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LUTTO

Addio Ernesto, sereno "questore" di Malindi

Un saluto ad un connazionale che ci ha lasciato

05-04-2019 di Freddie del Curatolo

A Malindi siamo soliti, come nei piccoli Paesi italiani senza tempo, quelli dove tutti si conoscono e dove ognuno, suo malgrado, diventa un personaggio magari a sua insaputa, solo perché frequenta i bar e si intrattiene qualche minuto in più del consentito a chiacchierare con tutti, darci dei soprannomi.
Abbiamo avuto un "Comandante", c'è un "Capitano", abbiamo "L'avvocaticchio" e "Il ragioniere", c'è "L'artista" e "Il filosofo", e tanti altri appellativi a volte scherzosi, a volte più autentici di un nome di battesimo. Non attingono solamente dalla professione del passato, da un'aspirazione o un modo di vivere: c'era anche il "Coca Cola" ed altri molto più coloriti. 
Ernesto Bramante era per chi lo conosceva, "Il questore". 
Niente di strano, dato che per una vita aveva servito il Paese nella Polizia di Stato, fino ad arrivare a una delle più alte cariche.
Ma a Malindi Ernesto era soprattutto Ernesto.
Una persona affabile, di poche e sensate parole, un uomo colto, misurato e soprattutto simpatico.
I napoletani solitamente sono personaggi solari, straripanti, a volte invadenti.
Ernesto in questo era meno napoletano di altri, la sua passione vesuviana la ritrovavi nel tifo per gli azzurri, di cui se possibile non si perdeva una partita, in un bar come al Casinò.
Con Ernesto si parlava di politica, di calcio, di Africa e di cose di tutti i giorni.
Ogni tanto raccontava della carriera che l'aveva portato a cambiare città come paia di scarpe, tra Roma, Torino, Imperia, Teramo e altre destinazioni.
Poi la scelta di una quasi stanzialità che lo ripagasse di tanto vagare.
Senza spocchia, con una tranquillità che abbinava le sue origini ai ritmi lenti del Kenya, Ernesto ti faceva capire che amava passare gran parte della sua vita a Malindi. Se c'era una festa, pur senza eccessi, lo trovavi nel mezzo del divertimento, come nella foto inviataci dal suo caro amico Aldo, durante una festa maasai. Le passeggiate in spiaggia, una cena da amici, i settantanni ormai superati portati con eleganza.
Se n'è andato due giorni fa, improvvisamente per un malore nella sua casa malindina.
Qualche giorno fa lo avevamo incontrato come sempre davanti a un caffè. Un sorriso, un saluto, l'aria serena di chi stava proprio bene.
Addio Questore, ti sia lieve la terra d'Africa.
Alla figlia Laura un abbraccio da malindikenya.net. 
Papà era forte.
 

TAGS: ernesto bramantelutto malindiitaliani kenya

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