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Febbraio 2013

Tutte le notizie del mese

01-02-2013 di redazione

Scrive il segretario della IAKC David Flores, considerazioni e ringraziamenti 
Buongiorno a tutti dal sole del Kenya. Oggi si riapre il cielo, oscurato dalle nubi gettate da una banda di delinquenti sul turismo in Kenya,in particolare sulla zona di Malindi e Watamu vere perle africane per natura e accoglienza.
A nome dell'Associazione Imprenditori Kilifi County nella quale rappresento con orgoglio il ruolo di segretario ,voglio scrivere qualche riga e condividerla ,parlando dei fatti accaduti di recente ,che hanno evidenziato diversi aspetti piacevoli e meno piacevoli di una realtà ormai consolidata , ovvero il binomio Italia -Kenya e la relazione di amore e passione che lega questi due paesi.
Vorrei cominciare con gli elogi: Il primo sincero plauso va al nostro rappresentante consolare, Roberto Macrì. Il mio parere è quello di un viandante che ha girato il mondo ,visitando spesso paesi non facili,e avendo sempre rapporti con consolati e ambasciate ,dove spesso la chiarezza e la dedizione dei nostri connazionali preposti o volontari non e' così' evidente. E l'unica frase che mi sento di scrivere è che siamo fortunati qui sulla costa ad essere rappresentati in questo modo.
Durante questa settimana di indagini, ricoveri ospedalieri, riunioni di imprenditori, colloqui e meetings con le autorità locali, Macrì ha dato l'anima per risolvere un difficile e delicato puzzle, essendo sempre presente ,giorno e notte, per dare assistenza e autorevoli pareri a tutti indistintamente,e queste cose non si fanno per compenso o per farsi belli agli occhi delle autorità. In particolare per un vice console onorario, si fanno perchè si ama la gente e perché si ha un forte senso etico 
nei confronti degli impegni assunti, qualità che a volte nel nostro Bel Paese si sono dimenticate e ancora qui in Kenya sono presenti 
e ben consolidate in molti dei nostri connazionali, anche se un certo tipo di stampa tendenziosa non vede l'ora, con menzogne e diffamazione di screditare e distruggere ,creando danni ingenti a tutta l'economia locale :
Così' per un articolo sensazionalista ecco che centinaia di famiglie keniote rischiano di finire sul lastrico e centinaia di dipendenti di perdere il posto di lavoro.e le nostre imprese di subire duri colpi da cui e difficile rialzarsi,poco importa a questi giornalettisti che accusano a grandi titoli e smentiscono a piccole colonne, quando le loro fandonie vengono smascherate. Il secondo plauso va a Malindikenya.net il giornale on line del Kenya creato e rappresentato da Freddie del Curatolo. Lo posso dire, qui in Kenya paese del terzo mondo, dove la vita non vale nulla, come leggo spesso nei superficiali commenti di molti dei nostri connazionali, abbiamo un GIORNALISTA: Obbiettivo, mai sopra le righe, informato, etico e per giunta creativo ,quale merce rara nel panorama della nostra stampa cosiddetta libera. Complimenti a Freddie, ci fossero giornalisti come te nei paesi cosiddetti civili. Il terzo plauso va alla Polizia e al Prefetto per aver agito con prontezza e coraggio, sgominando una banda di pericolosi delinquenti,possiamo dire con certezza che la loro carriera e' stata stroncata sul nascere: E' la risposta che serviva .
Troppo spesso i crimini rimangono impuniti ,ma non in questo caso, speriamo appunto che chiunque voglia intraprendere questa carriera qui sulla costa sia fortemente scoraggiato da questa esperienza e si dedichi a qualcosa di più' creativo ed onesto,IL CRIMINE NON PAGA.
Il quarto plauso va alla IAKC, Investors Association of Kilifi County,l'associazione degli imprenditori locali,dove ricordo non c'e solo Briatore,visto che non si parla d'altro sui giornali. Un'associazione nascitura, in working progress che raccoglie sempre più' consensi, rappresentata egregiamente dal suo presidente Roberto Marini e dal vicepresidente Guido Bertoni, con la mia diretta collaborazione.
Non siamo stati con le mani in mano, con pressioni, petizioni e richieste abbiamo collaborato attivamente alla soluzione del problema e stiamo lavorando per la prevenzione del crimine e non solo. Certo è nel nostro interesse garantire la sicurezza,ma non e' solo così'.
Sembrano parole fuori moda nel 2013 dove si parla solo di soldi, di interessi, di banche, di guerre, di crisi, di signoraggio, di caste e raggiri,
qui in Kenya tra noi si parla di collaborazione, passione, aiuti umanitari, abbattere i pregiudizi razziali, non tra noi italiani, ma tra le tribù che convivono in Kenya,di come sistemare strade, di come rendere questo paese sempre più' vivibile senza le inutili oppressioni e limitazioni che spesso vengono applicate in Europa, spesso autotassandoci la dove il governo non arriva. Sicuramente non è tutto rose e fiori in questo paese, come non lo è in nessun posto al mondo,ma questo e' un luogo tranquillo, dove la vita scorre con ritmi equilibrati e  dove si preferisce dire HAKUNA MATATA (nessun problema) e poi cercare di risolvere insieme le cose, invece di dire, SIAMO IN CRISI, e poi non fare nulla per cambiare e migliorare. Grazie allora, a tutti, in ultimo a tutte le associazioni Kenyote che collaborano e condividono il dono meraviglioso della natura e della vita con noi Italiani, ospiti in questo Paese a volte più' riconoscente della madre patria. Anche un sorriso e la gioia di vivere aiuta per riprendere coraggio e rialzarsi e qui queste cose non mancano.
VI ASPETTIAMO IN KENYA. David Flores

Marcia per gli elefanti a Watamu

Peccato solo vedere pochissimi italiani. Gli immancabili Max Vallarin dell'Aiea e la compagna Elisabetta Levis, sempre in prima fila quando si tratta della salvaguardia della Natura in Kenya. Gli altri erano inglesi, kenioti e tanti bambini, oltre al personale del Kenya Wildlife Service. Si sono ritrovati all'ingresso del Parco Marino di Watamu e da lì hanno sfilato, come era già stato fatto a Nairobi, Mombasa e Nakuru, per sensibilizzare la popolazione sulla recrudescenza di assassinii ai danni degli elefanti in Kenya. Il mercato dell'avorio non si ferma, la richiesta dai mercati orientali non è ancora fuorilegge, ma le preziose zanne sì. Ecco quindi entrare in azione contrabbandieri senza scrupoli che stanno distruggendo un patrimonio del Paese. La marcia di sabato era incentrata su questo problema. Le soluzioni devono arrivare, però, dall'alto...(27/02/2013)

Ancora arresti a Malindi per le rapine agli italiani

Non si ferma all'arresto dei componenti della banda delle rapine a Mayungu, l'operazione sicurezza delle forze di polizia di Malindi. Altri due malviventi sono stati assicurati alla giustizia, sono ritenuti responsabili di una serie di furti nella zona di Casuarina. Ma c'è di più, in queste ore alcuni dei criminali dello slum di Maweni sono sotto il torchio degli investigatori e, secondo fonti di malindikenya.net, avrebbero rivelato il nome di uno dei più importanti ricettatori di oggetti rubati nelle ville degli italiani. Si tratterebbe di un artigiano locale, che utilizzava la propria attività commerciale, a Casuarina, come copertura con la possibilità di entrare nelle residenze dei nostri connazionali per poi dare le "dritte" a chi sarebbe andato a svaligiarle, in cambio dell'acquisto immediato delle refurtive a prezzi ovviamente convenienti, per lui. A breve dovremmo sapere se effettivamente è scattato lo stato di fermo per l'artigiano. 
Intanto la stampa italiana, incalzata da Flavio Briatore e tempestata di comunicati dal nostro portale, ha già dato risalto (non ampio come per le notizie sulla rapina, ma nemmo nullo come spesso accade) alla notizia dell'arresto tempestivo della banda. Finalmente si parla anche di come gli imprenditori locali siano inviperiti contro certa informazione italiana, rea di gonfiare le notizie, identificando comunque Malindi come un luogo insicuro e travagliato, in contrapposizione con quelle che sono le preferenze di tantissimi turisti, del mercato immobiliare meno in crisi di quello nostrano e di moltissima gente che ama questi luoghi e, come ha detto a malindikenya.net l'uomo ferito alla schiena durante la rapina a Mayungu, Dino Di Nicola, che non ha "la minima intenzione di lasciare il Kenya per colpa di un episodio spiacevole". Ce ne sono sicuramente molti così piacevoli che vale la pena vivere qui, ma in ogni caso continueremo a spronare ed aiutare le autorità locali per contrastare sempre più il fenomeno della microcriminalità, dettato certo dai tempi e dalla povertà, ma anche favorito da comportamenti non proprio in linea con l'Africa di certi connazionali.(27/02/2013) 

Al Karen Blixen, tra Vip e cene swahili

Non c'è bar malindino che sia meno aggregativo e ritrovo omogeneo di connazionali del Karen Blixen. Qui puoi incontrare davvero tutti. Il rappresentante laziale rivede una sua vecchia cliente dopo anni e anni, due amici si rincontrano e scoprono di volersi ancora bene, ma puoi anche incrociare volti noti e chiederti "ma chi è quello...lo conosco!". E' il caso dell'intramontabile attrice francese Corinne Clery, qui ritratta insieme con un caro amico (a destra) e in mezzo ai due proprietari del Karen Blixen, Tiziana e Roberto. Ma il Karen non è solamente un caffè e via...a pranzo è molto più di uno spuntino e la sera si veste da ristorante di qualità con idee creative sempre vincenti. Questa sera, ad esempio, si ripete la serata di degustazioni della cucina swahili, che ha avuto molto successo nelle settimane scorse. Piatti della tradizione locale come carni e pesce al cocco, capretto, verdure al cocco, samosa di carne e di verdura, bajia ed altre squisitezze in una vera e propria passarella dei sapori di Malindi e dintorni.(26/02/2013)

Malindi: Sgominata la banda delle rapine a Mayungu

Già sgominata la banda che ha cercato di spargere il panico nello sperduto villaggio di Mayungu grazie a una pistola e alla possibilità di penetrare in ville e resort non ancora a posto con la sicurezza in questo Paese. Cinque dei sei banditi sono stati condotti in carcere ieri dalla polizia di Malindi, il sesto, durante la cattura avvenuta ieri notte nello slum di Maweni, ha cercato di scappare dopo essere stato azzannato da un cane, ma è stato raggiunto e freddato dagli agenti. Così è stata recuperata anche l'arma utilizzata per le rapine, la stessa che ha ferito in maniera non grave una turista bresciana il 4 febbraio scorso e il teramano Dino Di Nicola in una villa privata due sere fa. "La brillante operazione - spiega il Prefetto Joshua Nkanatha a Malindikenya.net - ha permesso di bloccare sul nascere una organizzazione criminale che avrebbe potuto proseguire nella sua azione. Uno dei banditi è stato ucciso durante il tentativo di fuga, gli altri ora saranno interrogati, per accertare eventuali connivenze". Intanto Malindikenya.net ha diramato alle agenzie stampa un comunicato che riunisce il pensiero di Flavio Briatore e delle sue aziende keniote e quello degli imprenditori italiani riuniti nel nostro portale: "Ci complimentiamo con le forze dell'ordine per l'istantanea cattura e per garantire anche a Mayungu, come a Malindi e Watamu, gli standard di sicurezza necessari a tranquillizzare i turisti e dare impulso all'economia che si giova dell'indotto. Vale la pena sottolineare anche come certe situazioni spesso nascono da alcuni comportamenti non proprio consoni all'Africa da parte di taluni connazionali". Altre azioni a livello legale sono state intraprese dallo stesso Briatore contro la stampa colpevole di aver ingigantito a dismisura l'accaduto se non addirittura di aver inventato fatti e conseguenze. Anche gli imprenditori e il nostro portale stanno per preparare una "class action" che verrà definita probabilmente al termine di un incontro pubblico di cui malindikenya.net vi darà notizia quanto prima.(25/02/2013) 


Il dietrofront di Oggi.it dopo l'azione di Briatore e Malindikenya.net

Come d'incanto le "decine di feriti" tornano ad essere due (anche se l'inesattezza rimane, "due feriti da arma da taglio" quando invece si tratta di uno sparo e di un bastone che non ha comunque procurato lesioni), sparisce anche lo scontro a fuoco con i "vigilantes" armati...anzi, nel nuovo articolo si dice che la casa non era protetta da alcun vigilantes!!! Ecco forse spiegato uno dei perché della rapina! L'articolo di Oggi.it, pubblicato in preda al delirio da recupero lettori, senza badare alle notizie trasmesse da qui e senza aver la briga di sentire lo stesso Briatore (che ancora secondo il titolista, avrebbe "paura") o il console italiano, per non dire noi di malindikenya.net come hanno fatto decine di testate e televisioni. Rimane però la fantasia della "giornata di ordinaria follia"...se davvero esiste un testimone che ha parlato ad Oggi.it di "giornata di ordinaria follia" per una rapina avvenuta all'una e mezzo di notte e durata mezzora...la polizia dopo aver arrestato la banda (e questo Oggi.it stranamente, correggendo l'articolo non lo scrive...) dovrebbe anche cercare a Mayungu uno spacciatore di droga...probabilmente ne gira di molto allucinogena... Cialtroni, Buffoni!(24/02/2013)

Sabato danzante al White Moon di Malindi

Una serata fuori dal comune per ballare e divertirsi tra le dune dell'elegante White Moon, che per una sera da ristorante in riva all'oceano del Lawford's si trasforma in "chiringuito" per un sabato all'insegna del ballo, con il ritorno di uno storico deejay malindino, Rashid (a cui Freddie del Curatolo si è ispirato per uno dei protagonisti del suo ultimo romanzo "Safari Bar"). Musica e divertimento sono assicurati, con l'accoglienza di Daniela, Alberto e Jean Pierre. A mezzasera scatta anche la spaghettata sulla spiaggia in compagnia. Ingresso con consumazione, disco party e spaghettata: Kshs. 1000. Un evento unico per festeggiare chi in Italia va a votare e in Kenya cerca di fare il possibile per dimenticarsene...(24/02/2013)

La cialtroneria di Oggi.it, notizie false e gonfiate sulla rapina di Mayungui

Nel bailamme delle notizie uscite in Italia relative alla rapina di Mayungu (ma veramente in Italia, con tutti i problemi che hanno, non hanno di meglio a cui pensare?), tra gonfiamenti, falsità e "alberizzate" varie, spicca un delirante articolo apparso su Oggi.it per il quale un gruppo di imprenditori e residenti italiani di Malindi e Watamu sta già pensando di attivarsi per vie legali. La rapina con un ferito (Dino Di Nicola, intervistato in esclusiva da malindikenya.net con cui per fortuna ha riso e scherzato) se per il Corriere della Sera era "in gravi condizioni" (mai citare la fonte della notizia, ovviamente) per Oggi diventa "un assalto con decine di feriti"! L'estorsione notturna si trasforma in "giornata di ordinaria follia", ma soprattutto il racconto, senza fonti che lo confermino, parla di "vigilantes che rispondono al fuoco sparando". Ma in che film siamo capitati? Siamo a Los Angeles, a Castellamare di Stabia o dove? Qui in Kenya non esiste porto d'armi e la security non può essere armata, solo la polizia. Poi si dice che anche Briatore e la Gregoraci hanno paura: intanto sono ripartiti per l'Italia da alcuni giorni, e lo stesso Flavio contattato da Tg5 ha chiarito che Mayungu non è Malindi e che la situazione è comunque tranquilla. In Italia le persone facoltose vivono in fortezze blindate e spesso hanno il porto d'armi, qui i servizi di sicurezza non sono armati e spesso basta avere una casa protetta da mura e da qualche "askari". Certo Mayungu è una località insicura perché un po' lontana da tutto. Comunque bisogna fermare in qualsiasi modo la cialtroneria (quando non è malafede, come nel caso del pensionando corrispondente del Corriere) di chi scrive convinto che tanto da Malindi nessuno gli potrà fare nulla. Parlando con uno dei tanti giornalisti che mi hanno intervistato ieri, tra radio tv e quotidiani, il giovane collega nella sua ingenuità mi chiedeva notizie per "far venire un po' di paura al lettore...lei mi capisce...è questo che mi chiedono dalla redazione". Posso usare un francesismo? Ma vaffanculo! Tra poco ci saranno le elezioni, mi sento un po' solo a gestire la situazione dal punto di vista dell'informazione, per non rovinare gli interessi, la reputazione e la tranquillità degli italiani in Kenya. Quelli che amano il Kenya ovviamente, gli altri possono restare in Italia a leggere il Corriere e guardare i telegiornali.
Freddie del Curatolo 

Aperto il Casinò del Billionaire di Malindi

Da qualche giorno a Malindi, nell'ambito del nuovo prestigioso Billionaire, a pochi metri dalla spiaggia del Parco Marino, ha aperto il tanto atteso Casinò di Flavio Briatore. Il Casinò del Billionaire sarà aperto tutti i giorni dalle 13 alle 4 del mattino e dispone di tutti i giochi da tavolo verde con le macchinette del videopoker. All'interno dell'elegante struttura è presente anche un cocktail bar per drink o spuntini come sandwich e panini. All'esterno comunque c'è il Billionaire Beach, con il suo ristorante inaugurato pochi mesi fa, aperto a pranzo e cena (chiuso la domenica sera). Con forno della pizza e specialità gastronomiche curate dalla famiglia Cipriani e dai suoi chef, mentre servizio e professionalità sono quelli dei Billionaire sparsi per mezzo mondo.(23/02/2013) 


Rapina notturna a in ville appartate a Mayungu: un italiano ferito
Una rapina nella notte nel complesso residenziale di villette "2006" in una zona piuttosto isolata del villaggio di Mayungu, ha spaventato un gruppo di villeggianti italiani, ferendo alla schiena in modo non grave Dino Di Nicola, 62 anni di Teramo. L'uomo è stato operato nottetempo dal direttore del Malindi Hospital, il chirurgo Morris Buni alla Saint Peter Clinic e giudicato guaribile in pochi giorni. Un altro italiano è stato colpito con un panga di piatto sulla spalla (nessun taglio). Bottino non superiore a 5000 euro. Malindikenya.net ha raggiunto De Nicola al Tawfiq Hospital. "Sto bene - ci ha detto - e non ho intenzione di lasciare il Paese. Amo il Kenya e il suo clima, spero però che possano assicurare questi delinquenti alla giustizia. Mi hanno sparato dietro perché ho cercato di scappare". Mayungu è un villaggio tra Malindi e Watamu, a circa 20 km dalle cittadine, di una strada sterrata e spesso impervia, vi si arriva con difficoltà e la sera non è illuminata. Gli imprenditori italiani delle due località turistiche chiedono più sicurezza anche in quel villaggio, dove recentemente altri connazionali hanno costruito resort e residence senza dotare la zona di strade e di stazione di polizia, come ad esempio avvenuto a Mambrui. Malindi Key Group, Crystal Bay Watamu-Vera Tour, Garoda Resort Watamu-Settemari, Aquarius Watamu, Lion in The Sun, Billionaire Malindi ed altri imprenditori di Malindi e Watamu associati al portale Malindikenya.net hanno diramato questo comunicato: "Riguardo ai recenti episodi di rapine che hanno interessato in particolare il villaggio di Mayungu, ci teniamo a precisare che la suddetta località turistica ha caratteristiche ben diverse da Malindi e Watamu, trovandosi in un tratto di costa raggiungibile solamente da strade sterrate ed impervie, a una ventina di chilometri dal centro di Malindi e almeno dieci da Watamu, senza una stazione di polizia e senza sedi di servizi di sorveglianza privati. Mayungu presenta resort e complessi residenziali di recente costruzione che per questo motivo ancora non si sono completamente adeguati agli standard di sicurezza che sono presenti nelle due cittadine turistiche. Crediamo sia opportuno intervenire perché ciò avvenga per evitare che si possano verificare altri episodi simili che oltre a mettere a rischio le vacanze dei nostri connazionali, rovinano il buon nome di un luogo solitamente tranquillo e pacifico come la costa keniota, frequentata ogni anno da migliaia di turisti italiani".(23/02/2013)

Vacanze in Kenya sicure a marzo o no?

Sono molti i lettori che in questo periodo ci scrivono riguardo alle elezioni in Kenya. Si tratta di connazionali nche stanno prenotando vacanze in Kenya nel mese di marzo e che sono indecisi per via delle elezioni, memori di quel che accadde quattro anni fa e messi in preallarme anche dalle agenzie di viaggio o dal "sentito dire". In questi giorni le associazioni di categoria di albergatori ed operatori turistici dichiarano che, così come accade nel 2008, sulla costa si potrà stare tranquilli. La polizia da qualche mese a questa parte ha individuato gruppi di estremisti che a Mombasa crearono qualche problema e che adesso, tramile il movimento separatista IRC, potrebbero tornare all'attacco. Ma i capi sono già in libertà condizionata e molti militanti sono già stati schedati nei mesi scorsi e non potranno muoversi con facillità. Le altre schermaglie, di stampo tribale, vengono scongiurate dagli stessi politici e da chi anni fa fomentò. Gli occhi del mondo ora sono su Nairobi, al di là di episodi isolati, potrebbe andare tutto liscio. Malindikenya.net si sente di augurare buone vacanze a chi il prossimo mese verrà a trovarci.(22/02/2013)

Boom per la pagina facebook di Malindikenya.net 

Come i lettori affezionati già sanno, in questo portale non è possibile commentare gli articoli che quotidianamente appaiono. Ma si può partecipare attivamente a discussioni o commentare alcune notizie nella nostra pagina Facebook, che da due anni ospita uno "specchio" di quel che succede qui dentro. Ora, così come il sito per i suoi visitatori quotidiani, anche il cosiddetto "profilo" sul più popolare social network ha superato quota 2000 adesioni. Gli argomenti del giorno vengono commentati come su un forum, sviscerati e analizzati dai lettori. Puntuali arrivano risposte o ulteriori commenti anche dal moderatore di malindikenya.net, che è pronto a rimuovere chi non rispetta le naturali regole di buona educazione e non scrive cose sconvenienti per sé e per la reputazione del nostro portale, che è quella di essere "super partes", equilibrato e soprattutto con una grande passione per Malindi, Watamu e Mambrui e con un "mal d'Africa" mai domo. Chi ancora non fosse "amico" di malindikenya.net su Facebook può entrare nella "community" e potrà partecipare ai commenti sugli articoli principali del portale e dire la sua, apportando sicuramente benefici alla discussione. Chi invece fosse interessato a scrivere qualcosa per noi, può contattare la redazione scrivendo a info@malindikenya.net(20/02/2013) 

La storia del teatro Cleopatra di Malindi

"Finché sarò viva, questo teatro non verrà venduto per farci un supermercato o qualche altra cosa che non abbia a che fare con lo spettacolo". Chi parla così è la signora Amina Karith, che insieme al marito nel 1973 decise di far erigere un teatro in mezzo alla città, per poter rappresentare commedie e spettacoli dal vivo. Poi arrivò il primo grande schermo della costa nord e negli anni Ottanta il Cleopatra (così chiamato in onore dell'epico film di John Houston) diventò il ritrovo di chi amava il genere che poi si sarebbe chiamato Bollywood. Quei fantastici polpettoni indiani capaci di passare dalla tragedia al musical, al comico e all'azione in due ore. Con venti scellini si entrava, si fumava, si sudava e si respiravano umori internazionali. I matinéè erano dedicati alle scolaresche, con allestimenti culturali di compendio ai programmi scolastici proprio come da noi in Italia. Poi nel 1998 il teatro ha subito una devastazione da vandali mai individuati e per molti anni è rimasto chiuso. Ma Amina non si è persa d'animo e ha riacquistato monitor e impianto audio, ha rimesso a posto gran parte delle 500 poltroncine e ha riaperto il tempio cittadino. Tempi cambiato, ora a fare audience sono le partite di calcio, con i recenti mondiali e la Champions League sul grande schermo, che ancora attira. Adesso non si può più fumare e ci vorrebbe l'aria condizionata, perché la gente, persino gli africani, è diventata più schizzinosa ed esigente. "Ma io credo al rilancio della cultura, delle rappresentazioni, ma anche dei convegni - dice Amina - spero di trovare sponsor che ci credono come me. Il Cleopatra può diventare una risorsa per tutta la cittadina. Con 100 mila euro si potrebbe trasformare in un palazzetto per concerti, teatro ed altro. Chi ci crede, si faccia pure avanti!". (di Charles Banda 19/02/2013) 

India supera la Cina nelle esportazioni in Kenya

Il mercato occidentale grida al "pericolo giallo" in Kenya, ma intanto l'India supera il colosso cinese nelle esportazioni verso il Paese africano. Con 1,5 miliardi di euro di esportazioni nel 2012 l'India è riuscita a scavalcare non solo Pechino, ma anche gli Emirati Arabi Uniti che per anni sono stati leader nel commercio con Nairobi. A riferire del sorpasso indiano è il Kenya National Bureau of Statistics, che ha presentato ai media locali i dati che confermano una rapida crescita delle esportazioni indiane in Kenya rispetto all’anno precedente e un distacco notevole rispetto al volume degli altri due paesi. Secondo i dati relativi ai primi 11 mesi del 2012, il valore delle importazioni keniani dall’India ammonta a 174,6 miliardi di scellini keniani (pari a 1,5 miliardi di euro), molto più dei 154,7 miliardi di scellini della Cina o dei 138,2 miliardi di scellini degli emirati arabi. Nel 2011 il quadro era molto diverso: gli Emirati guidavano la classifica con 181,4 miliardi di scellini, l’India era ferma a 148,8 miliardi di scellini e la Cina a 144 miliardi di scellini. Il Kenya è un  importatore netto di prodotti petroliferi, di macchine e industria meccanica, veicolo e forniture industriali non legate al cibo. Tra le principali importazioni provenienti dall’India figurano anche prodotti dell’industria tessile, di quella farmaceutica, beni elettronici e metalli lavorati. Secondo gli analisti, l’India è riuscita a conquistare la parte del leone nel mercato keniano grazie agli storici rapporti tra i due paesi, alla “cordiale politica estera” che li lega, all’economicità e qualità dei suoi prodotti e alla sua vicinanza dai porti keniani.(18/02/2013)

Kenya: a 64 anni in prima elementare

Ha indossato la divisa della sua scuola elementare, camicetta verde e gonnellina bianca. Ripeterà la prima, che aveva lasciato dopo pochi mesi. La scuola è la stessa, Segere Primary School, in uno sperduto villaggetto del Kenya settentrionale. Qual'è la notizia? Che sono passati sessant'anni da quando Irene Wambisa aveva lasciato la scuola, per andare ad aiutare i genitori nei campi. Oggi la donna ha 65 anni e tra non molto sarà bisnonna. "Una notte ho sognato che tornavo a scuola - ha raccontato alla stampa locale nonna Irene - dovevo imparare l'inglese per poterlo parlare con i miei nipoti". Al risveglio, Irene Wambisa non ha perso tempo, si è recata alla scuola che dista qualche chilometro dal suo villaggio, distanza che coprirà ogni mattina a piedi, pur di poter studiare. Si è fatta fare una divisa su misura e ha comperato i libri di testo e poi si è sistemata in classe insieme a compagni che sono più piccoli dell'ultimo suo nipote. Il Kenya non è nuovo a raccontare storie come questa: qualche anno fa la bellissima parabola finale della vita di Mzee Kimani Maruge ispirò addirittura un film. Il vecchio ex partigiano della resistenza Mau Mau, a 84 anni aveva deciso di tornare tra i banchi di scuola per prendere la licenza elementare e ce l'aveva fatta. Il suo sogno si era realizzato e, dopo essersi iscritto alle superiori ed aver proclamato che sarebbe arrivato alla laurea, si era spento serenamente. Il film "The first grader" considerato un piccolo capolavoro, non è ancora stato tradotto in italiano.(17/02/2013) 

Chiusa la prima parte di riprese della fiction Mal D'Africa

Si sono concluse all'Aquarius di Watamu le riprese della fiction italiana "Mal d'Africa", diretta da Francesco Malavenda e interpretata, tra gli altri, da Albert Colajanni (il D'Alema del Bagaglino e di Striscia La Notizia) e Cristina D'Addario. Le prime tre puntate sono ora in fase di montaggio, con alcune emittenti italiane di primo piano già interessate a visionarle per poterle trasmettere. Nel frattempo la produzione ha già concordato col regista marchigiano di girare in futuro anche la quarta e la quinta puntata della fiction. Malavenda però ha anche in cantiere un progetto cinematografico dal titolo "Tre napoletani a Malindi", con un cast di caratteristi di fama nazionale che a breve verrà reso noto. Insomma, Malindi e Watamu sono sempre di più nell'obbiettivo del piccolo e del grande schermo...per ora soprattutto per quanto riguarda la commedia all'italiana.(16/02/2013)
 

Con il Cites contro il commercio dell'avorio keniota
Bisogna fare il possibile per sensibilizzare l'opinione pubblica sul massacro degli elefanti in Kenya per il maledetto avorio. Il CITES, organizzazione per la tutela delle specie animali protette, era già riuscito a rendere illegale il commercio d'avorio in molti stati africani compreso il Kenya, ma ora deve far fronte alla crescente piaga del bracconaggio. Il Pengo Life Project è promotore per l'Italia della campagna Internazionale: Say NO to ivory, promossa dalla fondazione The David Sheldrick Wildlife Trust di Nairobi, diretta dalla dr.ssa Dame Daphne Sheldrick. Un buon inizio può essere collegarsi al sito e firmare la petizione:http://www.iworry.org/ 

Scrive David Sheldrick: "Il 75% di avorio viene venduto e comprato dai Cinesi e un chilo di avorio è venduto fino a $ 1.500 in Estremo Oriente. Mentre il bracconiere può aspettarsi di guadagnare circa $ 150 al chilo, contro una somma più vicino a 4 dollari al chilo soli 4 anni fa! Quindi anche una piccola serie di zanne 10kg potrebbe portare a un bracconiere l'equivalente di 1.500 dollari. Un elefante grande con 100kg di avorio porterebbe una fortuna e l'incentivo è sostanziale. Io vi sto esortando in qualità di membro del Comitato a riconoscere l'urgenza di proteggere gli Elefanti Africani. Per fermare il massacro di questi animali maestosi si deve arrivare ad un divieto permanente di vendita di avorio sia a livello internazionale che all'interno delle nazioni, se vogliamo vedere un futuro con gli elefanti"(15/02/2013)

Il San Valentino a Malindi e Watamu 
La stagione turistica sulla Costa Keniota è tutt'altro che terminata. C'è il tempo, quindi per assaporare la giornata più romantica dell'anno, San Valentino, all'Equatore sulle rive dell'Oceano Indiano. Sono molteplici le proposte per una cena a lume di candela sotto le stelle questa sera. Malindikenya.net suggerisce gli appuntamenti negli incantevoli scenari di Malindi e Watamu. A Malindi il ristorante La Griglia del Casinò ha organizzato una cena sotto le stelle a base soprattutto di pesce e crostacei (ma con varianti per i carnivori) con l'accompagnamento della cantante Olivia Caro (Kshs. 3500 bevande escluse). Cena sulla spiaggia tra le dune al White Moon, con le originali proposte gourmet di Jean, Daniela e Alberto. Per cambiare scenario e provare l'intimità delle candele e della cucina all'italiana, anche il Karen Blixen propone il suo S.Valentino, con menu alla carta e la visione del film "Serendipity" e infine c'è il superclassico della cena ai bordi della piscina nel giardino del ristorante La Malindina (solo su prenotazione, cena alle 21). A Watamu si mangia sotto le stelle al Paparemo Beach, con pesce fresco e le novità culinarie di Nicla, pronti per il disco party a seguire con Dj Dulla. Atmosfera da mille e una notte anche al Mapango, con le creazioni gastronomiche di Sara, iperniate anch'esse sul pesce. Romanticismo a go-go anche al Rock and Sea sul Mida Creek, specie al tramonto arrivando in barca (per informazioni si può chiamare il Garoda Resort). Queste le nostre proposte, per una serata in cui si può lasciare da parte il villaggio turistico, la casa con il cuoco o l'houseboy, o il localino africano a buon prezzo, ottimo per tante altre cene "normali". That's ammore!(14/02/2013) 

Con Freddie e Malindikenya.net dai bambini della lotteria di Malindi

La Lotteria di Malindi ha dato loro la possibilità di trovarsi nelle condizioni migliori per studiare, e di essere d'esempio per tanti altri coetanei di Ganda. Samuel Kahindi e Neema Mwalimu sono due dei cinque bimbi che grazie all'evento benefico di Malindikenya.net insieme con Myfem, Madca e Key Group, potranno usufruire di un aiuto continuativo e controllato per molti anni a venire (rispettivamente 5 e 2 sicuri, più tutti gli altri fino all'università, se lo meriteranno). Freddie ieri è andato personalmente a Ganda a consegnare il mensile ai genitori, ed ha accompagnato a scuola i due bimbi per rendersi conto della loro situazione, parlando anche con il preside della scuola elementare del villaggione alle porte di Malindi. Nel pomeriggio, poi, visita a Kisumundogo dove vive il piccolo Moses Kazungu, accudito dalla sorella perchè orfano. La Myfem (Malindi Youth For Environment Movement) ha trovato per lei un impiego come assistente parrucchiera. "Quando avrà imparato il mestiere - spiega il direttore di Myfem George Edage - troveremo il modo di aprire un beauty saloon tutto per lei, così potrà contribuire a mantenere anche il fratellino". Per Moses, comunque, si è mossa anche una coppia di italiani che, dopo aver saputo la sua storia, ha promesso che l'aiuto di un anno garantito dalla lotteria, proseguirà fino alla fine delle scuole primarie, altri sette anni. Un'altra coppia di Watamu ha invece deciso di sostenere una piccola bimba di cui avevano acquistato il biglietto: Kadzo Katana. Altra notizie: i genitori di Rama Juma, il ragazzino di Gahaleni che riceverà 3 anni di sostegno mensile, hanno deciso di aprire un conto in banca per quando sarà più grande, nel quale ogni mese depositeranno la metà dei 3000 scellini previsti. Malindikenya.net continuerà a tenervi aggiornati dell'attività di sostegno dei bambini della lotteria di Malindi.(13/02/2013)

Grande folla per Raila Odinga a Malindi

Una folla incredibile. vista poche volte a Malindi per eventi speciali. Migliaia di persone si sono riversate nella piazza dell'ex campo sportivo Ngala, dietro al cinema Cleopatra, per assistere al comizio elettorale della coalizione CORD, guidata dall'Orange Democratic Movement del candidato premier Raila Odinga. Sul palco hanno sfilato dapprima i candidati parlamentari, governatori e i più noti politici locali dell'area riformista, poi è stata la volta del Vicepresidente keniota, Kalonzo Musyoka che è l'alleato principale di Raila Odinga. Durante gli interventi precedenti, l'entusiasmo è salito gradatamente, con la folla che più volte si è lanciata in cori e nel gesto con le mani dei "tergicristalli", chiamato più volte anche dagli stessi politici ("wipers, wipers!"). Continui anche i riferimenti alla pace e ad elezioni giuste e nob violente, richiamando anche il messaggio lanciato da Barack Obama. Infine, completamente vestito di arancione, è salito sul palco colui che i sondaggi danno in vantaggio nella corsa presidenziale che avrà luogo tra tre settimane, il 4 marzo. Raila Odinga ha sottolineato come il suo governo imporrà una svolta epocale al paese, dopo "cinquant'anni di indipendenza gestita in un certo modo". Ha salutato la Malindi luogo storico per l'approdo di stranieri in Kenya e ora molto italiana. "Questi italiani che danno tanto lavoro, ma anche questi italiani che fanno le loro cose "aumma aumma" ha praticamente detto Odinga". Applausi convinti dei locali. Anche la coppia Uhuru Kenyatta - William Ruto aveva avuto buon pubblico e consensi sulla piazza malindina, ma il CORD è parso avere più seguito o comunque più organizzato nell'attirare gente. La campagna elettorale continua nel Paese.(12/02/2013) 

Con Karibuni Onlus nelle farm di Langobaya

Un aiuto che non sia più solamente un "traino educativo" o una cura medica, ma che possa diventare una forma di autosostentamento e una catena produttiva e di guadagno attraverso le coltivazioni. Questa la nuova frontiera della solidarietà, che vede la Onlus lariana Karibuni in prima fila con numerosi progetti di fattorie biosostenibili. Siamo andati a visitare quelle di Langobaya, alle quali si aggiungerà presto una farm sponsorizzata dall'Alitalia. Una settimana fa da qui sono partiti seicento chili di buonissimi pomodori, in direzione Malindi. Quaranta polli, invece, sono finiti nella macelleria Karibuni di Timboni, vicino Watamu. "Questa è la vera catena di solidarietà, che investe tutti, dal coltivatore, ma ancora prima da chi irriga e cura le piante, a chi trasporta e commercializza i prodotti" spiega il presidente di Karibuni, Gianfranco Ranieri. La farm di Karibuni, a sessanta chilometri da Malindi, in una zona dove sorgono progetti di irrigazione ma tuttavia piuttosto arida, produce di tutto: dai pomodori a ortaggi vari, peperoni e ananas. Ci sono anche alberi da frutto e da legname. Poi i polli, le capre e le mucche. Terreni a perdita d'occhio che saranno presto tutti coltivati, grazie a tanta acqua e al lavoro di un'intera comunità. "Produciamo alimenti sani - spiega Ranieri - aiutando tanta gente a uscire dalla miseria e a capire l'importanza del buon lavoro che può portare profitto. Ora abbiamo bisogno di strutture turistiche sulla costa che ci aiutino, acquistando i nostri prodotti e potendosi fregiare di sostenere un'iniziativa benefica e salutare".(11/02/2013) 

Kibaki inaugura la Silicon Valley keniota

Il presidente Mwai Kibaki ha inaugurato ufficialmente davanti ai rappresentanti di numerose aziende nazionali ed internazionali i lavori di costruzione del polo tecnologico di Konza, destinato nelle intenzioni del governo a diventare un centro di riferimento nello sviluppo delle tecnologie ICT a livello regionale. 
Situato una sessantina di chilometri a sud della capitale Nairobi, il futuro polo tecnologico di Konza si estenderà su un’area di circa 2000 ettari e dovrà essere operativo entro la fine del 2015. 
Secondo il quotidiano economico keniano ‘Business Daily’, sarebbero già più di 250 le imprese locali ed internazionali intenzionate ad investire una cifra pari a circa otto miliardi di euro nella realizzazione del progetto. 
In un’intervista pubblicata nei giorni scorsi, il ministro per la Tecnologia Bitange Ndemo ha detto che 18 aziende hanno già presentato il proprio progetto, mentre altre 30 hanno indicato di voler attendere le elezioni del prossimo 4 marzo prima di avviare gli investimenti. 
Il parco tecnologico, secondo Ndemo, consentirà una volta terminato la creazione di 80.000 nuovi posti di lavoro altamente specializzati. 
Le imprese che hanno manifestato l’intenzione di aprire loro filiali, laboratori, centri di ricerca e impianti di assemblaggio a Konza sono impegnate soprattutto nel settore dell’informatica, dell’istruzione e del turismo. I principali investitori sono keniani, coreani, giapponesi, canadesi, indiani e cinesi. Una lista completa delle imprese interessate sarà resa pubblica dal governo di Nairobi nei prossimi giorni.(10/02/2013) 

Addio caro None, amico malindino dai safari originali. 
Giovedì scorso , su un matatu a cento chilometri da Malindi, per una crisi cardiorespiratoria, è mancato Cristiano “None” Celli, 45 anni residente malindino. Organizzava safari molto originali ma soprattutto era un amico, che voglio ricordare. Freddie.
La morte non merita cantori. E’ la vita che bisogna cantare. Specie quando l’infame si prende un ragazzo di 45 anni, pieno di vita, di serenità, di progetti. E io voglio parlare della vita di Cristiano che tutti conoscevano come None. Della vita che ha fatto fino a ieri, della sua nuova vita a Malindi, a Kipini, nella savana dello Tsavo. Voglio parlarvi della sua creatività, della logorrea frizzante, ironica, colta e strampalata. Dei suoi sproloqui demenziali, ecumenici, catarrosi, urlanti, immaginifici. Voglio dirvi delle mille sigarette che gli avevano minato i polmoni. Erano tutte come fili legati ai milioni di neuroni attivi e vivaci. Ognuno di quei fili era un’idea, un progetto, un entusiasmo. Quei fili a Malindi si erano riuniti, avevano messo in piedi un’attività, fatto scivolare in acqua una barca che risaliva il corso del Tana River e poteva scoprire spiagge, insenature, storie nuove fino a Lamu. Poi c’era un camion grande come la sua fantasia, che depositava tende da campo in savana, quando i fili salivano alle stelle e lui finalmente riposava.
None era così, normalmente irrequieto e instancabilmente stupito del vivere, ma gli bastava un kikoy avvolto alla vita e una camicia di peli (com’era solito dire) per sentirsi a casa sua, in Africa.
Lo conoscevo da più di vent’anni, era il mio vicino di casa. Era uno dei personaggi buoni che popolavano il mio libro della vita in Kenya, e che oggi sono sempre meno, sopraffatti dagli egoisti, dagli opportunisti, dai finti amici e da chi sa vivere meglio di me e meglio di None questi tempi sciagurati. Ciao vecchio None, mi mancherai!(09/02/2013) 

Elezioni in Kenya: parla Obama 
"Gli Stati Uniti vogliono che in Kenya si svolgano elezioni libere e pacifiche", questo è il messaggio del presidente Barack Obama, che ieri si è espresso per la prima volta sulle imminenti elezioni in programma nel suo Paese d'origine. E' nota la reticenza del Presidente americano, keniota da parte di padre, originario di un villaggio sul lago Vittoria, a parlare del paese dove ancora vive l'ultima moglie del nonno e dove uno dei fratellastri si è candidato a parlamentare, sfruttando il cognome più famoso del mondo. Obama per parlare al popolo keniano e soprattutto ai suoi politici, ha scelto un videomessaggio. "Dovete respingere l'intimidazione e la violenza - ha detto nel messaggio - e consentire che la gente si esprima liberamente e in modo equo". Il ricordo delle sommosse di quattro anni fa è ancora vivo, ma Obama non ha fatto accenni a questo o alla situazione attuale del paese. Pur essendo uno dei candidati principali accusato dei crimini del 2008, il presidente americano ha voluto precisare che gli Stati Uniti non sostengono alcun candidato, ma supportano una elezione tranquilla che possa riflettere la volontà del popolo". Ipotizzabile la reazione del mondo politico keniota e dell'opinione pubblica: un plauso unanime verso Barack Obama. La speranza è che questo augurio sia stato recepito anche come un monito, e che le sue non rimangano solamente parole di cui non tenere conto, nei giorni che precederanno il suffragio e soprattutto in quelli susseguenti alla proclamazione del nuovo leader del Paese.(08/02/2013) 

Mijikenda: uccisi 250 anziani in 4 anni

I dati trasmessi ieri dal Presidente della Malindi District Cultural Association, Emmanuel Munyaya, sono agghiaccianti. In quattro anni nei distretti di Malindi, Kilifi e Magarini sono stati uccisi duecentocinquanta anziani delle tribù Mijikenda. Ammazzati spesso barbaramente dai giovani della loro stessa etnia perché accusati di praticare la stregoneria "cattiva". In raltà quasi tutte le vittime erano portatori sani della cultura e delle tradizioni giriama e mijikenda. Alcuni si qualificano come "mganga", ovvero medici tradizionali o guaritori che utilizzano metodi antichissimi utilizzando erbe e radici, o anche riti che hanno il sapore di sortilegi. Non si può certo chiamare stregoneria, anche perché chi la teme è perché è il primo a crederci. La paura delle bande di giovani microcriminali e di balordi è quella di ricevere anatemi contro la loro vita dissoluta. "Le nostre tradizioni sono in pericolo - spiega Munyaya - e le istituzioni non ci proteggono a dovere". Nell'entroterra molti anziani hanno iniziato a tingersi i capelli, per evitare di essere scambiati per vecchi. Infatti è capitato, specialmente nelle zone di Marafa, che alcune persone comuni siano state malmenate e in alcuni casi ridotte in fin di vita, solamente perché la loro età e i capelli bianchi facevano supporre un possibile coinvolgimento in pratiche di magia nera. I programmi di propaganda culturale ed educazione civico-storica dei MADCA siono volti anche a questo, insegnare la propria cultura e tradizione, non per averne timore ma per imparare a prenderne il buono, che in questi tempi malati è tutto di guadagnato.(07/02/2013) 

Rapina a Mayungu in un resort
Rapina a mano armata nella notte, per fortuna senza conseguenze drammatiche, al Watamu Bay Ora Resort di Mayungu, tra Malindi e Watamu. La notizia è stata raccolta in esclusiva dal portale Malindikenya.net. Una banda formata da cinque o sei persone si è introdotta intorno alla mezzanotte di domenica nel resort, solitamente ben sorvegliato, ed ha fatto irruzione in tre camere in cui sono ospitati turisti italiani. I rapinatori si sono fatti consegnare soldi ed effetti personali, ma non c'è stata violenza. Scappando, un rapinatore ha esploso accidentalmente un colpo che ha ferito di striscio una turista italiana alla nuca. "Si è trattato di una rapina occasionale - spiega il Console di Malindi Roberto Macrì - la prima da molti mesi a questa parte tra Malindi e Watamu. E' bene dire che non ci sono implicazioni di nessun altro tipo".(07/02/2013) 

Malindi Medical Environmental Day con Malindikenya.net
L'emozione più grande è arrivata dallo spettacolo dei disabili della scuola speciale di Malindi. Ma ogni gruppo o "children home" ha proposto uno show, mentre altre associazioni di ragazzi di strada si davano battaglia nel torneo di calcio. Poi lezioni di ambiente, di rispetto delle diversità e di educazione civica, infine un pranzo tutti insieme (un migliaio i bimbi) a base di riso e carne. Questa in breve la grande festa del "Malindi Environmental Day" organizzata da una onlus giapponese, con Malindikenya.net, Myfem, Karen Blixen e altri sponsor. La giornata era stata programmata in un primo momento allo stadio Alaskan ma l'incendio avvenuto nei giorni scorsi ha costretto ad abbandonare il campo di gioco e trasferire l'evento alla Central Primary School, da sempre nostra alleata nelle operazioni di solidarietà. "Una festa incredibile, che ha unito tanti bambini di Malindi che non si conoscevano, ma che condividono le stesse condizioni e per questo devono imparare ad essere solidali l'uno con l'altro" ha detto l'organizzatore Takumi Kishi. L'iniziativa ha visto anche molti volontari giapponesi, inglesi e americani coinvolti nella preparazione, e anche alcuni turisti italiani. Su proposta del nostro portale, una delegazione di residenti dell'isola d'Elba ha portato fondi raccolti dalla scuola elementare di Pomonte, paese elbano, su iniziativa dell'educatrice Barbara Pierulivo. Un altro contributo è arrivato da una turista austriaca.(06/02/2013) 

Ecco il brand Swahili Coast

L'idea era stata lanciata dalla Mombasa Coast Tourist Association (MCTA) e raccolta un mese fa dal Kenya Tourist Board. Adesso è ufficiale, la costa keniota avrà un suo marchio unico, un logo e presto anche un portale internet per promuoversi, sotto l'egida del Ministero del Turismo keniota. Si venderà la destinazione marittima del Kenya come "Swahili Coast". Da Diani a Lamu, con Mombasa, Kilikfi, Malindi, Watamu e Mambrui, un solo nome che si ispira a ciò che accomuna più di ogni altra cosa tutti i luoghi della regione, ovvero la cultura "swahili", che non solo ha dato lo spunto per la lingua nazionale parlata in Kenya, Tanzania, Uganda e a nord del Mozambico, oltre che in parti di Zaire, Ruanda e Malawi, nelle Comore e a Zanzibar, ma che è la caratteristica fusione di razze ed abitudini data dalla commistione tra arabi, indigeni kenioti e altre popolazioni giunte nel corso dei secoli in Kenya via mare. La Costa Swahili, ecco il nome per promuovere, anche in Italia, le varie destinazioni sotto un marchio unico, come è per il Mar Rosso ad esempio.(06/02/2013) 

Inaugurato Specialdays a Malindi

Un buon numero di turisti, residenti e cittadini locali ha assistito sabato scorso all'inaugurazione di "Specialdays", la prima boutique malindina di creazioni originali per la sposa e per le nozze. Ideato dalla stilista Simona Malvassori, già titolare della griffe Styleshowroom, sempre al Sabaki Center, lo shop "Specialdays" ha subito destato interesse per la bellezza dei suoi abiti e per l'originalità delle bomboniere e di altri accessori.(05/02/2013) 

Un bluesman italiano ha suonato tra gli animali del Nairobi National Park 
Per la prima volta il Nairobi National Park, l'unica riserva nazionale con animali in libertà in una città africana, ha ospitato un concerto dal vivo di musica moderna. E non è tutto: per questa inedita occasione è stato invitato un bluesman e jazzista italiano con la sua band. Si tratta di Enrico Crivellaro, musicista padovano da anni trasferito in America, dove ha lavorato con grandi nomi del blues bianco e dello swing. Crivellaro ha alle spalle numerosi riconoscimenti internazionali, cone l'award come miglior bluesman italiano all'estero. Sabato sera all'ora del tramonto, il musicista veneto ha incantato la folla e probabilmente anche leoni, elefanti e giraffe, con la sua band e una scaletta a base di brani propri e tributi a grandi maestri come Ray Charles ed Eric Clapton.(04/01/2013)

Ecco Safari Bar, il romanzo su trent'anni di "colonizzazione" italiana di Malindi

Questo un po' il sunto del libro di Freddie appena uscito in Italia: Malindi, perla turistica del Kenya che si affaccia sull’oceano indiano. Dalle prime navi cinesi nell’anno mille, attraverso arabi, indiani e portoghesi, si è arrivati al Novecento degli inglesi. 
mzungu, come vengono chiamati i bianchi dalla popolazione locale, oggi sono in gran parte italiani che approdano per vacanze “all inclusive” o per svernare in ville da sogno. Ma ci sono anche avventurieri fulminati dal “mal d’Africa”, ex professionisti che hanno cambiato vita e prospettive, pensionati in cerca di una seconda giovinezza sessuale e splendide persone che hanno scelto una solidarietà partecipe, diretta. Quarant’anni di uno strampalato, improbabile colonialismo sono raccontati ai nipoti da un anziano maggiordomo che torna alla sua capanna di fango sulla strada per il parco nazionale dello Tsavo. Vicende grottesche e tragicomiche che coinvolgono tycoon alla Briatore, artisti come Frank Sinatra e Zucchero, bresaole valtellinesi disperse in quartieri malfamati, giovani “rampolle” in cerca di stalloni africani, “desperate houseboys” alle prese con la tecnologia e tanti altri personaggi ispirati alla realtà in cui l’autore vive da molti anni.(03/02/2013)

Thadhib Academy, è a Malindi la migliore scuola della costa nord

Grandi festeggiamenti, con i 420 alunni in gaudio per le strade di Malindi, ieri allorché i tanto attesi risultati degli esami di fine ciclo per le scuole primarie (come le elementari e le medie messe insieme da noi) sono stati resi noti. A Malindi la Thadhib School, scuola mista mussulmana, ha conseguito il miglior risultato in tutta la provincia di Kilifi, ed è risultata seconda in tutta la costa, battuta solo da un'accademia di Mombasa. La sfilata in centro è stata contornata da canti, balli e clacson festanti degli automobilisti, contenti del primato malindino. Ora finalmente chi ha passato degnamente le primarie, può finalmente iscriversi alle scuole secondarie.(02/02/2013) 

"Specialdays": apre il negozio della sposa a Malindi

Sposarsi a Malindi? E perché no! Abbiamo assistito ultimamente ad ogni tipo di matrimonio esotico che la fantasia potesse immaginare: da quello con rito giriama, officiato direttamente da grandi vecchi capotribù, a quelli eleganti nin bianco sulle rive dell'Oceano Indiano, fino ai matrimoni misti tra i baobab con capretto sgozzato e fiumi di vino di palma. Per obnuna di queste occasioni, da domani, a Malindi c'è il negozio giusto. Si chiama "Specialdays" ed è stato ideato dalla stilista e artista cremonese Simona Malvassori, già titolare della boutique di gioielli, bijoux e artigianato etno-ecologico "Styleshowroom". Specialdays viene inaugurato oggi, sabato alle 11 e si trova, come già l'altra boutique, al Sabaki Center. Si tratta del primo atelier di Malindi dedicato alla sposa. Propone abiti da sposa esclusivi e prezzi competitivi con una particolare attenzione ai dettagli (design, materiale e consulenza personalizzata, con prezzi molto interessanti). Molto spazio è dato agli accessori (veli, guanti,cuscini portafedi, diademi, gioelli ed altro) e alle creazioni di bouquet con fiori veri
e a quelle "handmade" di bomboniere. Non soltanto per il matrimonio, ma anche per battesimi,compleanni, feste di laurea e per ogni evento speciale della vita che passato in Kenya diventa ancora più bello.(01/02/2013)

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