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Dolce come Malindi: ecco il volto TV col nome che profuma di Kenya

La concorrente del seguitissimo talent "Bake Off Italia" si chiama come la cittadina costiera

09-11-2017 di Freddie del Curatolo

Essere "testimonial" di Malindi e delle bellezze del Kenya le viene spontaneo.
Forse addirittura più facile che fare una torta o un pasticcino.
Sì, perché Malindi Donvito, 25 anni di Bassano del Grappa, porta il nome della cittadina keniana e non è un nome d'arte!
Malindi è un delle concorrenti protagoniste del seguitissimo talent-show di cucina "Bake Off Italia", la trasmissione condotta da Benedetta Parodi che sul canale Real Time (31 del digitale terrestre) ogni venerdì alle 21 mette in competizione aspiranti pasticceri, alle prese con una passione che può diventare anche professione.
Malindi si è guadagnata il posto tra i partecipanti dell'edizione di quest'anno entrando nella rosa dei sedici qualificati tra cinquanta concorrenti e ora porta cucito sul grembiule bianco il suo nome che rimanda a un luogo caro a tutti gli amanti della costa del Kenya. 
"E io sono la prima! - racconta la ragazza - in realtà mi chiamo Malindi perché i miei genitori, che sono delle persone originali e fuori dal comune (mia mamma è artista) hanno conosciuto un cantante della loro epoca (Shel Shapiro, ndr) che aveva chiamato così la figlia, spiegando loro che oltre ad essere una splendida cittadina del Kenya è anche un nome indiano che significa "bella come la luna". I miei si sono innamorati sia del suono che del significato ed hanno deciso di chiamarmi così".
Dopo un'adolescenza in cui a volte ha sentito il peso di un nome così originale e importante, ne ha fatto la sua forza, scoprendosi solare e serena come il luogo a cui è stata accomunata.
"Il rapporto con il mio nome, crescendo, è stato sempre più felice - ammette Malindi - mi sono sempre sentita un po' "speciale" ad essere l'unica Malindi. In più non ho mai avuto il problema di essere scambiata con qualcun altro o di dover specificare il cognome, bastava Malindi e tutti sapevano di chi si stava parlando, un bel vantaggio no? Dopo aver passato una vita a spiegare il significato del mio nome e ad annuire quando mi si faceva notare che fosse anche una città, tre anni fa ho deciso di andare finalmente in Kenya a visitare la "mia" Malindi".
E qui l'identificazione raggiunge il culmine, diventando consapevolezza.
Oggi Malindi lo è proprio in tutti i sensi.
E' lei stessa a raccontarlo con entusiasmo e spigliatezza.
"È stato il viaggio più bello della mia vita, la mia prima volta nell'Africa vera.
Potete immaginare i sorrisi e le facce sorprese dei poliziotti che in aeroporto leggevano il nome sul passaporto.
Ero felice, felice finalmente di vedere con i miei occhi di cosa avevo parlato per 22 anni, quella città cosi lontana e così amata da tanti italiani.
Ed una volta li ho iniziato ad amarla anch'io.
Paesaggi selvaggi, aridi e così diversi dalla nostra quotidianità.
Una terra rossa, cosi rossa che sembra uscita dalla viscere della terra e poi a contrasto il mare, anzi l'oceano, il mio primo incontro con l'oceano.
Così forte durante l'alta marea e così mansueto nei momenti di bassa marea.
E tutti i suoi frutti, pesci, stelle marine cose che fino a quel momento avevo visto solo in foto.
Quando mi trovo nel bel mezzo del mercato di Malindi mi sento allo stesso tempo spaesata e affascinata.
Così tanti colori, tessuti, spezie, cibi, animali tutto mi attira niente mi fa paura, vorrei toccare e provare tutto! 
La gente che urla, canta, ti chiama e ti sorride è tutto quello che ho sempre cercato a casa mia ma che solo qui ho finalmente trovato.
Ho conosciuto un popolo che sorride sempre nonostante la difficoltà di vivere in una terra così selvaggia.
Persone pronte ad aiutarti e che si lasciano aiutare. Ma come la maggioranza dei viaggiatori che hanno vissuto il Kenya il ricordo più vivido e intenso che c'è in me è la Savana.
Tutti dovrebbero trovarsi nel bel mezzo di quella distesa di terra arida, che sembra all'apparenza povera e disabitata, ma quando dopo pochi secondi ti trovi di fronte ad un maestoso e regale elefante capisci che in realtà si nasconde una ricchezza che fino a quel momento non avevi nemmeno immaginato.
E quando guardi negli occhi un leone ti senti così piccolo e indifeso che capisci quanto siamo obbligati a ringraziare madre terra per tanta bellezza.
Le sconfinate distese di terra rossa a volte ancora inondano i miei occhi ed i miei ricordi.
In quegli istanti ho capito che nome più giusto per me non poteva esistere, mi sento Malindi perché amo la natura, porto sempre in tasca un sorriso proprio come quel popolo, ricerco la libertà più estrema, come quella che provi nella savana.
Ho un carattere selvaggio che cerca di non farsi piegare dal mondo, ma che dal mondo cerca di trarre il meglio per potersi sempre migliorare".
Proprio il carattere, la voglia di avventure e di mettersi continuamente alla prova, è stato alla base della decisione di iscriversi alle selezioni di "Bake off Italia" ​​​​.
"L'ho fatto quasi per gioco, anche se l'arte bianca è una passione che ho coltivato fin da ragazza - racconta Malindi - dopo essermi diplomata e aver lavorato per alcuni anni in un negozio di abbigliamento, ho iniziato a seguire trasmissioni tv e a misurarmi con nuove ricette dolci. Mi venivano bene, così mi sono detta: "perchè non provare a farne una professione"?. In ogni caso quando mi sono iscritta al casting di "Bake Off" non avevo molte speranze di essere richiamata. Quando invece fui contattata ricordo ancora le mie urla di gioia che riecheggiavano per tutta la casa. E da li è iniziata una nuova avventura. Essere una dei fortunati "del tendone" è per me fonte di orgoglio ma anche un punto di partenza. Sto imparando tantissimo e voglio continuare a studiare per migliorare la mia tecnica, la fantasia invece non mi manca! Ho moltissimi progetti per il futuro ma non ho ancora le idee chiare, mi piacerebbe trovare il modo per coniugare le miei più grandi passioni. La pasticceria e i viaggi. Per il momento faccio quello che amo di più, tanti dolci per la famiglia e gli amici, qualche evento con i bambini a cui insegno a decorare dolcetti ed ho iniziato ad "insegnare" ad una classe che si diplomerà in pasticceria e gastronomia. Per il resto si vedrà, intanto mi godo la vita!"
Quella vita dolce, serena, solare e piena di speranze nel futuro che ricorda tanto la terra di cui Malindi porta il nome.


  

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