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Al cinema la storia di Cavendish, dal Kenya ai diritti per i disabili

Paralizzato dalla polio a Nairobi nel 1958, girò il mondo con la moglie

13-11-2017 di redazione

L'incredibile storia di Robin Cavendish approda al cinema in questi giorni.
"Breathe" il titolo originale del film, che sarà nelle sale italiane da questa settimana con il titolo "Ogni tuo respiro".
Si tratta di una produzione hollywoodiana che ha per protagonista il giovane Andrew Garfield (Spider Man, The social network) che interpreta il protagonista di una storia vera del secolo scorso che parte dal Kenya.
Cavendish si era innamorato del Kenya a vent'anni, durante il servizio militare nell'esercito della Regina, proprio nell'allora colonia britannica in Africa.
Tornato in patria e terminati gli studi universitari, volle tornare a vivere a Nairobi con la moglie Diane e si dedicò al commercio e alla vendita di té, sulle colline di Ngong.
Qui, nel 1958, contrasse una grave forma di poliomelite che dapprima gli causò forti problemi respiratori, poi lo immobilizzò fino al collo.
Dopo un anno passato in un ospedale keniano, mentre fuori divampava la lotta per l'Indipendenza del Paese, Cavendish contro il parere dei medici decise di uscire, respirare grazie a una moderna strumentazione (per i tempi) e soprattutto fabbricandosi una sedia a rotelle applicabile ad un furgone con il quale avrebbe viaggiato prima in Kenya e poi in Inghilterra dove tornò a vivere, infine in giro per il mondo.
Così divenne il più importante avvocato per i diritti dei disabili.
Cavendish è morto nel 1994 all'età di 64 anni, passando alla storia anche come il più vecchio malato di polio mai esistito.  
Il film, basato sui racconti del figlio di Robin, Johathan, è stato diretto dall'attore e regista Andy Serkis.

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