Editoriali

EDITORIALE

Ebola, la bufala da cialtroni del TgCom

Dopo l'errore, malafede invece di correggersi, tanto "fa notizia"...

25-08-2014 di Freddie del Curatolo

Un'italiana, non turista, vola dalla Nigeria a Istanbul (aeroporto di Kano) con la malaria, vomita e viene trattata come un caso sospetto di ebola. Santa precauzione, si direbbe, ci può stare benissimo, anche perché in Nigeria (168 milioni di abitanti, secondo l'ultimo censimento) si sono registrati 14 casi di virus ebola. 
In Kenya non se ne registrano dal 1982 e si trattava di un ricercatore che studiava le scimmie in cima al monte Elgon. Ne deduciamo che se un italiano rientrasse in patria con il charter da Mombasa e, a causa di un'overdose di gamberoni e aragoste a Malindi, dovesse malauguratamente alle prime turbolenze avere qualche conato, lo staff del volo su Roma o Milano non si sognerebbe di isolare il caso sospetto. 
Questo almeno fino a quando l'informazione online italiana non avrà raggiunto lo scopo di terrorizzare tutti quelli che hanno a che fare con il Kenya, nella speranza di ottenere sempre più "clic", ovvero sempre più introiti pubblicitari grazie alle parole chiave che fanno "aprire" i link degli articoli ai lettori.
Della Nigeria, così come della Sierra Leone e della Liberia, interessa a pochissimi. 
Mentre il Kenya è sempre più sulla bocca degli italiani: turismo, investimenti, gente che vuol cambiare vita. Lo abbiamo visto nel recente passato: dispute su terreni a nord del Paese diventano terrorismo, rapine in zone di spacciatori diventano attentati a turisti e ora una malaria nigeriana diventa sospetta ebola dal Kenya. I pennivendoli scadenti e in malafede del TGCOM addirittura titolano "donna in viaggio dal Kenya" e un (ex) testata prestigiosa come Repubblica scrive che la città di Kano è in Kenya! Lettori miei, un consiglio: cercate di essere più furbi e meno superficiali, ma soprattutto più onesti intellettualmente di chi scrive online, che nella maggior parte dei casi non sono nemmeno giornalisti. Approfondite voi la notizia, prima di abboccare come piace a loro. In questo caso è facile, basta digitare su Google "Kano" e uscirà che è una città della Nigeria. Cialtroni e in malafede, perché solo il telegiornale, che non campa con i clic e non ha motivo di occultare la verità a vantaggio delle parole che fanno vendere di più, nel proseguo della giornata di sabato, ha ammesso che si trattava di una semplice malaria non curata. Gli altri si tengono il sospetto e citano il Kenya, recando danni come sempre al nostro turismo.
Questa volta però non la passeranno liscia, è già partita una denuncia per diffamazione al TGCOM da parte di alcuni imprenditori malindini su nostro consiglio, è stato avvertito anche l'Ambasciatore del Kenya in Italia che manderà una diffida e presto partirà una lettera aperta dal Kenya con nomi e cognomi di italiani che hanno interessi in questo Paese e hanno a cuore un'informazione giusta e corretta. Io lo dico, ho fatto parte della categoria in Italia e non nutro grande ottimismo, la battaglia contro la malafede di chi ha interessi economici a parlare del Kenya con toni tragici o sensazionalisti è difficile da vincere, ma la mia personale contro la cialtronaggine, quella è impossibile da non giocare e lo farò fino alla morte!

TAGS: Ebola KenyaBufale KenyaKenya lies

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