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Non toccate il business dei funerali in Kenya

La richiesta di vietare la vendita di birra ha scatenato polemiche a Kilifi

20-03-2018 di redazione

Quello dei funerali è ormai uno dei business più importanti, tra gli affari del "popolo", che animano l'economia del Kenya.
Già nel 2013 uno studio del Journal of Human Developement indicava le spese per i funerali tra i principali motivi di indebitamento della povera gente keniana. Due famiglie su tre pur non riuscendo a sostenere le spese per celebrare i loro cari come vuole la tradizione, spendono gran parte dei loro averi e spesso chiedono prestiti che poi difficilmente possono onorare.
Da sepolture e relative feste e veglie, che a secondo delle tribù del Paese possono durare da 3 giorni a una settimana, nasce un giro d'affari importante, che parte dall'affitto di pulmini e camion per il trasporto di persone, all'acquisto di capi di bestiame da macellare per pranzi e cene, all'affitto di impianti di musica per ballare tutta la notte.
Ma c'è anche un altro business che attira piccoli commercianti ai funerali keniani, quello della vendita (non autorizzata) di bevande, e particolarmente di birra. Con l'avvento delle nuove generazioni, le stesse a causa delle quali si è passati dalle bellissime danze tradizionali alle discutibili discoteche con il moderno "unz-unz" e speaker molto spesso gracchianti e assordanti, la Tusker ha sostituito il popolare e artigianale vino di palma ed i più innocui succhi di frutta. 
Il fenomeno è talmente cresciuto anche sulla costa che qualche giorno fa l'associazione dei proprietari di bar e locali notturni ha chiesto al Governo della Contea di Kilifi di emettere un decreto per vietare la vendita di birra e superalcolici durante le cerimonie private.
"Questo business illegale rovina la nostra economia" ha detto il chairman dell'associazione, Eric Mwashigadi, chiedendo alla Contea di agire, specialmente alla luce delle perquisizioni a tappeto effettuate dal Governo di Nairobi e richieste dall'Autorità nazionale per la lotta all'abuso di alcol e di droghe (NACADA) che ha rilevato molte inadempienze nei locali pubblici, tra licenze, tasse ed altre irregolarità.
Di tutt'altro parere la gente comune, che chiede almeno il diritto di fare festa quando un proprio caro lascia questa terra.
Come dire, "beviamoci sopra".

TAGS: funerali kenyabirra kenya cerimonie kenya

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