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Settembre 2010

Tutte le notizie del mese

01-09-2010 di redazione

Un'autostrada nel Serengeti, disastro ambientale?
Un’autostrada attraverserà il parco tanzaniano del Serengeti, per gli ambientalisti ci saranno grandi danni per le migrazioni di animali e l’ecosistema, in uno dei luoghi più remoti e incontaminati dell’Africa. Il Serengeti settentrionale, vicino al confine con il Kenya, è una zona abitata solo dai cinque grandi mammiferi d’Africa: l’elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e lo gnu. E secondo gli esperti di biodiversità la strada causerà un disastro ambientale irreparabile.
«Le operazioni previste lungo le rotte migratorie di 1,3 milioni di animali tra gnu, elefanti e zebre minacciano gli ultimi grandi movimenti di massa degli animali sulla Terra», ha denunciato un articolo della rivista Nature. L’autostrada Arusha-Musoma, nei piani del governo della Tanzania, dovrebbe collegare i due distretti del Serengeti e del Loliondo, unendo la costa del Paese con la parte più interna e tagliando in due la nazione e il Parco.
La strada comporterà il passaggio di 416 grandi camion al giorno e bloccherà fisicamente le migrazioni, oltre a introdurre specie invasive e dare libero accesso al bracconaggio. Inoltre provocherà un’ulteriore frammentazione di habitat, l’alterazione del sistema delle acque e del suolo, e una maggiore diffusione di epidemie tra gli animali. Quando è bloccata la migrazione degli gnu, che tengono basso il livello dell’erba, si verificano più di frequente incendi nelle praterie, diminuendo ulteriormente la qualità dei pascoli e rischiando di fare dell’ecosistema un’ulteriore fonte di anidride carbonica nell’atmosfera.(30/09/2010)

Tourim week a Mombasa
L'anno scorso era stata Malindi, quest'anno per celebrare la settimana mondiale del turismo, il Kenya ha scelto Mombasa. Quale migliore sede dell'aeroporto internazionale Moi, simbolo dell'arrivo di migliaia di turisti ogni anno? In questo scenario si alternano da ieri spettacoli, danze tradizionali, convegni e altre celebrazioni. La settimana del turismo è stata inaugurata lunedì dallo stesso ministro del Turismo Najib Balala, appena rientrato in Kenya da Parigi, dove ha presenziato ad un'altra importante fiera.(30/09/2010)

Kitesurf in Kenya: che passione!
Il Kitesurf prende piede, e la primavera keniota, detta anche la stagione del vento, favorisce questo sport marino. Da giugno ad ottobre, sulla costa keniota soffia forte il Kusi, vento invernale ponentino che permette agli appassionati del surf "a vela" di divertirsi con le classiche evoluzione a filo d'onda e con gare di velocità e spettacolari gimcane sulla riva dell'oceano. Se inizialmente i praticanti di questo sport ecologico che fa bene a tutti i muscoli del corpo erano soprattutto stranieri, oggi anche gli italiani stanno imparando ad apprezzarlo e se ne vedono sempre di più sulla spiaggia di Che Chale, vero centro keniota della specialità, e su quella del Garoda Resort di Watamu, dove un mitico lupo di mare spezzino, Carlo, ha messo in piedi un'altra scuola di Kitesurf, piena di giovani dilettanti e non. La spiaggia di Che Chale invece ha ospitato anche fior di professionisti, organizzando importanti tornei a livello nazionale e diventando un centro d'incontro tra appassionati, che si scambiano esperienze e pareri. In Italia si inizia a vendere la destinazione Malindi, con Watamu e Mambrui anche agli sportivi, quindi, che amano praticare il kitesurf e i cataloghi delle agenzie stanno incominciando ad inserire anche qualche fotografia che illustra le evoluzioni dei kitesurfer sulle spiagge dorate del Kenya. Ultimamente anche i quotidiani locali hanno dato grande risalto a uno sport che sta prendendo piede anche tra i cittadini kenioti e che offre una possibilità di lavoro in più a tanti aspiranti impiegati del settore turistico. Aumentano infatti gli istruttori locali di questo bellissimo sport.(29/09/2010) 

Tecnologie cargo Kenya Airways
Il progressivo incremento del volume dei servizi cargo rispetto al complesso della sua attivita', ha spinto la compagnia di bandiera di Nairobi, Kenya Airways, a controllarne la gestione per mezzo di una piattaforma computerizzata (E-Freight). Con il nuovo sistema, spiega il direttore generale Sauda Rajab, i servizi di trasporto merci della compagnia saranno "piu' efficienti e affidabili". L'alto dirigente ha aggiunto che l'iniziativa "fa parte di un piu' generale programma di sviluppo e modernizzazione dell'azienda, che punta molto sul miglioramento dei sistemi informatici, come premessa per l'offerta di servizi sempre piu' efficienti".(28/09/2010) 

Safaricom investe per € 212 milioni 
Safaricom, una delle principali compagnie telefoniche dell'Africa orientale, partecipata di Vodafone, ha varato in Kenya un programma di ammodernamento dei segmenti voce e dati, per un investimento che supera i 212 milioni di euro. Lo ha reso noto l'amministratore delegato, Michael Josep, che a Mombasa ha inaugurato un impianto di trasmissione costato 3,5 milioni di euro e in grado di sostenere l'aumento di traffico registrato nella regione, dove risiedono 600.000 abbonati a Safaricom.(28/09/2010) 

Cala la mortalità in Kenya delle donne partorienti
Finalmente una statistica di cui siamo orgogliosi e alla quale noi di malindikenya.net (nel nostro piccolissimo) abbiamo dato una mano: diminuiscono in Kenya le morti di donne in gravidanza o partorienti. Il dato arriva dal rapporto "Trends in Maternal Mortality" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ed è riportato dall’Agenzia Fides. 
L'Africa subsahariana rimane uno dei luoghi più pericolosi per le donne incinte, nonostante nel Paese sia stato registrato un calo del 26% nel tasso di mortalità materna. Le statistiche, recentemente pubblicate, coprono il periodo che va dal 1990 al 2008 e rivelano che le morti materne sono passate da 540 mila nel 1990 a 358 mila nel 2008, il 34% in meno, e un calo annuale del 2.3%. Secondo indiscrezioni, si sarebbe passati al 4% negli ultimi due anni. A favorire la riduzione del numero dei decessi hanno contribuito anche i miglioramenti dei sistemi sanitari nell'assistenza delle donne incinte. Molte le iniziative, specie sulla costa, grazie a donatori italiani. Prendiamo ad esempio l’iniziativa di Karibuni Onlus, che con la costruzione del reparto neonatale di Marafa da due anni salva 150 bambini e parecchie neo-madri che precedentemente morivano di parto o di infezioni relative alla gravidanza. 
A livello mondiale, l'Africa Subsahariana e il sudest asiatico contano ancora l'87% delle morti materne globali. Circa due terzi sono registrate in soli 11 paesi: Afghanistan, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Kenya, Nigeria, Pakistan, Sudan e Tanzania. Il sudest asiatico ha registrato un tasso totale di mortalità materna di 280 ogni 100 mila nati vivi. L'Africa Subsahariana 640 ogni 100 mila; Afghanistan, Ciad, Guinea-Bissau e Somalia oltre 1.000 ogni 100 mila. La mancanza di fondi per il sistema sanitario, e in particolare per la salute riproduttiva, sono il problema principale. La maggior parte dei governi, quasi tutti quelli africani, dipendono da benefattori internazionali. Nel caso del Kenya, ad esempio, non sarebbe possibile sopravvivere senza queste donazioni.(27/09/2010)

Nuovo esemplare di mammifero in Kenya
Scoperto in Kenya un nuovo esemplare di Toporagno Elefante. I ricercatori della Zoological Society di Londra e del Kenya Wildlife Service hanno individuato nel deserto del Namib una nuova specie di mammifero. Gli esperti stavano utilizzando alcune telecamere per riprendere di nascosto i toporagni elefante (Macroscelididi), quando hanno notato la presenza di un esemplare diverso dalle specie già conosciute di questo particolare tipo di animali. Si potrebbe trattare di una nuova specie non ancora registrata e catalogata che potrebbe aiutare i ricercatori a scoprire nuovi particolari sui Macroscelididi.
Fino a ora le specie conosciute di toporagno elefante sono 17, tutte originarie dell’Africa. Il loro nome deriva dalla somiglianza degli esemplari con i ratti e dalla particolare forma del muso, che termina con una appendice mobile che ricorda la proboscide degli elefanti. I toporagni elefante raggiungono in genere una lunghezza massima pari a 30 centimetri e difficilmente superano il mezzo chilo di peso. Si nutrono principalmente di insetti e sono molto rapidi nei movimenti, tanto da renderne complessa l’osservazione.
Le informazioni su questi animali sono ancora carenti, ma i ricercatori confidano di approfondire le loro conoscenze grazie alle ulteriori osservazioni della nuova presunta specie da poco scoperta.
Gli esperti del Kenya Wildlife Service spiegano che i toporagni elefante sono uno dei gruppi di mammiferi più antichi dell’Africa. Si sarebbero evoluti a partire da 100 milioni di anni fa e avrebbero un antenato in comune con gli elefanti, i lamantini, gli iraci, gli oritteropi, i tenrecidi e le talpe dorate.(26/09/2010)

Rettifica 
Dobbiamo scusarci con la polizia del traffico di Malindi e con le alte autorità locali per una notizia non vera riportata dal nostro sito nei giorni scorsi. Si tratta di una notizia riportata in un primo tempo e poi rimossa dopo due giorni dal portale, con il titolo “Lotta alla corruzione, un arresto eccellente a Malindi”: urge fare una doverosa rettifica. Dopo controlli approfonditi effettuati a Malindi, la notizia del presunto fermo di un dirigente della polizia del traffico malindina si è rivelata falsa. Gli informatori che si sono “passati” la notizia tra di loro non hanno verificato nelle opportune sedi la veridicità della stessa e l’hanno trasmessa in Italia. A questo errore grave del collaboratore che l’ha trasmessa, si è aggiunto quello della redazione del sito che non ha verificato ulteriormente che la vicenda fosse realmente accaduta a Malindi. Ci scusiamo con i diretti interessati che oltretutto sono persone da noi stimate e che svolgono un lavoro utile e indispensabile per la nostra sicurezza e la nostra tutela. Purtroppo errori come questi possono capitare, ma faremo in modo che non debbano più accadere, interpellando sempre prima, in futuro, i diretti interessati.
Malindikenya.net è un sito italiano che da informazioni di carattere specialmente turistico dalla costa del Kenya. Nato per volere dell’associazione di imprenditori MWTWG, in due anni ha scritto e messo in rete più di 1000 notizie riguardanti le attività italiane in Kenya e le bellezze dei luoghi dove migliaia di turisti italiani ogni anno trascorrono le vacanze, per invogliarne altri a venire a Malindi e nelle altre località sulle rive dell’Oceano Indiano.
I redattori di questo sito amano e rispettano il Kenya e i suoi cittadini e lavorano nell’interesse di chi vive e ha investito in Kenya.
In fede, Redazione Italiana di Malindikenya.net(25/09/2010) 

Bollette a rate in Kenya
L'Ente elettrico del Kenya ha dato il via ad un sistema di pagamenti rateali, che favorita' l'allaccio della corrente anche alle fasce meno abbienti della popolazione. Il costo dell'allaccio -equivalente a 334 euro- potra' essere pagato con un ancipipo di 86 euro e il resto con una rateizzazione di 24 mesi a tasso zero. Il responsabile marketing dell'Ente per la regione del Monte Kenya, signora Winnie Beauttah, ha affermato che con questa iniziativa "e' prevedibile un aumento del cinquanta per cento delle utenze".(24/09/2010)

CinemArena a Malindi
Passerà anche da Malindi “Cinemarena”. E’ partita ieri la seconda campagna di sensibilizzazione su HIV/AIDS e diritti dei minori organizzata da CinemArena, la carovana itinerante che dal 2001 porta il cinema in regioni marginali, dove malattie e indigenza caratterizzano la vita delle popolazioni (testimonial il calciatore keniota dell'Inter, McDonald Mariga).
La carovana, composta da 14 persone a bordo di due jeep e un’unità di cinema mobile, si sposterà tra quattro province del Kenya compresa la Costa e raggiungerà 15 località. Le località sono le stesse in cui sono in corso di realizzazione altri progetti finanziati dal Governo italiano nel settore sanitario e della protezione dei minori. Le ONG realizzatrici di tali progetti serviranno come punto di riferimento sul territorio per la campagna di sensibilizzazione. Altri villaggi sono invece stati selezionati dalle autorità locali e in tali casi è stato effettuato il collegamento con gli ospedali distrettuali. La campagna è stata organizzata con il benestare del National Aids Coordination and Control Council dell’Ufficio del Presidente del Kenya e del National Aids/STI Control Programme del Ministero della Sanità Pubblica. Insieme a queste istituzioni è stata ideata e finalizzata una brochure educativa sull’uso del profilattico. Il Ministero della Sanità ha inoltre fornito 14.400 preservativi da distribuire, insieme alla brochure, nel corso delle proiezioni.
Per la realizzazione tecnica dell’iniziativa è stata istituita una partnership con l’Unità di Cinema Mobile (MCU), che è parte del Dipartimento per l’Informazione all’interno del Ministero dell’Informazione e Comunicazione. La MCU mette a disposizione le proprie attrezzature, la propria squadra e un pulmino. Durante questa seconda campagna, sarà effettuato un training on the job al personale del Ministero sulla metodologia attuata da CinemArena, avvalendosi della squadra dell’ONG, Cultural Video Foundation, che ha acquisito l’esperienza necessaria nel corso della prima campagna. 
Per la parte relativa alla sensibilizzazione sull’HIV/AIDS si sta lavorando con un’esperta di comunicazione keniana che lavora per la ONG italiana INTERSOS. Per la sensibilizzazione sulla tutela dei minori è presente un volontario del 116 Childline Kenya (l’equivalente del telefono azzurro kenyano) che accompagnerà la carovana organizzando giochi per i ragazzi. Sulla costa il progetto è frutto della collaborazione con il CISP.(23/09/2010)

Settembre: mare divino a Malindi
Chi è in vacanza sulla costa nord del Kenya si sarà reso conto di come questo sia il periodo d'oro di Malindi e delle sue spiagge. La cittadina turistica, rispetto alle vicine Watamu e Mambrui, non brilla certo per la bellezza del suo mare, in confronto alle meravigliose e varie baie di Watamu e alla lunghissima spiaggia dorata di Che Chale. Invece a settembre, complici il vento e le correnti, Malindi può competere con le due mete famose per il loro bagnasciuga. Infatti in questi giorni, specialmente nella zona del parco marino, ma anche davanti alla Rosada e al Coral Key, l'oceano indiano regala tonalità di blu ed azzurro cangianti e sorprendenti, un acqua pulita e cristallina che purtroppo da dicembre, quando cambierà il vento, vedremo meno spesso. In questi giorni un giro alla Rosada è d'obbligo, anche per provare la nuova conduzione e dare un'occhiata alle proposte della nuovissima Spa di Calicanto. Al Parco Marino c'è la solita atmosfera li libertà e integrazione tra l'ombra delle casuarina e le barche ormeggiate. Vale la pena godersi il mare, nel settembre malindino. Senza dimenticare, ovviamente, Watamu. Le spiagge di Paparemo Beach (sempre aperta) e del Garoda Resort sono sicuramente all'altezza, in attesa di diventare inarrivabili con l'alta stagione.(22/09/2010) 

Da dicembre 3 Kenya Airways a settimana da Roma 
Novità nei cieli che collegano l'Italia al Kenya. Dal prossimo 16 dicembre, Kenya Airways collegherà, infatti, Roma a Nairobi con tre voli diretti la settimana, il lunedi, giovedi e sabato, operati con B767-300ER. I voli partiranno alle 0.25 da Nairobi e arriveranno alle 5.55 del mattino nella Capitale; da qui invece la partenza è prevista per le 10.25. Il collegamento dovrebbe dare nuovo impulso agli arrivi nel Paese, in particolare favorendo il segmento safari. Il volo, infatti, permette di avere coincidenze con i voli interni che raggiungono i parchi e le riserve del Paese. I voli Kenya Airways si aggiungono a quelli di Swiss, AirFrance/Klm, Turkish Airlines, British Airways che collegano già Nairobi alle principali città italiane via scali europei, e a quelli operati da Ethiopian Airlines da Roma via Addis Abeba.(21/09/2010) 

Anche il Kenya nel business del petrolio ugandese
Secondo le stime di Kampala nel sottosuolo ci sarebbero due miliardi e mezzo di barili di greggio - Uganda e Kenya entrano nel business del petrolio. I due Paesi hanno firmato oggi un memorandum di intesa per la costruzione di una raffineria in territorio ugandese e di un oleodotto che porterà il greggio dal bacino del Lago Alberto, in territorio ugandese, fino a Mombasa, sull'Oceano Indiano. L'infrastruttura permetterà a Kampala di esportare il suo greggio, mentre il Kenya potrà diversificare i suoi fornitori che, ad oggi, sono al 40 percento i paesi del golfo.(20/09/2010)

Il "nostro" Bruno convocato in nazionale!
Che sia un talento non abbiamo mai avuto dubbi, ma che stia bruciando le tappe è sotto gli occhi di tutti. Charles Bruno, il centrocampista difensivo di sedici anni che la Kenya Football Academy di Malindi ha preso sotto la sua ala protettrice da diversi mesi, ci regala grandi soddisfazioni. In questi giorni si trova a Nairobi in ritiro con la nazionale del Kenya under 20, il più giovane della comitiva che affronterà il Lesotho per le qualificazioni alla Coppa d'Africa. Il più giovane, ma già candidato a una maglia da titolare. "L'allenatore - racconta il coach malindino Riccardo Botta - lo vede bene sia a centrocampo sia come leader della difesa. Si è reso conto della maturità e dell'intelligenza di Bruno e ha chiesto a lui dove preferirebbe giostrare, segno di grande stima nei suoi confronti". Effettivamente Bruno è un talento naturale, ma qui si vede anche l'ottimo lavoro svolto dall'accademia italiana di calcio di Malindi, che si è occupata della sua formazione a 360 gradi. Il giovane infatti sta anche seguendo corsi d'italiano ed è stato scelto come allenatore in seconda del Genoa Youth Malindi, la squadra della scuola calcio di Karibuni Onlus. Recentemente il procuratore Vanni Puzzolo (che di centrocampisti se ne intende, avendo tra le sue fila anche il romanista Matteo Brighi) si è recato al campo della Kenya Football Academy a Malindi per vederlo in azione, ne ha tessute le lodi ammettendo che "deve mettere su un po' di chili". Ora tutta Malindi fa il tifo per lui, il piccolo Mariga. Prossima tappa: riuscire a giocare in Lesotho, poi il ritorno e infine...chissà, magari un provino in Italia, con qualche chilo in più.(19/09/2010) 

Serata pro-Karibu
Artisti e gente dello spettacolo romano raccoglie fondi per l’associazione Karibu di Malindi. Questa sera, 19 Settembre è in programma un aperitivo che chiuderà la stagione estiva di “Acqua”, lo splendido ristorante e lounge bar immerso nel verde dei parchi romani dell’Eur, all’insegna della solidarietà.
L’evento darà l’occasione di offrire un contributo umanitario per migliorare le strutture del villaggio di Chakama, in Kenya, a 50 km da Malindi. Alla serata hanno già dato la loro adesione, non solo formale, amici che lavorano nel mondo dello spettacolo, del cinema, della musica e non solo, con la volontà di aiutare un importante progetto umanitario. L’evento ha come obiettivo quello di sostenere l’Associazione Karibu Village fondata dal produttore musicale Popi Fabrizio per aiutare il popolo del villaggio a crearsi una autonomia economica ed alimentare. Il progetto “ Karibu Chakama “ prevede la realizzazione di un comprensorio, due scuole, due dormitori per i bambini orfani, un centro di formazione professionale, un ambulatorio e una officina. Gli abitanti di questo villaggio hanno bisogno di tutto, dal vestiario alle medicine, dalle penne ai quaderni e grazie all’aiuto dei presenti si contribuirà in modo fattivo alla risoluzione delle loro esigenze primarie. L’Acqua e in Viale America 20, l’ingresso questa sera è a offerta libera (aperitivo con buffet € 10,00)(18/09/2010) 

Boom di italiani in Kenya, + 42%!
42.628 visitatori italiani da gennaio a luglio, (dati ufficiali del Kenya Tourist Board) a cui si aggiungono quindicimila circa ad agosto. Il turismo italiano in Kenya ha fatto segnare quest'anno un boom incredibile, con l'aumento del 42,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Gran parte di queste presenze si riferiscono a Malindi e Watamu e interessano lo scalo dell'aeroporto di Mombasa. Quella italiana è la "migrazione" vacanziera che ha incrementato di più la propria portata, se è vero che il dato complessivo dei primi sei mesi del 2010 segnala 600 mila visitatori stranieri in tutto il Paese, con un aumento del 17,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. L'interesse per il mercato italiano da parte del Ministero del Turismo keniota, è confermato dagli investimenti fatti nell'ultimo anno dal Ministro Balala e dalla conferma di una presenza importante al prossimo TTG di Rimini, con molte aziende malindine coinvolte e la partecipazione di Mr Robert Muriithi Ndegwa, Managing Director KTB con una delegazione del turismo del Kenya. Da oggi, mercoledì 15 settembre, sono iniziati inoltre gli appuntamenti del Kenya Tourist Board con gli agenti di viaggi. Nella sede di via Monte Rosa 20 a Milano, degli after hour settimanali per far conoscere meglio la destinazione e aiutarli a vendere il Kenya! A questo punto le agenzie di viaggio non possono ignorare il "prodotto Kenya" e sono tante le lamentele che pervengono al nostro portale riguardo alla scarsa conoscenza della destinazione da parte di chi sta dietro il bancone di un'agenzia. "Per vendere bene il Kenya - sostiene Siria Scrano, di Orobica Viaggi, l'agenzia leader in Italia per la vendita del Kenya - non basta affidarsi a una guida o a Wikipedia, bisogna conoscere almeno a grandi linee l'Africa e coltivare la passione per questa meta unica al mondo".(17/09/2010)

Pagamenti online in Kenya
La Kenya Commercial Bank (KCB) ha lanciato un sistema di pagamenti online per facilitare le transazioni telematiche nel comparto del turismo. Il numero due della banca, Peter Munyiri, ha rilevato che gli imprenditori kenyani perdono ogni anno l'equivalente di centinaia di migliaia di euro per la loro mancanza di dimestichezza con i pagamenti online. "Il pagamento online", ha detto Munyiri, "ha avuto molto successo nel mondo sviluppato, ma stenta a decollare in Africa soprattutto perche' poche banche locali hanno messo a punto soluzioni attraenti e una legislazione non adeguata e i costi di attivazione dei sistemi". Per il suo servizio di pagamento online, la KCB si serve del provider Nights Bridge, che fornisce la connessione via internet con alberghi di tutto il mondo: i clienti saranno in grado di prenotare e pagare in tempo reale alberghi, auto da noleggio e altri servizi.(16/09/2010) 

Safari che passione!
Le statistiche di malindikenya.net parlano chiaro: nonostante la crisi economica mondiale, i turisti che sbarcano in Kenya non rinunciano al safari nei parchi naturali, alla ricerca degli animali selvatici nel loro habitat naturale. Sulla costa un turista su 3 di quelli che si fermano due settimane, compra un'escursione in savana di almeno due giorni. L'aumento è considerevole, di almeno il 6 per cento, rispetto allo scorso anno. Le percentuali si alzano ancora di più per i turisti "lungodegenti"; chi è malato d'Africa sente il bisogno di tornare là dove quasi sempre l'amore per questa terra nacque. Ad agosto le agenzie di safari hanno ben lavorato e sono aumentate di numero rispetto al 2009. Il parco più gettonato per gli italiani rimane lo Tsavo Est, per la vicinanza con Malindi, ma buoni i riscontri dei safari nella riserva del Maasai Mara, che impegnano almeno tre giorni e vengono effettuati in aereo fino al parco nazionale. Sono più cari di quelli nello Tsavo, ma attirano turisti vogliosi di scoprire ancor di più il Continente nero.(15/09/2010)

Fibre ottiche a Malindi
Ecco le fibre ottiche! Gli scavi che in questi giorni interessano l'intera cittadina di Malindi, dal lungomare del porto alla città vecchia, e adesso nella turistica Lamu Road, sono quelli per la posa delle fibre ottiche che dal Sudafrica l'anno scorso approdarono a Mombasa e che hanno cablato già tutta la costa fino a qui. A Mombasa già se ne vedono benefici, con connessioni molto veloci e possibilità di avere internet stabile e quindi poterci contare "full time" e per qualsiasi scopo. Non stiamo parlando ovviamente di "leggere una e-mail" o aggiungere il proprio "stato" sul profilo Facebook, ma di utilizzare questo servizio moderno per la telemedicina, ad esempio (l'ospedale di Malindi attende proprio le fibre ottiche per installare un ponte con il S.Matteo di Pavia) o per migliorare i servizi all'interno degli aeroporti e quelli di banking on line che possono implementare l'imprenditoria. Insomma, nel Terzo Mondo la banda larga deve poter servire per aumentare le possibilità di crescita e non solamente per dotare di computer e chiavetta USB molti più abbonati. Altrimenti possiamo tranquillamente restarcene sdraiati in spiaggia a sorseggiare un succo di frutta tropicale, inviando messaggi con l'alfabeto morse...ma non dovremo mai lamentarci di una sanità che non risponde alle esigenze occidentali, a collegamenti incerti e un Paese che non cresce secondo le sue potenzialità.(14/09/2010) 

I numeri che contano
La pubblicazione delle entità etniche principali del paese - come sotto indicate - continua a generare interesse e anche stupore tra i diversi gruppi tra loro associati anche politicamente.
Kikuyu: 6.622.576. Kalenjin: 5.338.666.Luhya: 4.967.328. Luo: 4.044.440. Kamba: 3.893.157. Somali: 2.385.572. Kisii: 2.205.669. Mijiikenda: 1.960.574. Meru: 1.658.108. Turkana: 998.592. Maasai: 841.622. Teso: 338.833. Hindu: 53.393. Njemps & el Molo: 2.358. Europei (non indicati)
Certi ambienti "illuminati" hanno protestato contro la pubblicazione, ma il ministro competente ha difeso la mossa come necessaria per motivi di pianificazione nazionale e non di politica. I cinici invece sostengono che le affiliazioni etniche sono ancora il catalizzatore principale della fedeltà sciovinistica tra la maggioranza dei keniani. L'aritmetica tribale continuerà a giocare una parte importante nel determinare la supremazia politica nel paese.
I piú scossi dai risultati sono i Luo (del lago Vittoria) Non riescono ad accettare di essere stati superati - al quarto posto - nella classifica tribale dai Kikuyu, Luhya e Kalenjin. Temono che questi dati possano influire sulla loro ascesa al "potere" nelle elezioni del 2012 agognata sin dal trapasso del primo presidente Jomo Kenyatta, che - ironicamente li classificava come dei "kahee" - ovvero non-circoncisi e quindi non adatti a governare.
Questi "nilotici" sono rinomati per la loro leggendaria potenza generativa, famiglie numerose, poligamia all'ingrosso e tradizioni ataviche come l'ereditare le mogli dei fratelli deceduti. La causa del declino demografico della tribù è facile da spiegare: gli " esperti" puntano il dito sui cimiteri zeppi di morti delle infezioni HIV-AIDS che si manifestavano per prima, nel "Luoland" sin dal 1980. A quel tempo ne scaturiva la diceria che l'epidemia era endemica solo tra i Luo. 
Un rapporto indicava che in certe scuole elementari la metà degli allievi fossero orfani a causa del decesso dei parenti infetti di AIDS, dandone la causa all'ignoranza e la reticenza degli uomini a praticare l'astinenza or ad usare i preservativi "condoms" secondo i principi della “cultura” locale uno dei quali dice: " il bue muore con l'erba in bocca". Da qualche tempo le cose cambiano anche se lentamente. Ora circola la nozione pseudo-scientifica che la circoncisione maschile serve a prevenire o a diminuire i casi d'infezione HIV. I giovani corrono dai "praticoni" dell'operazione e - tra i piú provveduti - nelle cliniche specializzate. Anche il primo ministro Raila Odinga - l'imperatore non coronato della tribù - incoraggia la pratica. Purtroppo molti credono che si tratti di una "vaccinazione" che permetta di continuare impunemente a praticare il sesso non protetto. Il monito del primo ministro non convince solo i giovani.
Un anziano di 92 anni ha finalmente deciso di farsi circoncidere durante la "stagione del taglio" in corso. Spiegava che da giovane non ne sentiva la necessita, ora però dice che se la circoncisione serve a prevenire l'infezione dell' AIDS vale la pena di farla.(Georg Von Eisen 13/09/2010) 

E-waste in Kenya
Il Kenya sembra destinato a diventare la prima nazione dell'Africa orientale a sviluppare normative sulla gestione dei rifiuti elettronici (e-waste ), lo ha deciso una conferenza nazionale tenutasi alla sede del Programma Onu per l'ambiente (Unep) di Nairobi ed alla quale hanno partecipato delegati dl ministero dell'ambiente del Kenya, della National environment management authority (Nema) e il colosso del software Microsoft, l'Unep e industrie del settore delle telecomunicazioni.(12/09/2010) 

Un film keniota trionfa a Venezia
Un film keniota vince il premio "Città di Venezia" all'interno della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della città lagunare. Il riconoscimento, assegnato da diciotto anni a cineasti dei continenti in via di sviluppo che cercano di far conoscere il cinema del loro Paese e i problemi e le risorse della loro terra, è andato quest'anno al la giovane regista keniota Wanuri Kahiu. "Pumzi" (in swahili, respiro) è in pratica un film di fantascienza, in cui s'immagina un "day after" in cui la civiltà tecnologica sopravvissuta è confinata in una Nairobi underground. Gli uomini sono ridotti ad automi e sono costretti a ingerire sostanze che non li fanno sognare ed è loro vietato di andare in superficie, dove la vita si e' estinta ed è solo roccia e terra arida. La scienziata Asha (interpretata dalla splendida ex modella sudafricana Kudzani Moswela), trova però una scatola di semi e, spezzando ogni regola, decide di uscire all'aperto per piantare quei semi e vederli germinare, per far ripartire la vita proprio dall'Africa, dove milioni d'anni fa tutto partì. 
"Non c'e' parte di me che non sia stata coinvolta nella realizzazione di 'Pumzi', che ha invaso ogni mio pensiero, i miei sogni, i miei sensi - ha detto la regista - Pumzi e' un'ode visuale alla vita, a quella vita che, per dirla con Lorraine Hansberry, ha in sé ciò che e' buono, ciò che e' bello e ciò che è amore. Pumzi è l'essenza di tutto questo, è il mio respiro". Il film è stato girato nel nord del Paese e tra Nairobi e Johannesburg e prodotto da una società cinematografica sudafricana. 
Domani alle 9, alla Sala Pasinetti del Palazzo del Cinema del Lido, Wanuri Kahiu presentera' il suo film e s'intratterra' col pubblico per parlare del cinema del Kenya e dell'Africa dell'est. Saranno presenti, tra gli altri, il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, il direttore della Mostra del Cinema, Marco Muller, il presidente dell'associazione "Una Strada", Maurizio Romanello, il direttore di "Nigrizia Multimedia" e di "Afriradio", Fabrizio Colombo, il curatore del premio, Michele Serra. Verranno inoltre proiettate altre opere di registi africani e asiatici emergenti. Sempre domani, a partire dalle ore 17, l'appuntamento e' rinnovato al Centro Candiani di Mestre. Dopo la proiezione dei filmati si terra', alle ore 20.30, l'incontro con la regista keniota.(11/09/2010) 



Per favore, non ostentate in Kenya
Ci sono una serie di regole non scritte e che il buon senso comune, più di ogni riquadro di un catalogo o articolo di giornale, dovrebbe fare sue appena si tocca il suolo keniota. Nel verificare dati e numeri, si può affermare che Malindi e Watamu non siano luoghi pericolosi o violenti per i turisti (come ancora si ostinano a segnalare siti come il governativo viaggiaresicuri.it) più di Riccione o Taormina. 
Il problema sono soprattutto i turisti e i villeggianti italiani. Quale cieco dopo due o tre giorni non si rende conto che viviamo nel terzo mondo? Quale non si accorge che la popolazione locale è per gran parte poverissima, che lo stipendio medio di un maggiordomo o un cameriere è 80 euro al mese? Allora perchè ostentare così la propria ricchezza? Veniamo quotidianamente a conoscenza di turiste che si espongono al sole in spiaggia ricoperte di gioielli preziosi. Orecchini che valgono un anno di lavoro del "beach attendant" che gli prepara il lettino. Per non parlare dei clienti del Casino che tornano nella loro villa e lasciano sul tavolo la vincita o il resto della serata, cifre da far impallidire qualsiasi dipendente della stessa villa. La nostra lista potrebbe andare avanti con Rolex, Omega e simili, mostrati durante i beach party in spiaggia. C'è proprio bisogno di portarsi in Africa un orologio che vale come la liquidazione di un giardiniere dopo trent'anni di lavoro? La costa keniota non è mai stata violenta, ma è anche vero che l'antico detto "l'occasione fa l'uomo ladro" può essere applicato anche da queste parti, tanto più che se lo si cambiasse con "l'occasione di rubare ad un ricco fa l'uomo poverissimo ladro", non ci sarebbe nulla di che gridare allo scandalo. Ergo: turisti, residenti o "lungodegenti" di Malindi e Watamu, se volete vivere il Kenya come si deve e non considerarlo una Riccione o Taormina d'Africa, lasciate a casa (possibilmente in Italia) i vostri gioielli e mostrate il meno possibile la vostra sconfinata ricchezza, rispetto a quella di chi vi ospita. Anche perchè, sinceramente, non è di gran gusto vantarsene davanti a loro.(10/09/2010) 

Gli elefanti temono le formiche !
Altro che topolini come nelle leggende popolari o felini voraci come si potrebbe pensare, il più grande nemico dell'elefante, quello che gli mette veramente paura, è la formica! Lo rivela uno studio di un'università americana in collaborazione con il Centro ricerche di Laikipia, nella Rift Valley. E' stato notato come gli elefanti scappino da loro non appena ne avvertano l'odore e non si cibino di determinate piante su cui le formiche albergano...(09/09/2010)

Settembre e ottobre da vacanza
C'è una battuta consueta dei residenti italiani di malindi che recita: "I mesi più belli per fare una vacanza a Malindi e Watamu sono settembre e ottobre, infatti sono i mesi in cui gli italiani sono meno presenti". Certo, sappiamo bene che non è solo colpa delle abitudini dei nostri connazionali, ma c'è di mezzo anche il fatto che settembre è il mese in cui riaprono le aziende, ricominciano le scuole e la Penisola si rimette in moto. Ma nell'epoca delle "vacanze spezzatino" e delle ferie frammentate, chi vive in Kenya consiglia di scoprire specialmente la costa e le spiagge africane in questo periodo. Il mare ovunque è più trasparente, anche a Watamu piano piano scompaiono le alghe, il vento rimane apprezzabile ma calano le folate e le imbarcazioni riprendono a trasportare turisti al parco marino. Il periodo è ideale anche per il diving e per gli appassionati dei "safari marini", per scoprire le bellezze della barriera corallina, come i pesci colorati e i nudibranchi. Meravigliosa in queste settimane, la spiaggia di Che Chale a nord di Mambrui, con le sue venature dorate e il mare selvaggio, l'atmosfera di completo abbandono nella natura sono da vivere assolutamente, così come le belle baie di Watamu.(08/09/2010) 

I maasai visti dallo spazio 
Duemila tonnellate di pietre portate a mano da mille e trecento maasai, ingaggiati per otto giorni. Un artista australiano, Andrew Rogers, e l'italiano Luca Belpietro, già noto per il suo impegno per la conservazione della cultura e delle tradizioni maasai, hanno realizzato un'incredibile ed enorme scultura visibile dallo spazio, nel bel mezzo della riserva africana più famosa del mondo. Un gigantesco scudo maasai, simbolo peraltro non solo della cultura della tribù più nota e pittoresca della Nazione, ma anche del Kenya. Dalla foto pubblicata e ripresa da un aereo, potete facilmente rendervi conto di quanto imponente sia l'opera, e di quanto siano enormi i massi che la compongono. Un gesto artistico simbolico che non potrà passare inosservato e che costituisce la "firma" di un artista non nuovo ai geoglifi, le sculture visibili dallo spazio che ricordano le antiche e misteriose creazioni del popolo di Nazca, in sudamerica. Ora anche i Maasai, la cui storia e la cui tradizione va preservata, hanno il loro simbolo sulla loro arida e meravigliosa terra. Rogers, con l'aiuto di Belpietro, titolare del lodge "Campi ya kanzi", ha realizzato nel contempo altre due opere simili.(07/09/2010) 

Kenya nel circuito golf mondiale
Il Kenya si prepara a far parte dell’International association of golf tour operators (Iagto), dopo che l’associazione mondiale degli operatori turistici del golf ha confermato che il Paese possiede tutti i numeri per essere una meta golfistica. Un team di esperti della Iagto ha ispezionato le strutture e i 41 campi da golf in Kenya affermando che il Paese possiede gli standard internazionali, ma non è ancora molto noto per il golf a livello globale. Tra le attività previste, l’organizzazione dello Iagto Golf festival in Kenya nel 2011 e la partecipazione al prossimo International Golf travel market. Lo scorso anno il Kenya ha vinto il premio Undiscovered Golf destination al golf trade show Itgm in Spagna.(06/09/2010) 

Malaria in calo sulla costa
Dopo i dati confortanti del 2009, anche nei primi sei mesi di quest'anno si conferma la tendenza dei casi di malaria, tra Malindi e Watamu, a scomparire. Due volte all'anno, noi di malindikenya.net, recuperiamo i dati dal Ministero della Salute e dall'ufficio d'igiene del distretto. L'anno scorso si era registrato un calo del 40% rispetto al 2007, ma i primi sei mesi del 2010 vedono questa percentuale in aumento. Parliamo innanzitutto della popolazione locale, nelle zone a rischio (i loro quartieri disagiati): il servizio sanitario locale effettua periodicamente controlli "a campione" su anziani e bambini soprattutto. Da tali controlli, l'anno scorso, si evidenziava come il 21% dei visitati aveva nel sangue tracce del virus trasmesso dalla puntura della zanzara anofele. Quest'anno i risultati, nelle stesse aree, parlano del 15%. I dati sono ancora più rilevanti quando si parla dei residenti. "Malaria in netto calo - conferma il dottor Suchak, titolare della storica farmacia al Barclays Centre - i casi a noi segnalati sono molto pochi". Anche altri medici che si occupano di turisti e residenti "mzungu" confermano. A cosa si deve un calo vertiginoso della malaria sulla costa keniota? Innanzitutto alla cura che viene utilizzata da qualche anno a questa parte, vendendola sottocosto alla popolazione locale. Tale cura è a base di artemisina e le medicine sono studiate in modo non solo da debellare il virus, ma da sterilizzare le zanzare che tornano a pungere. La mancata riproduzione di una specie già rara come l'anofele, è uno dei motivi principali, a cui si aggiungono le molte bonifiche di stagni, terreni fangosi con relative pozzanghere, effettuati a Malindi per costruire edifici. Le zanzare anofele infatti abbondano in quelle situazioni di umidità. Così come è possibile trovarle nei terreni incolti e tra cespugli di erbacce inutili e disordinate. Spazi che ormai nella cittadina turistica stanno scomparendo, a vantaggio di piante curate e giardini che subiscono una periodica disinfestazione. Senza contare che anche lo smog (male necessario dello sviluppo di una località come Malindi) ha il suo effetto devastante sugli insetti in generale. Almeno possiamo ringraziare l'inquinamento per qualcosa...anche se molti di noi si sarebbero tenuti volentieri la malaria e avrebbero mandato in giro i turisti sulla groppa del cammello, che è anche più caratteristico, invece di vederli sfrecciare su tuk-tuk puzzolenti!(05/09/2010) 

Inaugurazione Rosada Luxury Spa 
Nel tardo pomeriggio di ieri l'inaugurazione della Spa in un'atmosfera meravigliosa, con le tinte tenui del tramonto a far pendant con il rosa dell'architettura e ad impreziosire il contorno di mare e sabbia. Cocktail e stuzzichini in riva all'oceano, poi l'ottima cena in un ambiente esclusivo ma nientaffatto proibitivo, con la capacità di Filippo di offrirti raffinatezza e allo stesso tempo farti sentire a casa. 
Un vero e proprio evento mondano, ma anche un'occasione unica per godere appieno di tutte le possibilità che offre quest'anno Rosada Beach. La frequentatissima spiaggia organizzata di Casuarina triplica! Infatti al servizio dei lettini, al bar e ristorante del pranzo, da oggi abbina i massaggi, le cure e il relax della Rosada Luxury Spa di Calicanto, alle cenette speciali in serate altrettanto uniche, sulla riva del mare. Cene che da sabato sera diventeranno consuetudine con molte altre sorprese e un menu tutto da scoprire, in attesa del forno della pizza. Intanto ieri i malindini hanno scoperto le comodità e la professionalità dell'unico centro benessere in riva al mare e non all'interno di un resort o villaggio turistico. Una "visitina" in questo "paradiso nel paradiso" vale proprio la pena.(04/09/2010) 

Zeng He, un cinese a Malindi
Il recente ritrovamento di monete cinesi a Mambrui, da parte di un pool di archeologi orientali e kenioti, riporta alla memoria la storia di un viaggiatore mandato in avanscoperta nel 1410 circa verso l'India e da qui nel corno d'Africa. Il suo nome era Zeng He ed era stato messo a capo di una flotta di velieri dall'imperatore Ming Zhu Li. Scelto perchè di famiglia mussulmana, Zheng salpò dall'India e fece rotta verso l'Africa, ma fu vittima di un naufragio sull'isola di Pate. Qui molti suoi uomini si fermarono e leggenda vuole che si mescolarono con la popolazione locale, dando origine a una razza, che gli abitanti dell'arcipelago di Lamu chiamano "wasanga". Gli stessi wasanga si ritengono discendenti dei cinesi. Poi Zeng He, che conosceva l'India, l'indonesia e tutto l'oceano indiano fino a Guangzhou, rimase affascinato da Malindi (allora ancora Melinde) e vi si fermò per lungo tempo, facendovi poi ritorno o tappa dopo altre avventure per mare. Lo storico Wang Ming descrive l'incontro con la popolazione di Malindi come un evento insolito, pacifico e con una "sorpresa", un dono particolare del Re locale al navigatore cinese. 
"Nel suo quarto viaggio nei mari occidentali, Zheng He raggiunse il regno di Malindi, in Africa orientale, che inviò poi una delegazione in Cina donando una giraffa all'imperatore cinese. Al tempo la giraffa era chiamata dai cinesi Qilin, e considerata un animale propizio, il che diventò una testimonianza storica degli scambi amichevoli tra Cina ed Africa. Occorre ricordare che in somalo, la giraffa è chiamata 'jili'. Alcuni studiosi ritengono che i cinesi del tempo abbiamo chiamato la giraffa Qilin secondo la dizione somala 'jili'. La cosa certa è che il viaggio di Zheng He in Kenya dette inizio agli scambi di amicizia con il popolo africano". Oggi tornano i cinesi, animati da intenti apparentemente pacifici e sicuramente commerciali, ben più dell'esploratore islamico Zeng He, il primo "mandarino" con il mal d'Africa della storia.(03/09/2010)

A Malindi meno violenze e sesso minorile
Il giro di vite annunciato un anno fa a Malindi dai ministri Balala e Kingi in occasione della presentazione della campagna "Malindi protegge i bambini", di concerto con la prefettura di Malindi, la polizia e l'associazione turistica, oggi iniziano a dare i frutti sperati: diminuisce il turismo sessuale minorile (negli ultimi quattro mesi non è stato segnalato nemmeno un caso) e anche le denunce da parte di minori o parenti di minori, per segnalare abusi sessuali all'interno delle comunità locali. E' frutto anche della campagna mirata in swahili e inglese da parte del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli che malindikenya.net ha sempre promosso e pubblicizzato, perchè è nei villaggi e nelle piccole aggregazioni rurali che spesso si consumano tali efferatezze, che poi costituiscono la base per permettere a qualche uomo malato di approfittarne. E per poi sentire un ritornello di una Malindi di tanti anni fa: "tanto lo fanno già loro, perchè noi non dovremmo?". Ci sarebbero tante motivazioni da addurre, per fortuna i dati freddamente riescono a parlare da soli senza esprimere giudizi, ma limitandosi a constatare come Malindi si stia lentamente avviando ad essere un paradiso del rispetto e della prevenzione, non soltanto delle vacanze di ogni tipo. In quest'ottica bisogna segnalare l'ottimo lavoro del consolato italiano di Malindi, che nell'ultimo anno ha "sorvegliato" su eventuali possibili residenti da dissuadere ed avvertire, prima di segnalarli alle autorità competenti che qui, è il caso di ricordarlo, una volta accertato l'abuso, non scherzano affatto.(02/09/2010) 

Domani inaugurazione Rosada Luxury Spa
Il paradiso del relax e del benessere di Malindi è in riva al mare, nella cornice esclusiva di Rosada Beach. Qui, tra l'argento della sabbia e il rosa delle strutture, lo ha voluto la Calicanto, realtà già presente sulla costa keniota e ora a disposizione dei malindini nella splendida atmosfera del ritrovo balneare più in della località turistica. Rosada Beach Luxury Spa va a fare il paio con il centro già attivo al Garoda Resort di Watamu, anche lì guardacaso davanti ad una delle più incantevoli spiagge della baia. 
I servizi sono identici in ciascuna delle SPA e sono garanzia di professionalità: diverse tipologie di massaggi (anche con le pietre) e trattamenti di bellezza con prodotti provenienti da tutto il mondo, dal sapone nero di Aleppo all'olio marocchino di Argan, dalla maschera indonesiana "monoi" per capelli ai prodotti naturalissimi scelti in Kenya, cocco, avocado, papaia, mango, miele, sale, lime e aloe. La cura dei particolari, dalle tisane rilassanti ai fumenti di vapore, dai panni caldi alle spazzolature, è la caratteristica peculiare di Calicanto, che ora si abbina al piacere di stare a due passi dall'Oceano Indiano e alla comodità di un bar e ristorante raffinato e piacevole. Per l'occasione, domani, dopo l'inaugurazione (dalle 18 alle 19.30), Rosada Beach Restaurant organizza una cena speciale, sotto l'egida del creativo culinario Filippo Rosi (tanti anni a La Malindina). Prezzo, 2000 Kshs bevande escluse. Solo su prenotazione al numero: 0719/731907. 
Rosada & Rosada, questi sì che sono piaceri della vita!(01/09/2010) 
 

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