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INFRASTRUTTURE

Lungomare Malindi: ecco cosa chiediamo

Come rendere la cittadina percorribile prima di Natale

18-11-2019 di Freddie del Curatolo

Mancano ormai poco più di 30 giorni all’inizio dell’alta stagione, contrassegnata dalle ferie natalizie più che dall’inizio della stagione secca che ultimamente, con i cambi climatici in corso, è sempre più virtuale. Una stagione che dovrebbe riattivare il settore turistico del Kenya che, visto dalla sponda italiana, riguarda soprattutto la costa e in particolare le destinazioni della Contea di Kilifi.
Di queste la più rappresentata e rappresentativa rimane Malindi, con il suo satellite (anche se ormai per molti versi rappresenta un pianeta a sé) Watamu. Malindi volenti o nolenti è il cosiddetto “hub”, sia per la presenza dell’unico aeroporto della Contea (se si eccettua il piccolo spazio di atterraggio e decollo di Vipingo, servito dalla compagnia locale Jetlink, utilizzato prevalentemente dai giocatori di golf del campo a 18 buche) che per i servizi che offre, in termini commerciali e di sanità.
Malindi quest’anno dovrebbe beneficiare di aiuti alle sue infrastrutture e di rinnovamenti grazie a fondi della Banca Mondiale, dell’Alto Commissariato Britannico e del Governo di Contea stesso.
Infatti alcune opere sono già in corso d’opera e si spera possano essere terminate prima di Natale, quindi dare giovamento al settore turistico, oltre che agli utenti tutti della cittadina, in prossimità dell’alta stagione. Tra qualche giorno i lavori di posa di tubature per il drenaggio delle acque piovane alla rotonda che stanno intasando il traffico cittadino dovrebbero essere ultimati e la strada richiusa ed aperta nuovamente alle auto. Proseguono anche i lavori di pedonalizzazione di Tuva Road, dietro la grande moschea del Roundabout. Il progetto prevede una via commerciale con bazaar e mercatini, sul modello di Stone Town a Zanzibar.
Ma il rinnovamento che più angustia i malindini è quello della strada del lungomare.
Il progetto annunciato, inaugurato, sbandierato dal Governatore in persona con una cerimonia sontuosa proprio sul luogo presunto dei lavori, sta vivendo una fase di preoccupante stallo: la ditta che ha appaltato i lavori ha iniziato in pompa magna a settembre, rifacendo il manto stradale di tutta la zona del Parco Marino a Casuarina, e poi ha proseguito riasfaltando il tratto che dall’Ufficio Postale va fino ad Uhuru Garden (piazzetta del cambio) e anche oltre.
In sede di presentazione, come avevamo annunciato, l’azienda aveva spiegato che il tratto del lungomare sarebbe stato tenuto per ultimo perché non si sarebbe trattato di un semplice rifacimento, ma che doveva essere risollevata tutta la sede stradale e ripensata totalmente la strada, compresi i canali di scolo per l’acqua piovana. Cosa che sicuramente richiede più tempo di un semplice lavoro di riasfaltatura. In più c’è la concomitanza dei lavori del fronte spiaggia, quelli finanziati dalla Banca Mondiale che prevedono una passeggiata a mare, con strutture sportivi e giardini. Anche per quel progetto è previsto un sistema di drenaggio. Che senso avrebbe farne due? Ma sarà possibile mettersi d’accordo in tempi utili per lavorare di concerto?
A queste domande attualmente non c’è nessuno che ci risponda, così come non è dato sapere perché non riprendano almeno i lavori di scavo e preparazione della strada.
Per questo motivo, attendendo risposte e facendo pressione sul Ministero competente, mentre la Municipalità ci affianca e cerca di sveltire le pratiche, chiediamo che prima di Natale ci sia la possibilità almeno di rendere percorribile quella strada, anche semplicemente rimuovendo buche e pietre e lasciandola “nuda” e liscia, almeno per permettere la viabilità in uno dei tratti storici della cittadina con ristoranti e collegamenti necessari, oltre che la cartolina da cui si domina la punta di Vasco Da Gama e la zona antica e storica di Malindi. Da oggi noi, con il movimento Malindi Green And Blue e i cittadini responsabili, riprenderemo la nostra attività per arrivare all’obbiettivo minimo: avere una Malindi percorribile e decente per l’arrivo dei turisti stranieri e keniani.

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