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POLITICA

Kenyatta alla CNN: i debiti con la Cina non ci preoccupano

Il Presidente: "Abbiamo chiesto prestiti salutari a tutti per lo sviluppo"

31-10-2018 di redazione

Durante un'intervista rilasciata in Kenya al noto giornalista televisivo americano Richard Quest per la CNN, il Presidente della Repubblica Uhuru Kenyatta ha risposto a domande anche scomode sulla politica e l'economia del Paese.
Buona parte delle domande dell'intervistatore si sono concentrate sui rapporti-capestro tra il Kenya e la Cina, che risulta essere uno dei grandi Paesi creditori della Nazione e che ha strategie ben precise in Africa.
"E' da tempo che state raccogliendo fondi dall'estero e il vostro rapporto tra debito e prodotto interno lordo si è particolarmente innalzato. La maggior parte del debito l'avete nei confronti della Cina" ha fatto notare Quest a Kenyatta.
"La Cina come molte altri Paesi e molte organizzazioni. Ma ciò non preoccupa più di tanto, sarebbe preoccupante se i debiti che abbiamo contratto venissero usati per le spese ricorrenti del Paese, come elettricità o altro. Invece stiamo utilizzando questi prestiti per colmare il gap infrastrutturale che abbiamo nei confronti di altre Nazioni in crescita, per rendere Nairobi competitiva e piano piano anche il resto del Paese. Chiunque arrivasse oggi dopo dieci anni nella Capitale si renderebbe conto di persona dello sviluppo, di quello che siamo stati in grado di fare grazie ai prestiti internazionali, dalla rete ferroviaria alle strade alla tecnologia. Questo ha dato nuove possibilità di lavoro e crescita ai nostri giovani. Abbiamo raddoppiato le utenze elettriche, dal 32 per cento di dieci anni fa abbiamo dato la corrente al 65% dei keniani".
L'anchor man della CNN ha incassato, precisando: "Il mio punto non è il denaro preso in prestito e il perché, ma chi sta elargendo questo prestito: la Cina. Vi state indebitando troppo con Pechino".
"Stiamo ricevendo prestiti dalla Cina, è vero - ammette Uhuru - ma abbiamo contratto debiti anche con gli Stati Uniti, nel campo della sanità. Stiamo lavorando con General Electric, ad esempio. Per l'energia abbiamo finanziamenti dalla Banca Mondiale e dalla . Abbiamo preso in prestito - il nostro sistema sanitario è denaro [che] stiamo lavorando insieme a società come la General Electric che sono la spina dorsale di quello che stiamo facendo nel nostro settore sanitario. Quando si tratta di energia, stiamo lavorando a stretto contatto con AFD, la Banca Mondiale e la African Development Bank".
"Sì, ma la Cina ha un altro tipo di sistema, e voi lo conoscete bene..." ha ribattuto Quest.
"Conosciamo bene queste argomentazioni, ma la nostra posizione è molto chiara - ha rassicurato Kenyatta -  Abbiamo lacune infrastrutturali che dobbiamo colmare e lavoreremo con partner in tutto il mondo che siano disposti a collaborare e a lavorare con noi per aiutarci a raggiungere la nostra agenda socio-economica. Il Giappone, ad esempio, è il nostro principale finanziatore quando si tratta di tutti i nostri progetti portuali. Oggi, il porto di Mombasa non sarebbe quello che è, senza il sostegno del Giappone. Quando parliamo di elettricità e generazione di elettricità, non saremmo dove siamo senza il sostegno dell'AFD francese. Allora, perché ci stiamo concentrando su un solo prestatore? In realtà, per quanto mi riguarda, abbiamo un mix molto sano di debiti da finanziatori multilaterali che sono fondamentalmente la Banca Mondiale e l'African Development Bank, più  una serie di prestiti bilaterali. Come ho detto, Giappone, Usa, Cina, Francia...Paesi che hanno deciso di lavorare con noi per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi".
"Quindi non è preoccupato dall'Agenda del Presidente Xi Jinping e del suo disegno di portare l'Africa in una più ampia sfera di influenza cinese?" chiede infine il giornalista americano.
"Noi guardiamo la vicenda dalla nostra prospettiva keniota, che è quella del nostro progetto di sviluppo: un progetto economico e sociale che vogliamo realizzare. E per questo siamo disposti a collaborare con tutti i Paesi che ci aiutino a raggiungere il nostro obiettivo".

 

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