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Settembre 2011

Tutte le notizie del mese

01-09-2011 di redazione

Arrivano i tonni!
Amanti del sushi e del sashimi preparatevi! Sta per arrivare la stagione del passaggio dei tonni nel tratto di oceano indiano che riguarda la costa keniota. I pregiati "yellowfin", i tonni dalle venature gialle che confluiscono nelle pinne, già da qualche giorno arrivano freschi freschi sulle tavole dei ristoranti di Malindi e dintorni. Il loro prezzo al chilo si avvicina ai 3 euro e sono ottimi se mangiati crudi (vero e proprio "prosciutto crudo di mare). E' quindi il periodo giusto per gli amanti della cucina giapponese (maguro sashimi, così si chiama il tonno crudo) che lo abbina anche con l'avocado, che in Kenya è buonissimo. Ottima infatti l'insalata tonno, avocado e sesamo, con il tonno tagliato a cubetti e un condimento leggero di salsa di soia. Da gustare anche alla griglia, appena scottato. C'è anche chi lo fa bollire, lo asciuga e poi lo mette sotto olio, con alloro, erba cipollina o anche solo il peperoncino verde keniota (pilipili). Dal punto di vista nutrizionale il tonno è un ottimo alimento, ricco di proteine e povero di grassi. Tuttavia anche se il contenuto totale di grassi è ridotto, il contenuto percentuale di acidi grassi essenziali è elevato. Il tonno infatti nella fase giovanile si nutre di Plancton, che produce e contiene i famosi grassi omega 3, utili per tenere sotto controllo trigliceridi e colesterolo.(30/09/2011)

Ladysmith Black Mambazo a Mombasa

Tutto esaurito per l'evento musicale della stagione a Mombasa. Ieri sera si è esibito uno dei più grandi gruppi vocali dell'intero continente africano, i Ladysmith Black Mambazo, che vantano decenni di premi Awards e collaborazioni illustri, tra Paul Simon, Miriam Makeba e Hugh Masekela. La formazione vocale ha tenuto un concerto nella splendida cornice del lago delle farfalle all'Haller Park di Bamburi. Biglietti già esauriti in prevendita. Uno spettacolo nello spettacolo.(29/09/2011).

Charter a prezzi economici da Orobicaviaggi

Charter a prezzi stracciati (per i tempi che corrono...) e con andate e ritorno aperte quanto volete. Ecco l'offerta dell'agenzia di viaggi più cliccata su malindikenya.net. Dal 24 agosto si potrà partire per il Kenya e tenere il ritorno aperto fino al 18 dicembre, pagando solamente € 680 per il diretto Milano Malpensa-Mombasa, tasse comprese (più l'eventuale l'adeguamento carburante). L'offerta è valida fino al 15 ottobre, ma i ritorni sono sempre e comunque aperti fino alla settimana prima di Natale. Così si risponde all'ingresso nelle rotte settimanali Italia-Kenya delle linee aeree Kenya Airways (da Roma per Nairobi con coincidenza immediata per Malindi) ed Ethiopian (anche da Milano e su Mombasa, con scalo ad Addis Abeba).(28/09/2011)

E' morta Wangari Maathai

Wangari Maathai, vincitrice del premio Nobel per la Pace e ambientalista kenyana, è morta in ospedale dove stava ricevendo le cure per il cancro. Lo ha fatto sapere oggi la sua organizzazione, il Green Belt Movement. Maathai, che aveva vinto il premio Nobel nel 2004, era la fondatrice del Green Belt Movement, un gruppo per i diritti civili e delle donne, ed era anche stata membro del parlamento.
"È con grande tristezza che il Green Belt Movement annuncia la morte del suo fondatore e presidente, la professoressa Wangari Muta Maathai, dopo una lunga malattia coraggiosamente sopportata", ha scritto il movimento con un comunicato sul sito ufficiale. "La professoressa Maathai è deceduta il 26 settembre 2011 a Nairobi, alla presenza della sua famiglia e dei suoi cari", ha aggiunto il direttore esecutivo del gruppo Karanja Njoroge. Wangari Maathai, che era anche professoressa di anatomia veterinaria, era salita alla ribalta per le sue campagne contro la deforestazione appoggiata dal governo in Kenya a fine anni 80 e 90.(27/09/2011)

Desalinizzatori ad osmosi inversa in Kenya

Una grande novità per ovviare alla ciclica mancanza d'acqua che mai come quest'anno ha interessato anche la costa keniota. Dall'Italia arrivano gli impianti ad osmosi inversa per potabilizzare l'acqua di mare. Ci ha pensato un'azienda di Roma, la ATD (Acqua Trattamenti e Depurazioni) che ha già effettuato diverse installazioni a Watamu, compresa quella imponente di un intero villaggio turistico. L'osmosi è un fenomeno naturale per cui tra soluzioni a diversa concentrazione (separate da una membrana semi-permeabile), l'acqua tende a passare da quella più diluita a quella più concentrata. Quando ciò avviene, diminuisce la pressione del lato a minor concentrazione e allo stesso tempo aumenta quella della soluzione concentrara, fino a raggiungere un punto di equilibrio che arresta il flusso dell'acqua. L'osmosi inversa invece è un processo scientifico che inverte il processo naturale dell'osmosi: basta infatti applicare alla soluzione concentrata una pressione superiore a quella osmotica per provocare un flusso inverso attraverso la membrana, ottenendo la separazione dei sali disciolti nell'acqua. Con questo principio è possibile ottenere una dissalazione dell'acqua grezza sia per usi potabili che industriali. Inutile dire che in Kenya impianti come questi farebbero la fortuna di qualsiasi hotel, azienda e sarebbero utilissimi anche nelle case private. Il prezzo di questi impianti può scendere fino a diecimila euro per l'utilizzo da villa e salire fino a 150 mila euro per i grandi resort. Malindikenya.net crede in questa operazione che è stata illustrata a noi dai tecnici della ATD e si presta ad illustrare la bontà di tale procedimento. Per informazioni, come sempre, potete scrivere a info@malindikenya.net o chiamare lo 0720/178982.(26/08/2011) 

Cinque posti dogana

Seguendo le indicazioni della Commissione della Comunita' dell'Africa orientale, le autorita' del Kenya hanno deciso di istituire cinque posti unici di controllo in altrettanti valichi di frontiera con Paesi confinanti. La Kenya National Highway Authority ha annunciato che l'istituzione delle nuove strutture, che sorgeranno nelle localita' di Lunga Lunga, Malaba, Busia, Taveta e Isebania, rientra nel Programma comunitario per la facilitazione del commercio e dei trasporti in Africa orientale. Il segretario permanente del ministero kenyota per gli Affari comunitari, David Nalo, ha spiegato in una nota alla stampa che i posti unici di frontiera "faciliteranno le operazioni di sdoganamento, che saranno svolte congiuntamente nello stesso ufficio da agenti doganali dei Paesi che condividono la frontiera". (AGIAFRO)(25/09/2011)

Legge per le quote donna in parlamento

Il ministro kenyota per le Pari opportunita’, Naomi Shaban, si e’ impegnato a lavorare “fianco a fianco” con le parlamentari di questo Paese per varare una legge che assegni un terzo dei seggi a candidate donna. Shaban ha detto che la stessa Costituzione prevede che “i parlamentari di uno stesso sesso non debbano occupare piu’ dei due terzi dei seggi”. L’esponente dell’esecutivo ha sostenuto che “quanto prima” si attivera’ con le donne parlamentari per ’spingere’ verso l’adozione di una normativa che “dia alle donne quanto e’ loro dovuto”. (AGIAFRO)(24/09/2011) 

Che bella la primavera keniota!
Un moderno adagio di queste parti recita "settembre e ottobre sono mesi splendidi per il turismo in Kenya: infatti non viene quasi nessuno". Effettivamente, dopo le scintille agostane, in una stagione inventata apposta per gli occidentali, da metà settembre si entra in una sorta di primavera equatoriale. Il clima è fantastico: caldo secco di giorno e fresco e ventilato la sera. Il mare sia a Malindi che a Watamu e Mambrui raggiunge il massimo splendore della sua bellezza (tranne un po' di alghe in alcune baie di Watamu). Ma è una stagione perfetta per scoprire la costa keniota anche perchè gli hotel costano meno, ci sono offerte speciali per i voli e anche la vita di tutti i giorni è meno costosa. La mancanza di turisti e proprietari di case fa si che certi generi di conforto calino di prezzo, dal pesce agli oggetti di artigianato e così via. Insomma da parte dei venditori locali c'è più attenzione al cliente e si ha più paura di perdere le uniche possibilità di guadagno fino a Natale. Frequentare il Kenya in questo periodo è l'ideale anche per i parchi nazionali, meno affollati e quindi più pittoreschi e coinvolgenti. Insomma, per chi se lo può permettere o magari ha intelligentemente procrastinato le vacanze estive, l'invito a venire a Malindi e dintorni in questo periodo è molto più di un semplice consiglio...(23/09/2011) 

Kenya culla dell'umanità e legenda del futuro
Nello stesso Paese del mondo nel giro di pochi giorni vengono ritrovati uno dei più antichi oggetti da lavoro dell'uomo pleistocenico e una serie di frammenti meteoritici che aiuteranno gli studiosi a spiegare l'evoluzione dello spazio cosmico. Questo Paese è il nostro Kenya. Che l'equatore africano fosse la "culla dell'umanità" è noto da tempo, dai ritrovamenti dei primi resti di homo erectus, dagli studi compiuti sulla prima donna dell'antichità, la cosiddetta Lucy, trovata al confine tra Etiopia e Kenya e dai ritrovamenti di fossili importanti, quali utensili utilizzati dai primi insediamenti stanziali di "homo casalingus" (soprannome coniato da noi, ovviamente...). È di soli pochi giorni fa la notizia di una pioggia di meteoriti verificatasi in Kenya. Solo ora trapelano alcuni dettagli dell'evento che ha interessato almeno quattro villaggi di una delle zone più povere dell'Africa centro-occidentale. Erano le 10.30 locali quando al suolo sono caduti frammenti che in molti hanno associato a dei bolidi celesti. Solo successivamente sono stati raccolti 14 chilogrammi di rocce spaziale di una specie meteoritica conosciuta, la condrite. Ora tali campioni sono allo studio per accertarne l'origine spaziale. Questi sono stati prelevati subito dopo la caduta in modo da non essere contaminati. Un'attività che ha dato la possibilità ai locali di guadagnare qualche dollaro aiutando le squadre di ricercatori a raccogliere gli strani oggetti e le testimonianze oculari di molti di loro. Tanto che ormai gli abitanti dei villaggi parlano di "oro cosmico". Nessun dubbio invece su una pietra lavorata, con la funzione di utensile da taglio, che gli studiosi ritengono la piu' antica del genere a nostra conoscenza. Secondo alcuni esperti potrebbe risalire a oltre 1,7 milioni di anni, in pieno paleolitico. Il ritrovamento e' stato fatto nei pressi del Lago Turkana, dove gia' in passato sono stati rinvenuti fossili di ominidi. Questa volta si tratta di un oggetto lungo circa 23 centimetri a forma di goccia che potrebbe essere stato usato come ascia multiuso.(22/09/2011)

Il libro di Matilde con il mal d'Africa
L'unica verità è che "La bellezza parte da dentro" è stato scritto prima della sceneggiatura del film con Julia Roberts "Mangia, prega e ama". Se al posto di "mangia" mettiamo "viaggia", ecco che abbiamo il senso del bel romanzo vagamente biografico della fiorentina Matilde Calamai. Modella, presentatrice e ora scrittrice di successo (argento al premio Bertozzi 2010), Matilde fu una delle prime a regalare a malindikenya.net una sua descrizione del "mal d'Africa" (leggilo qui). Descrizione che ha riportato quasi fedelmente nel suo libro. Innamorata della costa keniota e della savana, Matilde trascorre qualche mese all'anno in Kenya e dall'Africa è stata curata, proprio come Gaia, la protagonista del suo romanzo. Uscita di casa a 14 anni per realizzare il sogno di fare la fotomodella, Gaia ha attraversato vicende anche dolorose tirandosi fuori grazie a una grande forza interiore, che l'ha portata a conoscere persone fondamentali. Un uomo che la renderà madre e un frate le cambieranno per sempre l'esistenza, così come l'amore per il Continente Nero, a cui la scrittrice dedica un ampio capitolo. Ci sono evidenti riferimenti a Malindi, ai suoi ristoranti e resort, alla vita della gente del luogo e soprattutto agli stati d'animo che attraversano chi vi soggiorna con cognizione di causa. "La bellezza parte da dentro" si avvale di una scrittura leggera e immediata che riesce a far immedesimare grazie ai continui passaggi tra l'io narrante e la terza persona, chiamando in causa anche i comprimari del racconto. Il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Neftasia (€ 13.00, si può ordinare in internet attraverso siti bookstore). Intanto l'affascinante Matilde non smette di scrivere, viaggiare e amare.(21/09/2011) 

Bevande alcoliche casalinghe mietono morti in Kenya
Non è la prima volta che si legge in Kenya di persone morte a seguito di mescita di bevande superalcoliche prodotte artigianalmente (e illegalmente). Due anni fa era toccato a oltre settanta partecipanti a un matrimonio a nord del Paese, ieri invece undici persone sono morte nel distretto di Nyandarua, in Kenya, dopo aver bevuto "Chang'a", una bevanda alcolica illegale. I loro corpi sono stati rinvenuti nelle scorse ore a Nyahururu e Ol Kalou. Altre sei persone sono ricoverate negli ospedali delle due localita' con forti dolori addominali. A provocare la morte sarebbe stato l'elevato tasso alcolemico della bevanda e la sua fermentazione. La Chang'a è conosciuta anche con altri nomi: 'Jamba', 'Yokozuna', 'Trigger'. La vendita del liquore sull' intero distretto è già da tempo proibita, ora si cercherà di scoprire le distillerie clandestine. Questo liquore non ha nulla a che vedere con il locale "Mnazi" che è invece una bevanda alcolica tratta dalle noci di cocco. E' comunque dannosa, ma diventa pericolosissima se vecchia di almeno un giorno.(20/09/2011)

Continuano i matrimoni giriama a Malindi
Due turisti americani sono stati uniti in matrimonio secondo il rito tribale giriama, nel centro culturale Mekatilili di Malindi. La cerimonia è stata come sempre officiata dai membri della Malindi District Cultural Association (MADCA) che hanno da tempo creato questa opportunità come veicolo per promuovere le attività che hanno come obbiettivo la salvaguardia e il recupero delle tradizioni dell'etnia Mijikenda. E' anche un modo per premiare quei "mzungu" (uomini occidentali) che aiutano l'associazione nella sua infaticabile opera di divulgazione della cultura degli antenati. Il rito consiste nel battezzare i due sposi con acqua di cocco, dopo averli vestiti con gli abiti tradizionali: l'hando per le donne e il khanga per gli uomini. La benedizione è stata impartita a due turisti americani di una certa età che hanno voluto ricelebrare le proprie nozze, avvenute molti anni fa, in una maniera insolita e vicina all'esperienza africana che stanno vivendo. Maestro di cerimonia è stato Mzee Katana Kalulu, uno dei Gohu Elders, sorta di sacerdoti Mijikenda, più importanti dell'intera etnia. Ricordiamo ai lettori che, tramite malindikenya.net, è possibile sposarsi o risposarsi con il rito giriama a Malindi. L'intera spesa della cerimonia, che consiste anche in una cena tradizionale, sarà devoluto all'associazione MADCA.(19/09/2011) 

Vivi a Nyali e rivaluti Malindi

A tutti i denigratori della Malindi italiana (e di Watamu e Mambrui, ovviamente) consiglio una settimana di vacanza a Nyali Beach, la zona residenziale al di là dell'isola di Mombasa. Quando arrivate sembra un moderno paradiso: super alberghi, residence eleganti, strade asfaltate, due centri commerciali, supermarket aperti 24 ore su 24, cinema, ristoranti d'ogni specie. La spiaggia ricorda quella di silversand, con dei tratti molto belli e altri più corallini e meno ospitali. Ma il problema principale è un altro: l'edilizia selvaggia e non italiana. Non si trova più mezzo acro libero, a Nyali. Indiani, kenioti, anche altri africani stanno costruendo in maniera compulsiva. Palazzoni e condomini infiniti che vendono a prezzi allucinanti, sfiorando anche i 4 mila euro al metro quadro. Per non parlare degli affitti: ammesso che ne troviate uno libero, gli appartamenti possono costare anche 1600 euro al mese! E non ne trovate sicuramente per meno di 800, i più fatiscenti. Già perchè a volte ci viene da criticare le costruzioni italiane di Malindi, magari troppo vicine al mare o che non rispettano abbastanza l'ambiente. Fatevi un giro a Nyali e capirete qual'è davvero la vera speculazione edilizia e soprattutto come i nostri connazionali in quanto a senso estetico e a rispetto della Natura siano davvero anni luce meglio di chi costruisce fuori Mombasa. L'altra cosa che salta agli occhi è come, con tutta questa modernità e questi servizi privati, i problemi del Paese siano sempre presenti e in un logo come Nyali sembrano ancora più evidenti e fastidiosi. La corrente elettrica va e viene e a volte manca per dodici ore di fila, specie durante i fine settimana, anche l'acqua è spesso un problema. Insomma, si costruisce ogni giorno qualcosa ma i servizi restano sempre gli stessi. Scarsi. Malindi, Watamu e Mambrui sono alla fin fine il meglio che si possa fare oggi in un Paese complesso e difficile come il Kenya attuale. Certo, ci saranno schifezze e paradossi, ma davvero ci si può accontentare. Alla grande.(18/09/2011) 

Sequestrate 30 zanne d'elefante a Mombasa

Non si ferma il contrabbando d'avorio tra il Kenya e l'estremo oriente. La richiesta di zanne d'elefante dalla Cina, in particolar modo, è ancora fortissima e a nulla serve l'inasprimento delle pene prospettato dal Governo keniota per i responsabili. L'ultimo disdicevole episodio risale a ieri: trenta zanne di elefante, custodite all'interno di un container diretto ad Hong Kong, sono state sequestrate nel porto di Mombasa, sulla costa orientale del Kenya. Le zanne, il cui valore non e' stato ancora stimato, erano nascoste sotto grosse balle di abiti e bottoni. Le autorita' doganali sono al lavoro per individuare l'origine del materiale e soprattutto risalire ai responsabili del traffico illecito che presuppone anche il reato di sterminio di fauna selvatica.(17/08/2011)

Un giorno al mercato di Malindi

In una vacanza di almeno quindici giorni sulla costa keniota, non si può non prevedere almeno una mezza giornata al mercato di Malindi. Il mercato si divide in due parti: Town Market, detto anche "mercato vecchio" dove si trova particolarmente la frutta e la verdura. Trionfo di colori tropicali, dal giallo con variazioni sul verde e sul rosso dei mango, al rosso vivo dei pomodori impilati ai bordi della strada, agli ananas accatastati, alle banane a caschi e altri frutti di questa terra fertile. Di fianco alle bancarelle ortofrutticole sorge la zona dei lattonieri e dei "jua kali" (letteralmente, "sole cocente") che lavorano il ferro e altro metallo per far particolarmente fornelli a carbone per cucinare, porte ed infissi. Per vedere invece l'altra faccia del commercio malindino, dove prevalgono abiti usati, parei e utensileria per le case locali, bisogna addentrarsi nel affollato "New Market", oltre la rotonda e sulla strada per Mombasa. Il mercato nuovo è stato spostato dal centro cittadino alla fine degli anni Novanta per decongestionare il traffico ed è unito al capolinea degli autobus e dei matatu provenienti dal resto del Kenya. E' piacevole e sicuro vagare tra le bancarelle che alternano materie prime a stracci e anche qualche vestito europeo che è stato rivenduto da chi lo ha ricevuto in regalo. Qui qualche residente italiano che sa come muoversi, fa veri affari, ricomprando per esempio le "Lacoste" a pochi euro, o camicie firmate e jeans di marca che i turisti hanno lasciato ai locali. Il mercato nuovo, comunque, nel suo cuore, nasconde anche un'altro padiglione per la frutta e la verdura ed alcune risorse di cibo locali, come ad esempio spezie, erbe e quei pesciolini simili a sardine, molto odorosi, che vengono usati per insaporire i loro piatti di polenta. Fare un giro al mercato di Malindi è un'esperienza da vivere, per capire meglio questa terra e rendersi conto di come la vita di tutti i giorni per la popolazione locale non sia qualcosa di eternamente immobile, ma sia commercio, sussistenza, attivo brulicare di persone e occasione d'incontro.(16/09/2011)

Charles e Tony presentati a Latina

Sono stati presentati in pompa magna, i nostri due campioncini Charles e Tony. In piazza a Latina, durante la presentazione ufficiale della formazione laziale, tornata in serie C (oggi si chiama Legapro1), c'erano anche loro. Il presidente dei nerazzurri, Michele Condò, ha chiamato i ragazzi ed ha spiegato: "quest'anno oltre all'aspetto prettamente agonistico, abbiamo intenzione di guardare al sociale: con la collaborazione con la scuola calcio di Riccardo Botta aiuteremo tanti ragazzi e ci assicureremo alcuni loro talenti, come Charles Bruno e Tony Otieno che si allenano già con noi". In questi giorni restano da sveltire le ultime pratiche burocratiche legate al permesso di soggiorno dei ragazzi, che verranno tesserati con il Latina Calcio ed aggregati alla formazione giovanile "Beretti", ma spesso si alleneranno con la prima squadra. Un'esperienza unica e un canale aperto finalmente con una società italiana che farà da vetrina per altri talenti. "Raggiungere questo obbiettivo ci è costato e ci costa tanti sacrifici, anche economici - spiega Botta - ma speriamo di avere sempre tanti amici e attività che ci possano sostenere, con il loro giusto ritorno d'immagine, in attesa che a farlo siano i nostri giocatori stessi". Una curiosità: intanto allo stadio Alaskan di Malindi proseguono le attività sportivo-didattiche e sabato con la Karibuni-Genoa ha giocato anche un talentino italiano, il napoletano Oscar Guarino, dieci anni. Il padre è molto orgoglioso di lui e Oscar ha fatto intravvedere buonissime qualità. "E' ancora giovane, ma può diventare un vero calciatore" ha detto di lui il coach Botta. Lo rivedremo a dicembre, quando la famiglia tornerà in Kenya. Malindi United è anche questo, integrazione e aggregazione nel nome dello sport.(15/09/2011) 

La festa indù di Ganesh a Malindi 

Ogni anno in questo periodo a Malindi va in scena la festa indiana del Dio Ganesh. Si tratta di una celebrazione tradizionale religiosa degli induisti che caricano la statua raffigurante il dio elefante monozanna, figlio di Shiva e di Parvati. A Malindi viene organizzata dall'imprenditore edile indiano Kamlesh Nayak e molti residenti conosciutissimi in città, come Rakesh Vagani titolare di Milano Electronics con la famiglia, il dottor Damodar Suchak della farmacia Malindi Chemist, il dottor Rakesh Rajpal e altri, partecipano ogni anni sfilando per tutta Malindi con il carro che trasporta il "signore delle moltitudini". Si riempiono a vicenda di colorante rosso, simbolo di devozione al Dio e lo trasportano infine in spiaggia, dove con una barca lo porteranno al largo, gettando la statua (di materiale biodegradabile) in mare, luogo sacro per la religione indù.(14/09/2011) 

Aberdare recintato fa bene anche alla gente

La recinzione elettrificata di 400 km che delimita l'Aberdare conservation area (Aca) «ha migliorato la vita di milioni di persone nel Kenya centrale». A dirlo è il corposo studio indipendente "Environmental, Social and Economic Assessment of the Fencing of the Aberdare Conservation Area" reso noto dall'United Nations environment programme (Unep) a Nairobi. Secondo il rapporto la recinzione, che è stata completata nel 2009, dopo 20 anni di lavori, ha prodotto anche  una migliore copertura forestale, condizioni di vita più sicure per le comunità locali e una maggiore sicurezza per la fauna selvatica».Lo studio, cofinanziato da Unep, Rhino Ark e Kenya Forests Working Group e sostenuto dal Kenya Wildlife Service, Kenya Forest Service e Greenbelt Movement, è stato commissionato dal  Rhino Ark Trust, una Ong ambientalista del Kenya, che ha proposto il  progetto di recinzione, sostenuta finanziariamente da migliaia di keniani e di amici stranieri del Kenya.(13/09/2011)

Anche i british kenioti rivalutano Malindi
(di John Fox*) 
Malindi è più vicina a Nairobi di quel che si pensi. Circa un'ora di volo come per Mombasa. Anche in macchina, se girate a destra da Mariakani e imboccate la strada di terra per Kaloleni fino a Kilifi evitando il traffico di Mombasa.
Inoltre a Malindi c'è piú di quel che molti pensano, oltre che un luogo per andare passare il Natale. Anch’io ho cambiato idea da quando per l'ultima volta, sette anni fa, trovavo il luogo piuttosto in ribasso. Molti italiani avevano lasciato Malindi per investire in Zanzibar, lasciando parecchie strutture abbandonate.
Quest'anno invece ho trovato Malindi vibrante di diverse attività. I mercati affollati e i tuk-tuk- oltre 200 -al lavoro. Le boutique, caffè e ristoranti ben frequentatie le strutture alberghiere quasi al completo.
Malindi ha sempre sofferto del problema dell'immagine. Per molti anni era conosciuta solo come una "colonia" d'italiani. Infatti c'è ne sono veramente molti e alcuni probabilmente sono ritornati da Zanzibar, dove ci sono degli impedimenti agli stranieri per acquistare proprietà immobili.
Ogni tanto a Malindi è stato imputato di essere un centro di riciclaggio del denaro sporco. Adesso i ragazzi e venditori ambulanti parlano l'italiano e invece di "tenere" per l'Arsenal o il Manchester Unided, tengono per l'Inter o il Milan. Ho portato i miei figli al casinó per insegnare loro come si fa presto a perdere i soldi, e che chi ci guadagna sono sempre i padroni. La maggioranza dei giocatori erano italiani, gente dai capelli grigi ben pettinati e alcune signore raggrinzite attaccate alle macchinette da gioco.
Gli italiani hanno portato molte buone cose a Malindi, come eccellenti ristoranti, caffé e gelaterie, supermercati e soprattutto  un raffinato e rilassante stile di vita mediterraneo.
Malindi ha anche sofferto di reputazione piuttosto salace. Una visita nei bar o discoteche di sera ti fa capire che il "sex safari" è sempre di moda. Indubbiamente la ricerca o l'offerta di "compagnia" è evidente, ma certamente non differente da quello che capita in tutte le altre città del paese. 
Malindi ha bisogno - e si merita - una migliore pubblicità. Non è un villaggio di pescatori  noioso e non é troppo grande da sopraffarti. E diventata cosmopolita e offre numerose attrazioni. C'è una varietà di hotel lungo la spiaggia, dai piú lussuosi ai piú abbordabili. Guest houses, bars, discoteche e ritrovi notturni per tutti i gusti, un golf club abbordabile, il Parco Marino, le rovine di Gedi, il Mida Creek per gli ornitologi, il Kipepeo Farm, per le farfalle, il Parco dei Serpenti a Casuarina e altre attrazioni.
Se non vi ho ancora convinto che Malindi è un gran bel posto per andare in vacanza ci proverò di nuovo presto. Questa volta ho prenotato il Driftwood Club forse l'unica struttura turistica rimasta con un po’ d'influenza inglese piuttosto che italiana.
*John Fox è il direttore generale dell'ente " Intermedia NCG" (segnalazione e traduzione di Geoferro 12/09/2011)

L'elefante del Galana Center ha la sua savana

Il Galana Center è il centro commerciale di riferimento di Malindi e lo deve particolarmente a due aspetti: il bar Karen Blixen che è il ritrovp per antonomasia di residenti e villeggianti della cittadina, e l'elefante progettato e costruito dall'architetto Roberto Marini, che ne è divenuto il simbolo. "Ci vediamo all'elefante" si è soliti dire. Ora quell'enorme elefante, dopo aver calpestato per quasi vent'anni il cemento, ha ritrovato la terra rossa della sua savana, oltre alle piante che lo circondano, rendendo ancor più veritiero quel pezzo d'Africa che il centro commerciale malindino vuole evocare. A voi la prima foto ufficiale. (grazie al Karen Blixen Café and Restaurant).(11/09/2011) 

Rocco Mazzoli: il malindino antidroga

All’età di 17 anni avevo già provato alcune delle droghe in circolazione in città, per curiosità e per noia, come tanti miei amici. Per mia fortuna non ci provai gusto e lasciai perdere.
Allo sballo delle pasticche magiche che mi friggevano il cervello preferivo lo sballo dei capolavori di Borges, Hesse, Garcia Marquez e Chatwin, che mi nutrivano l’anima e mi facevano volare più in alto. E pensai che fosse meglio spendere i miei pochi soldi di adolescente in cultura piuttosto che in droga. Mi sentii dare della sfigata e non fui più invitata a certi festini, impiegai due minuti a farmene una ragione....
Dopo la maturità i miei genitori mi regalarono uno zaino e un sacco a pelo:
“Vai a vedere un po’ di mondo Claudia.” Mi dissero. Restai via un mese zingarando attraverso tutte le capitali d’Europa e capii che un altro modo intelligente di spendere i soldi era viaggiare. E di viaggio in viaggio, di terra in terra, dopo qualche anno arrivai in questo splendido pezzo d’Africa, il Kenya.
In questo angolo di paradiso la mia vecchia conoscente tornò a farmi visita: droga? No grazie. All’amico che una sera me la offrì risposi:
“Non ho bisogno di stupefacenti perchè sono già stupefacente di mio.” 
Mi guardò stranito e strafatto, forse non afferrò il concetto oppure pensò che fossi una sfigata.
Peccato che per una persona che dice no, ce ne sono altre dieci che dicono sì. Se si potesse sballare passando la notte a leggere Neruda sotto le stelle accontentandosi di un buon bicchiere di rosso ... ci sarebbero più poeti e meno spacciatori. Ma il mondo va in un’altra direzione e così via libera alle emozioni artificiali: che spreco di vita. A tutto questo pensavo stamattina quando ho accompagnato due mie amiche  in un posto molto particolare. Lo sapevate voi che qui a Malindi, presso il villaggio dei pescatori, c’è un centro per il recupero dei tossicodipendenti? Io che ci vivo da otto anni l’ho scoperto solo ultimamente. Si chiama L’ALBA e le mie amiche ci dedicano tempo ed energia come volontarie. Il centro è stato fondato da un simpatico italiano di nome Rocco, caparbio, con un grande cuore e tanta pazienza.
Ci ho passato la mattinata e ho conosciuto ragazzi di diverse tribù che qui hanno trovato un valido aiuto per disintossicarsi. Vivono insieme in questa piccola comunità, seguendo regole rigide e aiutandosi tra loro. 
Sono seguiti ed assistiti da alcuni volontari sia africani che europei, come le mie due amiche. A me queste situazioni piacciono davvero tanto. E ascolto sempre con interesse le storie di vita che mi raccontano. Alcuni di questi ragazzi, una volta disintossicati, restano al centro per aiutare i nuovi arrivati.
Quando ci sono i fondi, che si sa non sono mai abbastanza, Rocco compra mattoni, cemento, brande e materassi per poter accogliere nuovi giovani. E’ una bella impresa la sua: tirare fuori dal fango della droga quanti più ragazzi riesce.
Ci siamo bevuti un buon chai allo zenzero all’ombra delle palme e abbiamo chiacchierato un po’. E’ stata una mattina piacevole e interessante e so che tornerò presto a trovarli.
Ho scritto di loro del progetto L’ALBA perchè vorrei invitare chi di voi è interessato a fare un giro e a stupirsi un po’. 
E ricordate: chi si droga E’ UNO SFIGATO.
Passaparola.(10/09/2011)

Malindi gettonata in rete per la fuga: avvertenze

In rete è un florilegio di siti e blog che danno informazioni sulle mete dove "scappare" o comunque alternare la propria permanenza con quella di un Paese, l'Italia, in cui è sempre più difficile vivere. Così fioriscono gli "scappo.it" o "vadovia", "menevado" eccetera. Ci sono anche portali come il nostro in altri paradisi o presunti tali del pianeta (da Bali ai Caraibi, da Sharm a Dubai) che si fanno pagare per dare informazioni su come si vive lì, o su come aprire un'attività. Noi continuiamo ad offrire questo servizio gratuitamente (riceviamo ormai una sessantina di mail alla settimana) e non illudiamo nessuno. A Malindi la stagione turistica non dura abbastanza da permettere un fiorire così numeroso di attività legate alla vacanza, mentre per guardare ad investimenti legati alla Nazione, sorgono problematiche che bisogna analizzare caso per caso trasferendosi qui e guardano la situazione con occhio critico ed attento, oltre che portando capitali da investire. Insomma, approcciarsi oggi a Malindi e alla costa del Kenya non è proprio un gioco da ragazzi e non lo si può fare a cuor leggero. Vi sono moltissime cose a cui si dovrà rinunciare, rispetto alle abitudini della vita occidentale, e molte altre a cui bisognerà fare il callo. Malindikenya.net sarà sempre qui a fornirvi indicazioni e consigli, senza nulla pretendere ma senza nulla promettere. Quel che ripetiamo da sempre è "se ve lo potete permettere, venite a fare una vacanza di almeno due settimane con gli occhi del viaggiatore, e non con quelli del turista. Con l'attenzione di chi potrebbe decidere di cambiare vita. E' importante capire se un luogo, per quanto bello e attraente possa essere, è davvero il nostro habitat naturale.(09/09/2011)

Le borse studio di Malindikenya.net

Susan Gaita studierà fino all'università, se andrà avanti di questo passo. I voti sono incoraggianti e la coppia di Sarzana (La Spezia) che le paga gli studi è orgogliosa di lei. Il fratello Matolo viene seguito direttamente dal nostro portale e promette bene, il giovane calciatore Baraka (migliore della sua scuola l'anno scorso) è stato adottato da Fabio e Simona e l'amico Charles Charo, che vuole fare il giornalista su malindikenya.net e in altre testate, va all'università a Mombasa grazie alla Karibuni Onlus. Risultati che ci inorgogliscono, le borse di studio di malindikenya.net sono un'operazione che costruisce il futuro di giovani che se lo meritano e che si potranno laureare. Ora ai nostri lettori chiediamo un altro sforzo: dobbiamo formare due curatori di museo, facendogli frequentare un corso specifico della durata di un anno. Costo di circa 450 euro. Dopodichè avranno un lavoro sicuro nel campo della cultura, saranno sovrintendenti per la Malindi District Cultural Association che da sempre sosteniamo. Chi ha a cuore la cultura di questo Paese e la formazione di giovani che altrimenti non avrebbero altre possibilità, si faccia sentire scrivendo a info@malindikenya.net o chiamando Freddie allo 0720/278982. Grazie a tutti!(08/09/2011) 

Biennale nel mondo a Nairobi

Artisti italiani che hanno scelto di vivere all'estero e da qui esprimono i loro sentimenti attraverso le opere che poi espongono in tutto il mondo. Alcuni passano molti mesi all'anno a Malindi o ci vivono in pianta stabile, altri a Nord del Paese o comunque in Africa. Artisti che stanno esponendo, dal 1 settembre scorso, al "Padiglione Italia" dell'Istituto di Cultura Italiana. Oltre ai conosciutissimi Armando Tanzini e Sarenco, ci sono Mirella Ricciardi, keniota di nascita, Francesco Baronti, Dino Innocente, Giulio D'Ercole e Federico Veronesi. Si va dalla pop-art alla scultura, dalla fotografia alla pittura.(07/09/2011) 

Quasi esaurita la mappa di Malindi e Watamu
Un successo incredibile, con copie in tutto il Kenya e non solo a Malindi, Watamu e Mambrui. Con l'ultima distribuzione di agosto, negli aeroporti, negli hotel e nei negozi di Mombasa e Nairobi sono praticamente esaurite le mappe di Malindi e Watamu prodotte e stampate l'anno scorso da malindikenya.net. Venticinquemila copie distribuite gratuitamente negli hotel, supermercati, negozi e anche in strada a Malindi e Watamu, consegnati a molti pulmini transfer Mombasa-Malindi e inserite nei cadeau di tour-operator e compagnie di safari. La cartina si è rivelata un documento utile non solo per i turisti, ma anche per chi transita da Malindi a più riprese, come gli stessi kenioti di altre città o per i villeggianti che vi trascorrono alcuni mesi. In particolare mostrare il punto esatto dove sorgono locali, negozi e attività rende facile raggiungerli. Ora è già tempo di pensare all'edizione 2012. Chi volesse confermare i propri spazi o prenotarsi per i primi che rimarranno liberi (gli inserzionisti dell'anno passato avranno la prelazione), può chiamare lo 0720/178982 o scrivere a info@malindikenya.net(06/09/2011) 

Charles e Tony si fermano a Latina!
E' bastato un provino a conquistare allenatore e dirigenza. Il Latina Calcio, che quest'anno partecipa al campionato italiano di LegaPro1 (la vecchia serie C), ha chiesto al coach Riccardo Botta e alla Malindi United di poter tenere il difensore Charles Bruno e l'attaccante Tony Otieno. I due gioiellini della accademia calcio sono stati precettati per un'amichevole (fruttuosa, un tempo per uno) con la prima squadra, quest'anno rinforzata anche da giovani di scuola Milan e Inter. Dopodichè Botta ha chiuso i giochi: niente provini o stage con altre compagini, anche di serie A o B. Il discorso avviato con il Latina ha infatti i crismi dell'attività sociale e didattica nel campo dello sport e dell'educazione che piacciono a noi che mandiamo avanti la scuola calcio di Malindi. I ragazzi sono stati inseriti nel college del locale Istituto Agrario e, se verranno risolte le ultime pratiche burocratiche, resteranno per almeno una stagione nel Lazio, inseriti nell'organigramma della formazione Berretti (in terza serie non c'è la primavera) ma con possibilità di approdare anche nel giro della prima squadra. Una valorizzazione gratuita che per Malindi United significa il coronamento del lavoro svolto nel primo biennio, riuscendo a portare in Italia i due ragazzi più talentuosi e sperando in un gran futuro per loro, partendo già da un buon livello. Con loro, ad esempio, anche due brasiliani, un giovane nigeriano di scuola Inter e un argentino. La collaborazione con il Latina avrà sicuramente un seguito e probabilmente un progetto comune che si concretizzerà nei prossimi mesi. Intanto facciamo gli auguri ai nostri due ragazzi: la trasferta a Roma e dintorni alla fine non si è rivelata soltanto una vacanza...(04/09/2011) 

Karibu Balabala House!
Arriva un nuovo inserzionista su Malindikenya.net, ed è un altro luogo speciale di questo piccolo e particolare paradiso che è la costa nord del Kenya. Più completa di una villa, più intima di un residence, elegante come un resort. E' Balabala House, la creatura del foggiano Aldo Menduni, innamorato dell'Africa e da tanti anni assiduo frequentatore di Malindi. Ha progettato e fatto costruire il sogno della sua vita, sei villette in corallo, cemento e tegole (lungimirante nell'evitare il makuti). Una grande piscina in mezzo a un bel giardino tropicale a cui guardano tutte le case, pur mantenendo la loro privacy. Villette con due camere matrimoniali climatizzate, doppi servizi, sala da pranzo e veranda. Sicurezza garantita da askari ventiquattro ore su ventiquattro più altro personale sempre presente e servizio di radioallarme. Balabala House è immersa nel verde di Casuarina, a poche centinaia di metri dalla strada che porta da una parte alla spiaggia di Silversand e dall'altra al parco marino di Malindi. Un paradiso da vivere a ragion veduta, per chi vuole qualcosa in più della solita vacanza in hotel o villaggio turistico e si vuole sentire per qualche settimana il proprietario di una residenza da favola. Visitate la nostra pagina e il sito di Balabala House, accedendovi dai nostri banner in pagina. Benvenuta, Karibu Balabala House!(03/09/2011)

Un nuovo ciak keniota
Ciak, si torna a girare a Malindi. Dopo il celeberrimo "Nel Continente Nero" che raccontava un Kenya di scappati e nababbi e una serie di fiction e filmetti di serie B, più spot televisivi e documentari, è la volta di una produzione ambiziosa, che ha assoldato per il film tv "Il paese delle piccole piogge" la bellissima Margareth Madè, giovane talento rivelatasi con il film di Tornatore "Baaria". La produzione è di un innamorato del Kenya, il produttore Luciano Martino, che da anni ha casa a Malindi. "E' stata dura questa volta decidere di girare nel mio Kenya - spiega Martino - i costi sono più alti di una volta e i servizi non sono all'altezza. Mi sarebbe costato meno riprodurre l'Africa altrove...in Sudamerica ad esempio". In ogni caso le riprese, dirette dal fratello di Luciano, Sergio Martino (autore di numerose pellicole italiane degli anni Sessanta e Settanta) inizieranno nei prossimi mesi. La storia parla di una fuga ma soprattutto di solidarietà, ultima deriva per cui spesso (era già successo nel caso della fiction con Massimo Boldi "Amici per la pelle" e nel film con Accorsi e Favino) si chiama in causa il Kenya. Malindi non è più il buen retiro di gente poco raccomandabile o di chi teme il rimpatrio, ma diventa un'occasione per chi vuole fare del bene e rifarsi una vita, lasciando alle spalle un passato da dimenticare. La Madè infatti interpreta il ruolo dell'affascinante moglie di un boss della malavita italiana che, minacciata di morte, fa le valigie e riesce a far perdere le sue tracce fuggendo nel Paese africano. Qui, dopo l'inevitabile approccio con questa terra speciale, inizierà a scoprire i valori dell'aiuto quotidiano alle persone bisognose e costruirà scuole ed ospedali. Nei prossimi giorni malindikenya.net vi darà ulteriori aggiornamenti sulla data delle riprese e sulle location.(02/09/2011) 


Ville boom per Natale

Effetti della crisi economica: da agosto si passa direttamente a Natale. Non è uno scherzo del calendario, ma una constatazione riguardo all'afflusso turistico. Da oggi, negli hotel, il crollo verticale delle presenze. Si passa dall'ottanta per cento al trentacinque, di media. Si asciugano anche le presenze nelle case private e nei bed & breakfast. I primi sei mesi dell'anno registrano comunque un incremento generale del 13 per cento e quello italiano si attesta poco sotto il venti. Da parte delle agenzie, non c'è grande ottimismo per i prossimi tre mesi mentre è già iniziata la caccia al biglietto aereo per Natale e Capodanno. Un'altra corsa infiamma l'alta stagione, per quanto riguarda Malindi, Watamu e Mambrui: la ricerca di una villa in affitto per le vacanze invernali. Le richieste sembrano superare l'offerta, almeno per quanto riguarda la tipologia "villetta con tgre o quattro camere e piscina". I prezzi vanno dai 100 euro al giorno delle più semplici ai 200 di quelle sul mare ed eleganti. Ma sempre pochissimo, considerando che vi possono soggiornare anche otto persone. La vacanza da sogno, insomma, non è impossibile da programmare, per chi conosce già il Kenya e vuole fare il salto dalla "gabbia dorata" del resort alla soluzione privata. Senza contare gli hotel che già applicano questa formula all'interno delle proprie strutture. Per informazioni sugli affitti delle case potete scrivere a info@malindikenya.net.(01/09/2011)

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