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Tomasi: Kenya, dove la Natura è arte assoluta

Intervista all'artista concettuale che vive a Malindi

13-08-2019 di Freddie del Curatolo

Gianpaolo Tomasi è un artista concettuale riconosciuto a livello internazionale.
Da tempo ha eletto il Kenya e Malindi ad ideale spazio creativo e dimensione di vita.
Malindikenya.net lo ha incontrato alla vigilia dell’inaugurazione, domenica 18 agosto alle 17, della Galleria d’Arte al 7 Islands di Watamu che segue un grande allestimento al Majlis Resort di Manda Island a Lamu, solo per citare i progetti più recenti.

Il Kenya per te continua ad essere grande fonte d’ispirazione, anzi sembra diventato indispensabile per lanciare messaggi “multidirezionali”: dall’Africa al Mondo Occidentale e viceversa, ma anche dall’Africa all’Africa stessa. E’ così?
“In effetti il più grande Artista Creativo che questo pianeta abbia mai ospitato è femmina, si chiama Madre Natura e qui in Kenya ha dato il meglio del suo repertorio. Noi esseri umani spesso cerchiamo di copiare le sue grandi performance ma non sempre ci rendiamo conto di essere tra i soggetti delle sue opere. Da questa consapevolezza è nata la mia scelta, tredici anni fa, di iniziare umilmente a prendere lezioni da questa vera Maestra. Ed eccomi ancora qui a Malindi, dove cielo, terra ed oceano s’incontrano creando uno spettacolo a cui difficilmente si può rinunciare”.

Nel tuo caso l’arte è anche comunicazione, che ruolo ha l’energia di questo luogo in tutto ciò?
La Natura è in grado di comunicare senza implicazioni di razza, di età, religione e ideologie. Seguendo il suo esempio, cerco di creare opere che parlino a tutti e che possano suscitare nello spettatore soprattutto stupore, meraviglia.
Quando produciamo arte, questa necessariamente viene esposta e condivisa da tutti quelli che la circondano in un tempo a volte molto lungo, sono convinto che il contributo che essa possa dare alle generazioni influenzi pesantemente la loro crescita. La Natura ci mostra quotidianamente la bellezza, che è diventato lo spirito guida del mio lavoro.
Perché é importante crescere circondati dalla bellezza?
Ognuno di noi dovrebbe chiedertelo e sono sicuro che troverebbe una buona risposta del perché esiste l'arte. Le opere stesse ti mostrano i motivi.

Animali, fiori, donne...nelle ultime produzioni sembri concentrarti sul monotematico. E' un messaggio voluto o solo un'esigenza artistica?
Il lavoro sui fiori nasce dall’idea di veri e propri ritratti vivi. Quando li osserviamo tutti insieme ci regalano un grande senso di armonia e ci stupiamo della loro incredibile diversità. Ma se mettessimo al loro posto dei ritratti di esseri umani diversi di razza fra loro l'effetto sarebbe decisamente diverso, quindi questo lavoro é un invito a una profonda riflessione che la diversità in natura ci dona.
Il Tributo all'immagine femminile nasce invece dalla fortuna di aver avuto un buona Madre che ha saputo amarmi e proteggermi come tutte le madri di questo mondo dovrebbero fare con i loro figli. La donna é bellezza pura. Piena di grande ispirazione per me e il lato femminile che è anche negli uomini (XX XY) ci costringe a una forsennata ricerca dell'altro o altra. Ne siamo attratti come da un potente magnete e come neonati ce ne vogliamo nutrire. 

La tua attenzione all'universo femminile si traduce in opere sublimi: hai destato scalpore e polemiche con la tua donna araba con il fiore d'oppio in mano e legandole al problema dell'infibulazione. Con le donne "immaginarie" d'Africa cosa hai voluto raccontare? 
Ha volte mi piace trattare tematiche umane forti piene di sofferenza ma sempre attraverso la bellezza che deve essere la prima percezione visiva di un lavoro anche per rispetto dei bambini che spesso sono attenti osservatori ma che solo da adulti potranno comprendere il vero significato dell'opera. Osservando e il contenuto puoi scoprire che la sua forma ci racconta qualcosa di terribile come ad esempio le mani unite e aperte di una giovane sposa Swahili che mostrano un ago col filo. “Taglia e cuci”, il titolo che ho scelto ci racconta un dramma umano. 

Resort di alto livello in luoghi bellissimi come Majlis e Seven Islands, ristoranti di Malindi e Nairobi (Baby Marrow, La Terrazza), spazi creativi (Shala Heart) e addirittura lodge di lusso in savana (Campi Ya Kanzi).  Ci racconti come sono nate le tue collaborazioni per portare la bellezza in strutture di hospitality? 
Un imprenditore, per quanto attento, preparato e motivato, se è aperto a collaborazioni costruttive, necessita per il suo business di avere un buon osservatore che, con la mente sgombra da problemi ed altre dinamiche, si possa concentrare su come migliorare a livello visivo, ma anche creativo, la sua azienda. Questa figura, se parliamo di benessere, accoglienza e perché no, nutrizione, si occuperà di equilibri, proporzioni, colore, illuminazione. Gestirà forma e materia e consiglierà strategie.
Resort a più stelle, hotel, centri benessere e ristoranti sono i nuovi templi di quest’epoca e anche loro hanno bisogno di arte, armonia e bellezza per attrarre il maggior numero di clienti, esattamente come i milioni di fedeli che ancora oggi visitano i luoghi di pellegrinaggio godendo di tanta meraviglia.  

L'arte purtroppo non è riuscita a salvare l'Italia...ce la può fare in Africa? E come?
Nel suo significato più sublime l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità e dell'animo umano.
Credo che l’arte possa ancora aiutare il mondo occidentale e personalmente credo che l'Africa anche in questo caso abbia un ruolo di Madre per ogni cosa, essendo il punto di riferimento dove tutto è nato, partendo dall’umanità. 
Sarà inevitabile affidare ai futuri osservatori la possibilità di suggerire nuove strategie per ritrovare l'armonia tra la natura e noi esseri umani e sono convinto che questo processo sia già incominciato, non a caso oggi giovani donne, e dico Donne, si ergono a paladine per la salvezza del pianeta, questo é un gesto di assoluta creatività Artistica con rari casi in passato, ma ora é sempre più diffuso. Mia figlia Morea, universitaria a Pavia, vuole laurearsi in Biologia Marina. Nessuno in famiglia ha intrapreso questa strada in passato, eppure mi scrive che è convinta che quella strada la renderà felice. Il processo é già iniziato e per imitazione e esponenzialita conquisterà molti giovani e meno giovani che cambieranno le cose in meglio. 

In questo senso che ruolo può avere Malindi? 
Malindi ha un ruolo fondamentale: il grande Direttore Artistico ha disegnato per tutti noi una enorme “Cocoon” dove possiamo rinascere abbracciando la Natura. Il ruolo di posti come Shala Heart basati sul benessere fisico, mentale, arte, bellezza, creatività, buon cibo, avranno un grande successo nel prossimo futuro per tutti coloro che sentono il bisogno di recuperare l'afflato con la natura verranno a Malindi e in Kenya che é da sempre la nostra Cocoon. In più Malindi ha gli spazi per imporsi come polo fieristico, per l’arredamento, l’artigianato, il design. Malindi ha gli spazi e il Kenya ha talenti artistici da coltivare ed imporre.

I progetti di Gian Paolo Tomasi, ma anche idee e suggerimenti per il prossimo futuro?
“Sono concentrato sull’osservazione. Mi piacerebbe aprire un “Academy of Observation” e trovare dei sostenitori. Sto lavorando a un programma di materie e studi per raggiungere livelli alti di osservazione, dallo studio della proporzione aurea a punti di vista orientali, insomma la maggior parte delle materie basate sul l'osservazione silenziosa del  reale fatta in assenza della parola, prima forma di immagine virtuale. Parlando dei miei progetti visivi e concettuali sto pensando a un lavoro sul corpo, o meglio l’unione tra Femminile e Maschile. Non pensate male...sappiamo che la pornografia é ormai uno dei principali mercati mondiali, a mio giudizio anche per colpa dei tabù che ruotano attorno alla nostra intimità. In poche parole cercherò sempre di stupire, per primo me stesso, attraverso quello che é per me pura meditazione visiva

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