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Esondazione Galana: danni all'agricoltura

Distrutti raccolti di mais e coltivazioni vicino Malindi

26-04-2018 di Redazione

"Duecentomila metri quadrati di colture , pomodori, cipolle, angurie e mchica tutto quasi pronto per i feeding program di oltre cinquecento bambini. Tutto distrutto. Un'enorme tristezza."

Il desolante commento del Presidente della NGO italiana Karibuni, Gianfranco Ranieri, é una delle testimonianze significative di una giornata tremenda per tutto l'entroterra di Malindi.

La piena del fiume Galana che é uscito dai suoi argini naturali a partire dal Parco Nazionale dello Tsavo ha avuto conseguenze devastanti sull'agricoltura dell'intera zona. 

Migliaia di acri seminati a mais, ortaggi e verdura sono stati allagati, e i raccolti distrutti.

Centinaia di famiglie hanno perso il loro sostentamento principale, se non addirittura la loro casa. Danni incalcolabili considerando che questo é il periodo della semina e, per alcuni prodotti, del raccolto.

Una sciagura causata dalle piogge torrenziali cadute a nord del Paese e che anche verso la foce del Galana ( che prende il nome di Sabaki ) hanno fatto esondare il fiume.

Questi danni alla povera gente locale si uniscono a quelli subiti dai proprietari di lodge e campi tendati in savana, molti dei quali sono stati sommersi dalla furia delle acque. Nei prossimi giorni, sperando in un miglioramento delle condizioni metereologiche si potrá fare la conta delle perdite.

 

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