakitu sawa sawa?” Li salutai sorridendo.
Annuirono tutti e ricambiarono il sorriso.
“Fra pochi minuti cominciamo, vi chiameremo uno alla volta. Ok?”
“Asante mama.” Rispose qualcuno.
Questi ragazzi, presi singolarmente, sono timidi e impacciati. Hanno da poco terminato gli studi e sono quasi sempre al primo colloquio di lavoro: comprendo bene il loro imbarazzo. Si mostrano educati e vengono ben vestiti: forse qualcuno si fa prestare gli abiti buoni dai parenti per fare bella impressione e avere una chance in più?
Quel giorno ne intervistammo una decina, e uno di loro mi colpì particolarmente.
SEGUE DALLA PRIMA 

Si chiamava Kariuki, era un giovane kikuyu che parlava un ottimo inglese e non era per nulla intimidito dalla mia presenza. 
Gli feci  le domande di rito e mi piacquero le sue risposte chiare e intelligenti. Per ultimo gli chiesi se voleva fare carriera nel dipartimento housekeeping. Kariuki scosse la testa e mi rispose che aveva altri progetti per il futuro: lui voleva diventare giornalista.
Io e mr. Otieno ci guardammo perplessi e divertiti, pensammo fosse una battuta.
“Kariuki, lo sai che qui imparerai a lavare i pavimenti, cambiare le lenzuola e pulire i bagni?” Gli chiesi con voce seria.
“Sì, lo so.”
“Otto ore al giorno tutti i giorni.”
“Certo, per adesso va bene.” Mi rispose.
Quando lo congedai ed  uscì dall’ufficio, chiesi a mr. Otieno cosa ne pensasse.
“Questo ragazzo è diverso. Basta guardare la sua documentazione: l’esito dei suoi esami scolastici, ha preso A. E’ il voto più alto, di solito quelli come lui vanno dritti all’università.” Mi spiegò.
“E cosa ci fa qui allora?”
“Probabilmente non ha i soldi. Tanti ragazzi hanno le capacità, ma non hanno i mezzi per realizzarsi.”
Terminammo i colloqui una settimana dopo e convocammo i nuovi sei apprendisti: Kariuki era uno di loro.
Chiesi alla mia assistente di farmi un resoconto settimanale sul loro rendimento. Ed ogni lunedì le sue lodi erano per Kariuki, che imparava in fretta e non commetteva errori. Che sapeva ottimizzare il tempo ed era di esempio agli altri in quanto ad efficienza. Anche gli ospiti fissi dell’hotel cominciarono a prenderlo in simpatia e spesso mi dicevano che era un ragazzo sveglio e in gamba.
Kariuki si impegnò molto per tutti i tre mesi del training e fu poi premiato con l’assunzione per la stagione. Era al settimo cielo quando glielo comunicai.
“Asante sana, lavorerò tanto, metterò da parte tutti i soldi e l’anno prossimo mi iscriverò all’università.”
“La tua famiglia non è in grado di aiutarti?” Gli chiesi.
“Non ho più i genitori. Ho un fratello a Nairobi, lui forse un po’ mi aiuterà.”
Ho capito subito che non era una bugia e che ce l’avrebbe fatta, perché aveva una forza di volontà fuori dal comune e un gran cervello.
La stagione terminò, ed io  a maggio salutai  i ragazzi del mio team e tornai in Italia per le vacanze. Quando rientrai al lavoro a luglio li ritrovai tutti lì al loro posto, tranne Kariuki.
“Che fine ha fatto?” Chiesi a mr. Otieno.
“Quello che aveva sempre detto: è partito per Nairobi.” Mi rispose contento.
Un paio di settimane dopo ricevetti una telefonata: era lui. Mi informò che si era iscritto all’università, che viveva da suo fratello e che era felice. E poi, con grande umiltà, mi ringraziò per il lavoro che gli avevo dato: così era riuscito a realizzare il suo sogno.
“Sono felice per te. Diventerai un bravo giornalista, e io ti leggerò sul Nation, eh?”
“Certo.” Mi rispose orgoglioso.
“Maisha bora Kariuki.”
“Maisha marefu Claudia.”

Mister Cagni a Malindi
Un grande allenatore italiano a Malindi. Una settimana di vacanza per Gigi Cagni, il mister bresciano (ma ormai genovese d'adozione perchè vive lì e per la compagna genovese e genoana sfegatata) dalla lunga carriera e dalla popolarità acquisita negli ultimi anni dopo aver portato in Coppa Uefa l'Empoli dei miracoli. Vacanze forzate, per un gran lavoratore come lui che da un anno è al palo per colpa del Parma. "Sembrava dovessi rientrare qualche settimana fa - racconta Cagni - poi non se n'è fatto nulla, così ho scelto Malindi per rilassarmi". E il mister ha scoperto l'Africa, le spiagge di Watamu ("Paparemo beach la mia preferita") e lo splendore del Kilili Baharini ("un resort meraviglioso"). Un solo appunto, in una settimana meravigliosa: "Io soffro il caldo e in questo periodo è proprio tosto". Ma anche un rimpianto, che probabilmente lo farà tornare in Kenya. "Devo fare assolutamente un safari - spiega - ho intuito che la vera Africa da vivere e respirare è nella Savana". Magari prima che torni a respirare l'amata erba a bordocampo, davanti a una panchina.(13/12/2009)

Un libro racconta i pionieri italiani in Kenya

Un libro dell'Ambasciata Italiana a Nairobi per celebrare i grandi compatrioti che hanno vissuto in Kenya e qui hanno fatto le loro o le altrui fortune. In Italia il Kenya viene considerato come uno dei tanti Paesi in cui il turismo di casa nostra approda. In realtà le radici italiane in questa Nazione sono più profonde e antiche. Basti pensare che quella italiana è la seconda "colonia" straniera in tutto lo Stato, dopo ovviamente quella britannica. "Italiani in Kenya - Testimonianze" è stato scritto da Benedetta Lanfranchi ed Elena Giorgianni, dopo due anni di studi e interviste. Tra i personaggi affrontati c'è la mitica Nennella Tozzi, la cui casa a Nairobi ha ospitato intellettuali, attori e uomini politici, ma c'è anche l'attuale presidente del Comites Franco De Paoli, con la sua storia africana e la sua umanità, e la moglie Marinella, tra i fondatori di Amref. Un solo rammarico per questo volume importante e d'insegnamento per molti italiani, quello di non aver voluto parlare di Malindi e della sua colonia italiana. Ancorché recente, rispetto ai primi connazionali di stanza a Nairobi e nelle Rift Valley, la storia di Malindi prende trentacinque anni almeno di percorso a ritroso. Trova spazio soltanto il professor Luigi Broglio, studioso dell'aeronautica militare che si trasferì sulla costa e volle ardentemente la base spaziale "San Marco" a Ngomeni, poco distante da Malindi. Costruita nel 1966, fece dell'Italia la terza Nazione mondiale per la sperimentazione spaziale e di fatto con gli operai e i tecnici specializzati della base, diede il via alla "colonizzazione" italiana a Malindi.(13/12/2009)

Torneo Kb, ecco la finale!
Sarà Eleven Fighters contro Kaoyeni la finale del primo torneo Karen Blixen di calcio giovanile disputato a Malindi, sotto l'egida del Malindi United, nascente squadra di calcio "primavera" e accademia sportiva. Ieri si sono disputate le seminali che hanno visto gli "undici combattenti" spazzare via con un sonoreo 4-1 gli altri semifinalisti del Liverpool. Nella seconda partita, disputata nel rinnovato campo di gioco degli Alaskan davanti a um buon numero di spettatori, a sorpresa il Kaoyeni ha battuto gli Young Stars per 3-2. Il Kaoyeni è la vera rivelazione del torneo. Stava già per essere eliminato ai quartti dal Zaragoza, quando due errori consecutivi dal dischetto degli avversari hanno rimesso in gioco la squadra. Ora spazio alle finalissime, quella per il terzo e quarto posto si disputa domani alle 14.30, tra Eleven Fighters e Young Stars di Shela. Per la finalissima, fissata per la vigilia di Natale, ci sarà il pubblico delle grandi occasioni e anche il trainer della nazionale keniota Under 20 si farà in quattro per promuovere questo torneo e segnalare i piccoli giocatori che potrebbero non avere futuro davanti a sè.(12/12/2009)

Kenya terza meta di Natale dopo Egitto e Thailandia

Il Kenya torna ad essere una delle mete più ambite del Natale. Lo dice un'indagine dell'Assotravel condotta nelle agenzie di viaggio e tra i tour operator. 
In un anno che vedrà il calo del 15 per cento dei turisti in vacanza per le feste di fine anno, con una diminuzione del 20 per cento del fatturato, il Paese africano e soprattutto la costa, tornano a svettare in cima alle preferenze degli italiani, per quanto riguarda le destinazioni a medio e lungo raggio. Infatti dopo l'Egitto, forte delle temperature miti e dei prezzi stracciati del Mar Rosso e dei tour dei Faraoni, al secondo posto troviamo la Thailandia, che torna ad essere appetibile dopo i problemi politici dell'inverno scorso, ma al terzo, risalendo dal nono, ecco il "mal d'Africa" farsi avanti e lasciando alle spalle altre destinazioni da sogno ma con meno magia e varietà di paesaggio come Maldive, Mauritius, Santo Domingo, la "rivale" Zanzibar e le Canarie. Saranno dieci milioni gli italiani in viaggio, per le feste, ma molti sceglieranno mete casalinghe, come Rimini, Roma, Venezia e la Sardegna. Forte vanno anche le capitali europee, con Parigi in testa, seguita da Londra, Praga, Vienna e Barcellona. Malindi attende almeno quindicimila turisti da Natale a metà gennaio, un buon ottanta per cento dei quali saranno italiani.(11/12/2009)

PIATTI FREDDI - SEGUE DALLA PRIMA

ULTIMO MANGO A MALINDI

(Genere: commedia – Regia di Nani Morettoni)
Durante la stagione delle piccole piogge, non si trovano più manghi. Una disdetta per il giovane Kaingu detto Giancesare che vuole conquistare la bella mzungu Caterina che ne è ghiotta. Quando finalmente, dopo innumerevoli ricerche, ne troverà uno grande e bellissimo, il perfido beach-boy Mwangolo detto Pierferdinando glielo ruba scappando in tuk-tuk. Dopo un inseguimento per tutta Malindi, il lieto fine. Kaingu detto Giancesare riuscirà a portare il mango, un po’ ammaccato per il vero, alla sua Caterina che però nell’attesa ha già divorato dieci papaie e non può giacere con il suo amato per via di una dissenteria fulminante. Indimenticabile la scena cult d’amore del rapporto contro natura con il Blue Band.

TRE UOMINI E UNO SHAMBA
(Genere: Grottesco – Regia di Alcool, Chapati e Charcool)
Un classico di Malindi. Un italiano acquista un bel terreno a Mayungu per costruirci un residence a quattro stelle. Paga un prezzo d’occasione e riceve il suo titolo di proprietà. Ma quando si reca sul posto, trova già un muro di recinzione di corallo. L’ha eretto un altro italiano, che (dopo liti furiose e urla che coprono le reciproche ragioni) si scopre avere lo stesso title-deed intestato a quel terreno. Nasce una disputa tra di loro e tra i loro avvocati Omanji e Obevi, fino a che si rendono conto che in realtà chi ha fregato entrambi è l’ex proprietario del terreno, un ricco commerciante di origine araba. I due italiani decidono allora di allearsi, riuniscono gli avvocati Omanji e Obevi e si rendono conto anche che i due legulei hanno lo studio in comune. Tornano con loro nel terreno di Mayungu e scoprono che un terzo italiano nel frattempo vi ha già costruito una casa…il finale non ve lo raccontiamo ma potrebbe essere: 1. I due bloccano i lavori del terzo e (dopo liti furiose e urla che coprono le reciproche ragioni) scoprono che anche lui ha un titolo di proprietà intestato a quel terreno. Nasce una disputa tra di loro e i loro avvocati fino a che si rendono conto che in realtà chi ha fregato tutti e tre è sempre lo stesso ricco commerciante di origine araba.  2. Cercano di spiegare al nuovo inquilino che in realtà quel terreno è diviso in tre e provano inutilmente a vendergli le loro quote. 3. Presi dalla disperazione i due italiani occupano la casa e decidono che per una questione di principio rimarranno lì dentro fino a che i loro avvocati non verranno a capo della cosa. Il film prevede ovviamente un seguito: “Così è la vita in Kenya”.

 

FUGA DA ALRAZAK
(Genere: azione – Regia di Takeshi Katana)
Un’agguerrita coppietta di pensionati, Silverio e Robinia, che alloggiano in un appartamentino sul mare di 17 metri quadrati e vivono con la minima, accumulano debiti di gioco frequentando la cooperativa dei pescatori locali e sfidandoli a bao, una specie di dama locale. Sono sul lastrico, ipotecano l’appartamentino e tentano anche il suicidio, ingerendo dieci mandaazi a testa acquistati in un chiosco del centro con gli ultimi cinquanta scellini rimasti. Quando nella disperazione comunicano all’houseboy Vincenzino che sono costretti a licenziarlo, questi espone loro un piano diabolico. Vendendo il monoloculo sul mare e intascando il poco che rimane, saldati i debiti, possono prendere in affitto una stanza proprio sopra a un noto negozio di telefonini ed elettrodomestici di Malindi. Da lì, con pazienza si potrà progettare il colpo del secolo, perché in Kenya i piccoli negozi non hanno sistemi d’allarme. Con il bottino della refurtiva i due potranno ricominciare da capo costruendosi una capanna a Matsangoni, villaggio natale di Vincenzino, a pochi chilometri dal mare. E giocando a bao usando i fagioli al posto dei soldi…come finirà il colpo?  

 
L’ULTIMO IMPRENDITORE
(Genere: Epico – Regia di Bernard Bellebabbucce)
Un capolavoro della cinematografia malindina. E’ la storia di un predestinato. In Italia, in provincia di Brescia, Furio Ghiriami faceva tutt’altro: rappresentante di calzature. Ma un giorno, per caso, si imbatte in un piccolo incidente stradale. Il facoltoso signore coinvolto nell’incidente è imbestialito perché scendendo dall’auto si è rovinato le scarpe. Stava per partecipare al Consiglio di Amministrazione di un’importante azienda, così Furio Ghiriami non ci pensa due volte ed estrae un campionario delle sue calzature. Fortuna vuole che Furio abbia il 42, numero del ricco uomo d’affari che non sa come ringraziarlo. “Mi ha salvato da una situazione imbarazzante, mi chiami, le farò una sorpresa”. Dopo due giorni Furio, incuriosito, chiama l’uomo d’affari e lui gli promette una vacanza in Kenya nel resort che ha appena acquistato. Così Furio si reca a Malindi e scopre il paradiso terrestre. “Vuoi fare il mio uomo di fiducia qui?” gli chiede il ricco signore. “Con vero piacere” risponde Furio. Il vivace bresciano s’innamora di una procace studentessa locale e le paga volentieri l’università, nel frattempo s’intrattiene anche con una segretaria d’azienda e un’operatrice turistica. Fino a quando i soldi dello stipendio del suo datore di lavoro non bastano più. Quindi decide di tornare alle origini e di fare le scarpe a tutti i ricchi uomini d’affari di Malindi. Fino a quando sarà lui a costruire il resort più lussuoso e confortevole di tutta la costa. Un palazzo di dodici piani in riva al mare tra Watamu e Kilifi, a forma di stivale. In onore non soltanto al suo Paese natio. 



Festival, evento che rilancia l'importanza dell'associazione
Quanti altri imprenditori e operatori turistici avrebbero potuto essere nella lista degli sponsor, degli aiutanti e dei sostenitori del Malindi Music Festival for Children? Moltissimi, sicuramente. E non sarebbe stato obbligatorio mettere soldi, perchè quel che alla fine è risultato importante è stato l'aiuto concreto di chi ne è stato coinvolto: personale, logistica, strumentazioni, materiali, presenza, divulgazione. Il tour operator Albatour, il Casino Malindi, Coral Key e Mwembe ad esempio. Realtà diverse ma collegate tra loro, tramite l'associazione turistica di Malindi e Watamu, unendosi senza stare a guardare chi faceva di più e chi avrebbe avuto più visibilità. Sembra di parlare di fantascienza, per Malindi, ma ultimamente non lo è più ed eventi come questo, segnalati dalle più importanti agenzie di stampa (Reuters e Ansa) che ne hanno permesso la pubblicazione su 70 tra quotidiani e siti internet, divulgando la bontà dell'iniziativa, i risvolti sociali e soprattutto il nome di Malindi associato ancora una volta a qualcosa di positivo. Mai come quest'anno la nostra cittadina è divisa in due: chi ha capito che soltanto unendo le forze e lasciando da parte piccole invidie, interessi di cortile e provincialismi può migliorare l'immagine di Malindi e chi, alla fine, detto senza snobismo, un po' se ne frega. Vogliamo dire, semplificando, Visionari contro Menefreghisti? Entrare nell'associazione significa proporsi, mettersi a disposizione, avere la visione di una Malindi più viva, pulita, attraente e a misura di turista, di residente e delle famiglie. Il Festival ha segnato un punto in più per i "visionari". Palla al centro, andiamo avanti così. (09/12/2009)

Torneo di calcio KB, via ai quarti
Entra nel vivo con i quarti di finale il torneo di calcio giovanile di Malindi "Trofeo Karen Blixen", altra bella iniziativa degli italiani di Malindi, dedicata allo sport più popolare del mondo e al futuro di tanti ragazzi che ci mettono passione e gioia. Sedici squadre di ragazzi dai 14 ai 18 anni si stanno dando battaglia e con loro i principali quartieri di Malindi. Nel girone A, ad esempio, la spunta Kisumundogo nei confronti di Maweni, che non ha mai perso gli scontri diretti ma a cui è stata fatale la sconfitta contro Ngala Strikers, già eliminati. Nel girone B lo Shada ha dovuto arrendersi a Eleven Fighters e Liverpool soltanto per la differenza reti, così come gli Ngomeni Youth nel girone C, dove sono passati Young Stars e il temibile Zaragoza. Nel girone D, infine, sembra intravvedersi la grande favorita per la vittoria finale, il Majengo che è l'unica squadra a punteggio pieno, con 4 vittorie su 4. L'Alaskan, favorita di vigilia, dopo l'esordio con un 7-0, ha creduto fosse una passeggiata e alla fine è stata eliminata dai Kaoyeni Stars. Piccola delusione per l'unica squadra che si rifà al calcio italiano, A.C. Milan non ce l'ha fatta. Domani i risultati dei quarti di finale. Intanto i primi due hanno visto la qualificazione del Liverpool (ai rigori, dopo un 1-1 con gli Yanga Stars) e degli Eleven Fighters che hanno fatto un sol boccone del Kisumundogo (3-0). Semifinali giovedì alle 14.30 e alle 16.30 allo stadio dell'Alaskan.(09/12/2009)

Tullio: "Esperienza meravigliosa"
E' ripartito questa mattina, dopo una splendida settimana, l'artista napoletano Tullio De Piscopo, apprezzatissimo testimonial del Malindi Music Festival for Children. Una settimana è stata più che sufficiente per innamorarsi di Malindi e sentirsi in sintonia con l'Africa. "Già sapevo che sarei rimasto attratto dal calore della gente e dall'atmosfera di questo posto - ha ammesso De Piscopo - ma quel che non sapevo è che avrei trovato un'accoglienza simile, che mi sarei rilassato con il mare di Watamu e avrei mangiato benissimo da Eugenio di Lorenzo Il Magnifico". Napoletani a confronto, i siparietti tra il batterista e il gestore del ristorante all'interno del Mwembe sono stati un gustoso fuori programma del Festival, ancor di più quando è arrivato il terzo napoletano della "brigata", il corrispondente della Rai da Nairobi, Enzo Nucci. "Sul palco ho provato grandi emozioni - spiega De Piscopo - non mi volevano più far andare via e ho visto coinvolgimento anche da parte del pubblico keniota, che ha capito e apprezzato il mio "Andamento lento". Il finale con il presidente dell'associazione culturale tradizionale di Malindi che ha suonato il tamburo con me e mi ha fatto indossare il Kanga, è indimenticabile". De Piscopo ha voluto tutte le foto della manifestazione. "Quando arrivo in Italia devo fare una grande pubblicità a questa splendida iniziativa - ha promesso - anche a tutti i miei colleghi musicisti". Magari tra loro troveremo il testimonial della seconda edizione, con lo stesso entusiasmo e la stessa capacità di emozionarsi del grande Tullio.(08/12/2009)

Malindi Festival: un successo

Cronaca di un successo (non) annunciato. Il Malindi Music Festival for Children, fortemente voluto da Cisp e dall'Associazione Turistica di Malindi e Watamu, si è rivelato un successo, al di là di ogni previsione. Musica a trecentosessanta gradi fin dalla mattina, gruppi tradizionali mescolati con i giovani rappers del distretto costiero, gruppi storici come la Safari Sound Band di "Jambo Jambo" e i Kayama Africa, splendide interpreti femminili come Nyota Ndogo e la "mama" Achieng Abura, sorta di Miriam Makeba keniota, fino ai fuochi d'artificio finali del grande Tullio De Piscopo. Una kermesse senza precedenti a Malindi, realizzata grazie all'aiuto di (troppo) pochi partner di Cisp, Unicef e Mwtwg e anche degli indispensabili sponsor saliti in estremis sul carro degli organizzatori, ma risultati in ogni caso utili. Bambini di tante scuole in ferie si sono riversati nell'ampio spazio dell'ex Sinbad fin dal primo mattino e hanno ballato sui ritmi delle danze tradizionali, con tante canzoni composte per loro, poi già dal primo pomeriggio, nonostante il gran caldo, sono arrivati anche i "mzungu", oltre a un gruppo sempre più consistente di locali. Alla sera l'apoteosi, più di duemila persone festanti, anche se non danzanti anche per via dell'impianto poco potente. Piccole sfumature che per un festival al primo anno sono lo stimolo per fare ancora meglio nelle stagioni a seguire. Anche perchè un evento così bello e importante non può esaurirsi in una sola edizione e l'altra Malindi, quella buona solo a guardare e criticare, bravissima però nell'esercizio della lamentela, non potrà rimanerne fuori.(08/12/2009)

De Piscopo, grande set

Non poteva esserci ospite migliore di Tullio De Piscopo, per questo primo festival musicale malindino, dedicato agli "uaglioni", come dice lui. Tullio De Piscopo ha infiammato gli animi dei presenti fin da subito, con le sue bacchette indiavolate su un introduzione fusion della band. Poi ha attaccato il brano inserito nel Cd "Malindi for Children", ovvero "Un'onda d'amore", che invita i ragazzi a uscire dai ghetti e guatrdare il mondo. Poi una versione travolgente del classico di Carosone "O'Sarracino", con arrangiamento scippato a "Cantalupe Island" di Herbie Hancock, per poi coinvolgere anche il pubblico non italiano nel suo successo degli anni Ottanta "Andamento Lento", che dal vivo appare ancor più come un classico senza tempo. De Piscopo oltre che un eccellente batterista è un vero "animale da palcoscenico" e lo dimostra, portando la band sui binari del funky con una "Sex Machine" alla napoletana, poi in un rock quasi hard fino a una chiusura barocca, di nuovo alla batteria, lanciandosi in un'esplosione di ritmo sulla base dei Carmina Burana di Orff, una sinfonia di colpi e musica, trionfo finale per l'acclamatissimo artista napoletano. Nel finale, in mezzo ai ringraziamenti, anche un simpatico siparietto, con il presidente dell'associazione culturale tradizionale malindina che gli fa indossare il "kanga" ed insieme a lui si siede armato di tamburo, per intonare "Jambo Jambo" e "Lala Salama". Il sogno africano di De Piscopo è completo, e nel contempo ha fatto sognare tanti "uaglioni" presenti al concerto. Chissà, magari qualcuno grazie alla sua esibizione si avvicinerà alla musica, che salva l'anima e può migliorare l'esistenza come poche altre cose al mondo.(07/12/2009)

Gran serata di musica 
Un cast davvero ricco e ben strutturato, quello del Malindi Music Festival, messo in piedi dal Cisp con l'associazione Mwtwg. Sul palco dell'ex Sinbad, davanti a un migliaio di persone (ma ancora di più alla fine saranno le presenze, considerato un via vai durato 14 ore) hanno dato spettacolo i gruppi tradizionali giriama e gli artisti impegnati nella campagna "Malindi protects children" che hanno inciso anche un brano a testa che fa parte del Cd in vendita. Dal primo pomeriggio ecco arrivare gli ospiti speciali: dapprima l'African Safari Sound Band, protagonista del successo e degli arrangiamenti pop di canzoni della cultura swahili come "Jambo Jambo", "Karibuni Kenya" e "Pole Pole", che hanno eseguito dal vivo. Poi altri protagonisti del panorama musicale del distretto di Malindi, fino ai colorati Kayamba Africa, di levatura nazionale, e ai bravissimi Juakali Drummers, banda di percussionisti, cantanti e acrobati che hanno fatto parlare di sè anche in Italia. Va a loro la palma dei più entusiasmanti, prima delle voci rosa di Nyota Ndogo (idolo dei giovani, con il suo R&B moderno) e della "Miriam Makeba Keniota", la grande (in tutti i sensi) Achieng Abura. Una voce meravigliosa, per presentare il nuovo album e cantare due canzoni dedicate ai bambini. "African Child" specialmente è un gioiello d'inestimabile valore. Poi la ciliegina sulla torta, con l'arrivo dello scatenato Tullio De Piscopo.(07/12/2009)

La “signora Ferragamo” lascia tutto e si trasferisce a Malindi per aiutare chi soffre.

Laura Nixon, ex modella per Krizia e Missoni, dirige la boutique Ferragamo ma ha deciso di dedicarsi agli orfani. “Basta con l’effimero – ha dichiarato – vado a vivere in Kenya per aprire un orfanotrofio alla periferia di Malindi, in Kenya: il «Children Centre Mayungu», «fondato da un gruppo di italiani, tra cui un’infermiera di Milano, che è oggi il direttore». E’ la svolta-choc di una delle signore bene più conosciute in città. Una donna vissuta nel lusso e nella moda, tra sfilate e serate di gala. Una donna elegantissima, à la page, che è stata modella per Krizia e Missoni, ha conosciuto Naomi Campbell e Claudia Schiffer, è stata ospite della barca di Dolce & Gabbana a Saint Tropez, e ha sempre frequentato i migliori salotti della città come di Parigi. Laura Nixon, ovvero, da una vita, «la signora Ferragamo», molla tutto, compie una scelta radicale, estrema, coraggiosa. Che racconta radiosa, con un sorriso velato di emozione. 
Confessa con un candore da ragazzina che «non ho più un gioiello. Li ho venduti, così come quasi tutti i mobili. In Africa non mi serviranno». Ha venduto anche la collezione di quadri: via il Soffiantino, il Carrà, il Gentilini, i Paolucci, «anche Nespolo, ... mamma mia, se Ugo lo sa mi uccide... ma no, mi capirà, capirà che ho dato tutto per quei bambini». 
Piccoli con storie da pugno nello stomaco. Malati di Aids o con altre orrende patologie, rimasti senza genitori e assegnati dal tribunale a un nuovo orfanotrofio 
Laura Nixon è stata tra i primi sostenitori. Ha scoperto tutto per caso, raggiungendo un’amica in vacanza in Africa sei anni fa. «Sembrava fosse finito tutto lì. Invece tre anni fa m’è venuta una gran voglia di tornare e rivedere quei bambini. Dunque vado

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