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Ottobre 2012

Tutte le notizie del mese

01-10-2012 di redazione

Il piccolo Max Tardioli, star italo-keniota
Tutto è iniziato per caso, complice il classico book fotografico messo insieme grazie al suggerimento di un amico di famiglia. Ma dopo tre anni, per il piccolo italo-keniota Max Tardioli, 15 anni non ancora compiuti, cresciuto a Vallebona, nell'imperiese, si sono davvero aperte le porte del cinema. Già tre film girati e il ragazzino, che nella città di confine è già una piccola celebrità, inizia a piacere a registi importanti e a promozioni che approdano sul grande schermo o in prima serata in televisione. Ha girato in Italia, in Svizzera e anche due volte in Africa, continente di origine della mamma Susan. Il primo s'intolava Lionel, un bel film per ragazzi, apparso al Cinema. Il film, girato tra Locarno e la Costa d'Avorio, che lo vede protagonista. E che, particolare non trascurabile, vanta tra i personaggi principali, un leone vero. Il film, diretto da Mohammed Soudani, racconta la storia di un bambino di origine africana, che vive a Locarno con sua madre e il padre adottivo. Prima di morire, suo nonno, capo di un villaggio in Africa, gli ha però trasmesso due cose molto preziose: un talismano, ma soprattutto l'amore e il rispetto per il re assoluto della savana, il leone. Il secondo film. "La vita Facile" è stato prodotto dalla nota casa di produzione "Fandango" per la regia di Lucio Pellegrini ed è stato girato in Puglia e, per una piccola parte nel Kenya della mamma Susan Mbugwa. Così ha recitato accanto a celebrati attori italiani come Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi. In questi giorni, a portare Max Tardioli, un viso molto espressivo, alla ribalta della cronaca, è stata la Fiction "La stagione delle piccole piogge" a fianco a Margareth Madé, girata a Malindi e nel suo entroterra.(31/10/2012)

Mwarandu nominato da Kibaki eroe giriama
Pochi frequentatori di Malindi forse sanno che a pochi passi dai resort e dalle spiagge, dai divertimenti vacanzieri e dalle mille luci delle discoteche e di altre lusinghe, vive un eroe nazionale. E' colui che sta lottando insieme a un manipolo di anziani, poveri, coraggiosi ultimi della costa keniota. Qualche giorno, durante il Giorno Nazionale degli Eroi ha ottenuto la prestigiosa onorificenza di "mashujaa", eroe della patria, direttamente dalle mani del Presidente keniota Kibaki. E' la prima volta, dai tempi del riconoscimento postumo alla pasionaria "Mekatili Wa Menza", morta intorno al 1925, che un appartenente all'etnia Mijikenda non riceveva tale investitura. Stiamo parlando di mzee Joseph Karisa Mwarandu, fondatore della Malindi District Cultural Association, di cui mi onoro di essere uno dei Vicepresidenti. Mwarandu sta vivendo da almeno vent'anni sulla sua pelle il rischio che le tradizioni e la cultura dei Mijikenda vadano scomparendo, che la storia che da secoli viene tramandata solamente per via orale, sia spazzata via da quest'epoca di scellerati. Indifferenza e superficialità delle nuove generazioni, ma non solo: molti giovani hanno paura dei moniti e degli anatemi degli anziani, che si affidano a rituali magici e scaramantici per combattere il dilagare della microcriminalità e la distruzione della morale all'interno dei villaggi, delle comunità rurali. Così aumentano in maniera esponenziale i delitti, con anziani accusati di stregoneria che vengono barbaramente assassinati, spesso decapitati, nella quasi indifferenza generale. Lo stesso Mwarandu, che esercita la professione di avvocato, insieme all'attuale Presidente dei MADCA, Emmanuel Munyaya, è stato minacciato di morte. La cerimonia malindina è andata in scena sabato scorso. "E' un riconoscimento per tutti i MADCA, non solo per me - ha dichiarato Mwarandu - e per chiunque combatte per tenere viva la tradizione e combatte per la propria identità di popolo". Lottare spalla a spalla con Mwarandu e i suoi, sostenerli ed essere arrivato a dirigere con loro l'associazione, è uno dei motivi di vanto della mia vita. Grazie, eroi!(30/10/2012)


Il Kenya in mostra a Pomezia con Karibuni Onlus
Una domenica diversa per chi gravita in zona Roma e provincia. Il Museo Civico Archeologico Lavinium di Pomezia ospiterà infatti questa domenica la mostra "Scoprire il Kenya" in collaborazione con l'Associazione Karibuni Onlus.
L'intera giornata sarà dedicata alla conoscenza, alla divulgazione ed alla sensibilizzazione dei problemi delle popolazioni del Kenya.
In questa occasione sarà esposta una raccolta di fotografie,quadri, oggetti di artigianato africano e saranno proiettati in esclusiva dei filmati che mostrano l'attività dell'Associazione Karibuni Onlus, da molti anni impegnata in numerosi progetti a favore del Kenya e in particolar modo nel distretto di Malindi. Progetti portati avanti grazie all'aiuto generoso di tutti i sostenitori dell'Associazione, nata a Como ma che ormai conta affiliati in tutta la Penisola. Gli orari delle visite e delle manifestazioni: al mattino dalle 10.00 alle 13.00; il pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00.(29/10/2012) 

Nuovi appalti per le esplorazioni
Il governo keniota e' in procinto di aprire una gara per assegnare le licenze relative ad alcuni blocchi d'esplorazione. Il governo abbandona quindi la strategia dei negoziati faccia a faccia con le compagnie in quanto le recenti scoperte di petrolio e gas che stanno interessando l'Africa Orientale hanno acceso i fari internazionali sull'area. Alla luce di questo nuovo interesse, l'indizione di gare per l'assegnazione dei blocchi pare ora la piu' appropriata per concludere accordi che includano condizioni piu' favorevoli per il paese. "Stavamo adottando una politica "open door" per l'assegnazione dei blocchi, tuttavia questa e' stata sostituita con gare d'assegnazione dove gli investitori possono competere e chi fara' l'offerta migliore otterra' la licenza per operare nel blocco", ha dichiarato un ufficiale del Ministero dell'energia keniota. (AGI) Red/Ila(28/10/2012)

Silvio Berlusconi torna a Malindi?
E Silvio tornò a Malindi. Lo sosteniamo da sempre: l'Africa e i suoi ritmi, la Natura e la tranquillità sono molto meglio della politica. 
Archiviata la leadership e giunta ormai l'età della quiescenza, Silvio Berlusconi il mese scorso ha potuto apprezzare appieno la serenità di Malindi. Passeggiate in spiaggia, piedi a mollo sulla barriera corallina, relax nel retreat di Briatore ed Henri Chenot "Lion in the sun". Altro che riunioni a Palazzo Grazioli, sedute infuocate in Parlamento o festini ad Arcore. Nessuna escort a Malindi, soltanto una "sospetta" personal trainer, un medico per la verità molto avvenente e per nulla in imbarazzo a sfoggiare un sexy bikini. In ogni caso, come già tanti vip, anche il Cavaliere è rimasto stregato dalla costa keniota, tanto che nei prossimi giorni, secondo voci di corridoio riprese oggi dal Corriere della Sera, con le sue guardie del corpo e forse senza personal trainer, Berlusconi farà ritorno al "Lion in the Sun", con o senza l'amico Briatore. I soliti ben informati malindini invece giurano che abbia anche concluso l'acquisto di una delle villette del nuovo Billionaire, sulla spiaggia del Parco Marino. Che Malindi possa diventare il suo "buen retiro" dalla politica italiana? Intanto è sicuramente il miglior metodo per riposarsi, tenersi in forma e magari ritrovare gli stimoli per riscendere in campo.(27/10/2012)

Fiction a Malindi: un bello spot ma niente più
Un bel quadro di Malindi e dintorni, ieri sera su Rai Uno, con la fiction in una sola puntata "Il paese delle piccole piogge". Non solo uno spot sulla bellezza della natura, ma anche un'immersione nella malindi meno turistica e più africana. All'inizio l'inevitabile approccio della protagonista è comunque in una realtà molto italiana, quella del Coral Key (risaltano le belle stanze, ma anche il bar e gli esterni con le piscine sullo sfondo e il mare di Silversand) e della zona circostante. C'è anche il Karen Blixen, ritrovo per antonomasia degli italiani. Poi però ci spostiamo nell'entroterra, con la scelta di un villaggio con le classiche capanne di fango e makuti e con una struttura in cemento e arredamenti ruspanti. E' una missione in cui la protagonista Margareth Madè e il medico Giorgio Lupano, si muovono e rischiano anche la vita. Bravo il piccolo Max Tardioli (mamma keniota, Susan, e papà ligure, non è alla prima avventura cinematografica) e anche i maasai che sono stati chiamati a recitare parti importanti. Tra i residenti malindini, una citazione di merito va a Rita Baldini, manager del Coral Key resort, nel ruolo di una pensionata italiana che ha scelto di vivere a Malindi, a Lorenza Mazzetti e al mitico Mitch Mitchell, nella parte di un ubriacone.(26/10/2012) 

Un'università a Dadaab
Una succursale della Kenyatta University di Nairobi sorgerà nell’accampamento di Dadaab. Il campo di profughi somali, che con i suoi 470.000 residenti costituisce una delle più grandi città del Kenya ma purtroppo anche il centro nomade più esteso del territorio, avrà un polo universitario. I giovani ormai infatti non chiedono solo acqua e cibo: sono affamati anche di cultura. Sui dossier del mondo circola ,a proposito, la toccante dichiarazione di Bashir. un rifugiato somalo che dall’età di quattro anni conduce una dura vita nel campo profughi di Dadaab. Entusiasta e desideroso di intraprendere un vero e proprio corso di studi, Bashir spiega: "La cultura deve essere riconosciuta come un diritto per i ragazzi che conoscono solo guerra e miseria. Invece sono sempre di più quelli che abbandonano gli studi e per quelli che rimangono le aule sono stracolme, con più di cento bambini per aula. L’ateneo consentirà di conseguire diplomi di laurea e master in campo economico, letterario e sociale. Speriamo costituisca un incentivo per i ragazzi a continuare a studiare e a non abbandonare il sogno di un futuro migliore".(25/10/2012)

Blue Panorama fermo all'aeroporto di Mombasa
Vacanza prolungata e qualche disagio per duecento turisti, bloccati per quasi un giorno intero all’aeroporto di Mombasa dai problemi economici della compagnia di charter “Blue Panorama”. La società poche ore prima del volo di ieri, aveva deciso (come si legge in una nota ufficiale) di accedere alla procedura del Concordato Preventivo in continuità. In parole povere, a causa di parecchie insolvenze con diversi creditori, la compagnia ha avviato un tentativo di conciliazione con i suoi creditori, al fine di evitare il fallimento. “Abbiamo deciso di avvalerci di questo strumento  accessibile da poche settimane anche alle società italiane per consolidare la propria struttura finanziaria e patrimoniale onde affrontare nel migliore assetto possibile le sfide poste dall’attuale contesto economico nel settore del trasporto aereo e dei viaggi turistici” si legge nella nota di Blue Panorama. Intanto da ieri i passeggeri del loro volo BV3254 che sarebbe dovuto partire da Mombasa ieri mattina alle 10.55, ora italiana, per Bologna con circa 200 turisti è rimasto bloccato per una ventina di ore nell'aeroporto keniano. Il motivo, trapelato da fonti attendibili e trasmesso alle agenzie di stampa, il rifiuto, finora, da parte della società incaricata di rifornire del carburante necessario all'aereo, per le difficoltà economiche della compagnia. Inevitabili le proteste dei turisti, tutti italiani, reduci da una vacanza in Kenia tramite diversi tour operator. Diverse le spiegazioni di Blue Panorama Airlines secondo cui il velivolo è fermo presso lo scalo keniano per le limitazioni inerenti gli orari di servizio dell’equipaggio e il conseguente rispetto degli standard di sicurezza di volo, e per l’orario di riavvio voli sull’aeroporto di Mombasa. La partenza del volo BV3254 è stata riprogrammata da Mombasa ieri mattina alle ore 5:30 keniote ed arrivo a Bologna alle ore 12:30 italiane di ieri.(24/10/2012)

Spacciatori di marijuana per beneficenza in Kenya
Erano venuti in Kenya per cercare buoni semi di marijuana. Poi hanno capito che piantando l'erba illegale in Inghilterra, avrebbero potuto fare tanti soldi e aiutare un intero villaggio keniota. E la storia di Michael Foster e Susan Cooper, sessantenni del Lincolnshire, nell'isola della Regina Elisabetta. I due sono stati arrestati per aver creato un'enorme coltivazione di cannabis nella loro fattoria. Nulla di così anomalo, se non fosse per il fatto che la coppia (nella vita e negli “affari”) utilizzava buona parte dei guadagni della propria attività criminosa per una conclamata opera di solidarietà. Con i proventi della vendita della marijuana, infatti, Michael e Susan mandano a scuola i ragazzi del villaggio e hanno anche costruito delle strutture in mattoni. "Il più strano caso di riutilizzo di danaro proveniente dal mercato della droga" lo ha definito il Pubblico Ministero che li ha condannati a tre anni di carcere (i due erano entrambi incensurati). La coppia ha rivelato di aver stretto un patto commerciale con alcuni coltivatori kenioti. Questo li ha portati ad intraprendere diversi viaggi nel paese africano. Qui, resisi conto della situazione economica tutt'altro che rosea nella quale naviga la gente, hanno cominciato la loro attività filantropica. Coi soldi messi insieme con la vendita di marijuana, hanno anche pagato le spese mediche agli abitanti del villaggio dove risiedevano, acquistato computer per l'ospedale e la scuola locale. I due ha raccontato al Sun il procuratore Jon Dee "per loro stessa ammissione, hanno iniziato per hobby, ma poi hanno trasformato l'attività in un business e per sei anni hanno prodotto cannabis in quantità. Una storia sicuramente bizzarra, così come il modo in cui è venuta alla luce. Un agente di polizia, nell'inseguire un ladro, ha riconosciuto l'inconfondibile odore di erba provenire dalla proprietà dei due inglesi. Una volta entrati nell'abitazione, i poliziotti si sono trovati di fronte una vera e propria piantagione di tipo industriale: la maggior parte delle stanze erano state infatti adibite a camere di coltivazione ed essiccazione, con tanto di serra professionale. La polizia ha recuperato un sacchetto di plastica contenente 20.000 sterline e 159 piante di cannabis del medesimo valore. Il giudice del tribunale di Lincoln ha ammesso di essere certo delle buone azioni compiute dai due in Kenya, ma ciò non li ha salvati dalla condanna.(23/10/2012)

Questa sera su Rai Uno il film malindino
Approda questa sera su Rai Uno, in un'unica puntata, il film di Sergio Martino "La stagione delle piccole piogge", prodotto dal fratello Luciano Martino, ormai praticamente residente a Malindi, insieme con il giovane produttore Andrea Jervolino, che ha scelto Malindi e il Kenya come uno dei set ideali per sviluppare le sue storie. Quella che Rai Uno trasmette questa sera in prime-time racconta di una donna che, braccata dalla mafia che le ha ucciso il marito, si vede costretta a ricominciare proprio a Malindi, dove scoprirà il mondo del sociale e tra problematiche nuove ma anche emozioni mai provate prime, tornerà a vivere. Il film è stato girato lo scorso anno tra le strutture del Malindi Key Group (Coral Key, Blu Key, Lawford's) e il campo tendato appena fuori dallo Tsavo "Buffalo Camp", oltrre che sulla spiaggia di Silversand e in altri angoli della cittadina.
Si tratta di una bella immagine della costa keniota, che non racconta come spesso accade solamente di Vip o di italiani trafficoni, ma anche storie che allargano l'anima e gli orizzonti.
Il 26 novembre prossimo, Jervolino porterà un'altra troupe per un film, questa volta a Watamu all'Aquarius. Si tratta di una commedia di altro tono, dal titolo "Due neri per caso", con Maurizio Mattioli. Il set resterà sulla costa keniota fino al 23 dicembre.(22/10/2012) 

L'Arcivescovo di Mombasa: "Non scegliete il vostro leader in base alla religione"
"Che cosa viene prima: l'integrità dei leader o la loro appartenenza religiosa? Desideri essere governato da un leader disonesto appartenente alla tua affiliazione religiosa o da un leader onesto, indipendentemente dalla sua identità religiosa?". E' questa la domanda lanciata dall'Arcivescovo di Mombasa, Wilybard Lagho, anche Presidente del Coast Interfaith Council of Clerics (CCC). Nella sua riflessione sulle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Kenya l’anno prossimo, e a seguito delle sommosse dei giorni scorsi in Costa Sud, l'Arcivescovo ha aggiunto: "Le elezioni saranno l’occasione per gli elettori di scegliere leader onesti a prescindere dal loro censo, appartenenza etnica o religiosa. La scelta dei responsabili politici sarà un test dell'integrità degli elettori". In riferimento ai recenti scontri interreligiosi avvenuti vicino a Mombasa, Lagho, richiamandosi tanto al Corano che alla Bibbia, invita musulmani e cristiani alla pacifica convivenza e al buon vicinato.
"Nella regione costiera, dove musulmani e cristiani vivono negli stessi quartieri, cerchiamo di vivere insieme in pace, come abbiamo sempre fatto. Uno dei miei "Hadith" preferiti (detti del Profeta) riguarda il buon vicinato: descrive Jibrael (Gabriel) che raccomanda di trattare i vicini gentilmente ed educatamente, fino al punto che ho pensato che mi avrebbe ordinato di farne i miei eredi (Sahih Bukhari All " Il libro di Ahkam")". Citando la parabola del Buon Samaritano del Vangelo, PadreLagho ricorda: "ai cristiani viene insegnato che i loro vicini sono i più bisognosi, in altre parole, i più vulnerabili, indipendentemente dalla loro appartenenza sociale, etnica e religiosa. Lasciate che i leader religiosi si uniscano nell’incoraggiare gli elettori a scegliere leader onesti che liberino il nostro popolo dalla attuale leadership corrotta che ha, purtroppo, determinato l'impunità cronica nella nostra nazione. Per una volta, lasciate che i credenti vadano oltre l’appartenenza sociale, etnica e religiosa nella scelta dei leader politici". (da Agenzia Fides 21/10/2012)

Malindi Key Group al TTG
Nello stand con Kenya Tourist Board, Malindi Key’s Group promuove a Rimini lo storico Lawford’s di Malindi, primo hotel della costa keniota, per tre anni esclusiva Phone&Go e dal prossimo 22 dicembre commercializzato da un gruppo più ampio di t.o. italiani. La fiera è l’occasione per lanciare Coccole & Relax, pacchetto omaggio per chi trascorre Natale al Lawford’s prenotando entro il 31 ottobre 2012. Chi soggiorna almeno 7 notti durante la settimana del 25 dicembre, riceve uno sconto del 10% sulle tariffe dell’hotel, prima colazione in veranda o terrazza senza supplemento, cena sotto le stelle, massaggio rilassante di 30 minuti. Fanno parte del gruppo anche i lodge Tsavo River Hill e lo Tsavo Buffalo Camp. Per gli ospiti anche una serie di servizi a terra, tra cui trasferimenti, escursioni, uscite in barca e l’Off Road, la prima scuola di guida in fuoristrada in Kenya. «Malindi Key’s si mantiene solido con un’offerta ampia e diversificata di prodotti e servizi in grado di accogliere le richieste di diversi target – afferma la product manager, Paola Preda  –. La fiera rappresenta un momento importante di incontro con i nostri partner e soprattutto con le adv».(20/10/2012)

Separatisti sulla costa keniota
Fatalmente, dopo alcuni giorni in cui le granate di stampo somalo non fanno più risuonare la loro macabra eco nelle chiese di Nairobi o del Nord Est del Paese, è la costa keniota ad assurgere ai disonori della cronaca nazionale. 
Il Mombasa Republican Council, meglio conosciuto con la sigla MRC, che ricorda più una compagnia di crociere che un movimento extraparlamentare, si è preso una fetta di popolarità, passando in poco tempo dall’essere uno dei tanti piccoli fenomeni stile Lega Nord (richiesta di devolution, voglia di creare una regione autonoma, se non un vero e proprio stato con capitale Mombasa, lasciando di fatto il Kenya senza sbocchi sul mare) ad armare i propri giovani per azioni di violenza nei confronti di politici locali. Così è capitato che a un raduno voluto dal ministro della pesca Amason Kingi, si sono presentati venti ragazzotti, brandendo panga affilati e urlando frasi tipo “Pwani si Kenya” (la costa non è Kenya). Giusto i giovanissimi possono scandire slogan del genere, perché le persone di una certa età dovrebbero ricordarsi che invece la costa storicamente è l’esatto contrario, è più Kenya del Kenya stesso. Infatti lo sviluppo del Paese iniziò da Mombasa e il resto del Paese, fino alla prima guerra mondiale, era in funzione di Kampala, in Uganda. Nairobi e la Rift Valley assunsero importanza grazie alla ferrovia costruita dall’Impero Britannico per recarsi da Mombasa (prima capitale del proto Kenya) fino alla capitale dell’Uganda.
Così come per la lingua ufficiale del Paese, il kiswahili, che è sempre stata la lingua della costa, portata dagli arabi, modellata attraverso l’avvento di portoghesi e indiani e codificata addirittura da un missionario italiano, Vittorio Merlo Pick. Kenyatta avrebbe voluto che il gikuyu diventasse lingua ufficiale del Kenya, ma il swahili era già troppo diffuso. Quindi, che la costa abbia bisogno di essere considerata maggiormente dall’attuale classe politica, è sotto gli occhi di tutti, ma da qui a dire che non è Kenya, ne passa. Piuttosto, sulle prime sembrava che questo MRC potesse essere in qualche maniera un movimento culturale, qualcosa che smuovesse le coscienze non soltanto degli abitanti della costa e men che meno solamente degli islamici. Invece come spesso accade è stato preso sul serio soprattutto dai giovani che pensano di risolvere i loro problemi con la violenza.
C’era una sola cosa da fare, da parte delle massime autorità del MRC, quella di prendere le distanze da questi gruppuscoli di giovani esagitati. Invece alcuni hanno pensato di poterne approfittare, di avere un braccio armato o comunque agguerrito che traducesse in fatti la loro voglia di separatismo, in vista delle prossime elezioni. Per agitare le acque (e alla fine fare comunque, volenti o nolenti, il gioco dei conservatori). L’insediamento di un maasai, Ole Metito, come Ministro dell’Interno e della Sicurezza, è stato un segnale forte del Governo. Ieri la repressione è stata dura. L’autoproclamato leader del MRC è stato arrestato, dopo una sparatoria inscenata dai suoi uomini per difenderne il tentativo di fuga. Conflitto a fuoco con la polizia in cui sono morte tre persone. Il Mombasa Republican Council non ha velleità politiche, non ha a che fare con il terrorismo, eppure ora i suoi vertici sono in galera con l’accusa di incitamento alla lotta armata e slogan contro il Governo. C’è da dire che la loro battaglia è quella di pochi all’interno di Mombasa e Mtwapa, mentre già gli ordinamenti tribali e le associazioni di ispirazione politico-sociale ne stanno prendendo le distanze. Con la violenza si ottiene solo violenza e la costa ha bisogno soprattutto di quiete, perché la sua risorsa numero uno è il turismo, e chi crea rivolte e turbamento nelle località marittime, di certo non vuole il bene di questa regione, prima ancora che il bene di questo Paese. (Freddie del Curatolo 19/10/2012

Turismo in Kenya in aumento per Natale
In tre anni il Kenya si è ricostruito un'immagine turistica di tutto rispetto. E' facile a bocce ferme constatare l'ottimo lavoro svolto da un politico che in vista delle nuove elezioni si è defilato ma che ha fatto tanto per il proprio paese, l'ex Ministro del Turismo Najib Balala. Nella speranza che anche chi lo sta sostituendo si comporti altrettanto bene, si registra anche quest'anno un grande interessamento per la destinazione Kenya da parte degli italiani per le vacanze di Natale. Dopo la logica e per nulla sorprendente flessione da settembre a novembre, le prenotazioni alberghiere e di voli, segnano una ripresa soprattutto per quanto riguarda prenotazioni natalizie. "Da qualche giorno c'è una decisa ripresa, per quanto riguarda i sondaggi sul periodo natalizio - spiega Siria Scrano di Orobica Viaggi, agenzia da anni specializzata nel Kenya e nell'Africa in generale, non solo per i voli ma anche per pacchetti vacanze composite e safari - a fronte di una lenta ripresa delle prenotazioni da fine ottobre in là. Speriamo che anche le richieste per la stagione invernale si traducano in prenotazioni effettive". Un po' di timore, da parte degli operatori, c'è. E' dovuto soprattutto all'imminenza della campagna elettorale nel Paese. Le votazioni si terranno fortunatamente in marzo, e non a Capodanno come quattro anni fa, ma il ricordo del caos successivo ai risultati delle urne, è ancora vivo nella mente di tante persone che hanno a che fare con il Kenya. La speranza è che i media abbiano capito che solitamente i problemi, se ci sono, non hanno mai toccato Malindi e zone limitrofe e che comunque il Kenya rimane un paese molto sicuro per gli stranieri. Anche nelle vicende che hanno riguardato la Somalia, infatti, sono sempre state colpite zone o quartieri non turistici e non frequentati da occidentali. Il turismo, si sa, è fonte di guadagno per tutti.(18/10/2012) 

TTG di Rimini pieno di Kenya
Non solo mare e savana, il Kenya punta ora sul mercato italiano anche per lanciare mete da "turismo alternativo", In occasione della prossima fiera del turismo di Rimini (TTG), il Kenya investe ancora di più sul mercato italiano e sceglie proprio il TTG Incontri per presentare le novità della destinazione, raddoppiando lo spazio espositivo. Una scelta motivata anche dai risultati positivi che la destinazione sta avendo sul mercato italiano, con una crescita di arrivi nel primo semestre pari al 19,9%, attestandosi come terzo mercato internazionale per il Kenya, per un totale 43.282 arrivi nel primo semestre dell'anno. Nel corso della fiera il Kenya Tourist Board presenterà novità di prodotto al trade. In particolare, con l'obiettivo di diversificare l'offerta, la destinazione investirà su sport e vacanze attive: golf, corsa, diving e snorkeling, trekking. In più, come già l'anno scorso, lancia attraverso il sito avventurainkenya.it un gioco telematico che permette di vincere premi e opportunità per vacanze. Lo spazio dedicato al Kenya si troverà al Padiglione B1, Stand 148-150, dal 18 al 20 Ottobre a Rimini Fiera.(17/10/2012)

Un blog dal Kenya per la campionessa Di Francisca
Sembra andare di moda presso gli sportivi italiani, un periodo di volontariato in Kenya. Un po' per ritrovare valori importanti, un po' per destressarsi dalle attività agonistiche e un po' per farsi un po' di sana pubblicità (ma meglio così che in altri modi meno utili, per carità). Dopo il campione di kayak Francesco Gambella, il ciclista Filippo Pozzato, è la volta della campionessa olimpionica di fioretto Elisa Di Francisca. Partirà tra qualche giorno per due settimane di lavoro come volontaria dalle parti di Nairobi a fianco dell'associazione Intervita Onlus, presente nel Paese africano dal 2009. Elisa ha aperto anche un diario telematico online, si chiama "La mia Africa. Un blog a cura di Elisa Di Francisca". Sarà uno spazio quotidiano in cui l'olimpionica di fioretto racconterà la propria esperienza. La schermitrice partirà domenica prossima e oggi ha inaugurato il nuovo blog. ''Sono molto emozionata e allo stesso tempo nervosa''.(16/10/2012)


Nokia porta in Kenya il caricabatterie solare
Ha quasi dell’incredibile pensare che un’azienda che vende prodotti tecnologici, inserisca sul mercato un prodotto destinato a un mercato minore come quello dell’Africa sub sahariana. E invece è notizia di questi giorni che la Nokia provi a venire incontro alle esigenze dei tanti abitanti del Kenya che, tutt’ora, non hanno la possibilità di utilizzare l’energia elettrica. Lo fa presentando un caricabatterie portatile ad energia solare che potrebbe offrire all’ottanta percento della popolazione del Kenya un bene ormai quasi scontato per i paesi sviluppati. Nokia è e resta un’azienda che vende dei prodotti tecnologici e non sarebbe corretto attribuirle ulteriori ruoli. Al tempo stesso, vedere impiegata la tecnologia per scopi utili e per fornire dei beni ormai essenziali a chi non li ha non può che far piacere. Il caricabatteria DC-40 fa parte di un progetto pilota finalizzato a valutare l’effettiva possibilità di sostituire i caricabatterie per cellulari con quelli ad energia solare. Sarà quindi venduto, inzialmente, in quantità limitate. Il device misura  165mm x 237mm, è dotato di un lungo cavo per il collegamento al cellulare e pesa solo 93 grammi. Un minuto di ricarica dovrebbe offrire la possibilità di effettuare due minuti di conversazione telefonica. Il caricabatterie lavora al meglio a contatto diretto con la luce solare. In tale scenario d’uso impiega circa quattro ore per caricare una batteria da 1000 mAh.  Il caricabatteria DC-40 verrà commercializzato tramite rivenditori selezionati da Nokia su tutto il territorio nazionale. In Kenya, così come in altri paesi in via di sviluppo, l’utilizzo dei telefoni cellulari è cresciuto nel corso degli anni. Al tempo stesso, si è stimato che nel periodo compreso tra il 2007 e il 2011 solo il 16% della popolazione del Kenya è  stata in grado di utilizzare regolarmente l’energia elettrica. Nokia fa quindi un piccolo ma importante passo per dare ancora più consistenza a quello che è stato da sempre il suo principale obiettivo. Parliamo, naturalmente, dell’attività del  Connecting People“, che non trascura gli utenti che vivono nei mercati emergenti.(15/10/2012)

Mau Mau vincono causa contro Impero Britannico
Finalmente il processo londinese che vede contrapposti tre veterani dell'Indipendenza del Kenya, appartenenti alla resistenza denominata Mau Mau, e l'Impero Britannico (oggi Regno Unito) ha segnato un punto importante per i kenioti. La sentenza di primo grado ha confermato la tesi dell'accusa, che chiede un risarcimento per chi ha subito torture indiscriminate durante la lotta per liberare il Paese africano dal dominio coloniale. Se confermata in Appello, questa decisione del tribunale di Londra potrebbe costituire un incredibile precedente, perché sono quasi duemila i veterani della guerra d'indipendenza ancora vivi e tutti potrebbero intentare la stessa causa contro il Ministero degli Esteri britannico, che fa le veci dell'Impero. Non secondo la difesa però, che ha già impugnato la sentenza con una motivazione assai curiosa: "I Mau Mau possono anche avere ragione - ha detto il pool di avvocati che difendono i sudditi di Sua Maestà - ma il tempo ormai è scaduto, il reato è da mandare in prescrizione, tanto più che l'Impero non esiste più". Speriamo che il buon senso, di fronte all'evidenza ormai accertata di campi di concentramento, torture inutili, evirazioni e stupri, abbia il sopravvento e che possa essere fatta giustizia su una delle pagine più disdicevoli del dopoguerra, per la terra d'Albione.(14/10/2012) 

Piccolo incidente all'aeroporto di Malindi
Non sembrano destare grandi preoccupazioni le condizioni di due piloti e sei apprendisti della scuola volo di Nairobi, dopo l'incidente che li ha visti coinvolti martedì scorso all'aeroporto di Malindi. L'aereo privato su cui erano arrivati dalla capitale e diretto a Lamu, stava per decollare, quando a causa di una buca nell'asfalto, ha sbandato in fase di rincorsa e non è riuscito ad alzarsi, finendo fuori pista e causando il ferimento degli occupanti. Tre di loro sono stati trasportati all'ospedale malindino in condizioni serie. Il responsabile dell'aeroporto, William Agong, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito allo spiacevole incidente, né tantomeno sulle condizioni della pista. E' stato un testimone oculare del decollo ad indicare in una buca, la causa dell'incidente. I tecnici da ieri stanno verificando le condizioni della pista dello scalo malindino.(13/10/2012)

Karibuni Onlus aiuta le prigioni femminili di Malindi

La Onlus italiana Karibuni è sempre più presente nelle migliorie per le prigioni femminili di Malindi. Anche quest'anno, nell'ambito delle opere sociali per la comunità del distretto malindino, la Karibuni Onlus ha operato importanti donazioni, che si vanno ad aggiungere ai progetti degli anni passati. L'anno scorso infatti sono state donate alcune macchine da cucire per creare opportunità di lavoro e per preparare in modo formativo le donne che sono prossime al ritorno nella vita di tutti i giorni, dopo aver scontato la pena. Questa volta invece Karibuni ha donato materassi, vestiti, medicinali e giocattoli anche per i bimbi presenti, figli delle donne carcerate. I medici della Onlus più attiva sul territorio, durante i frequenti "medical camp" hanno visitato le donne in detenzione con i loro bimbi e recentemente è stata donata alla struttura penitenziaria di Malindi una serra (green house) che non solo dovrà servire come sussistenza per le prigioniere, ma potrà creare altro lavoro e migliorare l'abilità delle ragazze . In questa foto la responsabile di Karibuni in Kenya, Paola Deriard, accompagna la Presidente della Croce Rossa di Nairobi nella visita alle prigioni. Il rapporto tra la Onlus che ha sede a Como e la Croce Rossa keniota si è consolidato negli ultimi tempi in maniera importante.(12/10/2012) 

Film keniota candidato all'Oscar

Il cinema keniota fa passi da elefante. S’intitola “Nairobi Half-Life” il primo film del Paese africano ad essere candidato al Premio Oscar nella categoria per il Miglior Film Straniero. Competerà con altri 73 lungometraggi internazionali, tra cui l’italiano “Cesare deve morire” dei Fratelli Taviani. L’opera prima del regista David “Tosh” Gitonga è co-prodotto dalla “One Fine Day Films”, fondata dal tedesco Tom Tykwer, regista dell’acclamato “Lola Corre”. Gitonga, già aiuto regista del bellissimo “The first grader” (storia vera del veterano dei Mau Mau che a ottant’anni decideva di prendere la licenza elementare), racconta la storia di un  giovane aspirante attore (il debuttante e convincente Joseph Wairimu) che lascia un villaggio rurale del Kenya alla volta della capitale, dove si trova ben presto coinvolto in un mondo di crimini ma senza mai rinunciare al suo sogno. Premiato al Film Festival di Durban in Sudafrica, “Nairobi Half-Life” è allo stesso tempo un romanzo di dura formazione che narra il passaggio all'età adulta di un adolescente ingenuo e inconsapevole, e un ritratto moderno e spietato di Nairobi, ormai stereotipo della metropoli africana piena di attrazioni ed opportunità, ma allo stesso tempo pericolosa e spietata. Il trailer di “Nairobi Half-Life” si può vedere su youtube, a questo link.(11/10/2012)

"Sotto una lanterna africana" libro fotografico per le scuole calcio Genoa e Sampdoria di Malindi

Uscirà per l'editore Liberodiscrivere di Genova, il prezioso volume fotografico con diversi contributi scritti, che racconta la splendida avventura delle scuole calcio del Genoa e della Sampdoria a Malindi e Watamu. Il libro, che ha il patrocinio del Comune di Genova e quello delle due compagini genovesi militanti in Serie A, porta la firma di Leni Frau. I testi sono curati da Freddie del Curatolo e coinvolgono anche ex calciatori delle due squadre, la scrittrice Emilia Marasco, rappresentanti delle due tifoserie e chi ha reso possibile questo sogno di sport e solidarietà. Il libro si intitolerà "Sotto una lanterna africana" e l'intero ricavato andrà a finanziare la scuola calcio Genoa Malindi e la Happy Samp di Watamu che ormai da mesi si allenano insieme, organizzano due derby amichevoli al mese e oltre ad aver stretto collaborazione, hanno reso i ragazzini amici. Spesso le partite alla fine si trasformano in vere e proprie feste, come è stato raccontato dall'obbiettivo di Leni Frau, che li ha seguiti nelle loro giornate tra allenamenti, partita, corse in spiaggia, bagni nell'oceano e merende sul lungomare. Il volume, tutto a colori, uscirà a fine ottobre e sarà disponibile anche in Kenya a partire da Natale.(10/10/2012) 

Un set cinematografico all'Aquarius di Watamu
I clienti del resort Aquarius di Watamu potranno essere tutti protagonisti, nel ruolo di comparse, di figuranti o di semplici spettatori "dietro le quinte" di un vero set cinematografico. Quando? Dal prossimo 26 novembre fino al 23 dicembre, in occasione delle riprese del film "Due Neri per caso" con Maurizio Mattioli (nella foto), Enzo Salvi e Maurizio Casagrande. Il film, prodotto da Andrea Jervolino (già coproduttore del recente "La stagione delle piccole piogge" che sarà prossimamente in prima serata televisiva su Rai Uno) ha la regia di Claudio Fragasso. Buona parte delle riprese saranno girate proprio all'Aquarius, ma anche in Savana. Lo staff e gli attori del film saranno invece ospiti della struttura di Watamu, che invita tutti coloro che vogliono fare una vacanza diversa dal solito in Africa, a prenotare durante le settimane in cui "Due neri per caso" sarà girato. E non è detto che la carriera cinematografica di qualcuno possa iniziare proprio da lì...gli aspiranti attori che possono permettersi una vacanza sono avvertiti!(09/10/2012)

Nevio Perez, nove anni di attesa in Kenya per conoscere gli assassini della madre 
Ha atteso per nove anni in Kenya il giorno in cui avrebbe potuto urlare "giustizia è fatta". Ora per Nevio Perez, triestino di 62 anni, quel giorno è arrivato. L'orribile delitto avvenuto nel 2000, di cui era stato accusato insieme alla convivente, e per il quale era stato scagionato nel 2003 dopo valanghe di fango mediatico che lo avevano portato all'esilio volontario in Kenya, ha i suoi colpevoli. E non un delitto qualunque, bensì quello della madre, Albina Brosolo, strangolata in casa. «Ora è finalmente finita - spiega Nevio - Sono soddisfatto perché è giusto che certe persone paghino per il delitto che hanno commesso. Se esiste una giusizia, non come quella che ho conosciuto io, quei due devono pagare il massimo. Da parte mia, giustizierei i carnefici di mia madre...».

Era stato lui stesso a trovare la madre strangolata nella sua abitazione. Dopo tutto questo tempo, gli investigatori della squadra mobile di Trieste sono riusciti a dare un nome e un volto agli assassini: Valentina Cinquepalmi, 34 anni, triestina e Jonatha Ausili, 33 anni, originario di Monterotondo. Un calvario, per lui e alla sua amica Alida Rigonat. Tre anni di sospetti. Dal 2000 al 2003 gli investigatori della Mobile e la procura avevano puntato a lui e alla donna indicandoli come gli assassini. Erano stati tre anni di calvario, tre anni in cui sventolavano loro davanti lo spettro dell’ergastolo. Poi ai primi di settembre del 2003 l’incubo era finito.

Dice ancora Perez: «Provo rabbia, tanta rabbia per quello che ho passato. Sono stato maltrattato, offeso. Per farmi confessare i poliziotti erano venuti a casa mia di notte. Avevano sfasciato tutto. Poi mi avevano portato in diversi commissariati e poi in questura. Era stata una tortura. Io ero una vittima. Io avevo perso mia madre. Ma nessuno mi aveva creduto». A loro in quei tre anni non era stato risparmiato nulla o quasi. Ad esempio, pochi giorni dopo il delitto, erano stati prelevati da casa loro verso la mezzanotte e interrogati fino al mattino in una stanza del commissariato di Opicina. Il difensore di di fiducia non era stato neanche avvisato dalla Procura e gli indagati erano stati assistiti da un legale d'ufficio. «Siamo innocenti», avevano ribadito più volte durante il lunghissismo ed estenuante interrogatorio notturno. «Io non c'entro con la morte di mia madre. Credetemi», aveva implorato tra le lacrime Nevio Perez. All’alba erano stati rimandati a casa, perché nessun indizio era emerso, ma i loro nomi erano stati annotati sul registro degli indagati: ipotesi di reato omicidio volontario aggravato dal vincolo dell'ascendenza. Poi la procura aveva ceduto. Prosciolti. Perez ricorda quel momento terribile. Quando quel maledetto giorno ha trovato il cadavere della madre. La voce diventa fioca: «Le avevo telefonato, come facevo sempre. - dice - Non ricevendo risposta sono andato a casa in via Carducci. Ero preoccupato. La porta era aperta. Sono entrato in casa e mi sono diretto verso la camera da letto. Mia madre era riversa sul pavimento". Tornerà in Italia? «No, ormai mi sono trasferito in Kenya. Ho trovato la serenità. Due mesi fa sono venuto a Trieste per sbrigare alcuni affari, ma poi sono rientrato in quella che è diventata la mia casa. Ho sofferto tanto a Trieste, non solo per la morte di mia madre. Ma per quello che è successo dopo. Per le accuse ingiuste contro di me. Ora finalmente è arrivata la verità. Ma ci sono voluti 12 anni».(08/10/2012).


Chisimaio conquistata dai kenioti
L'esercito keniota ha ormai conquistato la città portuale di Chisimaio, una delle più importanti della Somalia e avamposto fondamentale per la pirateria marittima e per i traffici illeciti che finanziamo spesso le attività terroristiche di Al Shabaab.
I militari affermano che ampie zone della città portuale sono sotto il controllo dei soldati keniani, che fanno parte della forza dell’Unione africana, e che il resto della città sarà conquistato nelle prossime ore.
L’offensiva è stata lanciata nella notte, anche con l’ausilio di mezzi anfibi e di elicotteri.Le navi hanno cannoneggiato le postazioni degli estremisti.
Violenti combattimenti nella periferia.(07/10/2012)

Quali risvolti sulla costa keniota in vista delle elezioni?

Impossibile non iniziare adesso a parlare delle prossime elezioni governative in Kenya, anche se sono datate 4 marzo 2013. Lucio Dalla compirebbe settant'anni, e questo ci fa pensare a "L'anno che verrà". Non la celeberrima canzone del compianto cantautore bolognese, ma la stagione (specialmente in chiave turistica) che ci apprestiamo a vivere. Detto ovviamente che tutto ci preoccupa soprattutto per l'esposizione mediatica, e che turisti e viaggiatori stranieri non sono mai stati presi di mira né nelle terribili vicende delle elezioni 2008, né tantomeno dai recenti episodi di matrice terroristica, il pensiero va alla stabilità del Kenya e della costa. Giovedì scorso a Mwtapa (tra Mombasa e Kilifi, cittadina già nota per essere piuttosto "calda"), durante un raduno politico coinciso con la visita del Ministro della Pesca Amason Kingi, ben conosciuto anche dagli italiani di Malindi, si è verificato un assalto di giovani appartenenti al Movimento Repubblicano della Costa, una sorta di "Lega" che vorrebbe la secessione della regione costiera dal resto del Paese. I giovani sono passati dalle proteste a un vero e proprio linciaggio a colpi di "panga". La guardia del corpo del Ministro è rimasta seriamente ferita al capo ed è morta dopo alcune ore all'ospedale di Mombasa. Sono segnali inquietanti per le zone che, sia pure di passaggio, tra l'aeroporto di Mombasa e la Costa Nord, sono vicine alle località più gettonate dagli italiani: Watamu Malindi e Mambrui. Speriamo che l'insorgere di questi malumori, specialmente nella gioventù di Mombasa e dintorni, vengano compresi e limitati fin d'ora, per evitare che durante la stagione invernale si possa parlare di caos pre-elettorale e, come sempre, farlo spesso a sproposito, pur partendo da episodi oggettivamente disdicevoli e preoccupanti.(Freddie del Curatolo 06/10/2012) 

Calano i rinoceronti in Kenya

Cattive notizie per i nostri amici monocorna. I rinoceronti si stanno lentamente estinguendo, e non è solo colpa del bracconaggio. Sono quaranta in meno nei parchi nazionali kenioti, rispetto al 2010. In meno di due anni sono quindi calati quasi del 7%. Il problema è stato sollevato in un recente incontro tra le organizzazioni di salvaguardia della natura, di tutto il continente. Com'è noto il rinoceronte viene cacciato per l'estrazione del corno che a livello tribale viene ritenuto medicinale e che per gli orientali invece dovrebbe essere un potente afrodisiaco.(05/10/2012) 

Nairobi: nessuna strategia, attacchi terroristici isolati

Siamo lontani parecchi chilometri dai luoghi turistici di cui siamo soliti parlare, ma è inutile negare che ci sia una certa preoccupazione per il dilagare degli attentati dinamitardi che interessano la capitale del Kenya Nairobi e alcune altre cittadine e villaggi verso il nord est del Paese e il confine somalo. Dall'inizio della guerra che il Kenya ha dichiarato ai ribelli somali appartenenti alla frangia islamica estremista denominata "Al Shabaab" ("La gioventù"), si sono verificati episodi di violenza che hanno connotazioni particolari. E' doverso precisare che nelle città, a differenza delle zone isolate e desertiche ad alta concentrazione di somali come Wajir e Garissa, si è sempre trattato di attacchi portati da una o al massimo due persone, armati di una o due granate. Non in tutte le circostanze gli attacchi sono andati a segno. Nel caso di una fermata dell'autobus si sono registrati quattro morti, negli altri episodi al massimo due per attentato. Allorché i colpevoli sono stati individuati, loro stessi hanno ammesso che si trattava di attentati a titolo personale e Al Shabaab non ha mai rivendicato attacchi nella Capitale (pratica invece diffusa con orgoglio e attuata a Wajir e nel campo profughi di Dadaab). Non sembra di dover parlare di strategia o di precisi piani terroristici, ma più che altro di azioni scellerate di fanatici che si sono procurati gli ordigni e hanno deciso di compiere azioni di vendetta quasi sempre dopo significative conquiste dell'esercito keniota in Somalia. L'ultima, in una chiesa anglicana, proprio all'indomani dell'occupazione di Chisimaio, l'operazione che potrebbe mettere in crisi definitivamente Al Shabaab. Mentre si registrano in Italia le prese di posizione dei soliti catto-catastrofisti che accomunano le stragi nigeriane agli attentati kenioti e che parlano di "disegno islamico in Africa per annientare il cristianesimo", quello che invece deve preoccupare è il principio di imitazione. Gli islamici spinti all'estremismo anche da altri fattori che non sono la guerra in Somalia, sanno che colpendo un luogo cristiano non faranno vittime mussulmane. Nel resto del Paese e principalmente sulla costa, la convivenza tra le due religioni e i loro adepti è pacifica come sempre. Malindi resta un esempio di come il buon senso e le esigenze comuni possano insegnare l'integrazione. Speriamo che l'intolleranza e le spinte dall'esterno della cultura dell'odio che arriva da entrambe le parti non influiscano in modo negativo su questi paradisi che fino ad ora ne sono rimasti sempre distanti. (Freddie del Curatolo 04/10/2012) 

Attentato in chiesa anglicana a Nairobi: due morti

Sembra proprio una vendetta alla notizia che l'esercito keniota ha conquistato Chisimaio. Ieri mattina, durante una lezione di catechismo per alunni delle classi elementari, nel quartiere di Pangani a Nairobi, degli sconosciuti hanno lanciato una granata all'interno della chiesa anglicana di San Policarpo. L'esplosioni ha provocato subito una vittima, un ragazzino di nove anni. Più tardi è deceduto all'ospedale anche un altro dei tre scolari feriti. Altrre quattro persone sono state medicate e giudicate guaribili al Kenyatta Hospital. Era da qualche settimana che a Nairobi non si registravano attentati. Cellule impazzite di Al Shabaab cercano ora di vendicarsi dei kenioti, ma solitamente riescono nel loro intento solamente nelle zone remote e desertiche non lontano dal confine con la Somalia.(03/10/2012)

Cinema e televisione per Malindi grazie a Iervolino 

Due buone notizie per la promozione cinetelevisiva di Malindi e Watamu. In questi giorni, all'interno del RomaFictionFest, importante rassegna cinetelevisiva romana, verrà presentata la fiction ''Il Paese delle piccole piogge'', film diretto da Sergio Martino, girato a Malindi e dintorni e prodotto per Raifiction dalla Dania Film di Luciano Martino e coprodotto da Andrea Iervolino. Protagonisti Margareth Made' e Giorgio Lupano. Da Palermo a Malindi, ''Il Paese delle piccole pioggie'' e' la storia di Anna che si rifugia in una missione del Kenya per sfuggire alla mafia. Proprio li' incontrerà l'amore. Il film tv era stato programmato per fine settembre su Rai Uno, ma andrà in onda nelle prossime settimane. Si girerà invece a dicembre, tra Watamu e Malindi, il film "Due neri per caso", prodotto sempre da Andrea Jervolino, produttore che ha trovato nella costa keniota la scenografia ideale per ambientare alcune delle storie che porterà al cinema e sul piccolo schermo. "Due neri per caso" è firmato dal regista Claudio Fragasso e si inserisce nel filone della commedia all'italiana. E' la storia di Felice Persichetti, italiano appena arrivato all'aeroporto di Malindi che perde portafoglio e bagagli. Da un'altra parte della cittadina, Romolo Speranza sta facendo il gioco delle tre carte con alcuni turisti. Si mette di mezzo un italiano che riconosce il trucco e Romolo deve scappare. Nello stesso momento, nella savana, "Posillipo", al secolo Gennaro Caruso, deve scattare alcune fotografie a un terreno che prestos arà suo. Ma Posillipo non sembra essere a proprio agio nella savana. Non ama l'Africa, i suoi insetti giganti, i suoi animali, se ne sta sempre rintanato nella sua villa a Malindi. Non appena scende dalla jeep si ritrova davanti alcuni bracconieri armati che incominciano a sparargli, non volendo essere fotografati. Che cosa succederà a questi tre imrpobabili italiani in Africa? Niente di buono probabilmente... Per fortuna una ex maga imbrogliona e una suorina all'apparenza dolce e umile, ma in realtà spericolata e sorprendente, verranno in loro soccorso.(02/10/2012)


"Sotto una lanterna africana" 

Uscirà per l'editore Liberodiscrivere di Genova, il prezioso volume fotografico con diversi contributi scritti, che racconta la splendida avventura delle scuole calcio del Genoa e della Sampdoria a Malindi e Watamu. Il libro, che ha il patrocinio del Comune di Genova e quello delle due compagini genovesi militanti in Serie A, porta la firma di Leni Frau. I testi sono curati da Freddie del Curatolo e coinvolgono anche ex calciatori delle due squadre, la scrittrice Emilia Marasco, rappresentanti delle due tifoserie e chi ha reso possibile questo sogno di sport e solidarietà. Il libro si intitolerà "Sotto una lanterna africana" e l'intero ricavato andrà a finanziare la scuola calcio Genoa Malindi e la Happy Samp di Watamu che ormai da mesi si allenano insieme, organizzano due derby amichevoli al mese e oltre ad aver stretto collaborazione, hanno reso i ragazzini amici. Spesso le partite alla fine si trasformano in vere e proprie feste, come è stato raccontato dall'obbiettivo di Leni Frau, che li ha seguiti nelle loro giornate tra allenamenti, partita, corse in spiaggia, bagni nell'oceano e merende sul lungomare. 
Il volume, tutto a colori, uscirà a fine ottobre e sarà disponibile anche in Kenya a partire da Natale.(01/10/2012)

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