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Luglio 2009

Tutte le notizie del mese

01-07-2009 di redazione

Turisti italiani tra i leoni: salvati da due residenti malindini.
Alla fine erano tutti contenti di avere vissuto un'avventura indimenticabile, grazie ai due connazionali di Malindi che li hanno tirati fuori. Sei turisti italiani, provenienti da Nakuru, nord Kenya, con una Land Rover privata noleggiata con tanto di autista, sono rimasti per un po' in balia di ben sedici leoni nel bel mezzo del Parco Nazionale dello Tsavo, impantanati con il loro fuoristrada, prima che passassero Luca Macrì e Simone Trentavizi, proprietari dello Shoroa Tented Camp. "Eravamo a Sobo Rock - racconta Luca, che è anche ranger onorario del KWS -quando ci siamo accorti che una Land Rover era rimasta invischiata in una grande pozza di fango. Abbiamo deciso di dare loro una mano, ma quando ci siamo avvicinati ci siamo resi conto che erano circondati da leoni!" Con gran sangue freddo Luca è sceso dalla sua Land Cruiser e ha attaccato una fune all'altro mezzo, così da poterlo trascinare fuori dalla melma. Il tutto sotto gli occhi curiosi (ma non affamati, per fortuna) del Re della Savana e della sua numerosa famiglia. Chissà che avventura supplementare sarebbe stata per i sei italiani passare la notte all'addiaccio, chiusi nella Land Rover... that's Africa, baby ...(31/07/2009)

Torna il sole sulla costa keniota.
Il forte vento dei giorni scorsi sulla costa keniota sembra aver spazzato via gran parte delle nuvole della stagione "fredda" che ormai si sta chiudendo. Da ieri è apparso il sole per buona parte della giornata e i turisti degli hotel ma anche i villeggianti che hanno casa a Malindi e dintorni ne hanno approfittato per la prima vera giornata in spiaggia e la prima tintarella convincente. In realtà è già una settimana che la spiaggia più in di Malindi, Rosada Beach, è discretamente gremita di vacanzieri sui lettini prendisole. Nei prossimi giorni è previsto ancora tempo instabile ma poco nuvoloso, ma non è ancora certo che piccoli piovaschi locali non si possano verificare. Da oggi sono previsti migliaia di turisti in arrivo all'aeroporto di Mombasa, ad accoglierli finalmente ci sarà comunque anche il sole.(31/07/2009)

Giraffe in famiglia a Nairobi, una storia da film
Metti una giraffa a colazione, e non solo! Un'altra che ti sveglia la mattina, appoggiando il muso sul vetro di camera al primo piano e agitando il lungo collo chiedendo una coccola. Non è un film, ma la quotidianità della famiglia Carr-Hartley di Nairobi. Britannici nati in Kenya, con tre figli piccoli, i Carr-Hartley hanno da sempre una predilezione per gli animali e nella loro tenuta appena fuori dalla capitale oggi possono vantare otto esemplari di giraffa di Rothschild, specie protettissima perchè tra le più rare al mondo. Così hanno imparato ad addomesticarle e da un po' Arlene, una splendida femmina di 15 anni, ama fare colazione insieme alla famiglia, mentre un'altra di fa vedere soltanto con il muso ai piani alti. La loro tenuta da qualche settimana non è più solo una casa privata ma è stata aperta anche agli ospiti, che possono ammirare le giraffe amiche dell'uomo e anche moltissime specie di uccelli, alcuni facoceri ed altri animali. I Carr-Hartley si adoperano per preservare questa specie così rara e accolgono altre particolari razze di animali in via d'estinzione. Ma anche loro non avrebbero mai immaginato di poter fare colazione con una giraffa.(30/07/2009)

Sempre più Kenya nel cinema italiano, arriva anche Verdone.
Anche Carlo Verdone ha scelto il Kenya, per ambientare una parte del nuovo film che sarà nelle sale da gennaio 2010 . Dopo Boldi e Silvio Muccino, un altra star di casa nostra si è fatta conquistare dall'Africa. Nella commedia "Io, loro e Lara", interpreta il ruolo di un missionario comboniano che opera in una regione abbastanza sperduta a nord di Nairobi, prima di fare ritorno a Roma e imbattersi nella sua famiglia e in altri problemi dai risvolti comici. Verdone è stato in Kenya, in gran segreto, lo scorso maggio grazie anche alla co-sceneggiatrice del fil, Francesca Marciano che ha vissuto due anni a Nairobi in gioventù, dedicando anche un bel romanzo (Cielo scoperto, Mondadori) a questa sua esperienza. «Sono Carlo Mascolo - racconta il regista e attore romano - comboniano che torna a Roma dall’Africa in un momento di crisi: ha perso la fede e non si riconosce più nelle istituzioni ecclesiastiche. Tornato in famiglia per “ricaricarsi” e parlare dei propri problemi, trova una situazione disastrosa e l’incapacità di ascoltarlo. Per fare il missionario mi sono dovuto documentare e ho deciso di vestirne i panni in modo sobrio, evitando i luoghi comuni». C'è riserbo sulle scene girate in Kenya, mentre lo stesso Verdone punta il dito verso la Chiesa e certi indirizzi dati dal Pontefice durante la sua recente visita nel Continente Nero. «Il mio personaggio - spiega - tornando dall’Africa, parla criticamente di alcune scelte, come il divieto a usare i preservativi, ma il film non vuole entrare nel merito".(29/07/2009)

"Pillole" e cena sociale per il Comitato Italiano di Malindi.
Il Comitato Italiano è un'associazione malindina di italiani, che rappresenta circa duemila iscritti, in gran parte proprietari di case tra Malindi, Watamu e Mambrui. Il suo presidente, Silvano Celotto, è l'autore del periodico "Pillole di Malindi" che in questi giorni è disponibile, gratuitamente, in molti locali pubblici e supermercati della costa nord, oltre che nella sede stessa del comitato, all'AG Complex, e nell'ufficio di Malindikenya.net al Mapenzi Centre. In questo numero si parla, tra le altre cose, dell'incendio che ha distrutto il Palm Tree Hotel. Il comitato ha indetto anche, per mercoledì 12 agosto (ore 19.30), una cena sociale che è anche un'occasione per ritrovarsi, al ristorante Lorenzo Il Magnifico (Mwembe). Occorre prenotare, perchè la cena è a numero chiuso (80 persone) e già ci sono una trentina di adesioni. Costo della cena, 1800 con menu composito di carne o di pesce. Si può chiamare il presidente al numero 0723/904896 o anche il ristorante allo 0720/178982, passare in sede o anche all Telephone solution chiedendo del tesoriere Bruno Apollonio.(28/07/2009)

Multa per il vetro che "riflette troppo".
Multato perchè il vetro della sua macchina "riflette troppo", questa la curiosa, incredibile contravvenzione che un residente malindino, Nicola Biscardi, si è visto inoltrare da un agente della polizia stradale, tra Malindi e Watamu. E' lui stesso, non senza l'ironia giusta per sorriderne, a raccontare quanto accaduto sul suo blog "maldimalindi". "...un poliziotto si era messo in mezzo alla strada con il braccio alzato, facendo chiaramente segno di fermarsi. Prudentemente metto la freccia e fermo il pulmino, accostando sulla sinistra.
Apro il finestrino: "Habari?" chiedo al poliziotto.
"Mzuri" dice lui mentre mi osserva attraverso il vetro del parabrezza a cui aveva avvicinato di molto il viso per leggere la scadenza scritta sul tagliando dell'assicurazione. Io lo guardo e gli sorrido mentre lui comincia un controllo dettagliatissimo del mezzo. Osserva le gomme che avranno percorso poche migliaia di chilometri e a cui avevo controllato la pressione la sera prima in vista della mia andata a Mombasa, poi guarda chi e' seduto in macchina, infine osserva di sbieco la carrozzeria. Poi si mette di nuovo di fronte al pulmino e fa un paio di passi indietro. 
Si riavvicina, e bussa con le nocche vicino al parabrezza. "Questo parabrezza ha un problema" dice.
Li per li ho pensato che probabilmente il vetro aveva un qualche microscopico graffio di cui non mi ero mai accorto. Mi metto un po' sulla difensiva: sapevo che cercava una scusa qualsiasi per un "Kitu Kidogo".
Osservo per bene il parabrezza mentre avevo ancora le mani sul volante e la cintura allacciata e non vedo assolutamente niente. "Qual'è' il problema?" chiedo. Non riesco neanche a finire di formulare la domanda. "Riflette troppo" risponde. Mi scappa per un attimo un sorriso, ma gli rispondo serio: "non ho capito", gli dico.
"Il parabrezza riflette! Mi favorisca la patente".
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA 
Mentre mi slaccio la cintura per liberare meglio i miei movimenti traduco incredulo dall'inglese a mio padre e ai suoi ospiti che erano seduti dietro e che osservavano l'evolversi della situazione con aria preoccupata: "Ha detto che il parabrezza riflette!". Recupero la patente dal cassetto e la porgo al poliziotto. Lui prende la patente e attraversa la strada per raggiungere la macchina di servizio parcheggiata dal lato opposto. Recupera da questa il blocchetto delle contravvenzioni, riattraversa la strada, si avvicina al mio finestrino e comincia a scrivere copiando le mie generalità dalla patente.
"Guardi, mi scusi, non ho capito bene. Mi dice qual'è il problema per favore?" chiedo di nuovo. "Il suo parabrezza riflette troppo, scenda dalla macchina prego". In quel momento passava un'altra macchina, con dentro due kenioti. Lui fa segno a questa di fermarsi poco davanti al mio pulmino. Si avvicina alla macchina e scambia due parole in kiswahili. Controlla l'assicurazione della macchina fermata e mi fa "Venga qui".
Gli vado vicino. "Vede come il vetro della sua macchina riflette di più di questa?". "No" gli dico io un po' stizzito, "a me sembra che riflettano proprio in egual misura, forse il mio vetro e' un po' più pulito". "Lei ha gli occhiali da sole e non vede la differenza"dice lui.
Mi levo gli occhiali: "Non vedo nessuna differenza!" dico io. Il poliziotto a questo punto aspettava chiaramente che gli sganciassi qualcosa, ma io ero ben deciso a resistere. Mi guarda di nuovo e non vedendo la mia mano intraprendere nessuna azione, finisce di scrivere il verbale e me lo porge. Risalgo in macchina e lo leggo: non ci potevo credere! Alla voce "Answer a Charge of" c'era scritto: "REFLECTIVE FRONT WINDSCREEN"! Aveva davvero scritto che il mio parabrezza rifletteva, motivo per il quale avrei dovuto presentarmi in corte di fronte al giudice il giorno dopo (questa mattina) alle 8 del mattino. Arrivato a Malindi faccio una fotocopia del verbale e vado verso il centro cercando qualcuno a cui raccontare la mia storia che sapevo avere dell'incredibile. Cosi' ho fatto: ho raccontato tutto a chiunque avessi incontrato italiani kenioti o tedeschi... anche semplicemente per sfogarmi. In corte questa mattina comunque non ci sono andato: un amico keniota a cui avevo raccontato il tutto, e che aveva evidentemente qualche amico nelle alte sfere della polizia, mi telefona la sera verso le undici e mezza dicendomi che aveva fatto sistemare la cosa. Io sono convinto che l'abbia fatto per fare un piacere alla polizia, piu' che a me: non avevo chiesto un simile intervento e mi e' anche un po' dispiaciuto che sa finita cosi'... avrei voluto davvero vedere di cosa mi avrebbe potuto accusare il giudice il giorno dopo: "Colpevole di riflettere troppo".(27/07/2009)

Benvenuto a Shoroa Tented Camp.
Tra i membri dell'associazione Malindi Watamu Tourism Welfare Group, da oggi c'è anche un campo tendato, attività che entra nel novero delle iniziative imprenditoriali della costa keniota che sostengono il nostro portale e partecipano al progetto di miglioramento dell'immagine e dei servizi di Malindi e dintorni. Salutiamo quindi l'ingresso dello Shoroa Tented Camp. Si tratta di un esclusivo ed elegante campo safari alle porte dello Tsavo Est, pochi chilometri prima dell'ingresso di Sala Gate. La sua posizione incantevole, all'interno del Galana Ranch e su una collina che domina una serie di anse del fiume Galana dove gli animali sono soliti abbeverarsi quotidianamente, ne fa un "unicum" nel panorama dei paradisi in savana. Con le sue quattro tende, per un totale di dodici posti, è adatto a chi sceglie il relax e la privacy dei safari personalizzati e di grande avventura, a bordo delle Land Cruiser 4x4, con l'ebbrezza dei fuori pista (che all'interno del Galana Ranch, pieno di animali, si possono ancora fare a differenza dello Tsavo) e l'avventura dei "game drive "notturni. Shoroa (che in lingua kiswahili è l'antilope orix) è un'idea di Simone Trentavizi, appassionato di safari da vent'anni a Malindi e noto per la sua esperienza nella gestione di resort, e di Luca Macrì, nato in Kenya, guida safari tra le migliori in circolazione e ranger onorario del Kenya Wildlife Service. Da oggi online la pagina di Shoroa Tented Camp all'interno del nostro portale.(26/07/2009)

I racconti di Camilla: Il facocero
Quante volte osservando un documentario ci siamo chiesti perché chi girava il filmato non sia intervenuto…..perchè nessuno della troupe fosse andato in aiuto al leoncino abbandonato ed esposto ai nemici, perché nessuno avesse portato l’acqua all’elefantessa morente o sbloccato dal fango l’antilope incastrata oppure più semplicemente quante volte abbiamo sentito dire che le scene di caccia fanno impressione e , soprattutto le donne, spesso dire che in quei filmati distolgono lo sguardo. A volte nel documentario stesso viene spiegato perché nessuno interviene, per non turbare l’ordine delle cose imposto dalla natura, perché anche il predatore “cattivo” deve mangiare e i suoi cuccioli aspettano la carne e vogliono vivere tanto quanto il cucciolino di gazzella appena nato che funge da preda viva per il gioco dei cuccioloni dei ghepardi….. in ogni caso la pubblicità o il finale felice con un bel tramonto infuocato fanno dimenticare presto la tragedia e solitamente immagini della prossima generazione di animali fanno concludere con un messaggio positivo e di speranza…..ma quando si è davvero sul posto cosa accade? 
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA 
Chi ritiene con sicurezza che mai interverrebbe, chi ha fatto della canzoncina sul cerchio della vita del “Re Leone” di Walt Disney il proprio motto per guardare ogni scena di documentari senza provare impressione o pretendere un intervento da parte di chi era presente, beh…. vorrei vederlo assistere in prima persona per vedere che reazione avrebbe. Certo una caccia dal vivo è emozionante, adrenalinica quel tanto da superare il parteggiare per la preda o per il predatore e per godersi la scena in tutta la sua eccezionalità. Quando infatti ci capita un appostamento o una caccia dal vivo mi piace sempre osservare i miei ospiti e le loro reazioni, ma quello che ci è capito una mattina di ottobre a Tsavo ha lasciato dubbiosa e piena di domande anche me….
Il game drive era stato molto bello, era stata una mattinata fresca e giraffe e alcelafi con la loro presenza a gruppetti qua e là sulle colline avevano dato un tocco da quadretto agreste ai nostri paesaggi…lasciati i prati stavamo attraversando una colata di lava ricoperta di basse acacie spinose e meravigliose e torreggianti euphorbie candelabrum, un paesaggio aspro e arido interrotto qua e là da zone di verde intenso, troppo fitto per poter scorgere qualcosa. Passammo senza fermarci vicino ad un laghetto creato da una sorgente naturale, con uno spiazzo di terra battuta davanti e privo di cespugli intorno, solitamente ricoperto di un sottile e poco invitante straterello di alghe verdi non è tanto frequentato dagli uccelli come altre sorgenti che avevamo già incontrato e non mi sembrò opportuno fermarci, oltretutto cominciava ad alzarsi il sole e non volevo che i miei ospiti cominciassero a soffrire il caldo.
Mentre passavamo tutto sembrava fermo e silenzioso nel laghetto, quando vidi un ippopotamo a pelo d’acqua, strano, quel laghetto non è mai frequentato da ippopotami, ma quella testa aveva qualcosa di strano….no non era un ippopotamo….tornammo indietro per vedere meglio, automaticamente avevo collegato l’immagine ad un ippopotamo ma si trattava della testa di un facocero. Ehi c’è un facocero che fa il bagno! Dicevano gli ospiti incuriositi, ma io sapevo che c’era qualcosa di strano….un facocero che fa il bagno ha la stessa aria ridicola,soddisfatta e rilassata che ci si aspetterebbe da un maiale sdraiato nel fango….ma questo per quanto immobile aveva invece l’aria di uno che cerca l’aria, di qualcuno prossimo ad affogare…l’inclinazione della sua testa era troppo alta, sembrava fissare il cielo e non si vedevano né la groppa né il fianco, il fatto poi che mantenesse questa assurda posizione senza muoversi gli conferiva un che di sinistramente comico. Con il binocolo osservai meglio, e mentre cercavamo di capire di cosa si trattasse, il suino cominciò a spostarsi lentamente verso la riva e con misurata potenza qualcosa lo trascinò improvvisamente esattamente dove si trovava un attimo prima. Fu allora che indicai ai miei ospiti di non guardare il facocero ma poco dietro di lui, una fila di dentellature triangolari affioravano  sull’acqua, come la lunga coda di un dragone….la lunga coda di un coccodrillo fungeva da ancora e da timone in un lentissimo tira e molla da e per la riva. Nel trambusto che seguì all’interno della nostra auto, binocoli che venivano puntati sul laghetto, rullini fotografici che venivano freneticamente cambiati, scambi di incredule osservazioni tra gli ospiti, in questo lasso di tempo non accadde nulla , il facocero continuava a fissare il cielo e la coda semisommersa era tutto ciò che tradiva la presenza dell’enorme coccodrillo. All’improvviso accadde qualcosa, in  un paio di secondi in tutto, il facocero fece un giro completo su se stesso finendo a testa in acqua e zampette all’aria per ritornare esattamente come era partito, nella stessa posizione, nel momento in cui riemerse gridò, un grido che ci agghiacciò, che zittì per un secondo le cicale che già frinivano forte sotto il sole alto, e che continuarono incuranti di ciò che accadeva nel laghetto, unico suono in un silenzio che sembrava opprimente e feroce quanto il sole.
Il facocero era piuttosto grosso, un grosso maschio, che probabilmente era andato a bere o addirittura a farsi un bagnetto di fango sulla riva del laghetto quando il coccodrillo doveva averlo preso , un grosso coccodrillo, abbastanza grosso da giocare a tira e molla col grosso suino. Riuscimmo a vedere il coccodrillo, teneva il facocero solo con la punta del muso, un morso fermo e deciso sul fianco del facocero, non abbastanza saldo da strattonarlo troppo ma abbastanza per non lasciarlo finchè non fosse sfinito. Non sapevamo da quanto tempo fossero lì, il facocero sembrava calmo e ben determinato a raggiungere la riva, arrancava trascinandosi dietro tutto il peso del coccodrillo che però non sembrava opporre resistenza e solo quando il facocero era prossimo alla salvezza, solo allora il coccodrillo cominciava a tirare indietro, facendo ricominciare il tragico sforzo del facocero, e ogni tanto , per fiaccare il determinato e forte suino, il coccodrillo gli impartiva il terribile giro della morte, ogni volta il facocero riemergeva a fatica,  urlando e facendo bollicine dal naso, e sempre determinato, continuando a lottare in una guerra che sembrava già persa per lui, arrancava fino alla riva per essere strattonato al centro del laghetto una volta ancora. Non era la rapida caccia del ghepardo, non era l’astuto appostamento delle leonesse, né la violenza delle iene, non c’era spazio per l’adrenalina che si dice cancelli il dolore delle prede, questa volta lo spettacolo era una lenta tragedia, con un finale già conosciuto ma ancora lontana dall’ultimo atto. “Ma perché non se lo mangia e la fa finita?”, “ forse non è abbastanza forte per ucciderlo e aspetta di sfinirlo sennò rischia di farlo scappare…” , “ se scappasse chissà se la ferita gli permetterebbe di sopravvivere…” , queste e altre domande si alternavano nell’ auto, l’unica certezza era che quel facocero non aveva nessuna intenzione di diventare il pasto del coccodrillo, la sua determinazione e la sua forza erano incredibilmente ferme e il poverino sembrava fare il gioco del coccodrillo senza rendersene conto. Per quanto la nostra simpatia andasse al facocero, ad ogni giro della morte speravamo fosse definitivamente fiaccato e invece ogni volta ricominciava, dopo un po’ di bollicine in più e con più determinazione. Non si poteva non parteggiare per lui, se non altro per la feroce determinazione con la quale intendeva salvarsi la pelle. Certo, tutti erano consapevoli che anche il coccodrillo doveva mangiare, magari però poteva mangiarsi uno meno determinato, o quantomeno non proprio davanti ai nostri occhi, insomma il facocero era diventato il nostro eroico gladiatore nell’arena che meritava di avere salva la vita ma noi non potevamo alzare il pollice. Oppure si. Mi aspettavo che qualcuno lo dicesse e infatti dopo un po’ di questa lenta agonia un ragazzo esordì “ con la macchina possiamo avvicinarci e gettando un sasso vicino al coccodrillo forse lo lascerebbe…..” da questa cominciarono altre mille proposte tutte volte a salvare la vita del nostro maialetto , e come mi aspettavo cominciarono anche le disquisizioni sul se fosse giusto o meno.
Per quanto colpita, sapevo che l’unica cosa giusta da fare era comportarci come se non fossimo mai passati di lì, continuo a pensare che l’unica cosa che possiamo lasciare in questo ambiente non più nostro è solo la nostra impronta e niente altro, se il facocero fosse stato in difficoltà da solo magari un piccolo aiuto non avrebbe creato nessuno squilibrio ma in questo caso aiutare lui significava danneggiare il coccodrillo. Chissà quando sarebbe capitato ancora un altro facocero non attento da catturare e mangiare…..chissà se la selezione naturale stesse eliminando un facocero disattento o stesse facilitando la vita a un coccodrillo particolarmente capace, oppure era stato solo un caso e niente più…. in ogni caso cercai di convincere tutti gli ospiti che non era giusto intervenire e di comune accordo decidemmo di andare senza aspettare l’esito della battaglia, ognuno avrebbe scelto il finale che più gli piaceva pensare, tanto non sarebbe comunque cambiato nulla per i veri protagonisti. Ce ne andammo mentre le cicale continuavano a frinire incuranti e sono certa che tutti maledirono in mente loro le cicale perché alla fine ci stavamo comportando  esattamente come loro…(25/07/2009)Boom di case in affitto sulla costa, riprendono anche le vendite.
Malindi e la costa keniota sono sempre più sinonimo di casa vacanze. Ancor prima degli hotel, che comunque promettono un bel pienone per il prossimo mese (poche le camere ancora disponibili nei villaggi e negli alberghi dei nostri associati, ma occhio alle offerte degli ultimi giorni!) quest'anno è boom delle ville in affitto e in vendita. Chi ama l'Africa ed è diventato un frequentatore assiduo del Kenya, ha optato per una vacanza lunga, anche un mese e mezzo, cercando un'abitazione ad hoc. Gli amici che vengono in gruppo se la dividono e scoprono prezzi vantaggiosi per splendide residenze con piscina, e via dicendo. In rete si moltiplicano, e con successo, le proposte di siti che offrono case e situazioni abitative in Kenya per la stagione. Hanno nomi espliciti o vengono ospitate da blog molto frequentati (come travelblog.it dove abbondano richieste e offerte), ma sono molti anche i proprietari di case che hanno allestito siti "fai da te" per piazzare la propria villa a Malindi, Watamu o Mambrui. Così come gli affitti, anche le vendite di terreni e abitazioni hanno ripreso a marciare e si prevede un agosto in cui le agenzie immobiliari e i venditori avranno l'agenda piena di appuntamenti. In compenso i prezzi, rispetto al 2007, non sono aumentati, nonostante la crisi del mattone, a differenza dell'Italia, sulla costa keniota è ancora di là da venire.(24/07/2009)Turisti, Malindi si prepara.
Malindi, per farsi bella, si mette addirittura a lavare gli elefanti. Questa potrebbe essere la stravagante didascalia della foto riprodotta a lato (copywright Adrivanna). Si tratta del Galana Center e quello è il caratteristico monumento a uno dei "big five" che campeggia davanti al bar ristorante Karen Blixen. Uno dei simboli di Malindi ci dice che tutta la costa, oltre alla cittadina più rappresentativa per il turismo keniota, si sta rifacendo il trucco in attesa del grande afflusso di turisti previsto per le prossime settimane. Giorno dopo giorno riaprono le attività, terminano lavori di ristrutturazione e si annunciano nuove aperture di locali. A tale proposito salutiamo la nuova stagione dello storico ristorante Lorenzo's, che è stato ribattezzato Lorenzo Il Magnifico dal nuovo gestore Eugenio. Decano di Malindi e storico proprietario della pizzeria malindina Putipù, che aprì nel 1989, Eugenio ha completato una ricca proposta gastronomica di qualità con la sua specialità, il forno a legna per le pizze. Così nella splendida cornice del Mwembe Resort, dove Lorenzo's è situato, ce n'è davvero per tutti i gusti. Nei prossimi giorni riaprirà anche il ristorante La Malindina, mentre La Griglia del Casino Malindi non ha mai chiuso. Insomma, tra una decina di giorni, Malindi e la costa saranno in "full force". E' il caso di dire: "chi c'è, c'è!".(23/07/2009)

Assemblea generale MWTWG venerdì 31 luglio.
Inizia la stagione turistica e l'associazione Malindi Watamu Tourism Welfare Group non si fa trovare impreparata. E' stata convocata infatti per venerdì prossimo, 31 luglio alle 17.30 al ristorante "Lorenzo il Magnifico" (accanto al Mwembe Resort), l'assemblea generale aperta a tutti gli iscritti, compresi quelli che devono ancora rinnovare la quota del 2008 (c'è tempo fino alla serata del meeting). La MWTWG riprende alcune delle tematiche che hanno contraddistinto il suo primo anno di vita: l'impegno nel campo del turismo (si voterà per il progetto di cooperazione con l'associazione Mombasa & Coast Hotel Keeper, finalizzato a formare il Malindi Branch dell'importante rappresentativa di categoria), del sociale (si parlerà del Festival musicale nell'ambito della campagna "Malindi protegge i bambini", e del sostegno economico al portale malindikenya.net che ha attinto proprio dalle iscrizioni e ora inizia a ricevere introiti anche dalla pubblicità. All'assemblea generale sono caldamente invitati tutti gli iscritti, è quanto mai importante la loro presenza proprio per "contarci e contare". Sarà anche l'occasione per presentare i nuovi soci che hanno deciso di aderire e sostenere il portale, i quali sono invitati a portare nuove idee, consigli e la loro esperienza a servizio di un'associazione ambiziosa ma chiaramente ancora giovane. L'invito ai (pochissimi) associati che hanno deciso di non proseguire il cammino e di non credere alle potenzialità anche commerciali di questo sito è quello di farci pervenire comunicazione ufficiale del loro eventuale abbandono e della non presenza all'assemblea di venerdì 31 luglio.(22/07/2009)

E Boldi presenta il "suo" film malindino.
Dopo l'annuncio di Muccino e del suo film keniota, anche Massimo Boldi e il cast di "Amici per la pelle", film per la tv girato lo scorso dicembre a Malindi, si fanno pubblicità. In questi giorni viene trasmesso sulle reti Mediaset uno speciale della fiction che Canale 5 manderà in onda in due puntate il prossimo autunno. E' l'occasione per vederne alcuni spezzoni e per ascoltare dalla voce dei protagonisti le impressioni sulla costa keniota. "Mi sono trovato a meraviglia - dice il comico varesino - del Kenya, oltre alla natura, mi hanno colpito particolarmente le persone. C'è tanta umanità nel suo popolo e tanto bisogno di aiuto. E' stato bello vivere un'esperienza umana, ancor prima che girare un film". Sulla stessa linea anche la spalla di Boldi, Mario Mattioli, e l'attrice Barbara De Rossi, che nel film tv interpreta in ruolo di una missionaria.(21/07/2009)

Muccino girerà in Kenya "Un altro mondo".
Un altro film che sa di amore per l'Africa e che vuole abbattere i soliti luoghi comuni del continente povero e della beneficienza da farsi seduti in poltrona. A scegliere una storia ambientata tra Nairobi e Roma e temi non facilissimi da trattare è il "fratello d'arte" del cinema italiano emergente, Silvio Muccino. Mentre il più grande Gabriele è ormai di casa ad Hollywood con l'amico Will Smith, il protagonista di "Come te nessuno mai" si metterà dietro la macchina da presa (ma anche davanti, ovviamente) per dirigere e interpretare "Un altro mondo", film le cui riprese inizieranno in autunno in Kenya. La pellicola, tratta da un soggetto dell'amica Carla Vangelista, racconta la storia di Andrea, ragazzo svogliato e insoddisfatto che riceve una lettera dal padre, che da vent'anni vive in Kenya. L'uomo, in punto di morte, lo vuole rivedere ma soprattutto gli vuole affidare un fratellino di cui lui era all'oscuro, figlio di una sua relazione con una donna keniota. Dopo l'ostilità iniziale e un viaggio alla ricerca dei parenti del piccolo, Andrea si renderà conto di non voler lasciare il fratello al suo destino e lo porterà con sè a Roma.
"L'Africa è come l'inconscio interiore: un continente che dà fastidio - afferma Muccino - che non viene preso sul serio, dove si pensa che con un po' di beneficenza si possono risolvere le cose. Sono l'attenzione, il lavoro, non i soldi che fanno il bene dell'Africa: proprio come l'inconscio (per consentire la crescita dell'individuo) ha bisogno di essere guardato, di essere affrontato. E l'Africa è la stessa cosa". C'è anche un retroscena malindino per il film: nella primavera scorsa Silvio Muccino ha fatto tappa in un hotel malindino per capire se ambientare il lungometraggio sulla costa keniota, ma inevitabilmente la cittadina turistica a forte connotazione italiana avrebbe preso il sopravvento nella sceneggiatura e sarebbe diventata co-protagonista, cosa che Muccino non avrebbe voluto. Anche per il ruolo del fratellino sono stati effettuati provini con piccoli residenti o ex residenti malindini figli di italiani e kenioti, ma alla fine la scelta è caduta su un piccolo attore già esperto, Michael Rainey jr. già protagonista del videoclip di Tiziano Ferro "Il regalo più grande".(20/07/2009)Teorema e Todomondo falliscono.
Tempi duri per i tour operator, dopo le magagne di "Viaggi del Ventaglio", che fortunatamente per il Temple Point di Watamu si risolveranno presto, è stata presentata venerdì scorso al Tribunale di Milano l'istanza di fallimento per Teorema Tour e altri operatori ad essa associata, tra i quali Todomondo, agente famoso per i suoi biglietti a tariffe ridottissime. L'azienda assicura comunque che onorerà i doveri nei confronti dei clienti che hanno già acquistato biglietti o pacchetti viaggio in prenotazione, ma a partire da oggi non accetterà più prenotazioni e richieste di rimborso. Todomondo è oltretutto nota per acquistare i posti volo sui charter all'ultimo minuto, senza avere mai la certezza di poter garantire il ritorno a chi ha chiesto una specifica data. Per questo è sempre riuscita ad avere prezzi concorrenziali. Nessun problema invece per chi viaggia con gli altri tour operator che lavorano con la meta Kenya. Ci attende un agosto molto buono come afflusso e i prezzi dei voli non sono aumentati rispetto all'anno passato. Sono aumentati invece i voli, che da questa settimana sono otto e arriveranno a dodici (solo quelli italiani) nella settimana di ferragosto.(19/07/2009)

Sabato 25 luglio riparte la "movida" del Lost.
Inizia la stagione a Malindi e riapre i battenti il locale di tendenza. Sabato 25 luglio, a partire dalle 17.30, il Lost Lounge Bar invita tutti all'inaugurazione estiva. Il suo "deus ex machina" Giancarlo Trentavizi ha in serbo le nuovissime proposte musicali lounge e chill out direttamente da Ibiza e al suo fianco giostrerà una cocktail barman professionista. Novità dell'anno, dalle 20 alle 22 happy our e piatto fisso, per chi vuole unire un gustoso spuntino agli aperitivi. Sabato 25, per accogliere turisti e residenti, il Lost offre la prima consumazione e sangria a volontà, pronto a lanciare le sue serate a tutta "movida". Nei prossimi giorni, su malindikenya.net, verrà anche comunicata la data del primo "full moon party". Sulla spiaggia dell'Hotel Lawford, dove si trova il Lost Lounge Bar, verrà organizzata una festa della luna piena con falò, musica e drink fino a tardi.(18/07/2009)

Zanzibar batte il Kenya nel turismo mordi e fuggi
Ma che cos'ha Zanzibar più di Malindi? E' la domanda che si pongono tanti ex turisti che frequentano il Kenya e non lo cambierebbero con nessun'altra meta al mondo. Sarà il fascino dell'isola, il nome esotico che evoca chissà quali avventure e perdizioni. Sarà che sembra meno Africa e quindi incute meno timore reverenziale.
Viene da chiedersi il perchè, anche in considerazione del fatto che noi sappiamo bene che Zanzibar, semmai, ha tante cose meno di Malindi e della costa keniota. Non soltanto servizi e un "mondo" fuori dal villaggio turistico, ma anche diversi scenari paesaggistici, la presenza dei parchi nazionali con i safari senza dover prendere per forza l'aereo. Allora viene da pensare che sono i cataloghi che lo vendono come un paradiso incontaminato e invece Malindi potrebbe risultare troppo costruita, troppo vip, troppo mondana...ma non è anche quello che vogliono i turisti? Un luogo a tutto tondo in cui convive l'idea di libertà, di abbandono, di relax con quella della vita sociale, del benessere e della possibilità di escursioni variegate. Queste domande nascono dai primi charter arrivati a Mombasa in questi giorni: airbus da 220 posti strapieni, in gran parte di vacanzieri estivi che per la prima volta provano l'ebbrezza dell'Africa. Doppio scalo, Zanzibar e Mombasa. L'ottanta per cento di loro scenderà nell'isola tanzaniana, gli altri in Kenya e tra questi ci sono molti proprietari di case. Intanto guardiamo i dati di fatto, in pochi torneranno una seconda volta a Zanzibar, mentre Malindi è famosa per i turisti che poi diventano habituè. Molti di loro quest'anno si sono buttati sui voli di linea a causa della "pirateria" di certe compagnie che lucrano troppo sui "solo volo", altri scelgono periodi non di alta stagione. Insomma, il turismo a Malindi sta diventando un turismo consapevole, saggio. Questo può fare piacere a molti, ma non certo a quegli hotel che propongono le vacanze da sogno per il cosiddetto "turismo mordi e fuggi" legato alla logica dell'all-incentive. Una logica che non sempre paga. La magia del Kenya, il suo essere un posto unico al mondo. Su questo bisogna ancora puntare.(17/07/2009)

Safari: i racconti di Camilla (prima puntata TRA SOGNO E REALTA')
Ci sono notti comode, in morbidi letti in tende-camere spaziose affacciate sapientemente sul fiume o all’ombra di freschi boschetti, tende “ospiti” dove si assaporano i rumori della notte africana cullati dallo sciabordio dell’acqua fra morbidi cuscini e dove si indugia in veranda ancora un po’ prima di andare a letto.
Per me che sono guida e non ospite ci sono notti comode e a volte notti scomode….notti in cui non c’è magari una tenda in più per la guida e quindi mi sistemo all’ombra appena fuori dal campo con la mia piccola tendina igloo, delle stesse che si usano in campeggio, piccola, scomoda ma a mio parere molto romantica, anche se tutto questo romanticismo lo posso dividere solo col mio zaino e al limite col peluche da safari (un piccolo coniglio che ha visto tempi migliori quando era ancora morbido)….mi piace sempre accamparmi con l’igloo, per quanto meno comodo è sempre una esperienza particolare e spesso si sentono le presenze notturne in maniera diversa….
La savana vista dal sacco a pelo fa un effetto diverso che dal letto di una grande tenda ospiti…..stesa a terra nell’igloo ho lo stesso punto di vista che può avere un animale alto poche decine di centimetri, da terra, mentre lo sguardo si sposta dal mantello di stelle ai cespugli appena visibili nel buio davanti a me, intravedo una pista degli elefanti che si snoda fra i cespugli per continuare pochi metri a fianco alla tenda,improvvisamente noto dei rami bassi marcati da un ippopotamo che al giorno non avevo notato, al buio lo spazio intorno a me prende contorni e distanze diverse da quello che sembrava durante il giorno quando ho montato la tenda. Il vento entra diretto dalla zanzariera dell’igloo, un vento che sembra strisciare fra le strette piste degli animali tra i cespugli,solleva un po’ di polvere rossa che finisce immancabilmente dentro la tendina.
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) 

Fa caldo, è febbraio e la temperatura durante il giorno si è alzata senza accennare a scendere troppo durante la notte, dormo, o almeno ci provo a dormire, con solo le zanzariere a separarmi dall’esterno.
Ruggiti di leoni, lontani, forse sulla collina dietro di noi, forse al di là del fiume….è una ottima ninna nanna…provare a tendere l’orecchio per sentire i ruggiti e aspettare i prossimi…di solito mi addormento prima di riuscire a sentirli i prossimi…!...ma alcune notti non sono così tranquille, certe notti le iene si avvicinano al campo, entrano nel campo, si aggirano furtive lasciando solo le impronte a denunciare il loro passaggio oppure si chiamano, urlano alla notte la loro presenza, i loro agghiaccianti urli sono forse il suono più caratteristico delle notti africane. Dicono le leggende africane che le streghe durante la notte si spostano a cavallo delle iene. A me però le iene piacciono , mi spaventano più di altri animali, la loro curiosità priva della naturale paura nei confronti dell’uomo le rende più pericolose di altri animali, e gli odori della cucina e degli scarti spesso è per loro irresistibile, nonostante l’aspetto e le abitudini però a me le iene piacciono, una sorta di simpatia per i brutti mescolata però ad un rispetto nei confronti di un animale tanto potente e assoluto padrone della notte. La notte è grande lì fuori dalla tendina, è talmente grande che non se ne vedono i confini, il nero sembra risucchiare le forme e i colori, piante presenti durante il giorno sembrano scomparse lasciando il posto a forme strane di rami che sembrano apparsi solo adesso come esseri notturni. I pesanti passi di un ippopotamo si avvicinano alla tenda, tendo l’orecchio e riesco a distinguere il suono dei denti che masticano l’erba lì vicino a me, provo a guardare ma non si vede niente, dopo poco se ne va, non so perché ma mi dispiace che se ne si andato. Urli di iene, sinistri ululati cominciano a rincorrersi da un punto all’altro del campo, come sirene impazzite o stonate per poi ripiombare nel silenzio più assoluto. E’ difficile prendere sonno, le iene continuano a lanciare le loro grida lì vicino e il caldo non da tregua, il venticello notturno più che rinfrescare continua a portare sabbia rossa che riesce a passare tra le maglie della zanzariera, ma non voglio chiudere le pareti della tenda, farebbe troppo caldo e poi mi dispiace non poter vedere le stelle che brillano sopra di me. Dopo essermi svegliata più volte a causa di passi di animali , finalmente mi addormento pesantemente. Scompare la notte africana con le sue presenze e le sue ombre, sono lontane le iene e i passi degli ippopotami, la scena si illumina di luci e voci, c’è tanta gente, sono tutti bianchi e vestiti da sera, sono in Italia, è una cena, è una festa, anche io sono elegante, la musica avvolge la scena , quasi tutti hanno un piatto o un bicchiere in mano, stuzzichini e vino bianco, alcune persone indossano una maschera come quelle veneziane, mi piace il posto, l’atmosfera è molto bella, se solo riuscissi a raggiungere il tavolo del buffet…vorrei una pizzetta o una patatina, mi muovo tra la musica e i vestiti morbidi, come in un caleidoscopio la gente e la luce girano lentamente tutto intorno. Raggiungo il tavolo e lì delicatamente appoggiato tra un vassoio e i flute c’è un gatto, un bellissimo gatto. Che strano, penso, un gatto qui, lo cerco nuovamente con gli occhi ma il gatto è scomparso tra uomini in completi scuri e donne dai colori tenui, lunghe gonne e acconciature ottocentesche. Il gatto riappare fra la gente poco più in là, leggero e silenzioso salta su una mensola in alto e mi guarda da lassù, estraneo alla musica e alla gente, per poi scendere morbido e dileguarsi fra i colori dei vestiti dopo però avermi guardato ancora, sembra che voglia che lo segua, e io lo seguo, mentre il caleidoscopio continua a girare lentamente, navigando tra musica e luce lo seguo col mio flute in mano. Sto guardando il gatto, è maculato, come un leopardo, gli occhi sono verdi e diventano gialli mentre mi guarda, io lo sto guardando da vicino, il mio viso è vicino al suo muso, anche lui mi guarda prima con curiosità, poi mi fissa, anche io lo fisso, i nostri occhi sono vicinissimi ormai e la musica è sempre più ovattata,le voci della festa sembrano sfumare mentre guardandolo mi rendo improvvisamente conto che tra me e lui in realtà c’è una retina. E’ a quel punto che la musica cessa all’improvviso, le luci si spengono e piombo nel buio, congelata cerco di muovermi ma non ci riesco, i sottili rumori della notte africana si amplificano rimbombandomi nelle orecchie e finalmente apro gli occhi. Muovendomi nel sonno mi ero avvicinata alla zanzariera e ora il mio viso è lì a pochi centimetri dalla retina. Mi rendo conto che lui deve essere ancora lì a fissarmi e ancora intorpidita dal sonno non penso come dovrei e la mia mano, che poco prima reggeva il bicchiere , afferra la torcia e illumino davanti a me, ma così ovviamente la luce può solo illuminare la trama della retina e perdo tempo a spegnere la torcia e ,facendomi ombra con le mani , cerco di guardare al buio attraverso la zanzariera…..non c’è nulla, ormai se n’è andato…….rimango lì intontita,sola, la gente è sparita, al posto del morbido vestito color avorio ho la mia t-shirt militare e la terra rossa che mi gratta il viso al posto del leggero trucco cipriato non ha nulla a che vedere con ciò che avevo indosso poco prima alla festa…un ippopotamo lancia una serie di richiami dal fiume, i grilli continuano monotoni la loro litania. Chi mi fissava e annusava dalla zanzariera?....un leopardo, una iena, una genetta….? Non lo saprò mai…… forse i signori della festa sanno chi era quel gatto….se verrò invitata alla prossima festa potrò domandarlo…

Un anno di malindikenya.net, auguri! 
15 luglio 2008. Prendendo forma da una bella iniziativa, una grande avventura iniziava a Malindi. Lungi da noi voler essere autocelebrativi, ma è d'obbligo farci gli auguri per il primo compleanno del portale "Malindikenya.net", l'unica agenzia d'informazione italiana in Kenya. In dodici mesi abbiamo raccontato con obbiettività il "nostro" Kenya, quello della costa, quello turistico ma anche quello di chi, grazie a un viaggio, a un amico, a un caso, si è fermato in Kenya o ci trascorre molto tempo e magari non lavora soltanto nel turismo, ma anche nel campo della solidarietà, dell'edilizia, dell'agricoltura e altro. Malindikenya.net in un anno ha conquistato quasi 250 mila lettori, è stata visitato 4 milioni di volte e gli utenti hanno aperto centosettantamila pagine. Il successo del portale ha favorito l'ingresso di tanti soci e sostenitori dell'associazione che lo finanzia, Malindi Watamu Tourism Welfare Group. Il presidente dell'associazione Renzo Quaciari è stato il primo a credere a malindikenya.net e i risultati gli stanno dando ragione. Con le cifre presentate, inizia ad arrivare anche la pubblicità che ci può permettere di crescere. Già, perchè il lavoro di un portale quotidiano e di un'agenzia di stampa in Africa non è facile e necessita di continue spese. In dodici mesi però è stata creata una rete di informatori e simpatizzanti che ci aiutano, inviando via mail notizie, spunti e suggerimenti, mentre in Kenya è sempre più prezioso il lavoro dello stringer Charles Charo. Grazie al portale abbiamo dato delucidazioni a migliaia di persone sulla malaria e sull'inutilità della profilassi, spiegando la bontà delle ricerche keniote-cinesi e l'introduzione dell'artemisina, abbiamo parlato senza moralismi e senza la malizia della stampa italiana di molti argomenti, dal cosiddetto "turismo sessuale" a sicurezza e sanità. Abbiamo mostrato lo splendore di questi luoghi e organizzato eventi che facessero parlare di noi, ci siamo schierati in prima linea per sensibilizzare il Governo sul turismo e sull'attenzione da prestare a Malindi e alla costa keniota. Abbiamo dato forza alle parole dei nostri connazionali che vivono, lavorano, investono e amano questo Paese. Offriamo da un anno un servizio gratuito all'agenzia Ansa e siamo in contatto con i più importanti quotidiani italiani. Da giovedì 16 luglio 2009, guardacaso proprio un anno e un giorno dall'ingresso "online" del sito, il fulcro operativo tornerà a Malindi e, con l'inizio della stagione, saremo sempre i primi a darvi le notizie che riguardano la costa keniota e a far vivere anche a chi non è qui, un po' della magia che siamo soliti respirare ogni giorno in questo paradiso terrestre.(15/07/2009)

Porto di Lamu, al via con proposta d'aiuto etiope.
Partono ufficialmente, con la presentazione del progetto definitivo, i lavori per la costruzione del nuovo porto commerciale di Lamu, che diventerà di fatto il secondo grande scalo marittimo keniota e decongestionerà il traffico di navi a Mombasa, influendo positivamente su quello di terra. Quel che preoccupa, però, è il congestionamento di un arcipelago caratteristico come quello a nord di Malindi, con la sua cittadella araba e le isolette di fronte, veri paradisi di relax persi nel tempo. Le autorità di Lamu hanno assicurato a tal proposito che il patrimonio storico e naturale non verrà intaccato. Intanto, oltre ai 45 bilioni di scellini previsti, potrebbe esserci un aiuto da parte dell'Etiopia, che sta considerando Lamu, via Moyale, come un possibile scalo per le sue navi, come fa Kampala per l'Uganda come Mombasa.(14/07/2009)

Il Kenya torna nelle agenzie di viaggio.
Basta girare un po' tra le agenzie di viaggio lombarde, per rendersi conto che il Kenya è tornata ad essere, dopo qualche anno, una meta tra le più richieste e anche tra le più rappresentate nelle vetrine. Certo, i prezzi dei soggiorni ad agosto non sono certo concorrenziali con altre mete più vicine, ma nelle agenzie bisogna tornare a spiegare che l'Africa equatoriale è una meta particolare, che offre emozioni inedite e paesaggi incontaminati, ma allo stesso tempo servizi da luogo turistico al pari degli altri che non sono immersi nella bellezza del Continente Nero. Di questi giorni è invece una notizia poco piacevole, il gigante dei tour-operator "Viaggi del Ventaglio" che ha hotel e villaggi turistici in tutto il mondo, versa in gravi difficoltà economiche e la ripercussione sul turismo in Kenya è rappreentata dalla mancata apertura del Temple Pointi di Watamu. Fioccano invece le richieste per i "solo volo" che molti ex clienti degli hotel e proprietari di case continuano a far pervenire alle proprie agenzie di viaggio di fiducia. Il Kenya è sempre una meta particolare, perchè c'è chi, reduce da un primo viaggio come turista in un villaggio, vuole ritornare una seconda volta e poi una terza e così via. Questo fatto a volte discrimina da parte degli operatori la meta, perchè chi lavora nel settore dei viaggi ha paura che il cliente si affezioni troppo a una meta ed eviti in futuro altre offerte. Così spesso accade. Per il Kenya, in ogni caso, ci si può affidare ad agenzie speciallizzate che trattano specialmente l'Africa. Buon viaggio!(13/09/2009)Turismo sulla costa keniota: 40% in più dell'anno scorso a luglio.
Quaranta per cento in più di turisti, rispetto allo scorso anno nello stesso periodo, questi i dati forniti, per quanto riguarda la prima metà di giugno, dal General Manager dell'aeroporto di Mombasa, Yatich Kangugo. "Stiamo tornando sui livelli del 2007, anno record del terzo millennio, in cui l'aeroporto ad agosto ha registrato una media di 27 charter alla settimana". Dalle prossime settimane infatti la sola Air Italy fornirà quattro voli alla settimana, che diventeranno tredici quando entreranno a pieno regime anche Blu Panorama, Neos, Eurofly e Livingstone. A questi, ovviamente si devono aggiungere le compagnie di charter non italiane: Britannia Airways, Excel, Air Austria, Air Mediterranee, Malev Air e Air Berlin. Se è vero che alcuni di questi voli si divideranno con Zanzibar, la costa keniota è pronta a ricevere comunque molti più turisti rispetto allo scorso mese di agosto. La percentuale di camere prenotate ad agosto, intanto, è salita in questi giorni all'ottantacinque per cento. "Per i prossimi mesi siamo in contatto con altre linee aeree per aumentare il gettito di turisti durante la stagione" conferma Kangugo. Intanto anche l'aeroporto di Malindi, a dicembre, potrebbe "aiutare" il Moi International Airpoert a smaltire il traffico di qualche charter. Sicuramente il turismo e l'economia dell'intero Paese ne godrebbero.(12/07/2009) 
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Ultimo "Malindi Italia" a Varese, l'arrivederci di Freddie.
Una serata speciale, unica nel suo genere con la costante del riferimento allo spettacolo "Malindi Italia" e con l'attività benefica nei confronti della Onlus Karibuni.
L'ultima data di Freddie del Curatolo e Franco Cufone, andata in scena venerdì scorso al Circolo Di via De Cristoforis a Varese, bellissimo spazio ristorante e pub, davanti a un pubblico molto partecipe ed enusiasta, ha permesso di promuovere la Malindi italiana e raccogliere altri fondi per un progetto della Onlus a Mida. Durante la serata il vignettista Tiziano Riverso (Resto del carlino, Prealpina) ha regalato in diretta slcune simpatiche vignette in sintonia con lo spettacolo, che poi sono state vendute all'asta sempre con intenti benefici. Un arrivederci all'anno prossimo con una nuova performance legata a un nuovo libro!(11/07/2009)Kenya ottava meraviglia del mondo, fondali pieni di Nudibranchi.
Il mare del Kenya è una delle otto meraviglie del mondo dove poter ammirare i nudibranchi. Si potrebbe pensare a strane specie che se vanno in giro in branco e tutti nudi, in realtà i nudibranchi sono una specie di lumache di mare, coloratissimi al punto di essere chiamati, in Indonesia, “farfalle di mare”. Si possono incontrare in tutto il mondo a tutte le profondità, anche se la maggior parte delle specie vive in acque calde e poco profonde, sebbene siano state trovate specie anche nei mari dell'Antartide.Basta effettuare una ricerca su internet per rendersi conto che i Nudibranchi sono estremamente popolari nell’ambiente subacqueo, soprattutto dal momento che la subacquea, per i veri amanti di questa attività, non è fatta più solo di squali e tartarughe ma regala anche questi piccoli gioielli che in Kenya sono così presenti da rendere un’immersione un vero viaggio alla scoperta delle molteplici specie differenti di questi incredibili e affascinanti invertebrati, soprattutto quando si è accompagnati da guide che sanno dove trovarli e come riconoscerli.  Dotati di corpo morbido e flessibile presentano forme e colori che possono variare enormemente al punto che tra i nudibranchi si possono trovare le creature più colorate sulla terra. Sono animali tipicamente bentonici, che vivono sul reef corallino (anche se alcuni, come la ballerina spagnola, possono nuotare tramite i movimenti del corpo ed altri possono vivere in alto mare addirittura galleggiando) , molti di loro sono caratterizzati da un simpatico ciuffetto colorato, usato per respirare, e da cornini, dal nome di rinofori, usati come organi sensoriali. I colori e la presenza dei cornini danno al nudibranco un aspetto simpatico da cucciolo anche se in realtà l’animalino in questione è cieco e non interagisce con il subacqueo, in ogni caso la sua vita è interessante e non monotona come potrebbe sembrare, infatti sono animali carnivori (alcuni si nutrono di spugne e altri organismi marini, altri sono addirittura cannibali) e sono pure ermafroditi, anche se devono accoppiarsi fra loro (interessanti le foto della galleria di Blue Fin Diving al riguardo).   La colorazione così vistosa e varia viene utilizzata dal nudibranco come sistema di protezione o per raggiungere il giusto grado di camuffamento o per segnalare la propria velenosità o non commestibilità. Questa enorme varietà di forme e colori, sia a scopo mimetico che difensivo ha determinato una varietà tale da non trovare simili in alcun altro genere animale. La loro bellezza e la facilità con la quale si possono osservare, soprattutto in Kenya, insieme all’accessibilità ai sistemi digitali ha certamente contribuito a spingere sempre più persone verso la fotografia subacquea. Perfino gli stessi istruttori e guide della Blue Fin Diving che si immergono quotidianamente , spesso trovano specie che non erano ancora state osservate e classificate in Kenya. Questo rende i reefs  del Kenya una destinazione d’elezione per tutti quei subacquei appassionati non solo alla macrofotografia ma anche alla semplice osservazione di queste interessantissime e coloratissime specie marine. Da poco il Kenya “subacqueo” comincia ad essere conosciuto per la sua notevole quantità  di specie differenti ed enorme biodiversità ( e non solo per i nudibranchi) , e così subacquei che erano soliti girare il mondo fino alle località più lontane e costose stanno cominciando a recarsi in Kenya per scattare foto a specie che fin’ora erano riusciti a trovare solo in Papua Nuova Guinea! Tutte le specie del Kenya osservate sono state inviate al grande database di nudipixel , sito che raccoglie foto e dati di nudibranchi da ogni parte del mondo,e che ha posto la località Kenya all’ottavo posto fra tutte le località del mondo per numero di specie, subito dopo mete ben più note e famose per la subacquea come Indonesia, Australia e Malesia. Ad oggi ben 126 differenti specie registrate in Kenya! (ammirale suwww.nudipixel.net )  sicuramente destinate ad aumentare, se vuoi essere tu il prossimo a scoprire una nuova specie in Kenya clicca su www.bluefindiving.com , i piccoli gioielli del mare ti aspettano sui reef di Malindi e Watamu!! (Angelo De Faveri 10/09/2009)

Via i questuanti molesti dalle strade di Malindi.
Capo della Polizia e Prefetto di Malindi sono d'accordo: per l'inizio della stagione turistica chi chiede l'elemosina spesso importunando i clienti, deve sparire dalle strade di Malindi. Non ci si può nascondere, la povertà è un fatto concreto sulla costa keniota come in gran parte dell'Africa, ma l'abitudine a chiedere la questua spesso convince anche chi è in grado di lavorare o, peggio, i ragazzini spinti dal principio di imitazione, che lasciano la scuola per approfittare della generosità dei turisti. Così Peter Kattam, capo della Polizia di Malindi, da ieri ha deciso di rimuovere dalla strada e diffidare quelle persone che saranno colte in flagrante nell'atto di disturbare o pressare i turisti per ottenere soldi. L'associazione MWTWG e questo portale hanno provato nel recente passato a convincere molti dei ragazzi che sostano davanti ai centri commerciali di Lamu Road a lavorare, in modo da evitare di doversi trovare sulla strada. Per le iniziative di divulgazione pubblicitaria sono stati coinvolti loro, molti invece preferiscono guadagnarsi da vivere lavando le automobili. Degli altri che stazionano anche di sera davanti ai locali notturni, non c'è da fidarsi. "Bisognerà fare un distinguo - ha detto il Capo della Polizia - chi vuole lavorare troverà sicuramente un impiego, gli altri verranno diffidati dall'importunare i turisti".(08/07/2009)Parte la stagione con il primo charter.
Parte ufficialmente oggi la nuova stagione turistica sulla costa keniota. Con il decollo del primo charter, ovviamente pieno ma non soltanto di turisti (tanti residenti e proprietari di ville), Malindi e dintorni riprendono a brulicare di "mzungu" innamorati o alla scoperta di questa terra. Gli hotel e i villaggi turistici hanno già aperto i battenti e le principali attività della costa si nsono rimesse in moto per garantire servizi e professionalità. Le piogge stanno per scemare come ogni anno, la temperatura è ideale, con il vento della primavera keniota e il mare fresco e pulito, ma il sole quando fa capolino è già in grado di scaldare e abbronzare. L'associazione degli hotelier di Mombasa fa sapere che l'ottanta per cento dei posti negli hotel della costa è già prenotato per agosto, mentre per chi vuole approfittare di luglio, molte sono le offertissime dell'ultima ora nelle agenzie di viaggio.(07/07/2009)

Anche il Karen Blixen tra i soci di MWTWG.
E' il ritrovo quotidiano degli italiani a Malindi, molto più di un semplice bar. 
Lo storico Karen Blixen non pioteva non entrare a far parte dell'Associazione Malindi Watamu Tourism Welfare Group e del portale Malindikenya.net. Perché noi promuoviamo l'immagine di Malindi e il Karen Blixen rappresenta una delle cartoline della località turistica, per quanto riguarda i servizi, l'italianità di un buon caffè, dell'arte dell'incontro, dell'aperitivo, dello spuntino e anche della buona cucina. 
La molla che ha fatto scattare tutto questo è stata il cambi0o di proprietà del locale situato al Galana Center, avvenuto all'inizio di quest'anno. 
Benvenuto dunque, karibu Karen Blixen!(06/07/2009)
Giugno da record per malindikenya.net!
Un giugno da record per il nostro portale malindikenya.net! Alla viglia del primo compleanno,il 15 luglio, il sito creato e gestito dall'associazione Malindi Watamu Tourism Welfare Group per informare nella giusta maniera e promuovere la costa keniota, con particolare riguardo per Malindi, Watamu e Mambrui, fa segnare un gradimento di tutto rispetto. Lo scorso mese, secondo i dati del servizio internazionale Webalizer, malindikenya.net ha superato quota seicentomila contatti al sito, con trentamila pagine visitate e 8871 nuovi utenti registrati dal servizio. Un dato che ci colloca come sito di riferimento per gli italiani in Kenya e per quelli che vi si approcciano. Ma non sono soltanto i contatti a darci soddifazione: il portale funziona da tempo anche come agenzia d'informazione e attraverso la nostra mail info@malindikenya.net offriamo servizi, delucidazioni e consigli (nei limiti del possibile) a chiunque scriva. Nel mese di giugno sono pervenute più di mille e-mail al direttore, di cui moltissime con richieste di informazioni per approntare una vacanza in Kenya. Negli ultimi due giorni, ad esempio, l'articolo sulla grande migrazione, ha scaturito decine di mail e anche alcune richieste di safari direttamente al nostro membro Bushcompany. Che dire, se non grazie a voi lettori della fedeltà e della grande opera di "passaparola", anche su Facebook dove sono tanti i nostri "sponsor". E un consiglio a chi ha attività in Kenya o legate con il Paese africano, investite in pubblicità sul nostro portale e iscrivetevi all'associazione (l'iscrizione offre la possibilità di avere un'intera pagina promozionale sul portale).(04/07/2009) 

Scellini falsi a Watamu.
Ancora tentativi di commercio di denaro falso sulla costa keniota. Ieri la polizia di Malindi ha arrestato vicino a Watamu una donna keniota di trent'anni che stava cercando di smerciare banconote locali da mille scellini, nei bazar e negozi di alimentari della cittadina turistica. Il Capo della Polizia Peter Kattam, intervenuto su segnalazione, ha smascherato la donna e l'ha condotta in centrale. Si tratta di banconote false che non è difficile riconoscere come tali, ma in ogni caso l'avvertimento della Polizia locale e del Console italiano Roberto Macrì è quello di fare at

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