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Italiana rapita a Chakama: ultimi aggiornamenti

Proseguono le ricerche serrate per trovare Silvia e i suoi sequestratori

21-11-2018 di redazione

Diciotto ore dopo il rapimento della volontaria italiana Silvia Romano, ventitreenne milanese che prestava la sua opera sociale per la Onlus Africa Milele nel villaggio di Chakama, a più di sessanta chilometri dalla costa keniana, nella valle del fiume Galana, proseguono serrate le ricerche della banda di malviventi composta probabilmente da cinque o più persone (questo il numero esatto, secondo le numerose testimonianze raccolte in zona) che prima ha assaltato un negozio di beni di consumo nella piazzetta del piccolo villaggio e poi ha fatto irruzione nel children centre, portando via la ragazza e sparando in aria. 
LEGGI QUI IL PRIMO COMUNICATO
Dapprima si era pensato che anche uno dei responsabili della struttura, un uomo di etnia masai, fosse stato rapito perché irreperibile ma successivamente è stato trovato, mentre qualcuno si era messo alle calcagna dei banditi, sperando di poterne tracciare la fuga e aveva trasmesso a lui le indicazioni.
Da questa notte e successivamente nella mattinata, le forze dell'ordine keniane con il supporto logistico delle autorità locali italiane si sono messe alla ricerca dei fuggitivi, che dopo aver oltrepassato il fiume Galana hanno fatto perdere le loro tracce.
In mattinata tutte le vie di fuga della zona del Galana erano state bloccate e con mezzi di terra ed elicotteri si sta scandagliando la vasta e in parte inesplorata zona, con un massiccio spiegamento di agenti e militari.
Intanto a Chakama si susseguono le testimonianze, alcune attendibili altre meno, che affollano blog e media locali e rimbalzano sulla stampa online di tutto il mondo. 
Secondo un testimone oculare della scena, in un'intervista all'emittente locale KTN ripresa dall'edizione online del quotidiano "The Guardian", i banditi che hanno fatto irruzione sparando colpi in aria nel children centre erano in tre e cercavano soldi o oggetti da rubare.
La ragazza sarebbe uscita dalla stanza impaurita e la banda l'avrebbe sequestrata, prendendo la via del fiume. Secondo un ospite della Onlus Africa Milele invece i rapitori avrebbero chiesto dove si trovasse la "mzungu".
Secondo altre ricostruzioni, i criminali non si sarebbero qualificati come militanti, né parlavano arabo. Sembrerebbero più affiliabili ai pastori di etnia Orma che popolano da tempo la zona, in regime di semi-nomadismo.
Ma ancora non è possibile fare supposizioni veritiere sui motivi dell'azione criminosa e sulle generalità dei malviventi.
Le autorità keniote stanno valutando tutte le possibili ipotesi.
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TAGS: chakamaitaliana rapitaafrica milelesilvia romano

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