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Legge europea a tutela di chi acquista pacchetti vacanze in rete

Anche l'Italia ha firmato l'accordo che cambia le regole delle prenotazioni online

20-05-2018 di redazione

Dal prossimo luglio l'Unione Europea grazie a una nuova legge, tutelerà maggiormente i cittadini che acquisteranno un pacchetto vacanze online.
La legge è stata approvata anche dall'Italia lo scorso 16 maggio.
Le novità sono molteplici, soprattutto per oltre 120 milioni di consumatori europei non ci sarà più il rischio di tranelli e piraterie: chiunque godrà di diritti scritti nero su bianco e in caso di problemi saprà esattamente a chi rivolgersi. 
I viaggi organizzati sono già tutelati dall’inizio degli anni Novanta, ma la protezione ha sempre riguardato solo quelli preconfezionati, scelti all’interno di un catalogo, senza alcuna possibilità di personalizzazione.
Ma in questi ultimi anni internet si è evoluto e sempre più consumatori acquistano vacanze a pacchetto ma non necessariamente da uno stesso operatore né all’interno di un’unica operazione.
E soprattutto, molti prenotano le proprie vacanze online e non più in agenzia di viaggio.

Ecco gli ambiti ai quali si applicheranno:
Pacchetti preconfezionati: quelli già tutelati, in cui un operatore turistico prenota almeno due elementi della vacanza: ad esempio trasporti, hotel e/o autonoleggio;
Pacchetti personalizzati: composti liberamente dal consumatore e acquistati da un’unica impresa, che sia online o offline;
Servizi turistici assistiti: combinazioni di servizi turistici venduti da un’agenzia viaggi tradizionale o da un operatore online che fa da intermediario. In questo caso, l’operatore vende servizi diversi in transazioni distinte. L’esempio più calzante è quello della compagnia aerea che, dopo averci venduto un biglietto, ci propone anche un hotel o un autonoleggio attraverso compagnie collegate.
Non sono previsti invece i servizi turistici singoli, come un viaggio in aereo o una camera di hotel, né i viaggi di lavoro.
Chi prenota una vacanza a pacchetto online è molto meno tutelato rispetto a chi preferisce i preconfezionati: la Ue ha calcolato che le probabilità di avere problemi sono doppie e che, in caso di disservizio, il costo medio per il consumatore è di 600 euro, contro i 200 dei pacchetti tradizionali.

I nuovi diritti.
A volte capita che al momento di pagare l’importo sia superiore rispetto al momento della prenotazione. Questo è legato agli eventuali aumenti di carburante, tasse e oscillazioni dei tassi di cambio: la nuova direttiva prevede che questi non debbano superare il 10% e che, in caso di aumento superiore dell’8%, si possa recedere gratuitamente;
L’azienda dovrà indicare in modo chiaro se il servizio che sta offrendo è un pacchetto e quali sono le tutele previste in caso di problemi. Acquistando online su siti diversi, infatti, non sempre si ha l’impressione di aderire a un pacchetto perché non sempre è esplicito il legame commerciale - ad esempio - tra una compagnia aerea e una di noleggio auto;
In caso di disservizi il responsabile è sempre l’organizzatore. Anche quando i servizi non vengono erogati direttamente da lui. Sempre l’organizzatore deve gestire tutti i reclami e le denunce: il punto di contatto è unico. Gli Stati membri possono, in aggiunta, inserire anche il venditore tra i responsabili;
In caso di “circostanze eccezionali e inevitabili” il consumatore ha diritto all’annullamento del pacchetto senza pagare alcuna penale. In altri casi, la direttiva prevede più flessibilità, previo pagamento di un indennizzo all’azienda che ha organizzato il viaggio;
Se il tour operator fallisce il consumatore deve essere totalmente rimborsato e, nel caso in cui la vacanza sia già iniziata, rimpatriato senza spese aggiuntive;
Se il consumatore non può tornare a casa nel giorno stabilito per catastrofi naturali o disordini civili, questi ha diritto a un massimo di tre notti supplementari senza pagare un euro in più.
Si allungano i termini di prescrizione per valere i propri diritti: 3 anni per il danno alla persona e 2 per gli altri danni, a fronte del termine di 2 anni e 1 anno rispettivamente previsti dalla normativa vigente.
La direttiva introduce anche la nuova categoria dei “servizi turistici collegati”: si tratta di due diversi tipi di servizi turistici, che però non costituiscono un “pacchetto” e comportano la conclusione di contratti distinti. A tali servizi turistici collegati sono estese le misure di protezione in caso di insolvenza o fallimento e vengono previsti obblighi di informazione sul fatto che non si tratti di pacchetti turistici. In caso di violazioni, le società del settore dovranno pagare le stesse sanzioni previste per i pacchetti.

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