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TURISMO

10 consigli utili per fare un buon safari in Kenya

Il safari è un'esperienza speciale, non organizzatelo con leggerezza

03-08-2018 di redazione

Ricomincia la stagione ed è tempo di safari, per chi viene in vacanza in Kenya.
Agosto è uno dei mesi più belli per scoprire la savana ed i suoi abitanti.
Particolarmente la natura, che dopo le grandi piogge, è al massimo del suo splendore.
Tra pochi giorni nel Masai Mara inizia anche la grande migrazione...insomma godetevi un buon safari ma, specialmente chi lo farà per la prima volta, seguite queste dieci regole d'oro per organizzarlo e viverlo al meglio! 

  1. Il safari ideale dovrebbe durare minimo tre giorni, non tanto per le distanze da coprire in macchina, ma per la meravigliosa esperienza di alzarsi all’alba in savana e andare poi a dormire, dopo aver assistito all’emozionante tramonto. Se i giorni di vacanza a disposizione o il budget non lo permettono, almeno due giorni.
  2. Affidarsi ad agenzie serie. Ce ne sono tante buone ed ormai esperte anche tra quelle locali e che non fanno parte dei grandi Tour Operator, ma diffidare di chi vende safari attraverso canali non ufficiali (in spiaggia, ad esempio) o di intermediari. Meglio sempre recarsi di persona in un ufficio (quando c’è) visionare i programmi e se possibile anche la vettura che verrà utilizzata.
  3. Non valutate di risparmiare 20 o 30 euro rischiando di avere poi un servizio non adeguato. Il safari è un’avventura che capita poche volte nella vita, bisogna farlo bene. Si può risparmiare (talvolta) su un ristorante, su un paio di scarpe. Sul safari non conviene.
  4. I safari effettuati con i pulmini costano molto meno, anche perché possono “imbarcare” più persone. Ma a fronte di una spesa minore, sono lontani anni luce da un safari effettuato a bordo di un fuoristrada, anche per l’attenzione riservata dal driver e/o dalla guida esperta a cinque, sei passeggeri. Senza contare che i pulmini non sempre si inoltrano su alcune piste adatte ai fuoristrada.
  5. In un safari di 3 giorni e due notti, informatevi su quanti ticket per i parchi verranno utilizzati, perché un singolo ticket vale solo per 24 ore. Alcuni programmi inadeguati o addirittura ingannevoli propongono 3 giorni con partenze “strane” in tarda mattinata o il primo pomeriggio, e il ritorno nel primo pomeriggio del terzo giorno. Significa comunque restare nel Parco un solo giorno, ma pagare il safari come fossero due. Il resto è una (bella, per carità) gita in Africa, che però costerebbe molto, molto meno.
  6. Chiedete sempre se il “lodge” o campo tendato in cui alloggerete si trova dentro o fuori dal Parco Nazionale. Un safari venduto allo stesso prezzo (o anche a prezzo leggermente inferiore) ma con alloggio fuori dal parco, specialmente a Voi sull’autostrada Mombasa-Nairobi, non è il massimo. E anche dover uscire ogni volta per consumare il pranzo, significa perdere tempo utile a girare meglio la savana.
  7. Chi vi propone i “fuoripista”, ovvero deviare dalle piste preordinate nei Parchi Nazionali, sta commettendo un’infrazione. Ma non è solo questo: così facendo si danneggia la Natura e si creano disagi e stress agli animali. Se tenete all’ambiente e ai loro sempre più rari abitanti originali, non incitate il driver ad uscire dalle piste, e non accettate il suo eventuale comportamento che va contro le regole.
  8. Un abbigliamento adatto aiuta sicuramente a godersi al meglio il safari: prevedete un cappello o un copricapo, data la possibilità sui fuoristrada di poter ammirare la savana e gli animali dal tettuccio. Al momento, per l’emozione e il vento,  non sentirete il sole in testa. Il safari non è una giornata in spiaggia: prevedete delle scarpe chiuse o semichiuse, evitate la savana in infradito (sono state avvistate anche donne con i tacchi)! Per la sera, prevedete una giacchetta o un golfino, in savana spesso c’è escursione termica.
  9. Cercate di avere un’attrezzatura fotografica adatta. Godetevi semmai lo spettacolo della savana e dei suoi animali con i vostri occhi. Un errore che fa spesso chi va per la prima volta in safari è quello di scattare migliaia di foto inutili e quasi tutte uguali con macchinette con zoom limitati o addirittura con il cellulare, con il risultato di avere migliaia di animaletti lontani che era meglio guardare che rinchiudere in uno schermino da un pollice e mezzo.
  10. Evitate di perdere tempo nei negozietti di souvenir lungo la strada che vi porta ai Parchi Nazionali. Spesso queste soste sono solamente un espediente per consumare meno ore in savana e per guadagnare commissioni dai negozianti. Nei bazar alle porte dei Parchi ci sono più o meno gli stessi oggetti di artigianato locale che trovate nelle località turistiche, e spesso costano anche più cari.

(con la collaborazione di Camilla Frasca Caccia – Bushcompany Safari Kenya)

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