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Kenya: un futuro senza gli storici matatu?

Mai in regola e responsabili di troppi incidenti stradali, oggi è sciopero

12-11-2018 di Freddie del Curatolo

I trasporti pubblici (o per meglio dire, "di massa") in Kenya rischiano di perdere uno dei loro storici simboli: il matatu.
I pulmini collettivi, nati negli anni Ottanta per garantire i piccoli spostamenti che i mastodontici bus non coprivano e cresciuti d'importanza con lo sviluppo di Nairobi, Mombasa e delle altre città del Paese, oggi rappresentano il modo più economico per spostarsi.
Ma sono anche i mezzi meno in regola e più portati a trasgredire le norme stradali e quelle di sicurezza e le istituzioni (stante la lotta serrata alla corruzione, che non è solo quella negli alti uffici ma anche quella serpeggiante agli angoli delle strade).
Quindi il Ministero dei Trasporti e la locale Motorizzazione Civile (NTSA) hanno deciso di attuare da oggi un serrato giro di vite per regolamentare i matatu: controlli sulle licenze, sulla sicurezza (ad esempio non potrebbero trasportare più di 14 persone a bordo ma spesso sono molti di più), sulle abitudini dei guidatori (fermate in doppia o tripla fila, salite sul marciapiedi) e sulle loro condizioni fisiche (test alcolemici ecc...) con relative contravvenzioni ad hoc. 
Tra le norme sacrosante, per evitare l'aumento di dati davvero preoccupanti che pongono il Kenya tra le nazioni con la più alta percentuale di incidenti stradali per abitante, anche qualche evitabile scure moralizzatrice: come già accaduto qualche anno fa, l'obbligo di ridipingere di colore unico i matatu, la cui "pop art" è sicuramente uno dei caratteri distintivi dell'espressione popolare in Kenya. 
Oggi i proprietari e conducenti di Matatu a Nairobi sono in sciopero e fin dalla mattina il disagio nella Capitale è evidente.
Tra l'altro lo storico mezzo di trasporto deve fronteggiare inevitabilmente l'era moderna e la crescita del Paese, a dicembre verrà inaugurata la metro leggera che unirà 8 stazioni di Nairobi e si propone di trasportare a prezzi modici 400 mila persone al giorno, d'altronde il traffico metropolitano è diventato insostenibile.
Limitare i matatu a quelli completamente in regola, ma lasciarli colorati e fantasiosi, potrebbe essere la linea d'equilibrio che proporrebbe una particolarità del Kenya, un po' come i taxi e gli autobus londinesi.

TAGS: matatu kenyatrasporti kenya

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