Personaggi

LUTTO

Addio a Sandro Eordegh, gentleman di Malindi

E' stato uno dei pionieri e animatori del Golf Club

30-06-2019 di Freddie del Curatolo

Non amo parlare di me quando devo ricordare persone che passano a miglior vita, ma nel caso di Sandro Eordegh sarebbe impossibile.
Lo conoscevo da quando ero piccolo in Italia, ancora prima del Kenya. Da bambino era uno dei miei miti e tra noi c’è sempre stata una simpatia reciproca, ma soprattutto e se vivo qui lo devo anche a lui.
E’ stato uno dei pionieri della villeggiatura a Malindi, quella di chi ha imparato ad amare questa terra, la costa del Kenya, per quello che è.
Con le sue mille contraddizioni, la natura meravigliosa e preponderante, la povertà estrema che si contrappone al senso di libertà, la predisposizione d’animo della sua gente e la possibilità che ci ha sempre concesso di passare buona parte del nostro tempo, se non tutto, in un Paese straniero e così lontano dalle nostre radici e abitudini, ma in fondo così accogliente.
Alla fine degli anni Settanta, Sandro fu uno dei primi a scommettere su Malindi, acquistando una villa nella zona del Palm Tree, irrorando del suo entusiasmo buono la sua famiglia (l’inseparabile moglie Lella e i quattro figli Lizzi, Alberto, Romana e Luigi che abbraccio di cuore) e invitando sempre maree di amici con cui organizzare safari, cene, escursioni in barca o semplicemente riposarsi dalle fatiche del mondo civilizzato.
Tra questi amici c’era mio padre e, invito su invito, vacanza dopo vacanza, anche per lui il “mal d’Africa” fu inevitabile.
Africa e Italia, soddisfazioni professionali, famiglia, viaggi e tanti incontri: Sandro ha avuto una vita splendida, se n’è andato serenamente a 92 anni e a piangerlo qui, oltre ai tanti conoscenti e compagni di "green", saranno anche i suoi dipendenti e amici keniani.
Fin da subito con loro ha avuto un rapporto franco e corretto, ma non solo: ricordo come abbia aiutato il suo primo caddy al Golf club di Malindi, Samson, facendolo studiare fino all’Università e vedendolo anche diventare sindaco di Malindi.
Non è difficile ricordare Sandro Eordegh come nella foto che lo ritrae nel recente libello di ricordi scritto per lui da Bruno Angelico: impeccabile nei suoi bermuda a quadretti e polo, cappellino e occhialini, concentrato nell’atto di colpire la pallina con la mazza da golf.
La sua eleganza è sempre stata un tuttuno con i modi dolci e l’humour molto inglese che hanno solo certi “vecchi” genovesi. Sandro è stato uno dei veri gentleman di Malindi e chi lo ha incrociato nei suoi quarant’anni di Kenya non può dire il contrario.
“Ho perso un’amico caro – racconta commosso Bruno Angelico – e mi sembra impossibile non rivederlo ad agosto tra i baobab del Malindi Golf and Country Club, dove ha giocato fino all’ultima volta che è stato qui e di cui è stato uno dei sostenitori, aiutandolo a crescere e a farlo diventare quello che è oggi. Insieme abbiamo deciso di scrivere un libretto di memorie e avremmo dovuto presentarlo presto, ma lo faremo con i figli e spero potremo dedicargli un “memorial”. Sono tanti a Malindi a ricordarlo come un vero gentiluomo, una persona meravigliosa”.
Ecco, il miglior modo di ricordarlo è riprendere le sue stesse parole, quelle che chiudono il libretto di ricordi.
“Ora il golf è cambiato tantissimo...forse in meglio. Abbiamo dei green perfetti, i fairways curati, un impianto di irrigazione che migliora di anno in anno e un campo pratica come si deve. E abbiamo anche caddies capaci, una club house elegante, un bar fornito, una cucina in grado di servire decine di coperti...il nostro golf rimane delizioso e affascinante ma, forse, quell’atmosfera pioneristica che ci avvolgeva, quella voglia di divertirsi, di giocare insieme si è un po’ persa. O forse sono solo io che sto un pochino invecchiando. Ma quando sono a Malindi, faccio valere la mia tessera numero UNO e ogni giorno sono sui green a fare da coach ai miei nipoti. Sarà anche vero, come diceva Winston Churchill, che il golf è un inutile tentativo di dirigere una sfera incontrollabile verso un buco inaccessibile con strumenti inadatti allo scopo, ma io voglio pensarla come quello che ha detto che il golf è come l’amore: un giorno pensi di essere troppo vecchio, il giorno dopo vuoi farlo ancora”.

Ciao Sandro, cercheremo sempre di mantenere Malindi "green", come piaceva a te.

Freddie
 

TAGS: lutto malindimalindi golf clubitaliani malindi

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