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Il Kenya di Lerner, tanta realtà e poco sensazionalismo

A Malindi siamo riusciti a mostrargli le differenze al di là dei luoghi comuni

13-11-2017 di Freddie del Curatolo

Quando abbiamo deciso di scortare Gad Lerner e l'entourage della sua trasmissione "Ricchi e Poveri" in giro per Malindi, sapevamo che il rischio di imbatterci in un personaggio, e relativo  "format", che aveva già in mente cosa voler portare a casa di quella breve esperienza era molto alto.
Lerner arrivava da Nairobi e da sensazioni forti, le visioni della discarica di Dandora e dello slum di Kibera, e si aspettava forse di vedere a Malindi la stessa dissonanza tra benessere e miseria.
Noi di malindikenya lo abbiamo portato da dipendenti locali di residenti italiani che hanno mostrato loro una povertà dignitosa, ben lontana da quella della capitale, che hanno confermato la generosità degli italiani, specialmente contrapposta a quella di altri stranieri e degli stessi connazionali ricchi.
Motivi confermati anche dalla breve intervista ai coniugi Cecchetti, che hanno raccontato la loro vita da pensionati a Malindi e il loro sereno rapporto con il loro staff. 
Altre scene rilevanti del servizio sul Kenya hanno riguardato il People, ritrovo dei residenti e dei pensionati di Malindi.
Lerner si è seduto al tavolo per cercare di capire di più dai connazionali che vivono o trascorrono parecchi mesi in Kenya.
Il dato più rilevante è la sensazione di sicurezza e la percezione di un rapporto per nulla traumatico con la popolazione locale, pur con le inevitabili e grandi differenze economiche e sociali.
E' inutile far apparire una Malindi che non esiste, nel bene e nel male. La crisi del turismo, che si è spostato verso Watamu, è un dato di fatto, così come che la comunità italiana non rappresenta più da un pezzo la "ricchezza" della cittadina.
Men che meno i personaggi da bar, che hanno le loro convinzioni, giuste o sbagliate che siano.
Insomma, alla fine pochi danni e la sensazione che la "linea editoriale" che sembrava animare Lerner e il plot del suo "Ricchi e Poveri" prima di arrivare a Malindi, abbia subito quel minimo di deviazione, almeno verso il didascalico.
Mostrare le cose come stanno, perché se il rapporto tra miseria e ricchezza fosse dappertutto quello che alberga a Malindi, sicuramente questo mondo sarebbe leggermente migliore.
Nella prima puntata della sua trasmissione hanno fatto più riflettere certe situazioni italiane ed europee, di quelle keniane.
D'altronde non è così vero, come gli è scappato da dire all'arrivo a Nairobi, che "Malindi è la porta accanto" di Dandora. 
Così come lo stesso giornalista e la sua redazione si sono resi conto, dalle altre interviste che poi non hanno mandato in onda (e anche da quella di Armando Tanzini che a modo suo ha spiegato che "la povertà degli africani è la loro ricchezza, che sono dei principi e non lo sanno") che Malindi sfugge ai luoghi comuni e alla retorica che a volte sta così bene nelle trasmissioni della tv di Stato.
Insomma, sarà che ci aspettavamo il peggio, ma il risultato alla fine rispecchia abbastanza la realtà.
E un piccolo merito in questo, ce lo prendiamo anche noi.

TAGS: lerner kenyamalindi ricchi e poverigad lerner malindi

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