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Pietra nera, antico rimedio tradizionale contro i serpenti

Studentesse di Mombasa vincono borsa di studio per una ricerca

25-10-2015 di redazione

Le studentesse della Coast Girls Secondary School di Mombasa hanno felicemente messo a punto un antidoto al morso dei serpenti velenosi e alla puntura degli scorpioni, utilizzando una piccola pietra nera che da tempo viene utilizzata tradizionalmente dalle tribù della costa.
Potrebbe essere la risposta più naturale e concreta allo scandalo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che poco sta facendo per evitare la fine delle scorte di siero anti-serpenti, che a quanto pare finiranno nel giugno 2016 a causa della chiusura (annunciata già tre anni fa) della ditta produttrice.
La cosiddetta “pietra della luna” è stata al centro degli studi delle ragazze dell’istituto scientifico di Mombasa, grazie ad un progetto pilota chiamato Education Girls In Science (EGIS) e sostenuto da Intel e dalla Fondazione Aga Khan.
Il progetto, lanciato all’inizio del 2014, ha come obbiettivo di sviluppare la creatività delle donne keniane specialmente attraverso l’esperienza diretta e le risorse locali.
La pietra miracolosa è il risultato della preparazione di pezzi di osso ottenuti dal femore della mucca, che vengono usati dalle popolazioni dell’area costiera di Kongowea e di Likoni come primo rimedio per assorbire il veleno dei rettili e degli insetti pericolosi.
Nel 1997, il Ministero della Salute del Kenya ha condotto una ricerca i cui risultati hanno dimostrato che fino al 30 per cento dei morsi dei serpenti determinano la morte, perché i pazienti non possono ricevere tempestivo pronto soccorso.
E’ da questa esigenza che sono partite le 25 ragazze della Coast Girls Secondary School, basando il loro progetto intorno ai modi di trattare morsi di serpente. Nel presentare l’idea ai giudici di EGIS durante la fase finale del progetto presso l’Aga Khan Academy di Mombasa, nel giugno di quest’anno, le studentesse sono state adeguatamente dotate del supporto finanziario e tecnico per sviluppare un uso più ampio e popolare della pietra creata.
La pietra nera è stata lavorata con metodi di pulizia, essiccazione e cottura del femore in modo da aumentare la sua superficie e renderla più assorbente. Tradizionalmente, la pietra nera viene preparata dalle ossa di animale e lasciata raffreddare a cielo aperto, un fattore che però riossida la pietra e riduce la sua capacità di assorbimento. Le ragazze di Mombasa hanno lavorato su questo metodo, usando unicamente il femore per via della sua natura altamente porosa, e raffreddando le ossa cotte in un contenitore sottovuoto, al fine di preservare il suo potere assorbente.
Una volta preparata, la pietra nera neutralizza gli effetti letali di un morso di serpente se viene posta tempestivamente nel punto d’ingresso del veleno. Le prove reali hanno evidenziato che effettuando un piccolo taglio sulla zona del morso, e una volta uscito il sangue, basta porre la pietra sulla pelle. La pietra assorbe il veleno attraverso l’azione capillare riducendo la fatalità di un morso di serpente.
Gli insegnanti della scuola hanno dovuto superare i pregiudizi di chi pensava a forme di magia nera, ma ora anche i residenti di Mombasa stanno prendendo consapevolezza dei poteri della pietra, che sembra davvero funzionare.
Le pietre sono convenienti, rispetto ai guaritori locali, oltre ovviamente ai sieri che come è noto presto non saranno più disponibili in tutto il mondo, fino a che una nuova concessionaria non li produrrà, dato che la storica organizzazione che li produceva ha chiuso i battenti, annunciando che ci saranno scorte solo fino a giugno 2016.
Le pietre, dopo l’uso, devono essere bollite in acqua salata e rimanere a mollo nel latte fresco, e poi di nuovo essiccate per ripristinare le loro qualità di assorbimento.

TAGS: Pietra neraSerpenti Kenya

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