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Ottobre 2010

Tutte le notizie del mese

01-10-2010 di redazione

Restaurato monumento a Henry di Portogallo
Quando si dice "Principe Henry" si pensa al biondino erede al trono d'Inghilterra. Ma il monumento restaurato tra la piazza della prefettura di Malindi, e Uhuru Garden (la piazzetta degli affari, per intenderci) con la sua croce bianca che ricorda le caravelle di colombiana memoria, è dedicato a un altro Henry. Figlio di Joao di Portogallo e di una principessa britannica, Henry dalla fine del 1300 fu il primo portoghese a finanziare spedizioni navali in africa. Da Capo Verde al Capo di Buona Speranza, fino a Zanzibar e Mombasa. Henry fu il primo a credere nella voglia di avventura del giovanissimo esploratore Vasco da Gama, ma non ne vide mai l'esito conclusivo, perchè morì nel 1460. Quasi quarant'anni dopo, il navigatore, nella sua maturità, approdò a Malindi e cambiò la storia della cittadina. L'epidemia di peste (si dice portata da alcuni membri dell'equipaggio) fece sì che Vasco da Gama rimanesse un anno a Malindi e che stringesse amicizia con il sultano locale. Fu lui a raccontare la fama del principe Henry, prima di proseguire per l'India, con buona parte dell'equipaggio swahili prestato dallo stesso sultano. Ali bin Majid, il timoniere, diventò fedele pilota del veliero di Da Gama e una volta tornato a Malindi venne celebrato a dovere. Tra tutti i popoli passati da Malindi, i portoghesi, per aver sempre professato intenti benefici e aver sconfitto la rivale Mombasa, sono visti come "mzungu" buoni. Ancora oggi la municipalità lo conferma, mantenendo vivo il ricordo con il pilastro dedicato a Vasco da Gama, il cimitero e la cappella portoghese e questo monumento appena restaurato.(31/10/2010) 

Italiani, record di presenze in Kenya

Italiani record in Kenya, con agosto superata quota 50.000 presenze, e ora l'ente turistico vuole portare gli italiani anche fuori da Malindi. Cresce velocemente il mercato italiano verso il Kenya a 54.885 arrivi nel periodo gennaio-agosto 2010 (+36,4% rispetto al 2009) “e si conferma terzo a livello mondiale e secondo europeo con una quota di mercato del 7,8%, quindi dopo Regno Unito e Stati Uniti”, spiega Jennifer Opondo, neo marketing manager dell’ente del turismo rappresentato in Italia da Aviareps di Milano, recentemente in visita in Italia.
“Si vede dai numeri come lo sviluppo del vostro incoming sia più rapido rispetto ad altri bacini emissori, è da considerare che dal 5° posto la scalata al terzo è avvenuta in questi cinque anni nei quali abbiamo aperto la rappresentanza, questo significa che la collaborazione con gli operatori è una strategia efficace”. 
Ora il lavoro dell’ente del turismo si concentra sul portare gli italiani oltre Malindi, oltre il mare, oltre il luogo comune che il Kenya sia solamente una destinazione da volo charter. "Parchi, riserve a soli 15 minuti da Nairobi, 41 campi da golf, isole romantiche e storiche come Lamu, immerse in atmosfere antiche, senza macchine e patrimonio dell'Unesco", aggiunge Opondo.(30/10/2010) 

Kenya: corruzione ai massimi

Il Kenya scala posizioni tra i paesi più corrotti del mondo, ora è uno dei venti paesi dove la corruzione è più diffusa. Lo conferma il rapporto 2010 della Ong Trasparency International. Scontato il primo posto di questa infelice graduatoria per la Somalia, solo il Burundi e il Congo sono meno visrtuosi del Kenya, che in pochi anni ha superato nella disdicevole classifica anche Nigeria e Uganda. Scende anche l'Italia, di 4 posizioni, 67° su 178 nazioni.(29/10/2010) 

Lion in the Sun di Malindi migliore Spa del mondo!

Mai come oggi Malindi è sinonimo di benessere psicofisico. C'è l'influsso di Madre Natura, il potere ancestrale dell'Equatore, il famoso "Mal d'Africa". Ma c'è anche chi ha abbinato alle caratteristiche del luogo, l'esperienza della cura del corpo e della mente, creando qualcosa di unico. Il prestigioso relais "Lion in the sun", voluto da Flavio Briatore ed Henry Chenot, si è aggiudicato uno dei più importanti premi destinati ai centri benessere di tutto il mondo. La rivista Tatler ha infatti assegnato alla "Thalaspa" di Malindi l'Oscar come "Migliore Spa al mondo - Centro benessere che ti cambia la vita". Un riconoscimento che inorgoglisce la costa keniota e soprattutto premia cinque anni di lavoro della Spa nata dall'ex "buen retiro" dello stesso Briatore, frequentato da vip internazionali. Così come, ovviamente, è ben frequentato da quando è diventato relais (Bono, Heidi Klum, John Galliano, Eva Herzigova, tanto per fare qualche nome, oltre agli habitué Simona Ventura, Naomi Campbell, Fernando Alonso). Un paradiso esclusivo ma anche alla portata di tutti, con tariffe da resort di lusso ma che comprendono trattamenti e comfort speciali e diversi tipi di sistemazione, con un occhio anche ai residenti in Kenya che godono di sconti non indifferenti. Lion in the Sun ha anche la sua spiaggia privata, che si affaccia nella splendida baia protetta del Parco Marino. Eleganti gazebo, piscina e possibilità di pranzare in riva al mare. Il prossimo febbraio inizieranno i lavori del "Billonaire" malindino, un resort con casino e appartamenti sul mare. Apertura prevista, primavera 2012. Intanto "Lion in the Sun" si gode questo riconoscimento che porta il nome di Malindi in tutto il mondo ed esalta una caratteristica che chi frequenta il Kenya conosce bene, quella di migliorare la nostra vita.(29/10/2010) 

Safari a cavallo in Kenya

A cavallo in mezzo alla savana keniota, un’esperienza sempre più ambita. I safari a cavallo stanno vivendo un vero e proprio picco d’interesse, ma non ancora da parte degli italiani. E’ anche per questo motivo che il Kenya Tourist Board partecipa alla prossima edizione di Fieracavalli, a Verona dal 4 al 7 novembre,  per presentare agli amanti degli equini la sua centenaria tradizione del safari a cavallo.  Non è soltanto  il modo migliore per godere della magia dell’Africa selvaggia, degli scenari mozzafiato, delle riserve e dei parchi pieni di animali allo stato brado, è anche tornare indietro ai primi safari, al significato stesso della parola kiswahili che significa “viaggio”. Gli inglesi, infatti, utilizzavano il cavallo per viaggiare attraverso i ranch della Rift Valley, andare a caccia nelle distese del Maasai Mara e alle pendici del Monte Kenya. Così è naturale che sia il Kenya, per primo in Africa, a proporre ai viaggiatori il fascino dei safari a cavallo. È la vera avventura che permetta di essere a contatto diretto con la fauna, il paesaggio e la cultura locale. Cavallo e cavaliere diventano un tutt'uno con l'ambiente, i profumi, i suoni e le emozioni delle savane africane. 
I percorsi più famosi sono quelli che percorrono le piane del Parco Nazionale dell’Amboseli e giungono alle falde del Kilimanjaro, attraverso le savane della Riserva del Maasai Mara dove è elettrizzante e indescrivibile l’emozione di galoppare tra centinaia di migliaia di gnu e zebre arrivate nelle piane con la grande migrazione. Assistere al parto delle antilopi o avvicinare branchi di elefanti, incredibili incontri con leoni e leopardi rendono l’emozione quasi una “routine”. Alti gli standard che vengono seguiti per i safari a cavallo: ottimi cavalli da sella mezzo e puro sangue con selle all’inglese, professionalità nella loro cura e nella preparazione delle guide.(28/10/2010) 

La scuola calcio incontra gli orfanotrofi

Emozione e gioia per il secondo appuntamento organizzato da Malindikenya.net e Kenya Football Academy per fare incontrare le realtà giovanili di Malindi sostenute dai "mzungu" con la scuola calcio Karibuni-Genoa. Dopo la Hearts Children Home della settimana scorsa, sabato è stata la volta dell'orfanotrofio Mama Anakuja di Muyeye, gestito dalla mitica "mama" Liliana. I ragazzini di Mama Anakuja hanno passato una giornata insieme ai nostri piccoli calciatori, confrontandosi e assorbendo la filosofia della scuola calcio (educazione+disciplina come fondamenta per lo sport di gruppo), mentre i ragazzi del Genoa Youth ogni volta sono messi di fronte a chi come loro viene aiutato ma non ha la fortuna di avere i genitori. L'allenatore Ben Ouma prima e Freddie del Curatolo poi, hanno spiegato cosa unisce i progetti sociali di Malindi, parlando con il cuore. Dopodichè la sfida! I giovani di Muyeye hanno dato filo da torcere ai forti giovanissimi rossoblu, guidati dal capitano Eugene e dal bomber Janji. A differenza dei precedenti ospiti, che avevano perso 5-0, Mama Anakuja ha finito il primo tempo sul 1-1 per poi cedere nella seconda frazione di gioco, complice una gran punizione di Eugene e un contropiede di Janji (doppietta per lui). Nel ricordo della splendida giornata, alla quale hanno preso parte anche due "tifosi" rossoblu particolari (Geo e Donatella, liguri di Andora, sono genoani ma sostengono da anni Mama Anakuja) la più bella immagine è l'esultanza dei bambini più piccoli, arrivati da Muyeye a sostenere gli amici dell'orfanotrofio, che al gol del pareggio si sono rovesciati in campo esibendosi in festose capriole. Meraviglioso. I sabato pomeriggi sociali proseguiranno nelle prossime settimane. Uno spettacolo educativo e divertente che riempie l'anima di soddisfazione. Come diceva un grande: "Libertà è partecipazione".(27/10/2010) 

Ressa allo stadio di Nairobi: 8 morti
Otto tifosi del Kenya sono morti e dodici sono rimasti gravemente feriti oggi nella calca creatasi all'interno dello stadio di Nairobi prima di una partita di calcio. Lo ha annunciato la polizia del Kenya, così come riporta il quotidiano francese "Equipe". Il bilancio potrebbe peggiorare perché il capo della polizia keniano ha annunciato che "dodici persone sono state ricoverate in ospedale in condizioni critiche". La calca si è creata durante una partita di campionato tra due grandi rivali, il Gor Mahia e l'Afc Leopards quando i sostenitori delle due squadre sono rimasti ammassati sugli spalti del Nyayo National Stadium di Nairobi, impianto che una capacità massima di 35.000 spettatori.(26/10/2010) 

Il Kenya al TTG
Il Kenya ha mostrato le sue bellezze, sabato e ieri al TTG di Rimini, la fiera internazionale del turismo che si tiene proprio in un periodo ideale per lanciare la stagione invernale, che poi corrisponde a quella estiva della costa keniota. Lo stand del Kenya Tourist Board, che è stato affiancato da molte attività malindine (presenti anche diversi sostenitori di Malindikenya.net) è stato visitato nei due giorni da centinaia di operatori e molte sono state le richieste di informazioni e i contatti presi da chi opera in Kenya e ha deciso di promuovere la sua attività. Intanto dalle agenzie di viaggio arrivano dati confortanti sulle prenotazioni dei voli per Natale e dintorni. Tutto esaurito o quasi durante le ferie e nella settimana successiva, mentre ancora si trovano posti per gennaio. Accanto a questi dati lusinghieri, quelli un po' meno confortanti riguardo agli incassi. Sono molte le attività turistiche della costa keniota che, confrontando gli incassi dell'anno scorso con quelli attuali, trovano come i guadagni siano diminuiti. La crisi economica mondiale evidentemente porta nel Paese africano turisti con meno soldi da spendere, e anche i villaggi turistici lo dimostrano. A settembre e ottobre, ad esempio, (secondo dati raccolti da malindikenya.net) sono calati gli acquisti di pacchetti comprendenti i safari, gli acquisti nelle boutique di Malindi e le presenze al Casino.(26/10/2010) 

Italiano cade con l'aereo
Il proprietario del Majlis Resort di Manda, l'italiano Nanni Moccia, è morto nello schianto del suo piccolo aeroplano privato con cui, sabato mattina, si stava recando a Mombasa, da Lamu, a prelevare il figlio. Moccia, esperto pilota non nuovo ad incidenti aerei, sarebbe entrato in una nube sorvolando Kilifi e avrebbe perso la rotta e i comandi del velivolo, che si è schiantato non troppo lontano dal Vipingo Estate, nei pressi dei campi di golf. Per l'italiano, che era solo a bordo, non c'è stato nulla da fare.(25/10/2010)

Prodotti "slow food" kenioti
Yogurt con la cenere, ortiche essicate, sale di canna e la zucca ovale di Lare. Questi "presidi" indicati da Slow Food nell'ultimo anno che faranno bella mostra di sè al prossimo Salone del Gusto di Torino. Particolare interesse ha destato tra gli esperti lo yogurt prodotto dalla tribù dei Pokot, a nord ovest di Garissa. Viene prodotto con latte di vacca, di capra e di zebù, mescolato alla cenere di cromwo, un albero autoctono. Conosciuto nel dialetto locale come mala ya kienyeji o kamabele kambou, lo yogurt con la cenere era di estrema importanza nella dieta della comunità di Pokot (ha potere disinfettante oltre a migliorare il gusto) e, in particolare, rappresentava uno degli alimenti principali per i pastori in cerca di pascoli. Oggi, l'allevamento è meno diffuso e, di conseguenza, è diminuita la disponibilità di latte, con una conseguente riduzione drastica della produzione di yogurt. Inoltre, le comunità hanno rapidamente perso l'orgoglio della propria cultura alimentare. Lo yogurt, ormai, è prodotto da poche famiglie per il consumo privato e soltanto occasionalmente l'eccedenza è venduta sui mercati locali.
Lo yogurt con la cenere - ottenuto da latte crudo - ha una consistenza omogenea, densa ma fluida. Dal latte di vacca e di capra - che sono lavorati separatamente - si ottengono due diverse varietà di yogurt: il primo è riservato agli uomini, il secondo - dal sapore intenso e rinomato per il valore nutritivo - a donne e bambini.
Il latte si raccoglie nei calabash, tradizionali contenitori ricavati dalle zucche (gli stessi usati per il mnazi, la bevanda alcolica locale), e si lascia riposare per almeno tre giorni. Le ortiche arrivano invece dalla Mau forest, il sale da una canna acquatica del fiume Nzoia, nordovest del Kenya e le particolari zucche ovali di Lare arrivano dalla Rift Valley.(25/10/2010)

Diani Beach Festival
Spiace dirlo, ma un festival così Malindi se lo sogna. E' partita ieri pomeriggio la seconda edizione del Diani Beach Music Festival organizzato dal locale Forty Thieves di Diani, favoloso disco-pub a pochi metri dal mare, sull'incantevole spiaggia di Diani, in costa sud. Tanti gli artisti che si susseguiranno sul palco, in una nonstop che si chiuderà all'alba di lunedì. Accanto a star nazionali del calibro di Eric Wanaina e Muthoni, molti ensemble nati per l'occasione e gruppi internazionali (da un orchestra etno-jazz angloindiana a gruppi rock britannici e band di afro-fusion locali). Uno stage affollatissimo di artisti e dilettanti per ogni gusto e genere, dall'old rock al moderno hi-hop, dal jazz fusion elettrico alle atmosfere acustiche della musica africana. Il tutto intervallato dagli immancabili dj set per far ballare e tirare l'alba davanti all'oceano indiano. Non ci vorrebbe molto ad organizzare un evento del genere anche a Malindi o Watamu, solo l'intraprendenza e la volontà di attirare un pubblico che si voglia divertire. Ma forse i festival (come dimostrano quelli storici, da Woodstock ai Live8) sono un fenomeno soprattutto inglese e americano. Peccato, perchè l'abbinamento dell'Africa con lo stare insieme e la musica dal vivo è perfetto.(24/10/2010) 

Più soldi per la scuola primaria
Per quest'anno finanziario il governo kenyano ha deciso di aumentare di un valore pari a oltre 7,5 milioni di euro i fondi statali per l'istruzione, portandoli da 27,5 a oltre 35,5 milioni di euro. Le risorse supplementari serviranno soprattutto per effettuare costruire nuove scuole e ristrutturare quelle fatiscenti, e per aumentare gli stipendi degli insegnanti. Il segretario permanente del ministero dell'Istruzione, James Ole Kyiiapi, ha spiegato che gli stanziamenti a favore delle singole scuole saranno fatti in base al numero degli iscritti. Le circa 18.000 scuole primarie del Kenya sono frequentate da 8,6 milioni di scolari.(23/10/2010) 

Mashujaa Day, le celebrazioni a Malindi
Fino all'anno scorso, il 20 ottobre di ogni anno sin Kenya si festeggiava il Keniatta day, ovvero il compleanno del "padre della patria". Con la nuova costituzione, invece, questa festa è stata allargata a tutti gli eroi della Resistenza keniota, tutti gli uomini e le donne che contribuirono all'indipendenza della nazione, attraverso un lento e doloroso processo di ribellione.
Ieri anche a Malindi si è celebrato il primo "Mashujaa Day" (letteralmente "giorno degli eroi"). Ognuno ha i suoi e questa parte della costa ha ricordato l'eroina Mekatilili Wa Menza, "pasionaria" vissuta a cavallo tra il 1800 e il 1900 e famosa per le sue battaglie contro i governatori britannici, le loro tasse sulle proprietà che poi si trasformarono in una vera e propria schiavitù. Ieri nell'ex stadio di Malindi la celebrazione ufficiale officiata dal Prefetto Arthur Mugira (che ha anche elencato gli sforzi fatti nell'ultimo anno per migliorare la sicurezza nel distretto) e dal sindaco Samsom Mapinga, che successivamente ha scoperto la statua dedicata a Mekatilili Wa Menza, posta in una teca nella piazzetta degli affari (Uhuru Garden) della cittadina. Da segnalare la presenza dell'associazione culturale di Malindi, con i "mzee" vestiti con i costumi tradizionali e uomini e donne impegnati nelle danze tradizionali giriama.(22/10/2010) 

Da turista a falsaria in Kenya
Era arrivata in Kenya come turista, e ora se ne uscirà sarà come falsaria. E' la storia di una signora tedesca che si era trasferita a Diani, dopo averci soggiornato in vacanza, e ha conosciuto un ragazzo locale. Invece di fare come molte coppie miste, aprire un ristorante, un'agenzia di safari o un negozietto, i due Insieme hanno iniziato un business non proprio ortodosso: fabbricare e piazzare banconote false. Dollari, specialmente. La signora è stata trovata in possesso di banconote americane per un totale di 56 mila dollari ed ha pagato Kshs. 50.000 per la cauzione, in attesa del processo che si svolgerà nei prossimi giorni.(22/10/2010) 

Festival Culturale di Lamu 
Il prossimo 26 novembre avrà inizio il Festival Culturale di Lamu, un evento che ormai da tanti anni mette in scena la tradizione e il glorioso passato dell'arcipelago a nord della costa keniota. Tre giorni di feste di piazza, eventi, sagre gastronomiche e curiosità, come la storica corsa degli asini. In scena poi un "contest" di poesia kiswahili, le tradizionali danze (ngoma) e la competizione più seguita, la gara dei dhow, le imbarcazioni tipiche a vela del popolo swahili e bajun. 
Il Festival Culturale di Lamu è un appuntamento così atteso dal turismo nazionale e internazionale, che già ad un mese dall'inizio è boom di prenotazioni per hotel, guest house e anche per gli aerei. Moltissimi gli stranieri, residenti in Kenya ma anche americani e inglesi, e negli ultimi due o tre anni si sono avvicinati anche gli italiani. Oltretutto nei prossimi anni la magica atmosfera di Lamu potrebbe essere rovinata o limitata dalla costruzione del nuovo porto internazionale. Un motivo in più per godersi questa tre giorni davvero speciale. E continuiamo a chiederci perchè a Malindi non c'è un evento che possa durare negli anni...(21/10/2010)

Aperti i beach party
Una buona stagione sulla costa keniota si vede anche da questi piccoli particolari. Dopo l'agosto superpieno, le discoteche settimanali sulla spiaggia, a differenza dell'anno scorso, non hanno mai chiuso i battenti e continuano a godere dell'arrivo di turisti e residenti che animano le notti on the beach.
Così questa sera, come sempre, è la volta del Lost, "orfano" temporaneamente del suo fautore Giancarlo Trentavizi ma forte di un team di donne tutto pepe dietro il bancone. I mercoledì del Lost non danno tregua, sempre con la musica house e commerciale dell'intramontabile Dj Dulla. Stessa atmosfera, più o meno, alla Rosada che, grazie anche ai recenti rinnovamenti, punta ancora sul suo lunedì sera, aggiungendo la possibilità di cenare prima della discoteca, con la pizzeria aperta a tutti fino a tardi. Musica e "bites", cosa volete di più? L'anno scorso sia il Lost Beach Bar che Rosada avevano chiuso la discoteca settimanale da metà settembre fino a metà novembre. Quest'anno non ce n'è stato bisogno e sarà il caso di tenersi pronti per l'alta stagione, che si annuncia bella piena, giovane e con tanta voglia di divertimento.(20/10/2010) 

Festa di ragazzini alla scuola calcio
Una splendida giornata di sport ed educazione, quella organizzata da noi di Malindikenya.net in collaborazione con la scuola calcio Karibuni-Genoa e la Kenya Football Academy. Sabato sono stati invitati al campo di gioco della KFA i bambini dell'orfanotrofio Hearts Children Home, gestito da Noru, una signora keniota che dedica la sua vita ai piccoli concittadini meno fortunati. I ragazzi hanno partecipato a una lezione dell'accademia di calcio dei giovanissimi e hanno condiviso con i piccoli calciatori malindini l'esperienza che li sta facendo crescere: migliorare a scuola e nella disciplina per potersi permettere di sognare e divertirsi con il pallone. Nel contempo, i ragazzini del Genoa Youth Malindi, sostenuti dalla Onlus Karibuni, hanno imparato come anche in Africa ci possano essere coetanei meno fortunati di loro, che hanno i genitori e l'istruzione e la sanità pagata. Dopo queste premesse, con l'intervento di allenatori e coordinatori e del nostro direttore, finalmente la partita amichevole! Il momento ludico in cui il risultato (un rotondo 5-0 per la Karibuni-Genoa, con tripletta della stellina Janji e gol di Masha e Nelson) è stato l'aspetto meno importante. Sicuramente si è trattato di un evento da ripetere spesso, l'idea di Malindikenya.net è quella di mettere in confronto la scuola calcio gioiello di Malindi con le altre realtà meritevoli sostenute da noi (nella sezione solidarietà ne trovate alcune, altre si aggiungeranno presto dopo nostre verifiche). Una festa nella festa e iniziative a confronto, senza il timore che una "rubi" spazio all'altra. Perchè così deve essere la solidarietà in Kenya, interattiva e collaborativa. La concorrenza lasciamola ad altri campi dove il cuore (purtroppo) conta molto poco.(19/10/2010)

Internet cafè "solare" a Nairobi
I residenti di Nairobi possono ora connettersi al web grazie ad un Internet Cafè alimentato ad energia solare, ideato dalla Computer Aid International. Il locale, allestito in collaborazione con la scuola di Computer del Kenya (Cfsk), è su una sorta di container prefabbricato spedito da Londra. Grazie a sei pannelli solari posti sul tetto, la cui potenza alimenta 11 computer a schermo piatto collegati in rete, il container può essere posizionato ovunque nel mondo, senza aver bisogno di energia elettrica di rete o connessioni cablate.
L'Information Tecnology per la solidarietà , ha spiegato che i pannelli forniranno energia elettrica per 12 ore al giorno per 25 anni. Inoltre l'accesso alla rete è fornito da una connessione al telefono cellulare.
«L'Internet Cafè solare è un progetto nuovo ed entusiasmante, che permette alla Computer Aid di raggiunegre anche le comunità rurali più isolate», ha dichiarato Tony Roberts Ceo di Computer Aid, società impegnata nel rimuovere gli ostacoli all'accesso alle nuove tecnologie di informazione nei Paesi in via di sviluppo. «Questo è solo uno dei numerosi progetti su cui stiamo lavorando per fornire soluzioni informatiche alle comunità rurali» .
Il piano di carità prevede anche la creazione di altri locali del genere nell'Africa sub-sahariana entro il prossimo anno.(18/10/2010)

Progetto italiano fa bere 35 mila kenioti
L’ambasciatore italiano in Kenya, Pierandrea Magistrati, ha inaugurato insieme alla locale ministra dell’Acqua, Charity Ngilu, il progetto idrico sanitario Kibunga - Kakamiki nel distretto semi-arido del Tharaka, finanziato dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina nell’ambito del programma di conversione del debito Kenya-Italia. Il progetto è volto al miglioramento delle condizioni igienico - sanitarie della popolazione locale (circa 35 mila persone) attraverso la distribuzione di acqua potabile.(17/10/2010)

Cani, quanto costa portarli in Kenya
Chi porta un cane in Kenya, sappia che spenderà una piccola fortuna. Sulla costa keniota è sempre più numerosa la colonia di italiani che hanno acquistato o preso in affitto ville o appartamenti, per trascorrere periodi più che brevi di vacanza. C'è chi proprio in questo periodo lascia la Penisola per venire a "svernare" a Malindi e dintorni e chi comunque ha capito che per soddisfare il suo mal d'Africa ha bisogno di almeno un mese. Tra queste persone in molti hanno animali domestici che non possono lasciare a parenti o in apposite case albergo per così lunghi periodi e che amano portare con loro. Ecco la trafila temporale ed economica da affrontare, ogni volta: 120 euro per la vaccinazione, visto d'ingresso (da gennaio) 50 euro, da inviare all'Ambasciata del Kenya a Roma (quindi per i non romani almeno 20 euro di spedizione). Poi c'è il volo: il charter più economico chiede 100 euro per i cani fino a 10 chili di peso e 280 euro per quelli fino a venti chili. Infine, ci sarà anche il visto d'uscita, che da 15 euro verrà portato a 30. Insomma, per farla breve, portare in Kenya con sé il miglior amico dell'uomo costa in media più di trecento euro, se ovviamente di piccola taglia. Insomma, visto che da gennaio il visto per i turisti raddoppierà, tornando a costare 40 euro, dai precedenti 20, non si potrebbe almeno cancellare quello per il nostro piccolo amico a quattro zampe? (si ringrazia Simomilano per le informazioni e per la foto:www.simomilano.com)(16/10/2010) 

Aboliti i dazi doganali sulle apparecchiature mediche

Lo ha detto ieri il Presidente della Repubblica, Mwai Kibaki e ci vogliamo credere: presto le importazioni in Kenya di strumentazioni mediche e macchinari ospedalieri non saranno più tassate. E' sicuramente questo un modo di dare più spinta alle donazioni che arrivano da ogni parte del mondo verso la sanità keniota e per il distretto di Malindi è una splendida notizia. Due infatti sono i progetti che ci interessano da vicino: uno è quello del Policlinico San Matteo di Pavia, in collaborazione con la Regione Lombardia, per la costruzione del Pronto Soccorso e di alcune unità mediche dell'Ospedale Municipale di Malindi (in un secondo tempo potrebbe essere aggiunta anche la terapia intensiva), l'altro è quello di Karibuni Onlus per il polo ospedaliero di Gede, che diventerà il secondo ospedale del distretto. Entrambi sono progetti della portata di 500 mila euro circa. Certo che per maxi-donatori del genere sentirsi dire che i macchinari moderni messi a disposizione, bisogna pagare anche le tasse doganali, avrebbe potuto demotivare, così come è capitato in passato con donatori più piccoli. Kibaki ha dato la notizia in un incontro con medici e pazienti, avvenuto in un ospedale a Kijabe, una cinquantina di chilometri a nord di Nairobi. Il Presidente ha aggiunto che gli ospedali avranno una procedura semplificata per l'esenzione. 
"Tutto quello che dovrete fare - ha precisato - è prendere carta e penna e fare una regolare richiesta alle autorità". 
Il capo dello Stato ha poi lanciato un appello agli imprenditori privati affinchè contribuiscano alle spese sanitarie perchè, ha detto, "da solo lo Stato non e' in grado di fornire adeguati servizi sanitari ai cittadini".(15/10/2010)

Tanto Kenya al TTG 2010

Sempre più turisti italiani vengono in Kenya, ma non per questo si può allentare la "presa". Bisogna continuare a fare promozione per la meta africana. E' un circolo vizioso e non lo si deve fermare. Anche quest'anno Malindi e Watamu puntano sul TTG di Rimini, la grande fiera autunnale internazionale del turismo che quest'anni si apre il 24 ottobre, per lanciare le proprie strutture in vista dell'alta stagione. Il TTG ogni anno assume sempre più importanza, specialmente per le mete che in inverno possono offrire i loro prodotti al meglio. Anche Malindikenya.net sarà presente, non personalmente ma attraverso gli imprenditori italiani che sono associati e sostengono il portale (a ridosso dell'inaugurazione della fiera vi daremo l'elenco dei "nostri" che saranno protagonisti). Chi ha puntato sulla pubblicità e sulla presenza agli appuntamenti importanti in Italia, segue la nostra stessa filosofia e "rema" dalla parte giusta per il Kenya e la sua costa.(14/10/2010)

Genoa-Karibuni a gonfie vele
La squadra della scuola calcio giovanile Karibuni Onlus-Genoa, che qui tutti chiamano Genoa Youth Malindi, continua a dare soddisfazioni a chi ha creato questo progetto sociale. Dopo aver battuto la Myfem Academy nel "derby" cittadino, ha regolato per 4-1 anche il Bayern FC che l'aveva sfidata. Tre gol del funambolico Janji e perla di Fahad. Grandi grifoncini di Malindi!(14/10/2010)

I gay mettono d'accordo islamici e cristiani in Kenya
L'uscita del Ministro keniota per i Programmi Speciali del Kenya, Esther Murugi, ha suscitato un mare di polemiche nel Paese. Cosa avrà detto il Ministro di così terribile? Si è semplicemente schierata a favore del riconoscimento degli omosessuali. “Dobbiamo accettare queste persone e integrarle nella società - ha affermato - in questo modo riusciremo a combattere meglio l’hiv e l’aids nella nostra società ci sono uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini e dobbiamo imparare a capirlo. Viviamo nel 21esimo secolo e il mondo è cambiato” Apriti cielo, dall'arcivescovo Methu e dal capo spirituali degli islamici della costa, sono piovute critiche e addirittura la richiesta di dimissioni.(13/10/2010) 

La carica dei 600 tuk-tuk

Da "alternativa" dei taxi, a vero e proprio fenomeno sulla costa keniota e soprattutto a Malindi. Sono arrivati a seicento i tuk-tuk in tutto il distretto malindino, ed è la più popolosa colonia del genere nell'est Africa, per densità. Secondo le cifre a noi fornite dalla Polizia del Traffico di Malindi, stanno però aumentando in maniera esponenziale anche i "piki piki", ovvero le moto-taxi (più di ottocento) mentre stanno per essere soppiantati i più economici "boda-boda" (le bici-taxi usati dai meno abbienti). Ma quello dei tuk-tuk non è soltanto un fenomeno locale, è diventato il mezzo di trasporto più utilizzato dai turisti, visti i prezzi modici e la disponibilità a qualsiasi ora e in qualsiasi luogo. Quella che a Palermo chiamano "la lapa" e che conosciamo come Ape della Piaggio (ma in gran parte qui è costruita dalla Mahindra indiana), è oggi considerata un simbolo del "movimento" a Malindi. Dove c'è ressa di tuk-tuk, c'è vita, c'è qualche evento o comunque una zona di attrattiva turistica o sociale, muoversi in tuk-tuk per la popolazione locale è anche un modo per socializzare perchè l'apecar, omologato per tre persone, permette a chiunque di unirsi, sfruttando la direzione e dividendo la spesa, come accade per i mezzi pubblici. La crisi economica mondiale, e il conseguente arrivo sulla costa keniota di vacanzieri con sempre meno soldi in tasca (trend che fortunatamente per tutti si sta attenuando) ha elevato il tuk-tuk a mezzo di trasporto più usato da chi non possiede un'automobile o non vuole affittarne una. Così anche i villeggianti di lungo corso, piuttosto che acquistare una vettura, hanno il loro "tuk-tuccaro di fiducia", che magari diventa anche l'autista quotidiano in grado di portarli nel chiosco giusto al mercato per acquistare la frutta o dal sarto più economico per farsi le tende di casa. Altro che semplice mezzo di trasporto, le scoppiettanti apecar sono ormai inserite nel tessuto sociale malindino e stanno diventandone un simbolo. Quel che dovrebbe migliorare, piuttosto, è l'attitudine alla guida di certi "driver", il rispetto delle regole fondamentali del codice della strada (le inversioni a U in mezzo alla strada sono un po' troppo frequenti). A volte a Malindi sembra proprio di trovarsi dentro un videogame, tra camion, matatu, fuoristrada, veicoli normali, tuk-tuk, piki-piki, boda-boda, mkokoteni (i carretti per il trasporto di cose) e pedoni attraversanti. In questo senso è da apprezzare il giro di vite della Polizia del Traffico di Malindi, che ha aumentato i controlli sulle strade, non solo per i tuk-tuk. "Siamo molto decisi nel far rispettare le leggi a tutti i mezzi di trasporto - spiega il Capo della Polizia del Traffico, Gabriel Mulei - specie nei confronti delle moto-taxi che trasportano più di un passeggero e dei tuk-tuk indisciplinati. E anche i boda-boda, sono pochi ma creano tantissimi problemi".(12/10/2010)

Charles Bruno ci da soddisfazioni!

Altre belle soddisfazioni dal sedicenne della Malindi United Charles Bruno. Già capitano della Under 17, Bruno ha visto dalla panchina la sfortunata gara dell'Under 20 che ha perso in casa con il Lesotho. Ora, in attesa del ritorno con speranza del miracolo, la federazione lo ha convocato, sempre con la Under 20, per una minitournée in Arabia Saudita. Vai Bruno, sei tutti noi!(11/10/2010)

Mare splendido, ottobre divino sulla costa

Statisticamente, dopo la stagione delle piogge (maggio e giugno), ottobre per Malindi e Watamu è uno dei mesi meno frequentati dagli italiani. A parte il crescente numero di residenti, in giro e per le spiagge ci si accorge anche degli stranieri: inglesi, francesi, americani, scandinavi e olandesi, oltre al turismo locale e da altre nazioni africane. I nostri connazionali si godono l'autunno italiano, che però ultimamente regala freddo, piogge e i primi stress del dopo-estate, mentre chi saggiamente si è tenuto ancora qualche settimana di vacanza, approfitta delle ottime offerte dei resort che non chiudono nemmeno in bassa stagione. Inoltre il mare, sia a Malindi che a Watamu, non è mai stato così pulito e bello, specie quando le alghe lasciano libero il bagnasciuga. Le meravigliose spiagge del Garoda Resort e del Paparemo a Watamu, e quella di Silversand a Malindi offrono uno spettacolo straordinario di molteplici variazioni di blu e azzurro. Una meraviglia da vivere, fotografare e da immergersi. Ottimo periodo anche per il diving e lo snorkeling. Alla faccia di chi pensa alla costa keniota solo da Natale a Pasqua (periodo in cui oltretutto il mare a Malindi è notoriamente meno cristallino) e a chi non considera il Kenya una destinazione marina. Il Kenya è una meta in continua crescita proprio perchè offre una gamma di possibilità di vacanza quantomai ampia e soprattutto è visitabile almeno dieci mesi all'anno. Senza contare che anche durante le piogge l'Africa sa farsi apprezzare e le grandi migrazioni degli animali sono un'avventura che chiunque dovrebbe vivere almeno una volta nella vita.(10/10/2010)

La conta dei rinoceronti neri
Il Kenya Wildlife Service ha iniziato la conta dei rinoceronti neri nel Parco Naturale dello Tsavo. Gli esemplari di questo animale così raro ai giorni nostri dovrebbero essere, secondo le ultime stime approssimative, una trentina, ma il contrabbando (specialmente quello alimentato dalle richieste da parte della cina delle corna, ritenute afrodisiache o comunque curative) ogni anno ne minaccia la scomparsa.(09/10/2010)

Ngugi Wa Thiongo, il "quasi" Nobel keniota

I bookmakers lo davano per favorito e sarebbe stato il primo premio Nobel per la letteratura dell'Est Africa. Lo scrittore keniota Ngugi wa Thiongo ha solo sfiorato l'appuntamento con la storia. Il Nobel infattio è stato assegnato ieri allo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa (anche per lo stato sudamericano è il primo riconoscimento del genere). Ngugi da anni è titolare della cattedra di letteratura inglese alla University of California e la satira sociale del suo "Il mago del Corvo" (non ancora tradotto in italiano, ma speriamo che la piccola popolarità data dalla nomination svedese faccia il miracolo...) aveva ben impressionato Stoccolma. 
Ngugi è stato osteggiato in passato dal governo del presidente Moi, che lo incarcerò alla fine degli anni Settanta. Durante quell'esperienza decise di iniziare a scrivere racconti e romanzi nella lingua della sua tribù, il Gikuyu. Il suo romanzo "Diavolo in croce", che venne scritto interamente negli anni del carcere, è stato il primo della serie e ha un'altra curiosa particolarità, è stato composto interamente di nascosto, su rotoli di carta igienica. Ngugi wa Thiong'o vive ormai stabilmente negli Stati Uniti, ma è tornato a Nairobi lo scorso agosto per promuovere la sua ultima opera, una grande saga familiare che racconta l'epopea dei nonni, partendo dal 1885, l'anno in cui Germania e Inghilterra, con il trattato di Berlino, si spartirono l'Est Africa. Complimenti, maestro. Non vediamo l'ora di leggerla, e speriamo che il prossimo anno ci possa regalare un Nobel che avrebbe un valore speciale e non solo simbolico.(09/10/2010) 

Le due cavalli in safari!

Al Sala Gate, l'ingresso più vicino a Malindi del Parco Nazionale dello Tsavo, avevano visto di tutto: leoni senza biglietto, turisti con le infradito e altre amenità. Ma una colonna di "due cavalli" francesi originali...questo non se lo aspettava nemmeno Camilla Frasca Caccia di Bushcompany Safari che ha scattato questa foto volante. Così abbiamo scoperto che il Club storico francese delle Due Cavalli della Cote d'Opale, i cui membri proveniengono da un paesino vicino a Calais, estremo nord della Francia, ha organizzato un safari nello Tsavo. A bordo delle loro automobili storiche, i simpatici francesi hanno atteso in colonna di poter fare il loro ingresso nel parco e percorrerlo tutto fino all'uscita di Voi, per poi tornare verso Mombasa. Nessun rinforzo ai pneumatici, l'affidabilità dei gloriosi motori Citroen (una volta l'Africa ne era piena, prima dell'avvento dei giapponesi) e grande allegria e cooperazione. Gli adesivi incollati alle vecchie "2cv" raccontano storie di avventure in giro per il mondo a bordo di queste auto ormai d'epoca: Cina, Amazzonia, Rajastan. Ma un safari in mezzo agli animali feroci è davvero qualcosa di estremo. Siamo certi che anche ai leoni e ai ghepardi, vedendo passare questi insoliti animaletti di lamiera dalle forme un po' feline, scapperà un sorriso e magari la voglia di fare un giretto sul loro cofano...c'est l'aventure!(08/10/2010) 

Era keniota il poligamo più prolifico

Lo chiamavano "Danger", pericolo. Asentus Ogwela Akuku, morto domenica alla veneranda età di 92 anni, è stato l'uomo più prolifico e poligamo del Kenya e sicuramente un fenomeno a livello mondiale, tanto che studiosi e curiosi di tutto il globo lo hanno seguito per anni. Nel 1940, a soli 22 anni, aveva già cinque mogli e da allora non si è più fermato, abbinando la poligamia permessa in Kenya con il credo cattolico secondo il quale ogni volta che si fa all'amore lo si fa per procreare. Così si è sposato 130 volte (l'ultima a 79 anni, con una diciottenne da cui ha avuto tre figli riconosciuti) e ha lasciato i suoi averi a ben 210 figli! Incalcolabile il numero dei nipoti (duecento saranno presenti ai suoi funerali, altri arriveranno comunque ad onorarlo da varie parti del Paese), in quella che nel suo villaggio di Ndhiwa, non lontano dal Lago Vittoria, può essere considerata una vera e propria sterminata azienda di famiglia. Il "personaggio" Akuku da almeno trent'anni aveva creato un "business" del suo collezionismo di mogli e pargoli, facendo pagare una sorta di biglietto d'ingresso ai tantissimi visitatori incuriositi dal suo "lifestyle". "Mi chiamano il pericolo perchè sono sempre stato uno sciupafemmine - dichiarò Akuku in un'intervista pochi anni fa - sono sempre stato bello, simpatico, vesto elegante e ho un modo di parlare alle donne che quelle non mi resistono. Sono una calamita". Quel che è certo è che "mzee" Akuku è stato un personaggio singolare, unico e che centinaia di parenti lo ricorderanno come un capo carismatico, oltre che come un indefesso ricercatore del genere femminile. In un mondo in cui si sente il bisogno di tornare ai valori fondamentali della famiglia, come si può non guardare con rispetto e ricordare con un sorriso e una certa ammirazione a un uomo non certo baciato dalla ricchezza che ha fatto del nucleo famigliare la sua fortezza e che ha saputo dare un esempio a figli e nipoti? "Ho amato ogni donna con cui mi sono sposato - è il suo testamento spirituale - e ad ognuna ho voluto regalare almeno un figlio". Più amore di così...moltiplicato per 130...buon viaggio, Akuku! Ti sia lieve la terra e, se il paradiso esiste, avrai tante, tante famiglie anche lì.(07/10/2010)

Tè in Kenya, anno record

Si e' conclusa in positivo, per volumi e qualita' del prodotto, la raccolta del tè in Kenya. Nell'anno conclusosi il 30 giugno scorso, le circa 400.000 piccole aziende agricole del Paese hanno prodotto 207 tonnellate di te', pari a oltre il 60 per cento del totale a livello nazionale, 12 tonnellate in piu' rispetto ai volumi realizzati nell'anno precedente. L'amministratore delegato dell'Ente per lo Sviluppo del settore del tè in Kenya (KTDA), Lerionka Tiampati, ha detto che quella che si e' appena conclusa e' stata "una raccolta eccezionale" per i coltivatori di questo genere voluttuario. Il Kenya e' il piu' importante esportatore di tè nero del mondo, attivita' i cui introiti in valuta sono inferiori solo a quelli delle esportazioni di prodotti.(06/10/2010) 

Appalto per il porto di Lamu

La costruzione del porto nell’isola di Lamu si avvia ad essere realtà. Il Ministero dei Trasporti del Kenya ha avviato infatti nei giorni scorsi la procedura di gara per la prima fase di lavori di quello che sarà il secondo grande scalo navale del Kenya, dopo Mombasa. A nulla sono valse le proteste degli ambientalisti e di molti esperti di beni culturali e ambientali (Lamu è patrimonio protetto dall’Unesco), decisiva infatti è stata l’approvazione del consiglio comunale di Lamu, che in un primo tempo aveva espresso parere contrario ma che alla fine ha accettato. La prima fase, prevede la costruzione di 3 ormeggi e delle relative infrastrutture. Le ricerche ambientali e lo studio di fattibilità sono stato condotti dalla giapponese "Japan Port Consultants" ma il finanziamento dell'opera dovrebbe essere garantito dalla Cina. Nei progetti del Governo di Nairobi, il porto di Lamu dovrebbe inserirsi in un piu' vasto corridoio di trasporto in direzione di Etiopia e Sudan, con gli anni sarà dotato di un'autostrada transnazionale e di una linea ferroviaria. Il porto, geograficamente collocato in una posizione strategica, dovrebbe diventare uno dei maggiori scali dell'Africa sub-sahariana ed alleggerire non solo il traffico marittimo di Mombasa e Dar Es Salaam, ma anche quello degli autotrasporti verso Nairobi, il nord del Kenya e l’Etiopia. Il programma e' suddiviso in più tranches successive fini ad arrivare a un totale di 22 ormeggi. Per maggiori informazioni sulle possibilità per le imprese italiane, potete scrivere all’ambasciata italiana in Kenya (ambasciata.nairobi@esteri.it)(05/10/2010)

L'ippopotamo rosa esiste ed è in Kenya!

Fino ad oggi eravamo certi che certi animali colorati di rosa facessero parte solamente della fantasia di qualche sceneggiatore di cartoni animati o del mondo demenziale di bevitori o di creativi pubblicitari. Abbiamo adorato la pantera rosa, pur sapendo che non in realtà non esiste, abbiamo a che fare con i "pink elephant" sia nella moda che altrove. I cigni rosa sono solo di porcellana e lo struzzo maschio prende quel colore solo quando è arrapato. Ma grazie a Will e Matt Burrard-Lucas, due fratelli inglesi, fotografi per diletto, ora sappiamo che l'ippopotamo rosa esiste e vive in Kenya! Che si sappia ce n'è un solo esemplare, ma dai giorni scorsi è partita la caccia (fotografica, s'intende) dopo che il Daily Mail ne ha pubblicato la foto. L'esemplare, la cui immagine provoca istintivamente un po' di ilarità e tenerezza, vive lungo il corso del fiume Mara.
L'ippopotamo rosa è privo della sua classica colorazione grigia a causa di un problema di pigmentazione. Questo ippopotamo viene definito leucistico per non essere completamente chiaro visto che presenta alcuni punti scuri sul corpo e ha occhi neri. «Ci aveva avvertito una guida locale - raccontano i fratelli Burrard-Lucas - e quando abbiamo scorto la sua sagoma elevarsi dall'acqua, non ci potevamo credere! Sembrava una creatura di un altro pianeta. Abbiamo mollato tutto e ci siamo messi a scattare decine di foto. Per sua fortuna ha una stazza notevole, altrimenti sarebbe stato già azzannato dai predatori del parco».(04/10/2010)

In libreria "L'albero dei mille anni" di Pietro Calabrese
Da ieri è in vendita nelle librerie "L'albero dei mille anni", toccante testimonianza degli ultimi mesi di vita del giornalista Pietro Calabrese, che ci ha lasciati il 12 settembre scorso a 66 anni. C'è tanto amore per la vita e per il Kenya in questo libro, di cui pubblichiamo un breve estratto. 
"Dipende, prima di tutto, da cosa vai a fare sotto il baobab. Che è un colosso di venticinque metri d’altezza e ha un tronco largo fino a sette metri, capace di immagazzinare nella stagione delle piogge centoventimila litri d’acqua per resistere alla terribile siccità di alcune regioni africane. E’ un gigante bellissimo per la chioma e la maestosità. E’ un albero mite e gentile che se ne sta appartato per i fatti suoi e quasi sembra vergognarsi della sua straripante presenza.
Nel Piccolo principe il protagonista è preoccupato che i baobab crescendo possano occupare tutto lo spazio del suo asteroide, e nel film Il re leone uno dei personaggi, Rafiki, ha la sua casa dentro il tronco. Amélie Nothomb, nel suo Viaggio d’inverno, così scrive: «I primi uomini dell’Africa avevano sperimentato tutti gli alberi e ciascuno aveva una propria utilità: uno bruciava bene, con un altro si facevano ottimi archi e ottimi utensili, un altro era adatto ad essere masticato per ore, uno cresceva così veloce da alterare il paesaggio in un anno, uno a grattugiarlo profumava la carne, uno lavava i capelli, uno restituiva la virilità a chi l’aveva perduta andando a caccia, solo il baobab non serviva assolutamente a niente, eppure Dio solo sa se le avevano provate tutte con il suo legno, cosa si fa con un albero buono a nulla, ma d’altra parte cosa si fa con tutto ciò che è buono a nulla, albero o uomo, lo si considera sacro, ecco la sua utilità, serve a essere sacro, giù le mani dal baobab, è sacro, lo sai, è quella roba di cui non si capisce niente ma aiuta non si sa a che, aiuta, se hai il cuore oppresso va’ a sederti all’ombra del baobab...
».(03/10/2010)

Oggi convegno Karibuni
La Karibuni Onlus di Como, l'associazione più attiva nel distretto di Malindi nel sociale, ha organizzato per oggi, sabato 2 ottobre alla Villa del Grumello di Como il convegno medico "Esperienze sanitarie in Africa a confronto". Diversi specialisti della Onlus che hanno prestato la loro opera in Kenya illustreranno problematiche e margini di lavoro e di aiuto. Si parlerà, ovviamente, anche di Malaria. Per informazioni e per poter partecipare, chiamare la segreteria Karibuni (3386564920) oppure scrivere a rossana.ranieri@floracomo.it.(02/10/2010)

Due mostre sul Kenya a Milano e Palermo 

Autunno, stagione di mostre in Italia. Quale periodo migliore per promuovere attraverso l'arte il Kenya? Quadri, sculture, fotografie. Abbracciano tutte le espressioni artistiche i viaggi virtuali verso il continente africano che si possono effettuare in Italia. In apertura vedete la locandina dell'appuntamento milanese "Ciao Kenya", mostra del fotografo Davide Comelli, i cui scatti saranno anche in vendita per beneficenza, per un'iniziativa che abbina la passione e i sentimenti scaturiti durante una vacanza allo sguardo fotografico. 
Altro spessore artistico per la mostra che si inaugura oggi a Palazzo Sant'Elia di Palermo. "P.O.Box Kenya - Africa" mette a confronto le opere del più importante artista italo-malindino (tra cui i famosi pannelli con l'africa composta con diversi materiali di riciclo e non) con le immagini del fotografo siciliano Salvatore Margiotta, che compongono una sorta di "backstage" dell'atelier tanziniano di Malindi, in cui viene ritratto l'artista al lavoro. Secondo la curatrice della mostra, Daniela Brignone, i lavori di Armando Tanzini esposti a Palermo costituiscono un percorso "in cui l’evocazione e l’immaginazione modellano volumi plastici sottolineati da una sapiente manualità, spesso riscontrata nelle espressioni artistiche di questa terra, che conferisce una nuova identità agli oggetti comuni." La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre.(01/10/2010) 

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