Editoriali

EDITORIALE

Naomi, Bono e chi fa notizia a Malindi

"Il Kenya è tranquillo": se lo dice la Campbell è uno spot

02-11-2008 di Freddie del Curatolo

E’ partita Naomi. 
Non che in molti l’abbiano vista quando è arrivata (ma poco tempo fa è arrivato anche Bono degli U2 nella Beauty Farm di Briatore e Chenot, peccato non averlo incrociato, gli avrei proposto un duetto su “Na ama bila wewe”, la versione swahili della sua “With or without you”). 
Naomi ha trascorso tre giorni a Malindi e chi doveva sapere ha saputo.
Grazie all’amico suo, di Flavio e di Malindi Gideon Mung’aro, neo parlamentare eletto tra le fila del partito di Odinga, hanno saputo e scritto anche i quotidiani nazionali Nation e Standard.
Da lunedì, poi, saranno in edicola le sue dichiarazioni e le sue foto su alcuni periodici italiani.
Cos’ha detto Naomi in conferenza stampa? 
Due cosette che avrebbe potuto dire qualsiasi semi-residente avveduto, ma che pronunciate da lei diventano uno spot che fa il giro di tutte le agenzie e sconfessa buona parte della stampa nazionale che negli scorsi mesi si è divertita a parlare di un Paese in guerra civile, di una situazione che non sarebbe più tornata quella di prima.
“Molte persone hanno cercato di dissuadermi dal tornare in Kenya, dicendomi che il paese non era sicuro. Ma ho insistito, sono voluta tornare e ora sono qui. Mi sento abbastanza tranquilla. Non ho avvertito alcuna differenza da come mi sono sentita nelle mie precedenti visite. C’è tranquillità qui. La gente non dovrebbe esitare dal visitare il Kenya”
Lanciando il progetto di un “Rehab”, un centro di recupero di alcolizzati e tossicodipendenti vip, cosa che va parecchio di moda ma è indiscutibilmente una bella idea, Naomi è apprasa ancora una volta come uno dei più credibili sponsor per Malindi. Lei, una nera americana stregata dall’Africa, un po’ come se Robert De Niro sentisse il richiamo di Tuscania e delle zone etrusche…
Nel prossimo futuro raccoglieremo quanti più spot possibili, quante più dichiarazioni d’amore per questo posto troveremo e chiederemo ai vip che lo frequentano o lo hanno frequentato di spiegarci i perché del loro “mal d’Africa”. Da loro non ci si aspetterà di sapere quel che ci dicono riguardo alla maggioranza dei turisti che vengono da queste parti: in un blog in giro per la rete leggevo ieri che addirittura il novanta per cento dei visitatori di Malindi sarebbero turisti del sesso. E il restante dieci per cento? Impotenti? Oppure spiazzati, perché credevano che l’amore fosse inserito nel pacchetto “All inclusive” e non si sono portati spiccioli? Ma mi faccia il piacere sessuale…
Di Naomi si parla, in questi giorni e finalmente si ripuliscono anche le pagine dei motori di ricerca. Questo bisognerà fare nel prossimo futuro, ripulire anni e anni di ricami sulle (poche) notizie di cronaca che Malindi ha proposto. Ancora oggi se cliccate “malindi pedofilia” escono leggende senza nomi, senza dati, senza riferimenti. E anche uno splendido Corriere della Sera dell’anno scorso che descrive così l’hinterland di Malindi, quartieri come Mtangani, dove molti italiani hanno costruito la propria casa e dove c’è l’orfanotrofio della Blessed Generation, ma anche le prigioni: “alla periferia di Malindi dove convivono prostitute, assassini, pedofili, ubriaconi, banditi, teppisti, terroristi e comunque l’umanità derelitta e delinquente della costa keniota”.
Ne deduco che il cuoco del ristorante rinomato vicino a casa mia sia un assassino (l’avevo detto io, quelle ostriche erano sospette), l’houseboy della famiglia romana che mi ha ospitato a cena l’altra sera è un bandito (e un attore, perché interpreta la parte del perfetto rimbambito così bene…), il factotum dell’orfanotrofio è un teppista (l’ho visto infatti graffitare un murales), la segretaria dell’agenzia di viaggi una prostituta (ti attrae dicendo di essere sposata con un tour-leader di Mombasa), il vicedirettore della banca un terrorista (forse informatico…) e “mzee” che vende le vongole un ubriacone.
Che umanità derelitta e delinquente ho a due passi da casa…e sono ancora vivo…con un misero conto in banca aperto da uno di Al Quaeda che da un momento all’altro si farà saltare in aria mentre faccio un versamento sul conto della segretaria dell’agenzia di viaggi che mi ha appena attaccato l’Aids…per finire nelle grinfie di uno chef che mi avvelena con un parfait di granchio….
Un attimo, ma il nonnetto che vende le vongole è DAVVERO un ubriacone! 
Vuoi vedere che il Corriere aveva ragione?
Quasi quasi telefono a Bono degli U2, ho bisogno di alcune sue parole di conforto…
Per fortuna c’è ancora chi fa notizia, altrimenti le notizie se le fanno da soli.

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