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Kenya: ricevono una telefonata da Dio e si conoscono

Due sconosciuti di Kilifi ora sono in tour per il Paese a portare la pace

01-03-2013 di Freddie del Curatolo

In Kenya si sa, il telefonino è l'oggetto più utillizzato dalla povera gente.
Più delle scarpe e dei materassi su cui dormire.
Con i telefonini qui si possono inviare e ricevere soldi, si può parlare anche con i maasai delle riserve sperdute. Ma non è da tutti i giorni ricevere una telefonata che arriva direttamente da Dio.
Specialmente se si è in due ad ascoltare lo stesso messaggio, ad almeno cento chilometri di distanza l'uno dall'altro e senza essersi mai conosciuti prima d'ora.
In tanti, non solo i protagonisti della storia, giurano che questo sia accaduto nell'entroterra della costa del Kenya a Samuel Katana, fedele di una chiesa di Magarini, cinquanta chilometri a nord di Malindi, e a Isaac Ndune di Kilifi, cinquanta a sud della più nota località situata sulle rive dell'Oceano Indiano. "L'altra sera, mentre dormivo, mi è arrivata una chiamata - racconta Katana - Era il Signore, l'ho capito subito. Mi ha detto che avrei dovuto mettermi in cammino e attraversare tutte le 47 province del Kenya per portare un messaggio di pace in vista delle elezioni, che tanto odio hanno scatenato cinque anni fa. Ha aggiunto che non sarei stato solo in questa missione".
Dall'altra parte Ndune conferma: "Anche a me è arrivata la stessa chiamata. A me Dio ha detto che avrei incontrato un'altro cristiano e che con lui sarei andato in pellegrinaggio".
L'incontro è avvenuto ad un meeting religioso della Diocesi di Kilifi.
I due, non conoscendosi, hanno raccontato ai fedeli la stessa storia e, imbracciando una bibbia, hanno salutato i presenti e si sono messi in marcia.
Ora, aiutati da qualche buon samaritano, dopo aver toccato i distretti del Tana River, quello di Kilifi e di Mombasa, stanno raggiungendo il nord del Paese e già la voce si è sparsa, tanto che in ogni villaggio c'è chi è pronto ad ospitarli e dare loro da mangiare.

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