Editoriali

EDITORIALE

Bentornati turisti, si ricomincia!

a Malindi conviene sempre sorridere perché come si sa, “the show must go on”

06-08-2010 di Freddie del Curatolo

Altro giro, altra corsa.
In uno dei pochi luoghi del mondo dove non importa che non ci siano più le mezze stagioni, perché qui di stagioni da sempre se ne alternano soltanto due, stanno per tornare i nostri amici turisti. 
Ne sentivamo la mancanza, davvero!
E non solo perché le nostre tasche sono vuotine, come spesso accade dopo le piogge.
Abbiamo proprio voglia di vedere il loro pellame, che sembra uscito da italici caseifici, da nebbie invernali dense come stracchini e dai grigiori dello smog.
Ma no, dai che non è vero, lo so che vi siete allenati con i raggi Uva, lo so che da voi i lettini dei centri d'abbronzatura sono più frequentati di quelli dello psicanalista (anche se a giudicare da come vanno le cose lassù, dovrebbe essere il contrario). 
Ci divertiremo per l’ennesima volta a scoprire i loro occhi spalancati sulla natura africana, le mucose del naso che respirano roba vera, il passo e il gesticolare che si fa più tranquillo. 
E a dirgli: “Siete in vacanza, e per giunta in Africa, rilassatevi!”
Avremo i turisti di primo pelo, che hanno paura degli scarafaggi in bagno ma amano i granchietti sulla sabbia, quelli che sanno già tutto e sono convinti che Vasco da Gama fosse un cantante rock e Naomi Campbell sia nativa di queste parti.
Arriveranno i “turisti del sorriso”, quelli che si commuovono a vedere un bimbo che salta e ride, pur non possedendo nulla, ignorando che si tratta di un giovane acrobata e che la risata è uno spasmo della fame.
Sbarcheranno i turisti fai da te, che prenderanno per buone tutte le storie che racconterà loro il primo beach-boy conosciuto sulla spiaggia.
Al loro ritorno diranno che il Safari è un po’ un’ammazzata, perché in 15 su un matatu non si sta comodi, l’autista corre come un pazzo e il pranzo al sacco non valeva il panino Camogli dell’Autogrill di Roncobilaccio.
Però avranno trovato un amico africano di cui si possono fidare come fosse un fratello. 
Ah, vacanzieri italiani, come vi vogliamo bene.
Quelli che si mettono il braccialetto all-inclusive e con il cavolo che ne vogliono sapere di uscire in un Paese che sicuramente è colluso con Al-Qaeda, dove i coccodrilli girano in centro senza guinzaglio e la gente è ostile come nel centro Katanga.
Ma anche quelli che appena vedono un italiano a piede libero lo assalgono di domande: 
“Ma vivi qui? Ma sei felice? Che bell’idea hai avuto! Con 600 euro al mese posso avere una villa con giardino, piscina, servitù, fuoristrada, partner focoso?” Ma certo caro! Dai a me i primi seicento euro che ti faccio fumare una sigarettina buona buona, poi avrai quello che desideri. Certe visioni…e non ci sarà bisogno nemmeno del partner focoso!
Deliziosi turisti, che chiameranno la spiaggia di Mayungu “Sardegna 2” e Che Shale “Spiaggia dorata” (ma ho sentito anche Spiaggia dello Scialle…sarà perché tira vento?), faranno la foto davanti alla barriera corallina con i pescatori locali e gli insegneranno a gridare “Italia Uno!” Con il pollicione in primo piano. Ci sarà chi apostroferà i beach boys con i loro nomi di battesimo: Antonio, Giuseppe, Pasquale…o con i soprannomi che davano loro le mamme al villaggio da bambini: Toblerone, Mestolo l’Ottavo Nano, Katanzaro, Baggio, Ramazzotti. E giù a ridere. 
Perché nonostante il Kenya abbia tanti problemi (per dirvene due o tre, recentemente il Governo si è intascato 36 milioni di euro dati dal Regno Unito per l’istruzione elementare obbligatoria e non si sa dove siano finiti (!), l’inflazione galoppa e i ricchi si arricchiscono, la siccità record mette in ginocchio pastori e agricoltori), a Malindi conviene sempre sorridere perché come si sa, “the show must go on”. 
Sinceramente io vi aspetto, turisti…perché tengo famiglia. Ma soprattutto perché ogni volta che tornate, tra cento di quelli sopracitati, ce n’è sempre uno che ha voglia e tempo di gettare lo sguardo oltre, di “farsi un giro nella parte selvaggia”, di entrare in una scuola o nella nostra accademia di calcio che toglie i ragazzi dalla strada e non semplicemente in un orfanotrofio come fosse uno zoo equo-solidale a vedere questi animaletti umani con gli occhi grandi e rimpinzarli di caramelle.
Io vi aspetto, perché fino a quando anche uno solo di voi mi darà la soddisfazione di capire questo posto, il mio scrivere e farmi sentire da qui, avrà un senso. 
Karibu wageni! Benvenuti turisti!

TAGS: Malindi turistiSpiaggia Che Shale

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