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Giugno 2015

Tutte le notizie del mese

01-06-2015 di redazione

Per inglesi e americani la costa del Kenya è sicura, ma la Farnesina non cambia il comunicato "terrorizzante"
L'Intelligence Britannica ha cancellato due settimane fa i suoi "travel advisory" sulla costa del Kenya, permettendo a turisti e operatori di programmare con serenità la loro stagione in un paradiso che, nonostante la minaccia terroristica che ormai riguarda tutto il pianeta, non soffre di particolari minacce nei suoi angoli turistici come purtroppo accade in altre mete in Africa (vedi Tunisia ed Egitto) e nel mondo.
Anche gli altri Paesi del Commonwealth, Australia e Nuova Zelanda in testa, si sono associati dopo aver preso atto della relazione di quello che viene considerato l'organismo di informazione sulla sicurezza più attendibile del mondo, e anche gli Americani hanno seguito a ruota. Per loro, che erano stati i primi ad intuire la minaccia somala di Al Shabaab e a chiedere ai propri connazionali di tornare a casa, oggi la costa del Kenya e in particolare Malindi, Watamu e Kilifi, tornano ad essere mete frequentabili. 
Per il nostro Ministero degli Esteri invece no. Siamo fermi all'ultima direttiva pubblicata sul sito viaggiaresicuri, datata 12 giugno (qualche giorno prima dell'informativa britannica) che sconsiglia vivamente di recarsi a Malindi. Nessuno scontro, nessun attentato e nessuna avvisaglia, da almeno un anno e mezzo la costa keniana vive una fase di tranquillità, anche relativamente alla sicurezza quotidiana, che non si registrava da almeno otto anni, eppure per il Ministero degli Esteri è meglio lavarsene le mani e sconsigliare una vacanza in Kenya "se non strettamente necessario". 
Da notare, per far capire quanto siano aleatori questi consigli, che nonostante i recenti gravissimi episodi in Tunisia, il comunicato della Farnesina a riguardo sembra quasi confortante: "Il 18 marzo si è verificato un grave attacco terroristico presso il complesso del Bardo a Tunisi, che ha provocato diversi morti e feriti anche tra i nostri connazionali. Il 26 giugno un ulteriore attentato in una struttura alberghiera di Port El Kantaoui (hotel Imperial Marahba), nei pressi di Sousse ha provocato decine di morti e feriti soprattutto tra i turisti presenti. Si raccomanda ai connazionali di esercitare la massima prudenza e attenersi alle indicazioni delle autorità locali. In caso di urgente necessità, contattare Ambasciata d’Italia a Tunisi... Le Autorità di sicurezza tunisine hanno ulteriormente innalzato il livello di allerta terrorismo in tutto il Paese, in particolare nelle aree ad elevata presenza turistica ed annunciato l’adozione di nuove misure anti-terrorismo che prevedono anche lo schieramento di militari riservisti  nei "siti sensibili e nei luoghi che possono essere obiettivo di attacchi terroristici". Un forte dispiegamento di forze dell’ordine e’ presente sulle principali arterie stradali del Paese, nelle principali aree urbane ed anche nella Capitale".(30/06/2015)

Kenya Tourist Board a Milano con gli operatori di safari
Prima convention per il Kenya Tourism Board, che insieme ai partner Kenya Safari Pro (African Explorer, Il Diamante, Scirocco Tours, Hotelplan, Etnia Travel Concept) e Kenya Airways ha accolto oltre 60 agenti di viaggio presso Le Robinie Golf & Resort vicino a Malpensa per una formazione completa sulla destinazione. «Finalmente partiamo con un progetto di promozione congiunta, che sicuramente porterà dei risultati» ha dichiarato Alessandro Simonetti di African Explorer. «Siamo certi che iniziative come questa, unitamente alle altre attività di cui si è discusso con le istituzioni e il governo kenyano, potranno ridare fiato alla destinazione». «E’ stata un’iniziativa molto positiva, che ha visto una grande attenzione da parte degli agenti di viaggio verso le nostre presentazioni, volte a far passare un’immagine chiara di qualità e sicurezza» ha aggiunto Massimo Gallo, pm Africa di Il Diamante, mentre Hotelplan pone l’accento sull’importanza della collaborazione «tra chi conosce la destinazione e ne trasmette le emozioni con amore e passione». «Una giornata di confronto in cui tour operator e ente del turismo hanno coinvolto le agenzie di viaggio per ravvivare la promozione e la vendita del Kenya, presentando sotto diversi punti di vista il Paese» ha commentato Eugenio Marelli di Scirocco Tours. «Formazione e divertimento sono state importanti per far trapelare l’amore e la passione per Kenya di tutti coloro che propongono questa destinazione, anche con formule particolari come i viaggi crossland» ha concluso Irene Mello, pm Africa di Etnia Travel Concept. (fonte: travelquotidiano 29/06/2015)

Aeroporto di Malindi, il direttore mette fretta ai politici
Il direttore dell'aeroporto internazionale di Malindi alza la voce, e lo fa chiamando a raccolta i politici locali per smuoverli e risolvere una volta per tutte la situazione che blocca l'allargamento della pista aeroportuale, che permetterebbe finalmente di far atterrare ogni tipo di aereo a Malindi e far rivivere il turismo che ultimamente soffre della dipendenza da Mombasa, oltre che dei problemi in generale del Kenya. "E' tutto pronto da parte nostra, e ci sono anche i finanziamenti del Governo - ha detto il direttore dello scalo, Walter Agong, parlando a una Televisione keniana - ora sta alle istituzioni locali e ai parlamentari di Malindi e della costa unirsi per trovare un accordo con chi vive nelle zone in cui avverrebbe l'esproprio di terreni per consentire l'allargamento della pista". La questione effettivamente si sta trascinando oltre misura e Malindi rischia di perdere la grande possibilità di accedere ai fondi destinati all'allargamento dell'aeroporto.
"Ci sono parecchie compagnie aeree interessate a volare atterrando direttamente a Malindi - ha aggiunto Agong - e questo può invogliare nuovamente il turismo e gli investitori a tornare a Malindi e dintorni, rilanciando tutto il settore dell'economia, i politici locali devono capirlo e passare all'azione".
Nelle scorse settimane l'associazione dei residenti dei villaggi di Kwachocha e Ganda, limitrofi all'aeroporto internazionale, avevano annunciato che erano pronti a discutere dei compensi a loro destinati per cercare un'altra sistemazione e Agong stesso aveva confermato che era stato approntato un primo stanziamento di 3 milioni di euro per risarcire i primi residenti e occupanti dei terreni. A fianco a loro, ovviamente, ci sono anche centinaia di "sqatters", ovvero occupanti abusivi dei terreni che nessuno prima d'ora aveva mai reclamato. Anche per loro si dovrebbe comunque trovare una soluzione. Il peggior nemico ormai è il tempo, perché nel frattempo potrebbero già atterrare i Boeing più piccoli, anche se nessuna compagnia ha fatto richiesta di poter valutare esattamente come e quando. Dallo sviluppo definitivo dello scalo internazionale di Malindi dipende il futuro prossimo del turismo di massa su tutta la costa nord del Kenya.(28/06/2015)

Una banca della Caritas per i poveri del Kenya
Una banca speciale destinata ai poveri. E’ la Caritas Micro-finance Bank (Caritas Mfb) inaugurata nei giorni scorsi dall’arcidiocesi di Nairobi. Il nuovo istituto di micro-credito – riferisce l’agenzia Cisa - aiuterà le categorie più vulnerabili nelle baraccopoli  della capitale , madri sole, malati di Aids e tutte le categorie sociali più vulnerabili normalmente escluse dall’accesso al credito dai grandi circuiti bancari. I suoi principali clienti - ha precisato alla cerimonia inaugurale l’arcivescovo di Nairobi, card. John Njue - saranno giovani, donne, micro-imprese gestite da organizzazioni religiose. (fonte Radio Vaticana 27/06/2015) 

Sicurezza in Kenya, base per il ritorno dei turisti
«In questo momento decisamente non facile vogliamo rassicurare il mercato italiano, molto importante per il nostro turismo, sulla sicurezza della destinazione Kenya, curata da un team apposito e con un budget dedicato», ha dichiarato Muriithi Ndegwa, direttore generale del Kenya Tourism Board (KTB), durante un incontro a Milano.
Argomento ripreso in un messaggio di Pyhlis Kandie, Segretaria di Gabinetto per il Commercio e per gli Affari dell’Africa dell’Est, letto in sua vece nel corso della serata da Anne Kinyua, Segretaria del Turismo che, riguardo al budget, ha sottolineato che per il biennio 2015/2016 il governo del Kenya ha deciso un incremento dei fondi destinati alle forze militari e alla polizia di 280 milioni che si aggiungono ai 2 miliardi già stanziati per il 2014/2015. Iniziativa che sta migliorando la sicurezza, punto cruciale per l’economia in generale e il turismo in particolare. Per promuovere il settore sono state migliorate anche le infrastrutture e incrementati gli eventi internazionali che si terranno nel Paese, il tutto per riavvicinare i turisti alla destinazione sicura anche sul piano della salute.
Sui principali social – facebook, twitter, YouTube – poi, si sta sviluppando la campagna #WhyILoveKenya, dove tour operator, giornalisti e turisti di tutto il mondo, appassionati della destinazione, ne raccontano le molte particolarità, i contrasti e l’accoglienza in grado di soddisfare ogni tipo di vacanza. In primo piano la bellezza della natura incontaminata e selvaggia, sia sulla costa – relax ideale dopo un safari – che nelle foreste, habitat naturale di molte specie di animali, big five compresi, protetti nelle numerose riserve che ne fanno “il Paese dei safari”.
Tra gli spettacolari parchi siccano il Masai Mara, il più esteso, con immense pianure, boschi e foreste pluviali, l’Amboseli, caratterizzato dal Monte Kilimanjaro, con panorami mozzafiato e i caratteristici Villaggi Maasai, e gli Tsavo-est e ovest, tra savana, colline, foreste vergini e vaste pianure attraversate dalla storica linea ferroviaria Nairobi-Mombasa.
Per promuovere e aiutare la ripresa della destinazione, da sempre una delle più amate dagli italiani, il Kenya Tourism Board, in stretta collaborazione con i tour operator italiani – sia mare che safari – che programmano la destinazione, in primis Il Diamante e African Explorer, ha lanciato una forte campagna d’immagine che prevede una comunicazione commerciale diretta al consumer e una formazione più incisiva per gli agenti di viaggi.
I l primo passo è stata la creazione di due club di prodotto: “Kenya Safari Pro(ject): Gli specialisti del Paese dove è nato il safari”, al quale hanno aderito African Explorer, Il Diamante, Etnia Travel Concept, Hotelplan e Scirocco Tours, e “Kenya Beach Pro(iect): l’Oceano Indiano con il calore dell’Africa”, al quale partecipano Condor, Easy Africa, Francorosso, I Viaggi di Atlantide, Nakupenda Africa e Settemari.
La prima attività sviluppata da questi t.o. stata la convention per agenzie dedicata ai safari e all’Expo, svoltasi il 20 e il 21 giugno a Le Robinie Golf Club & Resort di Solbiate Olona. Gli operatori con le loro offerte partecipano anche alla campagna online per promuovere il nuovo sito, al mega fam trip per agenzie che si svolgerà nel prossimo autunno e a altre iniziative da decidere.
Il Kenya è presente a Expo con un padiglione nel cluster Caffè ed è stato protagonista di una manifestazione all’interno della Stazione Ferroviaria di Porta Garibaldi lo scorso 19 giugno che si ripeterà il prossimo 26 giugno. (fonte della notizia: l'agenziadiviaggi.it 26/06/2015) 

Food in slums. Mostra sul cibo nello slum keniano di Mathare a Milano con gli scatti di Filippo Romano
Il grande fotografo Filippo Romano "regala" i suoi scatti sul cibo nello slum keniano di Mathare, per una serata (oggi, dalle 19 alle 23 allo Spazio Culturale Stecca 3.0 di Via De Castilla 26 a Milano) nell'ambito di una serata organizzata dalle associazioni "Liveinslum", "L'albero della vita" e Pamoja. Per chi ama il Kenya e non solo la bellezza della sua natura, ma anche le contraddizioni e la sua gente, una serata da non perdere.(25/06/2015)

Settimana di incontri sul Kenya a Milano
A margine dell'esposizione internazionale di Milano, è partita oggi la settimana di incontri che il Kenya ha organizzato con associeazioni e istituzioni italiane, nonché elementi privati, per il rilancio dell'immagine in chiave turistica e imprenditoriale del Paese. Ieri alla Cascina Triulza c'è stato un incontro sulle biodiversità e la tutela di prodotti peculiari che sono recentemente diventati "presidio" di Slow Food International. Da lunedì invece sarà aperto lo spazio di Via San Gregorio 43, in zona Centrale, per confronti e ricerca di obbiettivi comuni con l'ente turistico keniano. Martedì e mercoledì sarà presente anche il Ministro del Turismo del Kenya, Phyllis Kandie.(22/06/2015)

Ogni anno lo spettacolo della grande migrazione degli animali dal Kenya alla Tanzania è un'attrazione per migliaia di appassionati naturalisti, amanti degli animali e fotografi provenienti da tutto il mondo. 
Il momento più esaltante ma anche drammatico, che fa parte del ciclo della vita e regola l'equilibrio biologico della grande madre Africa, è quello dell'attraversamento del fiume Mara, nella zona dei maasai (chiamata appunto Maasai Mara) praticamente al confine tra Kenya e Tanzania. Migliaia di zebre in questi giorni si sono messe in marcia per prepararsi a guadare il fiume che divide il grande parco nazionale tanzaniano del Serengeti e sfocia nella riserva keniana. La transumanza solitamente inizia a maggio, con l'arrivo delle grandi piogge che si spostano appunto da ovest verso est. Il fenomeno però non è contemporaneo per tutti gli animali, ma si protrae nel tempo, con una migrazione formata dall’insieme di tantissime mandrie di erbivori.
Ogni mandria può essere formata addirittura da 80.000 esemplari ma la maggior parte sono più piccole. A giugno seguendo le piste della piana del Serengeti gli gnu si spostano verso il fiume Grumeti e il Western Corridor, dividendosi poi in 2 grandi correnti: la prima attraversa il fiume Grumeti e si dirige a nord-est verso il fiume e la riserva di Masai Mara, l’altra seguendo il corso del fiume si dirige a nord-ovest verso il lago Vittoria.Quando le mandrie arrivano ai fiumi, si può assistere ad uno degli spettacoli naturali più famosi e cruenti: il passaggio delle mandrie ai guadi del Grumeti e del Mara infestati dai coccodrilli. Tutto può accadere ma a volte bisogna attendere per ore o giorni, prima che si scateni l'inferno della speranza e della caccia. Zebre e gnu coraggiosamente non rinunciano alla migrazione, ma molte di loro periranno. I fiumi fangosi e le grandi correnti rendono il guado ancor più insidioso, ma l'istinto ha la meglio e spesso l'azione congiunta è quella che salva la maggior parte delle bestie. 
Sulle rive, poi, si scorgono anche i felini, pronti ad attendere gli animali esausti e provati dal guado, e gli avvoltoi, pronti a cibarsi delle carcasse. Uno scenario epico da documentario, che chi ama l'Africa non può non sognare di vivere almeno una volta nella vita.(21/06/2015)

Biodiversità: incontro sul Kenya a Milano 
"Cibo, biodiversità e turismo responsabile", questo il titolo dell'incontro organizzato dall'associazione "Mani Tese" con Wwf e Slow Food oggi, alle 14.30 alla Cascina Triulza, nell'ambito dell'Expo di Milano. 
Il filo conduttore è il progetto "Economie locali e tutela della biodiversità" che Mani Tese svolge in Kenya, nel bacino del fiume Molo, in partenariato con Slow Food, WWF, NECOFA, Slow Food Kenya e con il finanziamento della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia. L'obiettivo è coniugare l'agricoltura ecosostenibile, basata su prodotti locali, con turismo e tutela dell'ambente. Tutti temi al centro dell'Expo milanese, che saranno affrontati da rappresentanti italiani e africani, che spiegheranno i progetti di formazione di 40 giovani kenioti nella zona del fiume Molo in Kenya.(18/06/2015) 

Partita del cuore poco solidale con il Kenya a Ragusa
L'autogol questa volta lo ha fatto il Comune di Ragusa, in Sicilia. Ma è solo una delle tante iniziative di finta solidarietà, o quantomeno di solidarietà interessata e molto poco solidale, di cui purtroppo veniamo a conoscenza.
Un'organizzazione ragusana ha pensato bene di allestire un'amichevole tra la nazionale Vigili del Fuoco e la Nazionale degli Attori, chiedendo al Comune, in base al loro preventivo per l'organizzazione, 21 mila euro, motivando ovviamente la sfida con intenti benefici. 
"L'intero incasso dell'evento "Un goal per il Kenya" andrà ai ragazzi di strada degli slum di Kisumu e Nairobi sostenuti dall'associazione Karibu Onlus". A questo punto, come riferisce il quotidiano online "Ragusa24.it", è lecito chiedersi se sia moralmente accettabile che per destinare il solo incasso profuso dagli spettatori, cioè dalla gente comune per assistere a una "partita del cuore", si debbano spendere così tanti soldi. In parole povere, dall'incasso ricavato dai 1000 spettatori presenti, sono stati raccolti 3000 euro, che appunto saranno destinati alla Karibu Onlus (e anche qui bisognerà vedere quanti ne arriveranno direttamente in Kenya, al netto delle spese dell'associazione), mentre né il Comune di Ragusa, né gli organizzatori del match calcistico, né tantomeno le nazionali di attori e vigili del fuoco hanno raccolto e donato un singolo euro. In parole povere, ai partecipanti della Nazionale degli Attori (che ne hanno tanto bisogno, poverini) è stato offerto un rimborso spese di 3500 euro, le altre voci sono: spese di pubblicità: 3.800 euro. L’alloggio, per due notti: 3.250 euro, 2.500 euro per due cene e un pranzo. E ancora 1.500 euro per i trasferimenti, 800 per il noleggio del service, mille euro per speaker e hostess. Si può immaginare che siano spese "gonfiate".
Alle voci della delibera si aggiungono anche altri "benefit" offerti da altri sponsor e associazioni locali, mentre per il vero intento della manifestazione, ovvero aiutare i keniani in difficoltà, è stato destinato meno di un quarto di quanto è stato speso per l'intera manifestazione.
La domanda sorge spontanea: poteva il Comune di Ragusa destinare direttamente i suoi 7000 euro ai ragazzi keniani? O spendere quei soldi per altre necessità contingenti, ad esempio migliorare l'iter dell'accoglienza dei profughi che sbarcano proprio sulle coste siciliane? E si poteva evitare di spendere 3800 euro di pubblicità per incassarne di meno durante l'evento? Saranno stati spesi bene? Verrebbe voglia di chiedere come si faccia a spendere 3800 euro per la pubblicità di qualcosa che al massimo ne renderà 3000? Forse era anche più sobrio e logico che invitare gente come gli attori che hanno già abbastanza privilegi, oltretutto nemmeno per recitare (se mai lo sapessero fare come si deve) ma per dare calci a un pallone.
Il consiglio di Malindikenya.net a cui sappiamo molti dei nostri lettori da sempre si associano, è quello di non cadere nella trappola della solidarietà fatta tanto per attirare consensi e sviluppare rapporti mondani.
Così conclude il sito ragusano, di cui condividiamo le parole: "La solidarietà è bene assai prezioso, che va tutelato perché rappresenta uno degli ultimi baluardi di umanità che ci restano. Non si può barattarlo con il piacere di uno spettacolo, anche se con l’apposita etichetta - solidale - ".(18/06/2015)

I maasai del cricket giocano la loro partita per salvare i rinoceronti
Da tempo fanno parlare di loro, più per l'atipica tenuta di gioco e per l'unicità della loro proposta sportiva, che per i risultati che ottengono. 
Il team keniano di cricket "Maasai Warriors" è salito all'0nore delle cronache soprattutto per la sua attività contro il bracconaggio e per la salvaguardia delle specie animali della grande riserva africana del Maasai Mara, la loro terra natia, presa di mira dai contrabbandieri d'avorio e del prezioso (almeno per loro e per i traffici con l'oriente) corno di rinoceronte, ritenuto un afrodisiaco naturale. La loro sfida è aperta e siamo tutti loro tifosi!(17/06/2015)

Kenya: calo di turisti nei primi cinque mesi del 2015
La strategia della paura, globale e diretta a considerare il terrorismo una minaccia grave per chi viaggia verso mete lontane, più la questione somala che, come hanno ribadito recentemente gli stessi portavoce di Al Shabaab, colpirà nelle zone di confine lontane dalla costa, sono i motivi predominanti del nuovo calo di presenze turistiche in Kenya, nei primi mesi del 2015. I dati forniti dal Ministero del Turismo keniano parlano di una diminuzione del 25 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014, che già aveva fatto registrare un calo, seppur ridotto, nei confronti dell'anno precedente (4,3%). Il Governo è già corso ai ripari su tutti i fronti, sia nell'arginare il pericolo della resistenza somala che chiede alle truppe africane, di cui il contingente keniano è il più attivo, di ritirarsi dal loro Paese, già peraltro dilaniato da faide interne, sia nel monitorare la disinformazione sul Kenya, che purtroppo riguarda anche notizie palesemente infondate, come nel caso del virus Ebola e di altre malattie, sia accennando a presunti attentati nei luoghi turistici negli ultimi tempi. Con il nuovo cambio di rotta operato dal Ministero e le iniziative prese, compresa l'assunzione dei consulenti della Graylings per l'immagine e la "reputation", si spera che il prossimo semestre possa registrare un blocco deciso dell'emorragia di turisti nel Paese africano.(14/06/2015)

Traffici di droga in Kenya: saranno distrutti tutti i veicoli che la trasportano
Si inaspriscono in Kenya le pene giudiziarie contro il traffico di stupefacenti. Il Kenya e la sua costa non sono più il paradiso dei drogati come accadeva negli anni Settanta, particolarmente a Lamu e a Mombasa. La nuova direttiva diramata dal NACADA, l'authority che lotta contro il commercio e l'assunzione di droghe e l'abuso di alcool in Kenya, offre la possibilità alle istituzioni locali di distruggere ogni quantitativo di droga trovato in possesso di chiunque, ancora prima di portare la questione in corte. In più ogni veicolo di terra, nave o aereo utilizzato per il trasporto di stupefacenti sarà distrutto senza nemmeno portare la questione in tribunale. 
La notizia, data da un funzionario del NACASA, è stata pubblicata lo scorso martedì sul quotidiano Daily Nation. 
Secondo la stampa keniana questa nuova regolamentazione "probabilmente innescherà l'opposizione di avvocati e forze dell'ordine", ma il direttore dell'Autorità Nazionale per la Campagna contro l'abuso di Alcool e Droga Sheikh Juma Ngao ha risposto che era ora che venisse effettuato un giro di vite alla lotta agli stupefacenti.
"Molti veicoli e natanti sono stati intercettati portando marijuana, cocaina e altre droghe illegali - ha spiegato Ngao - ma alla fine sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari, sia se erano sotto processo o in attesa, oltre che se non coinvolti personalmente nel traffico illegale".
Alcuni mesi fa lo stesso Presidente keniano Uhuru Kenyatta ha voluto l'affondamento di una nave che era stata intercettata prima di entrare nel porto di Mombasa e che trasportava una tonnellata di eroina e lui stesso ha presieduto all'incendio della droga che ha causato l'inabissamento della nave mercantile.
"E' stato un segnale forte - ha proseguito Ngao - vogliamo mettere in guardia anche coloro che noleggiano i loro veicoli e le imbarcazioni a trafficanti di droga. Fate attenzione, perché d'ora in avanti distruggeremo anche le loro proprietà".(13/06/2015)

Islamici kenioti invitano le istituzioni a trovare i radicali "Non sono nelle moschee"
"Nelle moschee non insegnamo certo radicalizzazione ed estremismo. Venite pure ad investigare e arrestate i veri colpevoli del terrorismo, che non sono tra noi islamici keniani".
Questo il monito delle associazioni di Imam e di altre istituzioni islamiche, che in un recente incontro a Easteigh, i leader musulmani hanno affermato che il governo dovrebbe conquistare i cuori e le menti dei giovani che altrimenti si sentiranno abbandonati e aderiranno più facilmente a gruppi estremisti. 
I leader hanno sottolineato che l'estremismo e la radicalizzazione non fa parte della loro religione e chiesto al governo di condurre indagini in madrasse e moschee.(11/06/2015)

Sono stati i kenioti a celebrare al meglio la giornata mondiale dell'ambiente a Malindi. 
Insieme con il Kenya Wildlife Service, l'organizzazione " PROGETTO 150" guidata da Sem Kariuki ha portato sei scuole elementari a Malindi dal Parco Marino lungo la spiaggia di Silversand, per pulire il litorale che si affaccia sul nostro splendido Oceano Indiano e aiutare a piantare altre 150 pianticelle di Casuarina, che diventeranno alberi.
"Un ambiente migliore e più pulito significa salute - ha spiegato Kariuki - e ciò si ripercuote positivamente sul turismo, oltre che sull'ecosistema marino. Le nostre spiagge e la barriera corallina sono tra le più importanti attrazioni turistiche della costa keniana". 
Il progetto di cui Kariuki è portavoce ha impiegato cinquanta giovani che si stavano avviando verso il consumo di droga, togliendoli dalla strada dei quartieri degradati della periferia. Inoltre gli studenti delle scuole sempre più presenti durante queste operazioni, capiscono l'importanza della salvaguardia della natura. La volta scorsa avevamo documentato la piantumazione di Casuarina in molte scuole della cittadina. Questa volta gli alunni sono usciti dai loro istituti e hanno scavato piccole buche in prossimità del mare, dopo aver pulito le spiagge. 
La Comunità locale, seguendo l'esempio dell'organizzazione di Kariuki, ha creato il gruppo di musica e spettacolo "The Move", il cui obbiettivo è sviluppare il talento latente in tanti giovani disagiati, attraverso lo stimolo alla loro creatività. 
Al gruppo si è unito anche il noto rapper locale Katoi Wa Tabaka, che ha portato la sua esperienza di artista.
Gli organizzatori hanno infine esortato il Governo della Contea di Kilifi a sostenere i loro progetti per aiutare il loro movimento, nel nome dell'ambiente, della musica, del turismo e dello sport. (dal nostro corrispondente Charo Banda)(10/06/2015)

Stand Kenya all'Expo: Caffé, tusker baridi e poco altro
Malindikenya.net è andata a visitare lo stand del Kenya all'International EXPO 2015 di Milano. Un evento al quale non potevano mancare, oltre alle nazioni più importanti del pianeta, anche molte nazioni africane. Il Kenya ha deciso di non presentare le sue tante peculiarità (ed è un vero peccato, visto le meraviglie e le unicità di cui dispone) ma di essere inserita nel "cluster" del caffé, in compagnia di Burundi, Uganda, Etiopia e di altri Paesi non aficani, specialmente dell'area caraibica. Anche se la posizione è perfetta, perché in prima fila arrivando dall'ingresso, proprio di fianco al frequentato bar di Illy Caffè. 
Una scelta riduttiva, probabilmente operata già due anni fa al momento della spartizione degli spazi. Oggi, con il senno di poi e il turismo da rilanciare, sicuramente il Paese a cui siamo affezionati avrebbe optato per una soluzione sullo stile dello stand dell'Angola, davvero uno dei più appariscenti, interessanti e ben fatti, con la ciliegina sulla torta di un ristorante giardino panoramico di gran classe. Per il Kenya invece, all'interno dello stand che fa solo intuire la "terra delle possibilità illimitate", c'è un bar per la degustazione del caffè con la bella sorpresa della "Tusker baridi", la regina delle birre keniane bella fredda. Un barista di Nakuru gentile conversa amabilmente, ma purtroppo lo stand alle otto di sera è già chiuso! Il vicino spazio dell'Etiopia invece prosegue fino alle 22 e propone anche un buffet con la tradizionale "Ngera", mentre poco più in là la Tanzania prepara i piatti swahili che speravamo di trovare anche nello stand keniano: samosa di carne, riso pilau, mshakiki di carne, chapati. Anche se scivolano sulla birra, proponendo l'italianissima Moretti. In definitiva, bene esserci ma si poteva fare di più. Questo circo multietnico, enorme fiera unica al mondo, avrebbe potuto rappresentare un'occasione irripetibile per pubblicizzare il Kenya al cospetto di milioni di visitatori.(09/06/2015)

Geotermia italiana per il Kenya a Naivasha. 
La Kengen, società elettrica statale keniana, ha firmato nei giorni scorsi un contratto con la Steam, società di consulenza e ingegneria di Pisa. 
Gli specialisti toscani di geotermia si sono messi al servizio dell’energia verde del Kenya per il progetto di costruzione di una centrale geotermica. La società pisana è la capofila di un consorzio internazionale di cui fa parte anche la società portoghese Gesto. Il contratto avrà una durata di 5 anni e prevede la fornitura a KenGen di servizi per la progettazione e l’assistenza alla costruzione di una centrale di generazione geotermoelettrica denominata “Olkaria 5” della potenza di 140MW per lo sfruttamento del campo geotermico di Olkaria Domes, a 100 chilometri a nord di Nairobi. L’area è vicina all’oasi del lago Naivasha, al margine del parco naturale “Hell’s gate” (porta dell’inferno), abitato da popolazioni Masai, molto visitato per la fauna selvaggia e le manifestazioni naturali vulcaniche. Per Steam, che opera a Pisa dal 1987, non è il primo contratto internazionale, ma l’aver vinto la gara su concorrenti islandesi, neozelandesi e nordamericani è motivo di orgoglio per il team di esperti di geotermia che hanno portato a Pisa opportunità di nuovo lavoro per giovani laureati ed esperti del settore. «La nostra è una piccola azienda che opera da quasi trent’anni nel campo della geotermia – dichiara Riccardo Corsi, amministratore delegato e tra i fondatori di Steam – In passato abbiamo collaborato con Enel Green Power e con altre società, sia in Italia che nel mondo, partecipando alla realizzazione di impianti e alla valutazione di produttività di campi geotermici. Il primo impianto Enel prototipo per la sperimentazione del ciclo di abbattimento chimico dell’idrogeno solforato è stato fornito da noi per il monte Amiata».(08/05/2015)

Piogge: sulla costa del kenya caduta in 4 giorni la pioggia di un mese
Nei primi giorni di giugno, sulla costa keniota, è caduta tutta l'acqua che solitamente viene giù nel mese di maggio, in questa stessa zona. E' quanto ha dichiarato il Servizio Meteorologico del Kenya. In particolare i 250mm caduti a Mombasa e Kilifi hanno creato non pochi problemi. Nella città-isola le comunicazioni sono andate in tilt e negli slum si sono verificati smottamenti, con maree di fango ed alcuni dispersi. Situazione non meno grave nell'entroterra di Kilifi, dove esondazioni hanno provocato cedimenti di interi villaggi di capanne. Meno problematica la situazione a Malindi, che ha retto meglio agli abbondanti rovesci.(07/06/2015)

Pubblicità su Malindikenya.net: è il momento giusto!
Il rilancio del turismo per le destinazioni Malindi e Watamu è ripartito questo mese, grazie alle iniziative portate su vari fronti dal Ministero del Turismo keniano, dalle associazioni locali di imprenditori e da quelle nazionali, dalla Kilifi County, dalla Kenya Tourist Federation e dall'appoggio di tutti gli altri enti, da quelli economici agli ambientalisti, dai tour operator al settore privato.
E' il momento per promuovere la propria attività e Malindikenya.net è sicuramente il mezzo più visibile e utile per farlo. In sette anni il nostro sito ha raccolto le pubblicità di circa 700 inserzionisti, ha prodotto oltre 200 pagine di attività e contribuito a far vendere oltre 1000 vacanze, facendo acquistare e vendere tantissime proprietà immobiliari.
Dal 2008 sui più importanti motori di ricerca malindikenya.net è la prima voce in assoluto, ed è il sito più linkato dai media quando si parla di turismo in Kenya (l'ultimo esempio è il reportage de L'Internazionale di cui sopra). Visibilità garantita ai nostri inserzionisti e offerte speciali a partire dal prossimo 1 luglio, con tariffe scontate e il nuovo portale in lingua inglese, moderno e "responsive", ovvero consultabile facilmente anche dal proprio telefonino, che direzionerà la vostra pubblicità anche verso il mercato di Nairobi, quello africano e di tutto il resto del mondo, grazie a quella che è la lingua commerciale internazionale.
Per saperne di più scrivete a info@malindikenya.net(06/06/2015)

Prenotazione a rilento per agosto in kenya, ma le speranze sono tante
Nel 2013, di questi tempi, l'agosto a Malindi e Watamu era già bello pieno in prenotazione. Sembra passato un decennio, pare di parlare di un mondo diverso, che prima la crisi economica globale, poi il terrorismo e lae macchina della paura hanno cambiato profondamente, almeno per quanto riguarda il settore delle vacanze.
Appare quindi del tutto naturale che il Kenya, come molte altre mete a lungo raggio rispetto all'Europa, sia ancora in ritardo in fatto di prenotazioni alberghiere e di "pacchetti" vacanza, per l'estate, ovvero dal 15 luglio al 15 settembre. Recentemente erano stati i prezzi dei voli a spaventare e anche l'anno scorso si erano registrate più presenze fuori dalla settimana di ferragosto e in generale a luglio e nelle prime due settimane di settembre. Quest'anno i voli di linea che ormai sono gettonati almeno quanto i charter (specialmente quelli che arrivano e partono su Mombasa, aspettando la grande svolta di Malindi internazionale) ancora propongono buone tariffe nel mese di agosto, tanto che è possibile crearsi il pacchetto viaggio a propria immagine e somiglianza, magari sostituendo alla classica vacanza in hotel (ottime rimangono comunque le proposte, abbinate ai servizi che offrono, di Garoda Resort, Crystal Bay e 7 Island Bravo Club) quella nei tanti bed&breakfast che stanno nascendo, particolarmente a Malindi, dove anche i pochi resort rimasti si stanno convertendo a questa formula. Dai Tour Operator italiani, riuniti recentemente insieme con rappresentanti del turismo keniano e con l'agenzia di promozione dell'immagine Graylings, arrivano segnali di ottimismo. L'idea che questa sarà comunque una stagione cruciale, ma anche la consapevolezza che più di tanto non si possa fare. L'attesa è grande e sicuramente questo sarà l'ultimo anno di sforzi e sacrifici senza lo scalo internazionale, anche senza l'allargamento della pista, ma comunque con l'arrivo dei Boeing 737 che eseguiranno scalo tecnico a Luxor o a Gedda. Un impulso in più per il turismo, abbassando anche i prezzi del soggiorno grazie al "taglio" dei transfer aeroportuali su Mombasa. Senza contare lo sviluppo di tutto l'indotto che ruoterebbe attorno a una Malindi meta internazionale diretta, con la possibilità di aggiungere altre compagnie aeree che comunque non hanno mai volato su Mombasa. Le ipotesi si accavallano e chi sta lavorando quotidianamente per far convogliare tutto nella giusta maniera, come Roberto Marini ormai fisso a Nairobi e instancabile membro della Task Force del turismo che periodicamente riferisce al Presidente Uhuru Kenyatta, non nasconde una crescente speranza che, se non completamente nei prossimi mesi estivi, dall'alta stagione di dicembre, la costa keniota possa riprendere finalmente a sorridere di turismo e vacanze.(05/06/2015)

Non solo Expo, a Milano apre una "Kenya House" per il turismo
Non solo Expo. Il Kenya promuove il suo territorio a Milano anche oltre l'area espositiva. Il mese di giugno sarà infatti dedicato all'approfondimento della destinazione, con l'apertura di una "Kenya House" in via San Gregorio 43 a Milano, e l'organizzazione di campagne social presso la stazione milanese di Porta Garibaldi, sotto l'egida dell'ormai noto "hashtag" 
#WhyILoveKenya.
Importante in quest'ottica sarà la visita, prevista verso la metà del mese, del Ministro del Turismo e del Commercio del Kenya, Phyllis Kandie. 
Il 16 giugno si terrà, con lei a presiedere, una tavola rotonda dedicata ai diversi temi del mercato, mentre tra il 20 e il 21 giugno sarà organizzato con i Tour Operator, partner dell'operazione, un training di 2 giorni che raccoglierà cinquanta agenti di viaggio per la formazione riguardo ad un’offerta di altissimo livello.(03/06/2015)

E' boom di nomi swahili per le attività italiane
Sarà stato anche un anno di poco turismo, con la crisi, la disinformazione e i gravi problemi nel nord est del Paese, ma la voglia di Kenya degli italiani, il "mal d'Africa" e la passione per questa terra non cala e, tra le altre cose, si riflette anche sui nomi di tante attività che nascono, proliferano e cercano di barcamenarsi nel "sistema Italia". Nomi swahili che identificano il business con l'amore per l'Est Africa di lingua swahili e in particolare il Kenya. O magari solo perché "fa esotico" e suona bene. Ma è inequivocabile che chi ha chiamato "Malindi" un bagno bar di Cattolica o una pizzeria di Castagneto Carducci non possa che avere a che fare con la costa keniota, così come ha sicuramente frequentato il Kenya il proprietario della boutique "Maisha Marefu" di Roma (in swahili significa "lunga vita"). I termini swahili hanno ispirato tanti ristoratori: a Bari c'è il Kilimanjaro, a Bologna il "Safari" mentre a Porto Empedocle, in Sicilia, il ristorante si chiama addirittura Kenya, così non ci sono dubbi. Il Baobab Restaurant non è solo a Malindi di fronte al "pillar" di Vasco da Gama, in Italia ce ne sono almeno tre: a Modena, a Teramo e Migliarino. Masai invece è una griffe d'ispirazione africana di Firenze, una torrefazione di Palermo e una discoteca anni Settanta di Cagli, nelle Marche. 
Jambo Tour è un'agenzia di viaggi di Milano, ma il saluto "Jambo" è presente in altre attività, compreso un noleggio di biciclette in Versilia. Ma tra tutti i nomi, forte anche della notorietà del leone di Walt Disney (ma anche di una certa filosofia che, oggigiorno, negli affari può aiutare a non abbattersi facilmente) trionfa sicuramente "Hakuna Matata". Si chiamano così almeno un centinaio di attività nel Belpaese: tra gli altri segnaliamo un bar-pub a Bovo Marina, un caffé a Barletta e uno ad Andria, un negozio di caccia e pesca subacquea a Savona, un parco giochi di Arosio, in Brianza, un centro estetico di Pesaro, un centro di addestramento cani di Roma, una discoteca di Riccione, un parrucchiere a Castelfranco Veneto e uno a Roma, una scuola di animazione a Cosenza, un bagno a Ostia Lido.
Poi c'è il perdonabile errore di "Akuna Matata" senza la H, che è un'organizzazione di eventi in Sardegna, a Quartu Sant'Elena, ma anche un outlet per il Kitesurf di Marina di Grosseto, è un ristopub di Napoli e...un'agenzia di comunicazione di Brescia. Beh, la prima comunicazione, quella del nome, è già sbagliata. Si spera che i servizi siano migliori!(01/06/2015)

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