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Franco Esposito, 50 anni di Kenya e dalla San Marco al Parlamento keniota

Pioniere di Malindi, il connazionale e cittadino keniota è in corsa alle prossime elezioni

06-03-2017 di Freddie del Curatolo

Il 26 aprile 1967, al fianco del suo mentore Luigi Broglio, il tecnico italiano Franco Esposito era nella squadra che organizzò a nord di Malindi il lancio del primo satellite nello spazio dall'Est Africa.
Oggi, cinquant'anni dopo, il cittadino keniano Franco Esposito, meglio conosciuto dalla popolazione locale come Kasoso Wa Baya, si candida per la seconda volta alle elezioni nazionali per ottenere un posto nel parlamento keniano. Sarebbe il primo "mzungu" italiano ad entrare nel gotha della politica keniana.
In mezzo tra questi due eventi, c'è la fantastica avventura professionale, umana e sociale di un personaggio unico.
"Arrivai in Kenya pochi mesi dopo che il Paese aveva raggiunto l'indipendenza, nel febbraio 1964 - racconta Esposito - l'ingegner Broglio aveva appena firmato l'accordo con il Paese africano per predisporre una base di lancio per satelliti nello spazio a Ngomeni, trenta chilometri a nord di Malindi. Era il primo accordo internazionale che il neo Presidente del Kenya, Jomo Kenyatta, firmava".
Broglio in realtà avrebbe voluto la base italiana a Chisimaio, in Somalia, sul meridiano zero e in un Paese storicamente filo-italiano. Ma il governo di Aden Osman Cadde guardava alla Russia comunista e gli appoggi fondamentali degli americani e della Nato non avrebbero mai offerto i loro indispensabili aiuti.
Così Broglio ripiegò sul -2 dall'Equatore di Ungwana Bay e chiamò un manipolo di tecnici giovani e capaci.
"Tornai in Kenya l'anno dopo - prosegue Esposito -  e poi fui mandato a perfezionarmi negli Usa. Ma dal 1966 la mia vita africana al servizio dell'Italia iniziò.
Installare le piattaforme di lancio fu un'avventura indimenticabile, gli stessi americani non riuscivano a capacitarsi che avessimo sistemato tutto in meno di sei mesi e che durante le fasi della messa in opera non ci fosse scappato il morto. Usavamo anche mezzi di fortuna, ma eravamo giovani e incoscienti. Per salire sulle piattaforme usavamo scalette di corda improvvisate e per issare Broglio usavamo le stesse corde, e lui si infilava in un secchio".
Ho lavorato a fianco di Luigi Broglio 36 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 2001. Dopodiché ho lasciato la base S.Marco annunciando che non avrei potuto avere altri superiori nel mio lavoro, dopo aver lavorato con il più grande di tutti, il padre della fisica aerospaziale italiana. L'anno successivo ho deciso che sarei rimasto a vivere per sempre in quello che ormai era diventato il mio nuovo Paese e ho avviato le pratiche per chiedere la cittadinanza keniana".
Nel frattempo Esposito si è sposato con una ragazza olandese che lavorava come tour leader in un resort di Malindi e ha avuto un figlio, che oggi vive in Sudafrica.
"A quei tempi, e fino alla metà degli anni Ottanta - ricorda il candidato alle elezioni keniane - Malindi era una meta di turismo di altissimo livello. C'erano hotel di lusso come il Sinbad e il Lawford's, arrivavano attori americani e personalità da tutto il mondo. Noi del Centro Spaziale il sabato sera venivamo a Malindi in cerca di divertimento, si andava a ballare. Fu così che conobbi la mia futura moglie, con la quale più avanti avrei aperto il Woburn Residence".
Durante gli anni alla base di Ngomeni, Franco si distingue insieme ad altri colleghi, per progetti sociali di aiuto alla popolazione locale. Quasi sempre si tratta di iniziative private, portate avanti con le proprie risorse economiche. E' a capo della costruzione della prima scuola elementare del villaggio di Ngomeni, poi fa costruire alcuni pozzi in zone particolarmente aride ed altri edifici che ancora oggi sono adibiti ad uffici o a locali di pubblica utilità nel distretto di Magarini.
"E' stato così che gli anziani di Magarini e dintorni, il "Consiglio degli Elders", mi hanno chiesto di entrare in politica, nel 2007. Vedevano in me un possibile tramite onesto che avrebbe davvero fatto i loro interessi. Mi portarono a fare un giro nell'entroterra più povero e dimenticato e vidi situazioni che avevano bisogno di essere portate all'attenzione di Nairobi. Ma non ero convinto di essere così popolare presso chi mi avrebbe dovuto votare. Chiesi agli elders se erano così sicuri  che la loro gente avrebbe votato un bianco, un "mzungu". Mi risposero che ormai non ero più un mzungu e che se ci fossimo tagliati, il sangue che ne sarebbe sgorgato era lo stesso. Con una cerimonia sacra mi diedero un nome Mijikenda, Kasoso Wa Baya. Il "kasoso" è un uccello piccolo ma testardo e molto intelligente, secondo i vecchi saggi mi rappresentava benissimo".
Così Kasoso Wa Baya prova a portare la sua professionalità e le sue idee di sviluppo a Nairobi, ma le sciagurate elezioni di dieci anni fa andarono a ramengo per tutto il Paese, e questa volta la parola "broglio" per Esposito non evocava più il celebre amico scienziato, ma una pratica che non permise al primo italiano di sedere nel Parlamento del Kenya.
"Alle elezioni successive, quelle del 2013 - spiega il connazionale - era entrata in vigore la nuova costituzione che permetteva solo a chi aveva la cittadinanza da almeno dieci anni di candidarsi come MP. Ed io per soli due mesi fui eliminato dalla contesa. Ma il Cielo mi ha dato un'altra possibilità e ho deciso, per la promessa fatta alla gente di Magarini, di ripresentarmi per le prossime elezioni di agosto. Lo faccio con un programma che pone come priorità l'educazione e la sanità, ma anche lo sviluppo industriale e il miglioramento dei servizi e delle infrastrutture per il bene del turismo sulla costa".
Franco Kasoso si presenta per il KADU ASILI, formazione indipendente della costa più vicina alla maggioranza che all'opposizione, ha le idee molto chiare ed è pronto a trasformarle in progetti, e soprattutto ha una visione ben diversa da molti politici keniani della "cosa pubblica". 
"Se sarò eletto - rivela Esposito - devolverò l'intero stipendio, che sarà utilizzato per opere sociali nel distretto di Magarini, decise di volta in volta da un'assemblea di cittadini. Se vorranno privilegiare la sanità, l'educazione, l'agricoltura o altri bisogni, sarò d'accordo. Sarebbe bello che, almeno in parte, tutti i parlamentari facessero così".
Noi a Malindi e dintorni facciamo il tifo per Kasoso Wa Baya.
E non solo perché è italiano.
 

TAGS: Franco EspositoKasoso Wa BayaSan Marco Malindi

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