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Kenya: prigione per chi lascia costruzioni a metà

Ecco le nuove regole dell’edilizia keniota

09-09-2019 di redazione

Fino a cinque anni di prigione più sanzioni pecuniarie a chi non termina costruzioni di edifici iniziate.
Questa è una delle nuove leggi annunciate dal Ministro dei Terreni Farida Karoney nei giorni scorsi, per punire l’edilizia selvaggia in Kenya.
Già da tempo nel Paese è attiva la legge che obbliga i proprietari di terreni edificabili a presentare un progetto di costruzione entro tre anni dall’acquisizione del terreno. Ma ora ci sono obblighi anche per la durata dei lavori del cantiere: se entro cinque anni il progetto non è portato a termine o viene lasciato a sé stesso, come appare in tanti “ecomostri” ormai presenti in Kenya, il proprietario potrà essere incriminato e rischia fino a cinque anni di prigione. Non solo: d’ora in avanti non sarà possibile aprire attività in un edificio parzialmente costruito, né risiedervi.
Il Governo delegherà il relativo ministero di ogni contea a far rispettare queste regole ed altre minori che riguardano le certificazioni dell’autorità dell’ambiente per l’impatto (NEMA), le costruzioni nei pressi di monumenti nazionali ed altro.
Questo viene considerato il primo passo verso una legge, che era stata annunciata due anni fa anche dal Ministro del Turismo Najib Balala, per la quale tutti gli edifici latenti che non sono stati ultimati e che sono stati lasciati cadere in rovina, per dispute o altre motivazioni, dopo aver ricevuto un ultimatum (ancora da decidere il tempo a disposizione) potrebbero essere requisiti dal Governo e abbattuti e i terreni sequestrati e rimessi all’asta.

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