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Regole per riaprire, la protesta dei ristoratori keniani

Troppi paletti e tante spese, comunicato delle attività

05-05-2020 di redazione

Troppe regole, troppe spese e troppi paletti, i ristoratori non accettano le linee guida del Ministero della Salute del Kenya e fanno sapere che per ora non riapriranno i locali del Paese.
Da quando il Ministro Kagwe ha annunciato l’ok del Governo per la riattivare il settore della gastronomia al pubblico negli hotel, ristoranti e bar del Kenya, certi passaggi obbligati sono apparsi subito molto complicati da attuare, oltre che economicamente dispendiosi.
I primi a protestare sono stati i ristoratori di Nairobi, alcuni dei quali hanno inviato un documento al Ministro del Turismo Najib Balala.
“Nell’apprezzare la decisione del Ministero di far ripartire un settore fondamentale per l’economia del Paese che offre lavoro a migliaia di cittadini – si legge nel comunicato firmato da una trentina di proprietari e direttori di alcuni tra i più importanti locali di Nairobi – notiamo come alcune delle linee guida per la riapertura dei ristoranti sono attualmente inattuabili”.
Si punta il dito soprattutto sull’obbligo di tamponi a tutti i membri dello staff di ogni attività, che significa già di per sé una spesa gravosa, specie per quelle attività che hanno tra le proprie fila dai 30 dipendenti in su. I tamponi sicuri, dei laboratori Lancet, in Kenya costano dai 70 ai 90 euro l’uno.
“Senza alcun introito iniziale, con capienza ridotta e senza la certezza che la gente tornerà nei luoghi pubblici come prima, è una spesa non affrontabile - dicono i ristoratori – inoltre nei supermercati non è stato attuato nulla del genere e questo suona decisamente discriminatorio nei nostri confronti”
Dubbi anche sui lavatoi fissi all’ingresso dei locali, antiestetici e non provvisori, perché implicano collegamenti alle tubature principali, e sulle mascherine allo staff delle cucine, che sono altamente infiammabili. C’è poi il capitolo delle licenze che secondo le linee guida del Ministero sarebbero da rinnovare dopo i controlli di idoneità, aggiungendo un bel carico pesante alle spese da sostenere. Infine l'orario, che senso ha far chiudere alle 4.30 del pomeriggio, quando il coprifuoco inizia alle 7 di sera?
Dopo aver ricevuto il comunicato, il Ministro del Turismo lo ha inoltrato al collega della Sanità Mutahi Kagwe che ha risposto ai ristoratori a mezzo stampa, assicurando che nel prossimo incontro di Governo sarebbe stata discussa anche la possibilità di rivedere alcune regole per facilitare il compito della ripresa delle attività ai ristoratori.
“Il settore della ristorazione e dell’ospitalità sono fondamentali per il Kenya – ha detto Kagwe – vedremo di cambiare qualcosa nelle nostre linee guida per dare la possibilità a tanti di riaprire. Allo stesso modo però continuiamo a mettere in guardia chi sta infrangendo le regole tenendo aperto e non rispettando il solo permesso di take-away. Chi trasgredisce da ora in poi potrà vedere le sue licenze revocate in maniera permanente”.   

TAGS: ristoranti kenyalicenze kenya

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