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Media italiani: sdegno dell'industria turistica costiera

Connazionali in Kenya: "Campagna oscena e tendenziosa che ci danneggia"

14-08-2017 di Freddie del Curatolo

L’industria turistica italiana della Costa del Kenya contro i connazionali di stampa e media.
Non è la prima volta e non sarà l’ultima, ma piccoli e grandi imprenditori del turismo e del commercio legato alle presenze straniere, in particolare nelle cittadine turistiche di Malindi e Watamu, non ne possono più.
In questi giorni si ha l’ennesima conferma del pessimo servizio che i media italiani rendono all’informazione, con gravi danni a centinaia di connazionali che cercano di portare avanti attività in Kenya, creando peraltro un indotto che offre lavoro a tanta gente locale.
Dopo aver creato l’attesa di un clima di terrore in Kenya in vista dei risultati, giornali televisioni e siti internet hanno confezionato articoli e servizi che sembravano preparati già in anticipo: fotografie e immagini degli scontri del 2008, dati palesemente errati e dichiarazioni faziose dell’opposizione riportate come verità assolute (cosa che non hanno fatto nemmeno i quotidiani keniani vicini agli sconfitti).
Insomma, il peggio del peggio che ci si potesse attendere, condito dal fatto che alcuni corrispondenti italiani dal Kenya sono vecchi mestieranti già in pensione che non vedono l’ora di tornare ad essere protagonisti delle notizie che danno, e si sa che ingigantire tragedie, paure, sospetti e generalizzare, o quantomeno drammatizzare è diventata una condizione necessaria per avere nuovamente un po’ di visibilità.
Quantomeno curioso, ad esempio, che a nessuno venga voglia di intervistare in questi giorni residenti italiani di Nairobi, i quali commenterebbero che la situazione nella capitale è tranquilla, nonostante le sommosse nei ghetti di Mathare e Kibera, slum che hanno una vita (al limite dell’umano) propria.
Così anche nelle periferie di Kisumu.
No, meglio attendere la chiamata in piazza dello sconfitto Odinga, che dallo slum di Kibera ha invitato la povera gente a disertare i posti di lavoro.
Chissà se si è reso conto che gran parte delle persone che aveva davanti durante il comizio un lavoro non ce l'ha nemmeno. 
In ogni caso, che per noi stranieri il kenya sia tranquillo come lo era prima delle elezioni, è segnalato anche dal sito “Viaggiare Sicuri” della Farnesina, sempre molto attento ai fenomeni che possano interessare i nostri connazionali nei vari Paesi del mondo, non abbia modificato le sue avvertenze per il Kenya.
Non ci sono pericoli diversi da quelli segnalati da ormai sei mesi: evitare quartieri malfamati di Nairobi e le zone al confine con la Somalia, ma anche ovviamente manifestazioni e assembramenti. Niente di nuovo e niente di modificato dopo i risultati delle elezioni.
Quel che è successo è altamente circoscritto, insomma. Ma per i giornalisti italiani diventa un titolo del genere “Kenya, esplode la violenza” o “Il Kenya torna nel sangue”, con riferimenti sempre al 2008 e dati anche fasulli! (Alcune agenzie, regolarmente copia incollate, scrivono 160.000 morti dieci anni fa, confondendosi probabilmente con il Congo: i morti furono 1200, piccola differenza…).
Le vittime accertate sono per ora 24, molte di loro colpite a caso dalle forze dell’ordine durante saccheggi a negozi e baracche delle bidonville, approfittando di dimostrazioni spesso pacifiche per procurarsi cibo o altro.
Purtroppo anche una ragazzina di dieci anni e la politica c’entra veramente poco.
Ma queste sono notizie che non passano, non “fanno titolo” e non verrebbero cliccate.
“E’ ora di finirla con queste abitudini disoneste dei media – strepita Roberto Lenzi, proprietario dei resort 7 Islands e Crystal Bay di Watamu – ho già inoltrato la mia protesta nelle sedi istituzionali e so che altri imprenditori stanno facendo altrettanto. Non è possibile disinformare in questo modo, facendo di tutto il Kenya una sola località, distribuendo numeri senza verificarli, pubblicando immagini non pertinenti e senza precisare che le zone turistiche sono più che tranquille”.
Lenzi, proprietario anche della popolare spiaggia organizzata Papa Remo Beach, frequentatissima da italiani e turismo internazionale, teme che queste notizie esagerate e non circostanziate possano rovinare la stagione di Watamu. 
“Nei nostri resort in questi giorni ci sono più di 300 turisti che si stanno godendo delle splendide vacanze – spiega Lenzi - e vorremmo che altrettanti arrivassero come previsto nei prossimi giorni, a dispetto di quel che i pirati della stampa scrivono.  Se ci sarà la possibilità di sporgere denunce, lo faremo”.
Anche Pasquale Tiritò, eminenza grigia dei viaggi in Kenya e titolare del Jacaranda Resort, è disgustato dalla stampa italiana.
“Nessuno che scriva le notizie positive che sulla costa ci sono solo festeggiamenti e aria di paradiso – ammette Tiritò – anche il nostro resort è pieno in questi giorni, i turisti partono per i safari ogni mattina e fanno escursioni marine come sempre. Anche i transfer da Mombasa sono più che sicuri. Perché parlare dei caos a nord del Kenya facendo intendere che venire qui sarebbe un rischio?”.
L’imprenditore bergamasco Mario Aquilino, che in Kenya porta l’esperienza della sua azienda “Medicallife” leader nel campo del benessere, è stupito.
“Siamo arrivati tre giorni fa quando in Italia si preannunciavano tensioni – spiega Aquilino, che da anni trascorre le vacanze a Malindi – e abbiamo trovato il solito clima fantastico che ci aspettavamo. In questi giorni la disponibilità della gente e l’ambiente sono come sempre rilassanti e ci sono parecchi turisti. Perché non parlare anche di questo? Di come questo Paese, con le sue contraddizioni, sta crescendo ed è preparato all’ospitalità?”.
Come Aquilino, malindikenya.net in questi giorni riceve messaggi di connazionali in safari nei vari parchi del Paese che non solo segnalano sicurezza e tranquillità, ma anche episodi di solidarietà tra keniani che hanno votato opposte fazioni politiche e feste nei luoghi frequentati da chi ama l’Africa delle savane: Naivasha, Nakuru, Maasai Mara e Tsavo Est e Ovest.

TAGS: Elezioni KenyaNotizie KenyaStampa KenyaFalso KenyaKenya veritàKenya informazioneMario AquilinoRoberto LenziPasquale Tiritò

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