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Luglio 2012

Tutte le notizie del mese

01-07-2012 di redazione

Kenya sempre più "last minute"
Non solo Malindi e non solo vacanze programmate in villa o con pacchetti "tutto compreso". Quest'anno il Kenya è una delle destinazioni "last minute" più cercate in internet e più richieste nelle agenzie di viaggio, che hanno iniziato a lavorare proprio nelle ultime settimane. La grande attrazione è rappresentata dalla grande migrazione nel Maasai Mara, quindi è in aumento il numero delle vacanze che partono da Nairobi e prevedono il safari nel centro del Paese. Il tempo sulla costa è ancora pazzerello e si contrappone al gran caldo europeo di questa stagione, quindi sono le destinazioni marine a soffrire più del previsto, complice anche la crisi, che penalizza soprattutto gli hotel che propongono gli "all inclusive" e si sono sempre diretti su una clientela mediobassa. In questo caso però le offerte al ribasso dell'ultima ora potrebbero far gola a tanti, che all'ultimo minuto non se la sentiranno di trascorrere la settimana di ferragosto o le due settimane centrali del mese, a casa o imbottigliati nel traffico delle autostrade italiane. Quale occasione che prendere al volo un charter con pacchetto minimo in hotel, e poi girare un po' questi luoghi fantastici? Ci vuole inventiva e un po' di coraggio, per trasformare una vacanza "last minute" in un momento indimenticabile della vita. Noi di malindikenya.net e i nostri sponsor, come sempre, siamo qui per aiutarvi!(31/07/2012)

Riaperta la Malindina
Oggi riapre uno dei ristoranti e hotel storici di Malindi, La Malindina. Dal 1984 è uno dei punti di riferimento per chi vuole gustare una cena unica in un ambiente elegante, e per chi ama i comfort del Kenya "vecchia maniera" in un piccolo resort in cui nulla è lasciato al caso. Da tre anni la nuova gestione propone anche variazioni sul tema della famosissima cena di crostacei, con menù vegetariani, di carne e anche di pesce senza crostacei. Si cena sempre alle 21 e solo su prenotazione, chiamando lo 0422120045.(30/07/2012) 

Problemi per chi porta in Kenya i cani
Qualche giorno fa è rimbalzata tra gli agenti di viaggio la notizia che in Kenya non si potrebbero più portare animali domestici in aereo. In realtà la normativa che fissa questo divieto è firmata agosto 2009 ma di fatto non è mai entrata in vigore. In ogni caso, il Ministero della Fauna ha diramato, per mezzo del responsabile del reparto di veterinaria, un comunicato nel quale si ricorda alle compagnie aeree di non accettare cani o gatti che viaggino con il proprietario in cabina. "Saranno accettati in Kenya - si legge nello stesso comunicato - solamente gli animali che viaggeranno come "cargo", in appositi box o gabbie". Decisione singolare, che non si capisce bene a cosa miri. Qual'è il pericolo di un animale domestico? Nel comunicato non si accenna al perché di una decisione del genere, ma sicuramente ci sarà un motivo importante che noi di malindikenya.net non riusciamo a capire. In ogni caso, a quanto pare, a Mombasa e Nairobi le autorità doganali non sono al corrente della recrudescenza, almeno verbale, di questa normativa. Gli agenti di viaggio però sono all'erta, non vorrebbero consigliare in maniera errata i propri clienti, Attendiamo anche da voi lettori le prime testimonianze in merito, per poterne scrivere ancora a ragion veduta o a misfatto avvenuto... (foto di Leni Frau) P.S. Poche ore dopo la pubblicazione di questo articolo, abbiamo già ricevuto alcune testimonianze. Una villeggiante del Key Group non ha potuto imbarcare a Malpensa il suo cagnolino, rinunciando così alla vacanza. Il viaggio e lo sbarco sembrerebbe a questo punto permesso solo se gli animali viaggiano come "cargo". Malindikenya.net si farà portavoce di una protesta al Ministero keniota.(29/07/2012)

Un libro "fantasy" con la magia dei fondali di Malindi protagonista
Tra i fondali dell'Oceano Indiano, dopo un tuffo dalla bianca spiaggia di Malindi muniti di pinne e maschera, può capitare di incontrare creature fantastiche. Inizia con uno snorkeling davvero fuori dall'ordinario il libro "fantasy" di Barbara G.E. Fazzini, malindina d'adozione (suo padre Mimmo vive qui da 32 anni e lei vi ha passato l'adolescenza). In realtà il mare keniota e la barriera corallina sono solo un pretesto per raccontare una storia fantastica, tra delfini che portano in altri luoghi spazio-temporali e aragostoni saggi, con mille altri personaggi ed avventure incredibili. Protagonista, la giovane Scintilla DreamBlatt, il cui padre (s'intuisce) ha una villa dalle nostre parti. Dice Barbara di Malindi: "In quei luoghi meravigliosi, pieni di colore e magia, ho conosciuto la Natura, che ho scoperto di amare e rispettare da sempre". Del suo esordio letterario invece afferma: "Questo romanzo racconta una storia di magia di luoghi persone e creature di ogni specie, e l'amore indissolubile che li unisce, nel bene e nel male. Anche quando essi stessi non ne sono consapevoli". Il romanzo è stato pubblicato dalle edizioni Albatros - Il Filo.(28/07/2012)


Il poeta "giriama" Macario riceve il premio Montale
Il suo nome giriama è Mukweha Lewa, ed è stato nominato "elder" (saggio del consiglio degli anziani) lo scorso inverno. Il poeta ligure Mauro Macario, figlio del comico Erminio, riceve oggi uno dei più importanti premi letterari destinati alla Poesia, il premio "Eugenio Montale Fuori di Casa" a La Spezia. Per il poeta, già inserito in alcune tra le più prestigiose antologie dedicate alle liriche italiane contemporanee, è un riconoscimento alla carriera, dopo la pubblicazione dell'intensa raccolta "La screanza".(27/07/2012) 

Il ramadan sulla costa keniota
Quest'anno il Ramadan, ovvero il periodo di digiuno diurno islamico, è arrivato quasi in corrispondenza della stagione di apertura delle attività turistiche sulla costa keniota. Da due giorni gli islamici da Shimoni a Lamu, lungo tutta la regione, osservano i precetti del Corano e non mangiano e non bevono (tranne chi ha evidenti problenmi di salute, le donne in gravidanza e i bambini) dalle 6.30 del mattino alle 6.30 di sera. Nelle città e cittadine, come Malindi da cui scriviamo, questo modifica in maniera evidente la vita sociale e anche in parte le attività commerciali e produttive. Alcuni ristoranti e negozi locali gestiti da mussulmani, ad esempio, chiudono per un mese e approfittano del Ramadan per fare le ferie o sottoporre la propria attività a rinnovamento dei locali. E' il caso del Pwani Dishes nella zona del porto o del celeberrimo Jabreen Café in Kenyatta Road. Contemporaneamente nella piazza del roundabout spuntano intorno alle cinque del pomeriggio molti banchetti che propongono cibo per il dopo preghiera nella moschea, quando passato il tramonto, ci si può buttare sul cibo fino a notte fonda, volendo. Così anche nella città vecchia fioriscono bancarelle con specialità culinarie serali che si vedono solo in questo periodo. Per i curiosi e i buongustai segnaliamo le samosas ripiene di pojo (lenticchie locali), i Cutless (crocchette di patate ripiene di carne, verdure e cardamomo), le bajia (frittelle di spinaci e patate) e il pane dolce speziato. Qualche problema per le attività italiane che hanno tra i loro dipendenti molti impiegati islamici. In questo periodo non rendono secondo le aspettative. Bisogna avere pazienza e...un po' di fede!(26/07/2012) 

Il vero derby della Lanterna è a Malindi
Mentre in Italia si parla del "derby corrotto" di due anni fa, con illazioni e presunti indagati per un altrettanto presunto tentativo di combine da parte della Sampdoria nei confronti di giocatori del Genoa, qui in Kenya ieri è andato in scena un singolare derby della solidarietà tra due scuole calcio che portano il nome e la filosofia di solidarietà delle due squadre genovesi: la scuola calcio Karibuni Genoa di Malindi e la Sampdoria Happy House di Watamu, legata all'omonimo orfanotrofio, grazie all'aiuto del club blucerchiato di Bogliasco. Quella tra le due realtà che fanno sognare tanti bambini e insegnano loro l'aggregazione del nome di sport ed educazione, è una collaborazione nata alcuni mesi fa. La Happy House di Watamu viene ogni settimana ad allenarsi al campo dell'accademia italiana Malindi United, che tra l'altro è diretta da un allenatore di fede sampdoriana, Riccardo Botta, ex compagno di Sereni, Vergassola ed altri nella primavera della Sampdoria dei primi anni Novanta. La scuola calcio del Genoa è inserita da tre anni nelle attività della Malindi United e diretta invece dal nostro direttore, il genoanissimo Freddie del Curatolo. Un derby nel derby, quindi. Nel nome della solidarietà. Per la cronaca (ma conta davvero poco, la festa è stata prima e dopo, il divertimento per i 22 in campo e le riserve è stato puro) la partita è terminata col punteggio di 1-1. Vantaggio dei piccoli rossoblu nel primo tempo e pareggio degli orfanelli blucerchiati a due minuti dal termine del match, su calcio di rigore. Gli abbracci finali, la testimonianza più bella del potere di questo sportl per chi ancora ci crede veramente.(25/07/2012) 

Rosada Beach torna a vivere!
Torna a vivere la spiaggia organizzata storica di Malindi, Rosada Beach. Già aperta tutti i giorni, pranzo compreso, da lunedì 30 luglio riprendono i beach party, gli unici a due passi dall'oceano. Ingresso 1000 Kshs con prima consumazione (gratis per chi cena) Da agosto, inoltre, il ristorante sarà aperto tutte le sere. Eventi speciali il 17 e il 24 agosto. Per info e prenotazioni Tel. 0700/501813(24/07/2012)

Il cammino dei Mijikenda arrivato a Malindi
Hanno percorso duecentocinquanta chilometri e hanno ballato per ore, tra una tappa e l'altra, invece di riposare. Hanno creato una festa itinerante e le loro piaghe sotto i piedi parlano più di qualsiasi petizione o atto di protesta. Farsi vedere, passare di villaggio in villaggio tra la propria gente per erudire, per sensibilizzare. Questo è stato il senso della camminata Mijikenda durata una settimana, da Mombasa a Malindi passando dai luoghi sacri della cultura dell'etnia più presente sulla costa e divisa in nove tribù. Sono arrivati ieri sera a Malindi, i cinquanta stoici difensori delle tradizioni Mijikenda, stremati ma felici, senza smettere di cantare e di ballare nemmeno al buio, senza pubblico assiepato ai bordi delle strade e nelle radure dei villaggi attraversati in questi giorni. Insieme a loro abbiamo visto uno squarcio vero d'Africa e abbiamo conosciuto uomini e donne che conoscono la fratellanza, riconoscono chi condivide la loro battaglia e non chiedono nulla se non di essere capiti e sostenuti per la causa che portano avanti, non perché hanno figli da mantenere, sorelle da curare, zie da portare in ospedale o fratellini da iscrivere alle scuole superiori. Tutte le fasi della camminata mijikenda e le emozioni le trovate a puntate nella nostra sezione "Reportage". Oggi i Madca e i loro simpatizzanti sfileranno per Malindi, nella mattinata, per festeggiare la chiusura della faticosa ma redditizia maratona. Per quel che possono fare, da quest'anno ancora più persone della loro costa sanno chi sono i Madca e per che cosa camminano, pregano e lottano.(23/07/2012) 

Lion in the sun e le sue offerte
Quest'anno il retreat di Briatore-Chenot "Lion in the sun", una delle perle di Malindi, non ha mai chiuso i battenti, profittando della bassa stagione per proporre offerte di massaggi e terapie rilassanti, dimagranti e detossinanti. Per i residenti, in questo periodo sconti del 20%. Per info e prenotazioni: +254 726 313101 oppure info@liongroup.co.ke(23/07/2012)

Sequestrata mezza tonnellata di zanne keniote
Non diminuisce in kenya la piaga del contrabbando e della commercializzazione delle zanne d'avorio. Altro sangue d'elefante keniota per arricchire i bracconieri e, guarda un po', con loro il mercato delle armi dei somali, che sono la maggioranza dei "poachers". Le autorità thailandesi hanno sequestrato ieri infatti 456 chilogrammi di zanne di elefante scoperte a bordo di un aereo arrivato dal Kenya all'aeroporto di Bangkok. Secondo le stime, fanno sapere gli ufficiali, il numero di zanne fa pensare all'uccisione di 50 elefanti. Il carico, chiuso in casse nella stiva del velivolo, è stato scoperto grazie a una soffiata. L'avorio arriva illegalmente in Thailandia per essere utilizzato a produrre statue buddhiste o gioielli. Il Paese, però, è anche un transito per la vendita in altri mercati, tra cui quello cinese. Il commercio internazionale di avorio è vietato da una convenzione internazionale del 1989, voluta per evitare l'uccisione degli elefanti.(22/07/2012)

Mijikenda Walking 2012 (seconda parte)
Terzo giorno insieme allo sparuto gruppo di eroici mijikenda in viaggio a piedi nei loro luoghi di culto. Nemmeno la pioggia battente nell'entroterra tra Kaloleni e Kilifi, ferma il manipolo di ultimi della terra d'Africa. Sono meno di cinquanta: i vecchi fermati dai malanni di stagione, ma quasi tutti si troveranno poi la sera ai "check-point" dove ci si divide la polenta e fagioli, si prega e si parla dell'opera di erudizione svolta a suon di canti e balli salle energiche e incredibili mama, di poesie dell'aedo ufficiale Edward Kazungu e dei discorsi filosofico-storici del chairman Munyaya e del fondatore dei Madca, l'avvocato Joseph Karisa Mwarandu. Sono loro l'anima della grande speranza che cultura e tradizioni di un popolo non vengano sepolte dal progresso che qui in kenya si sta mangiando in fretta tutto quel che è stato e che di buono era, in nome di cellulari finlandesi e motociclette cinesi, di pub con la televisione sparata altissima con il rap newyorkese e altre diavolerie. Oggi camminando sulle strade d'argilla di Jibana, di Chonyi (altre due delle "kaya", dei luoghi di culto delle tribù che compongono la loro etnia), nei delicati saliscendi di palme e baobab tra Tsagwa e Tzitzoni, dove il mondo non avrebbe ragione di arrivare a disturbare il benessere primordiale, ma magari potrebbe intromettersi soltanto per portare ulteriori benefici a basso costo, come sanità ed educazione, non contava la pioggia che ci infradiciava, né la stanchezza fisica della notte all'addiaccio (per loro, noi in minitenda da trekking). L'importante era ed è stato condividere la camminata con tuta la gente che si è assiepata ai lati della strada nei villaggi, che ha riempito le piazze delle cittadine più grandi, che ha affollato i gruppetti di capanne di fango lungo il percorso. Parole e canti che sono arrivati alle orecchie di migliaia di ragazzini delle primary school, che hanno riempito il taccuino di alcuni ufficiali distrettuali (che speriamo appoggino le istanze presenmtate). Stasera si dorme in una scuola elementare tutta acacie e prati verdi, con qualche centinaio di ragazzini curiosi, specialmente nel vedere i mzungu. Domani è ancora cammino, ancora canti e danze, cultura e tradizione. Grazie, Mijikenda!(21/07/2012)

Mijikenda Walking 2012
Il viaggio nel cuore del Kenya per seguire gli stoici ultimi rappresentanti di un’etnia le cui tradizioni rischiano di scomparire prosegue. Le difficoltà a connettersi sono evidenti, la tecnologia d’altronde in questi luoghi, tra Mazeras, Kaloleni e Bamba, ci sta come un Tiffany in uno slum. Siamo partiti dalla kaya dei duruma, una delle nove tribù che compongono l’etnia mijikenda, e ieri martedì abbiamo attraversato a piedi il territorio dei Rabai, dei ribe e dei kambe, prima di arrivare nel luogo sacro per antonomasia, quello di kaloleni in cui la regina mepoho profetizzò la fine della cultura mijikenda. Durante la lunga camminata quotidiana (che il redattore ha svolto quasi interamente in macchina, vale la pena ammetterlo) ci siamo fermati da autorità locali che a parole si direbbero solidali nel proteggere i siti sacri della cultura mijikenda. In realtà lo sconforto è grande quando arrivando nel luogo mistico, intorno all’albero sacro, troviamo la zona completamente rivestita di mais, coltivata come “shamba”. Un campo agricolo, insomma, al posto di un mausoleo. Come se di colpo Gerusalemme fosse trasformata in vitigno o al posto della Mecca sorgesse un’Esselunga. Bisognerà fare qualcosa. Ma intanto il piccolo popolo dei Madca ride, balla, canta e prega e soprattutto non perde la speranza. Noi siamo con loro e testimonieremo questo ennesimo viaggio di pace e speranza con foto e reportage a partire dai prossimi giorni. Tecnologia permettendo. Saluti dall’ultimo avamposto di una civiltà africana che non vuole essere sepolta.(20/07/2012)

Preparativi per il Mijikenda Walking
Per il secondo anno consecutivo il popolo Mijikenda, rappresentato dai suoi anziani e da chi da sempre lavora per proteggere e salvaguardare le tradizioni e la cultura dell'etnia della costa keniota, si mette in cammino per sensibilizzare l'opinione pubblica. Da domani grazie all'organizzazione della Malindi District Cultural Association, tante persone, compresi contadini, operai e povera gente dell'entroterra, saranno in marcia da Mombasa, dove sono giunti ieri sera da ogni villaggio della regione. Dal capoluogo toccheranno tutte le "kaya", ovvero i luoghi sacri di ognuna delle tribù che compongono l'etnia. La parola "Midzichenda", infatti, nell'idioma giriama significa "nove genti". I giriama, stanziati soprattutto a Malindi, sono la tribù principale, ma la maggior parte delle kaya sono situate tra Mazeras (venti chilometri a nord di Mombasa, sulla strada per Nairobi) e Kaloleni, nel cuore dell'entroterra. Il cammino durerà sei giorni, fino a sabato. L'etnia mijikenda sta rischiando seriamente di scomparire, come identità a livello nazionale e africano, senza che nessuno muova un dito. Insensibili i governanti, che non fanno nulla per dichiarare patrimonio nazionale i loro luoghi di culto, le forze dell'ordine che non proteggono adeguatamente gli anziani dalle vessazioni dei più giovani, che ne temono il potere parapolitico, e gli stessi giovani che non assorbono né si interessano alla storia, alle leggende e alla cultura del loro popolo. Malindikenya.net da sempre appoggia la battaglia culturale di sopravvivenza di un popolo che rappresenta veramente una delle ultime ruote del carro della Terra. Da oggi saremo con loro lungo il percorso che li porterà a sensibilizzare la propria gente, ad incontrare personalità istituzionali e cercare di coinvolgere qualche candidato alle prossime elezioni, sperando che possa perorare la loro causa. Saremo online (dove la connessione e l'elettricità lo permetterà) per aggiornarvi su questa incredibile, appassionante battaglia.(19/07/2012) 

A Ronciglione serata Karibuni per "Karen"
Karibuni in festa a Ronciglione per la farm di Langobaya. Il sogno di "Karen", che è il nome della farm e quello della figlia di Roberto e Sheila, tra i finanziatori del progetto della Onlus. Parla di circa 25000m2 iniziali coltivati con mais, cassava, papaya ed altre piante locali, di allevamento con polli, capre e mucche, entrambi già attivi sotto l'egida di Karibuni da 4 persone locali che ci lavorano a tempo pieno. Obiettivo è iniziare a breve a fornire la mensa della scuola secondaria di Langobaya costruita da Karibuni e che ospita 350 studenti, con prodotti diretti della fattoria , ciò abbasserebbe i costi generali di gestione. L'obiettivo finale , come quello di tutte le farm realizzate da Karibuni è quello che avere un profitti, attraverso la vendita della produzione che verranno destinati alle spese di sostegno, manutenzione, acquisto libri ect della scuola di riferimento. Ogni scuola dovrà trovare il modo di autosostenersi ed avere poi altri e nuovi obiettivi di crescita. L'appuntamento è fissato sabato 21 (vedere locandina qui a fianco) ci sara' un rappresentante dell'Ambasciata oltre a tante autorita' locali e la presenza del noto comico di Zelig Fabrizio Fontana fra l'altro testimonial di Karibuni.(18/07/2012)

Desio: promosso in solidarietà
Il Desio quest'anno è stato promosso non solo sul campo, ma anche nella solidarietà. La squadra brianzola, infatti, oltre ad essere salita di categoria nel campionato dilettanti lombardo, ha confermato anche per il prossimo anno lo sponsor (ovviamente gratuito) della Onlus Karibuni sulle sue maglie. Grazie al presidente del Desio e a tutto lo staff dirigenziale per questa iniziativa che farà conoscere ancor più le splendide iniziative dell'associazione Onlus italiana più attiva sul territorio malindino...(17/07/2012)  

La grande migrazione: battaglia coccodrillo-gnu
Ogni anno lo spettacolo della grande migrazione degli animali dal Kenya alla Tanzania è un'attrazione per migliaia di appassionati naturalisti, amanti degli animali e fotografi provenienti da tutto il mondo. Il momento più esaltante ma anche drammatico, che fa parte del ciclo della vita e regola l'equilibrio biologico della grande madre Africa, è quello dell'attraversamento del fiume Mara, nella zona dei maasai (chiamata appunto Maasai Mara) praticamente al confine tra Kenya e Tanzania. Ecco un'immagine del noto fotografo britannico David Lloyd che mostra un momento dell'assalto di un enorme coccodrillo a uno gnu che tenta di attraversare il fiume in piena. Nonostante lo gnu abbia scelto il posto giusto per il guado e si senta abbastanza tranqullo per la sua stazza imponente, il coccodrillo lungo cinque metri lo attacca, azzannandolo al ventre. Seguirà una lotta documentata da decine di scatti. Le migliori foto sono state acquistate dall'agenzia internazionale Reuters. Ma oltre alle fotografie dei professionisti, moltissimi turisti hanno posizioni privilegiate durante i loro safari e riescono ad immortalare istanti significativi della migrazione. L'anno scorso un lettore ci inviò una splendida, terribile sequenza di lotta tra coccodrillo e zebra. Invitiamo anche i lettori appassionati di Kenya e di fotografia ad inviarci i loro scatti migliori sulla grande migrazione!(16/07/2012) 

Una scuola da 29 aule a Dadaab
Un edificio a piu' piani con 29 aule, un centro per la prima infanzia, una biblioteca e una cucina: e' la nuova scuola costruita a Dadaab, in Kenya, dalla Fondazione Avsi per gli oltre 1.500 bambini che hanno trovato rifugio nel campo di Dagahaley. Il progetto, co-finanziato dall'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) e dalla Cooperazione italiana, permettera' di offrire un'istruzione ai giovani e giovanissimi costretti a lasciare le loro case per le violenze nella regione. Proprio il forte afflusso di profughi a Dadaab ha richiesto l'intervento dell'Associazione Volontari per il Servizio Internazionale, che nell'agosto scorso e' stata chiamata a costruire una nuova struttura. A tutto cio', si sono aggiunti i lavori - co-finanziati da Unhcr e Banca della Provincia di Macerata - per la costruzione di un nuovo piano con 8 aule nella scuola elementare Illyes, una delle piu' affollate del campo di Dadaab, dove studiano piu' di 3000 bambini.(15/07/2012) 

Baraka, Eugene e gli altri alla conquista della nazionale giovanile 
Prosegue il sogno di cinque ragazzi malindini che fanno parte dell'accademia italiana Malindi United, di arrivare a rappresentare la propria nazione nelle finali continentali della Coca Cola Cup. Dopo aver vinto con la loro squadra il torneo della Costa Nord, sono andati a Mombasa a misurarsi contro la selezione di Kilifi e quella della Costa Sud, ed ora approdano alle finali nazionali che si terranno a ferragosto sempre a Mombasa, tra la compagine delle All Star malindine in cui militano e quelle provenienti dal resto del Kenya. Una bella avventura per Eugene Moses e Baraka Badi soprattutto, due talenti giovanissimi su cui il coach della Malindi United Riccardo Botta ha scommesso ciecamente. "Eugene diventerà un campione dei livelli di Mariga e del fratello Wanyama che gioca nel Celtic in Scozia - dice Botta - e Baraka tra pochi anni sarà pronto per esordire quantomeno nella serie A keniota". Per entrambi, insieme al velocissimo laterale Mwinyi, si apriranno anche le porte delle selezioni per la nazionale del Kenya Under 18. Tutti e tre sono stati già allertati.(14/07/2012) 

Da agosto visti e permessi più cari
Agosto di rincari per chi si reca in Kenya in vacanza ma anche per chi ha intenzione di lavorarci, di aprire una nuova attività o anche di vivere qui da pensionato. Rincari piuttosto ingiustificati, se si pensa soprattutto al periodo di crisi economica che sta attraversando l'Europa. Sicuramente il Governo del Kenya avrà avuto i suoi buoni motivi (e noi di malindikenya.net ne avremmo anche individuato qualcuno...) ma il momento ci sembra quantomai inopportuno. Entriamo dunque nel merito: dal prossimo primo agosto la tassa d'uscita dal Kenya costerà 50 dollari anzichè venti come è sempre stato, da parecchi anni a questa parte. Sommata al visto d'entrata, che per fortuna continuerà a costare "solo" cinquanta dollari, fanno cento verdoni. Per chi si reca nel Paese africano per turismo una sola settimana, è una bella tassa di 10 euro circa al giorno. Ma veniamo al capitolo più dolente per chi in Kenya ha investito, ci lavora o sta per aprire un'attività. L'ufficio immigrazione di Nairobi ha trasmesso gli aumenti dei permessi di lavoro e di soggiorno. Il costo del permesso H da imprenditore, della durata di due anni, passa da 100 mila scellini (circa € 1000) a 150 mila, mentre il permesso A da dipendente (ammesso che ancora qualche mzungu ne faccia) passa da 150 mila scellini a 250 mila, con un aumento del 66 per cento. Incredibile poi la maggiorazione per i permessi di soggiorno per i pensionati (permesso E). Il loro costo, spalmato su tre anni, da 75 mila scellini arriverà a 300 mila, con un incremento del 300%. Roba da demotivare tutti quegli stranieri che eleggono ogni anno il Kenya a luogo ideale per trascorrere serenamente gli ultimi anni. Con quello che arriverebbero a pagare, meglio trascorrere solo sei mesi, evitando così di fare permessi, rimanendo turisti...o cambiare nazione africana. Eppure i pensionati, pensiamo solo a quelli italiani a Malindi, portano soldi in Kenya e la loro pensione va a finire qui, tra dipendenti di casa e relativi stipendi, aiuti ai locali e spese varie. Speriamo che quella dell'immigration sia una decisone ancora modificabile dal Parlamento.(13/07/2012)

Troppo allarmismo rovina il turismo
"Troppo allarmismo generalizzato può rovinare la stagione turistica". Il monito è stato lanciato ai media e al Governo dall'Associazione degli albergatori della Costa. Il chairman, Philip Chai, direttore del resort e retreat Llion in the sun" di proprietà di Flavio Briatore ed Henri Chenot, ha pubblicamente criticato alcuni articoli apparsi su quotidiani nazionali che, in un periodo in cui il Kenya è già ai "disonori" della cronaca per via degli attentati di matrice politico-religiosa a nord est del Paese, in aree ben delineate verso il confine con la Somalia, descrivono Malindi come un paradiso per impuniti. "In questa maniera, oltre a generalizzare e parlare per luoghi comuni degli italiani, si penalizza il turismo creando nessi che non ci sono mai stati tra gli italiani e la situazione in altre parti del Paese". Questo è anche il pensiero degli imprenditori locali e dei tanti connazionali che stanno investendo a Malindi. Intanto i vertici della Polizia e della Sicurezza malindina tranquillizzano sulla situazione della costa in vista della stagione estiva. Nessun problema né avvisaglie di proteste o tensioni. Le elezioni nazionali sono ancora lontane (si terranno nel marzo del 2013) e la delicata situazione al confine con la Somalia è circoscritta. Come hanno avuto parole tranquillizzanti i responsabili delle associazioni islamiche della costa, che hanno assicurato che non solo veglieranno affinchè vengano isolati e segnalati eventuali cittadini somali di passaggio a Malindi e dintorni, ma che ogni attività "insolita" o millantata di appoggio alla resistenza di Al-Shabaab sarà denunciata alle forze dell'ordine.(10/07/2012)

La costa keniota è tranquilla
La notizia delle due bombe in altrettante chiese a Garissa, cittadina a poco più di cento chilometri dal confine con la Somalia, è arrivata ai telegiornali italiani. Subito si è ricreato un inizio di psicosi che ci ricorda gli anni passati, quando terribili situazioni a nord del Paese hanno influito in maniera pesante sul turismo sulla costa keniota, penalizzandolo per oltre un anno. 
Già allora noi di malindikenya.net avevamo ricordato come il Kenya è grande più di tre volte l'Italia e che il Nord (specialmente il Nord Est, verso la Somalia) sia proprio un altro Paese, rispetto alla costa, da sempre punto di riferimento per il turismo di massa. A nord esistono realtà tribali che da sempre sono in conflitto, sulla costa c'è una pacifica convivenza di molte più culture ed etnie: oltre ai mijikenda, la tribù più numerosa, da sempre ci sono i swahili, di provenienza araba, gli indiani, minoranze di altre tribù keniote e un buon numero di stranieri, tra cui gli italiani, che hanno il loro "quartier generale" a Malindi, mentre Kilifi è più inglese e Nyali più tedesca. 
Gente abituata a mescolarsi e a convivere, senza estremismi e con intenti comuni, quelli di guadagnare nell'ambito del turismo. Così oggi, all'alba di una nuova stagione di vacanze, non possiamo definire il Kenya un luogo più pericoloso dell'anno passato, quando si è registrato un ottimo afflusso di turismo, soprattutto italiano. Anzi, per molti versi a Malindi e dintorni c'è più benessere e anche più sicurezza. Quella keniota è una nazione in crescita, in forte espansione economica e, benchè la corruzione sia un "modus vivendi" per l'oligarchia di Nairobi, è innegabile che il livello di benessere, comparato a quel che viene definito nella società occidentale, sia più alto. Si vedono più mezzi di trasporto, chi un tempo aveva la bicicletta per muoversi, oggi spesso dispone di una motocicletta e iniziano a vedersi anche nell'entroterra più case di cemento e meno capanne di fango. Se c'è più da mangiare per tutti, cala anche la delinquenza. Gli italiani contribuiscono da sempre a questo benessere, impiegando migliaia di lavoratori locali e fornendoli di buoni stipendi. Il blocco del turismo metterebbe sì in serie ambasce buona parte della popolazione costiera. Ma chi vive qui si rende conto dell'importanza di mantenere la pace e la tranquillità in questi luoghi e per primo si adopera per aiutare le forze dell'ordine. Così ogni persona sospetta, cittadini dai lineamenti simili a quelli dei somali o simpatizzanti degli estremisti islamici, vengono spesso segnalati alla polizia dagli stessi cittadini kenioti. In un periodo storico in cui basta la granata lanciata da un pazzo fanatico in una chiesa, a far preoccupare il mondo intero (la levata di scudi del Vaticano nei confronti dell'attentato di lunedì è significativa) c'è bisogno anche di dire le cose come stanno: sulla costa si vive bene, le uniche preoccupazioni sono per la povera gente che vive nelle province nordorientali e per il possibile calo del turismo che significherebbe meno possibilità di dare lavoro ed aiutare questa gente.(08/07/2012)

Islamici e polizia a difesa delle chiese cristiane
Mussulmani e polizia garantiranno la sicurezza davanti alle chiese del nordest del Kenya. Per gli islamici lo ha annunciato Adan Wachu, segretario del Supremo consiglio dei musulmani e presidente del Consiglio interreligioso del Kenya, pochi giorni dopo gli attentati nella città di Garissa. Secondo l’emittente pubblica Kenya Broadcasting Corporation (Kbc), la decisione è legata all’idea che gli attentatori mirino a innescare un conflitto tra la maggioranza musulmana e la minoranza cristiana nelle regioni al confine con la Somalia.
A Garissa, domenica, negli attentati contro la cattedrale cattolica e una chiesa della congregazione Africa Inland Independent Church sono state uccise 17 persone.  Il governo del Kenya intanto ha annunciato un rafforzamento della sorveglianza delle chiese nella provincia nord orientale del Paese, soprattutto durante le celebrazioni religiose, DOPO i recenti attacchi terroristici contro due chiese cristiane di Garissa. Il contingente di polizia dispiegato è composto da circa 700 agenti. Il ministro della Sicurezza interna, Yusuf Haji, ha detto ai media locali che sarà rafforzata la sorveglianza all'esterno e all'interno delle chiese.(07/07/2012) 

Eni esplorerà fondali kenioti
Dopo la Total nei giorni scorsi, anche l'italiana Eni annuncia la firma di tre contratti di production sharing, assegnati dal governo del Kenya, per l'acquisizione dei blocchi esplorativi L-23, L-21 e L-24, situati nelle acque profonde e ultraprofonde del Bacino di Lamu, al largo delle coste del Kenya, segnando cosi' l'ingresso della societa' nel paese subsahariano. La prima fase esplorativa dei tre blocchi, che saranno operati da Eni con il 100% di partecipazione e che si estendono su una superficie di oltre 35mila chilometri quadrati, consistera' nell'esecuzione di un programma di prospezione geofisica. L'ingresso in Kenya rafforza la presenza di Eni nell'esplorazione dei bacini di frontiera dell'Africa orientale, che ha portato alla recente scoperta di ingenti volumi di gas naturale nelle acque profonde del Mozambico.(06/07/2012) 

Giriama in festa
"Kidzunganya mkono", letteralmente "mettiamo insieme le mani". E' una giornata di incontro festoso sulla pace e la solidarietà organizzato ogni anno da chi difende la cultura Mijikenda, la Malindi District Cultural Association. Nel loro centro culturale tradizionale, chiamato "mekatilili" in onore alla pasionaria del popolo giriama, i Madca domattina si incontreranno in una festa aperta a tutti, che riunisce i saggi e chi partecipa attivamente alla salvuaguardia della cultura e delle tradizioni mijikenda. Per chi si vuole avvicinare a questa etnia e conoscerne meglio usi e costumi, è un'occasione fondamentale. Il centro Mekatilili si trova nella zona del mercato nuovo di Malindi (old showground), vicino al ristorante Come Back.(05/07/2012)

Mussulmani condannano attentato in chiesa 
“La situazione è calma. Sia i cristiani sia i musulmani hanno condannato gli attentati. Tutti affermano che non esiste una guerra di religione ma che gli assalti alle due chiese sono probabilmente una reazione alla presenza dell’esercito keniano in Somalia” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Joseph Alessandro, Vescovo coadiutore di Garissa, la località del Kenya dove domenica 1° luglio sono state attaccate due chiese, tra le quali la Cattedrale cattolica (vedi Fides 2/7/2012).
“Ieri si è svolto un incontro con le autorità civili e religiose dell’area, al quale abbiamo partecipato come Chiesa cattolica” dice Mons. Alessandro, che aggiunge: “il Vescovo, Mons. Paul Darmanin, ha organizzato una riunione che si terrà domani con i sacerdoti, i religiosi e le religiose per verificare la situazione. L’intenzione è quella di accrescere gli aiuti ai musulmani per dimostrare che non abbiamo nulla contro di loro. Già ora ogni mese distribuiamo cibo anche a famiglie musulmane in difficoltà a causa della carestia”. 
La stampa somala riporta l’arresto di alcune persone che sarebbero coinvolte nel duplice attentato contro le chiese di Garissa. “Non abbiamo ancora notizie di arresti di persone coinvolte negli attentati - afferma Mons. Alessandro - e non si sa se gli attentatori provengano da fuori o siano del posto. È comunque vero che qui ci sono alcuni simpatizzanti degli Shabaab. D’altronde la popolazione dell’area è formata da somali, ed è difficile distinguere tra chi è del posto e chi viene dalla Somalia” conclude Mons. Alessandro. (04/07/2012) 

Cinque talenti targati Malindi United alle selezioni regionali
Sono cinque i ragazzi dell'accademia Malindi United selezionati durante il torneo Coca Cola Cup, tenutosi a Malindi lo scorso weekend. Oltre ai gioielli Eugene Moses e Baraka Badi, altri tre talenti (il velocissimo Muinyi, richiesto anche dall'atletica leggera keniota per i 100 e i 200 metri, Nassir e Ahmed) faranno parte della selezione della costa che a Mombasa effettuerà la finalissima regionale (Costa Nord contro Costa Sud) da cui poi usciranno alcuni degli elementi che faranno parte della nazionale Under 17 che si allenerà a Nairobi in vista delle partite ufficiali della selezione giovanile nelle varie competizioni continentali. Eugene Moses, prodotto del vivaio della Karibuni-Genoa, nonostante la giovane età è già apprezzato dagli addetti ai lavori di tutto il Paese per le sue doti di regista, l'ottima visione di gioco e il buon piede, cecchino sui calci da fermo. La sua candidatura sembra non avere ostacoli. Per gli altri si vedrà. Tra i "coach" in predicato di allenare la nazionale under 17, c'è in prima fila l'allenatore e co-fondatore della Malindi United, Riccardo Botta.(03/07/2012)

Bombe in chiese a nord est del Kenya, vicino al confine somalo
Prosegue la rappresaglia filo-somala a nordest del Kenya, verso il confine con la Somalia. I terroristi legati, a volte anche solo ideologicamente o etnicamente, alla resistenza di Al-Shabaab, vicini ad Al Quaeda, hanno lanciato due bombe nella cittadina di Garissa. Stavolta teatro della strage sono chiese cattoliche. Diciassette persone infatti sono state uccise e una cinquantina sono rimaste ferite in due diversi attacchi compiuti nella cattedrale cattolica centrale di Garissa, e in una chiesa vicina. Sono stati due commando di uomini armati e dal volto coperto ad attaccare i due luoghi di culto. Il portavoce della polizia locale, Philp Ndolo, ha riferito che hanno anche ucciso due poliziotti in servizio e preso le loro armi prima di attaccare le chiese. "Non abbiamo ancora arrestato nessun sospetto ma abbiamo testimonianze che parlano di cinque persone coinvolte nell'attacco, con granate ed armi da fuoco nella chiesa dell'Africa Inland Church e due nel lancio della granata nella cattedrale cattolica centrale", ha precisato Ndolo. Certamente colpire nelle chiese, da la certezza ai filo-somali di non uccidere appartenenti alla loro stessa fede. Gli attacchi sono stati però immediatamente condannati dal Consiglio Supremo dei Musulmani in Kenya che ha inviato le condoglianze alle famiglie della vittime. Garissa è abitata principalmente da somali ed è vicina al campo di rifugiati di Dadaab e al confine con la Somalia. Secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità locali, un commando di due terroristi incappucciati ha lanciato due granate all'interno della cattedrale, ma solo una è esplosa. I morti e gran parte dei feriti si sono registrati nella chiesa della congregazione Aic dove altri cinque miliziani hanno esploso colpi d'arma da fuoco sui fedeli. In entrambi i casi sono stati disarmati i poliziotti schierati di guardia dopo gli attentati contro le chiese degli ultimi mesi. L'area è teatro di tensioni dallo scorso anno, da quando il governo keniota ha inviato truppe in Somalia per contrastare le milizie islamiste al Shabaab. Nessuna ripercussione sul turismo nel Paese, la questione sembra essere esclusivamente tra kenioti e somali, e lontana dai luoghi di vacanza degli italiani.(02/07/2012)

60% torture in Kenya è dei poliziotti
Un rapporto del gruppo locale per i diritti umani Independent Medico Legal Unit (Imlu), stilato in occasione della Giornata internazionale Onu a sostegno delle vittime delle torture, rivela che in Kenya il 60% delle torture viene commesso da agenti della polizia locale. Il direttore esecutivo di Imlu, Peter Kiama, ha dichiarato che i soggetti più vulnerabili sono i poveri "che non hanno soldi per assumere avvocati e intraprendere azioni legali per difendere i propri diritti".(01/07/2012) 

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