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Eleonora, angelo professionale all'Ospedale di Malindi

Tre mesi tra sala operatoria e visite per la studentessa di Pavia

18-05-2019 di Leni Frau

Eleonora Tundo è una ragazza dall’aspetto timido, gentile e dallo sguardo dolce e amichevole ma con una determinazione e razionalitá che la rende giá un chirurgo fatto e finito nonostante non lo sia ancora. 
Sicuramente non ti aspetti di trovarla al lavoro, utile e intenso, all'Ospedale Distrettuale di Malindi.
Originaria di Lecce, al sesto anno di Medicina all'Università di Pavia, Eleonora e’ arrivata al Malindi District Hospital tre mesi fa per sviluppare la sua tesi sulla chirurgia pediatrica.
"Il mio progetto prevede una ricerca sulle cause principali che spingono i pazienti minorenni a richiedere la chirurgia - racconta la giovane a malindikenya.net - fare cooperazione prima attraverso il riconoscimento dei settori in cui si puo incidere di piú e poi cercando con aiuti mirati di rendere piú efficienti ospedali in paesi in via di sviluppo".
Non é la prima volta che Eleonora viene in Africa, la sua prima esperienza risale all’anno scorso, in Etiopia nel distretto di Wolisso, con la Ong Africa Cuamm che é presente nell’Ospedale St. Luke. Un mese duro in una regione povera e difficile.
‘’In quel periodo ho fatto una dieta forzata per mancanza di approvvigionamenti - rivela Eleonora - infatti lì non erano reperibili alimenti di provenienza animale. Sono tornata dimagrita, con un’infezione agli occhi ma arricchita, anche grazie alla Pediatra Anna Berti. Sarei comunque tornata subito, il "mal d'Africa" mi aveva contagiato nonostante fossi tutt'altro che una turista. Qui a Malindi da un certo punto di vista é un’altra Africa, se vuoi puoi anche mangiare un’ottima pizza!’’
Dopo l'Etiopia e un mese in Russia come assistente operatoria, con interventi ad almeno quattro pazienti al giorno, ha acquisito la basi per operare.
‘’Sono a Malindi grazie al Professor Gian Battista Parigi, grande conoscitore d'Africa che fa tantissimo per incoraggiare gli studenti a sviluppare tesi in Paesi in via di sviluppo, cosí ho partecipato al bando di concorso del Fondo Cooperazione e vinto ed ottenuto una borsa di studio.’’
Al Malindi District Hospital, Eleonora fa veramente di tutto. Dalla sala operatoria dove é il secondo chirurgo alle visite nei reparti di pedatria e maternitá, oltre alle ricerche per la sua tesi.
"Il Dottor Buni é il mio tutor mi ha presentato a tutto lo staff dell’Ospedale e questo mi ha consentito di aver libero accesso a tutte le aree che mi interessano di piú - spiega Eleonora - Grazie a lui ho potuto consultare gli archivi degli ultimi due anni ed é stato fondamentale per la mia ricerca, ma anche per conoscere meglio la realtà della costa del Kenya: alcune diagnosi non avevano senso, non erano coerenti e non rispettavano la ‘’logica occidentale’’, e' difficile capire come intervenire su determinate patologie pensando di operare come se fossimo in Italia. Mi ha interessato molto anche il lavoro investigativo, legato appunto alla mia tesi di trovare quali fossero le principali cause di morte in bambini ed adolescenti. La polmonite, prima ancora che la malaria, e la malnutrizione. Che non significa denutrizione, ma mancanza di alimentazione varia".  
Secondo Eleonora la medicina generale al District Hosptal è ad un livello soddisfacente.
"I dottori locali sono medici "da campo", sanno giostrarsi bene. Semmai c’é carenza di specialisti, manca una vera e propria preparazione tecnica.
Poi ci si scontra con i problemi dell’Africa, la mancanza di corrente, la fatalitá con cui viene affrontato ogni genere di problema (se un macchinario non funziona, non essendoci un tecnico si prova a spegnerlo e riaccenderlo finché riparte…forse hanno ragione loro, ci vuole solo un po’ di pazienza e di ottimismo, ma questo é poco razionale..) 
Alla fine l'apporto della giovane studentessa in questi mesi per l'ospedale di Malindi è stato fondamentale, così come ha permesso a lei di fare ulteriore esperienza.
"E' stata un'esperienza formativa, per la prima volta ho vissuto l'Africa con un progetto mio e un obiettivo specifico che mi ha permesso di cogliere e capire tante sfumature - ammette Eleonora -  In Italia si pensa di piú alla genetica, qui ti scontri con la tematica sociale. Emotivamente non mi interessa la caritá, sono interessata a cogliere le intelligenze e farle fruttare, sollecitarle, perché queste realtá devono crescere da sole. Non si fa del bene ‘’a tempo’’, il successo é quello di fare del bene e insegnare come farlo ma senza presunzione o essere troppo attaccati a quelli che sono i parametri occidentali, qui la realtá é diversa e il modus operandi deve essere di conseguenza efficace ma con i mezzi che si hanno a disposizione".
Tra qualche giorno la dottoressa Tundo tornerà a Pavia a lavorare sulle ricerche e le esperienze fatte. Ma il suo è un arrivederci.
"Torneró sicuramente, adesso sento il bisogno di terminare il mio percorso di studi e specializzazione. Vorrei riabbracciare Malindi con una professionalitá maggiore".
E noi aspettiamo altre Eleonore di cui parlare, con orgoglio e gratitudine.

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