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ELEZIONI

Le zone turistiche del Kenya sono tranquille

Ieri caos solo nello slum di Mathare e sul Lago Vittoria

10-08-2017 di redazione

Kenya: le zone frequentate dai turisti rimangono più che tranquille.
Le manifestazioni violente nelle roccaforti dell’opposizione sul Lago Vittoria, a Kisumu, Homa Bay e Kisii, hanno causato un morto e qualche contuso, con alcuni pneumatici bruciati.
Decisamente peggio è andata nel poverissimo slum di Mathare, la baraccopoli alla periferia di Nairobi dove la violenza purtroppo è all’ordine del giorno.
Qui un gruppo di giovani ha inscenato una scorribanda ed è stata fermata dalla polizia.
Durante la colluttazione sono morte due persone e due bambini per via dei lacrimogeni sparati per disperdere i dimostranti.
Il resto del Paese è più o meno tranquillo e attende i risultati ufficiali delle votazioni presidenziali.
Quel che la stampa europea e i media tralasciano colpevolmente di dire è che le zone turistiche, e non soltanto quelle della costa del Kenya, sono attualmente tranquille.
Calma a Mombasa, dove si temevano proteste, specialmente nella zona di Likoni, dove si prende il ferry per andare a Diani e nella costa sud.
Un servizio televisivo ha mostrato un clima sereno e disteso.
Anche a Nairobi la situazione è più che quieta.
“Siamo in safari con clienti atterrati ieri nella Capitale – spiega Emanuele Trabucco, titolare di Paka Safaris e di un B&B a Malindi – e non abbiamo avvertito il minimo sentore di sommosse o manifestazioni poco civili. Ci avviamo oggi con turisti entusiasti verso il parco nazionale del Lago Nakuru e da lì a Naivasha e nel Maasai Mara”.
La conferma di una capitale e dintorni sicuri, con la sola eccezione di Mathare e della zona della discarica di Dagoretti, altro luogo comunque poco raccomandabile, arriva dal ristoratore italiano Gian Paolo Zappa, che da Karen dove lavora ha voluto recarsi in centro a constatare di persona.
“Città semideserta e molto tranquilla – conferma Zappa – anche ai bordi degli slum, Kibera e Mathare, non si è avuta la percezione di scontri e caos”.
Purtroppo qualcosa c’è stato ma fortunatamente (nella drammatica situazione) è rimasto confinato dentro la favela.
Tutto normale anche a Malindi e Watamu, dove si registra afflusso di turisti al mare e nei locali, con l’eccezione di pochi mzungu che hanno preferito chiudersi in casa e seguire le notizie via internet o nei canali della televisione locale.
Purtroppo i media hanno ribattuto immagini e fotografie datate, ad esempio a Kisumu hanno documentato scontri avvenuti il 6 gennaio 2016, prendendo un articolo del Daily Mail e in alcuni casi traducendolo (allora c'erano stati due morti, ieri nessuno).
Le foto di Mathare invece, purtroppo, sono autentiche. Nello slum gli scontri si sono placati dopo i tragici avvenimenti.
Anche per questo motivo Raila Odinga in serata ha ribadito ai suoi elettori di rimanere calmi e non prodursi in dimostrazioni che richiedano l'uso della forza da parte degli agenti per essere fermate.
Ci si augura quindi che non debbano aggiungersi altri eventi del genere alla lista di quelli marginali segnalati e che l’eco di questi episodi non venga amplificata in maniera esagerata dai media, pur garantendo una corretta ed utile informazione.
 

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