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Tassa per chi usa animali per promuovere la propria attività

Chiesto dall'ONU un contributo benefico per la conservazione

28-03-2019 di redazione

Una tassa a fin di bene per le aziende di tutto il mondo che utilizzano animali per promuovere le loro attività, con loghi o come testimonial.
Lo ha chiesto ed ottenuto il programma di sviluppo delle Nazioni Unite al fine di raccogliere fondi per la conservazione della fauna selvatica in Africa (Mozambico e Kenya), Asia e Sud America.
Nell’ambito della nuova iniziativa denominata Lion's Share, le imprese di tutti gli Stati membri dell'ONU saranno tenute a versare contributi volontari (minimo 0,5%) ogni volta che un animale appare nei loro annunci pubblicitari.
I fondi raccolti saranno destinati alla conservazione degli habitat della fauna selvatica e al benessere degli animali.
La campagnia dell’UNEP, presentata durante l’ultimo convegno sull’ambiente a Nairobi, sostiene che mentre molti enti aziendali utilizzano gli animali per promuovere i loro marchi commerciali e realizzare profitti, poco o nulla viene restituito alla fauna selvatica, la maggior parte della quale continua ad essere in pericolo a causa delle attività umane.
La Fondazione Lion’s Share punta a raccogliere almeno 100 milioni di dollari all’anno, nei prossimi tre anni, considerando che a grandi linee gli inserzionisti che utilizzano animali per promuovere le proprie attività spendono circa 200 trilioni di dollari all’anno in pubblicità.
Secondo Abdoulaye Mar Dieye, direttore dell'ufficio per il sostegno alle politiche e ai programmi delle Nazioni Unite, l'iniziativa chiede comunque offerte volontarie anche maggiori di chiunque si senta abbastanza compassionevole da restituire qualcosa a leoni, elefanti, giraffe ed altri animali di savana e foresta che vengono utilizzati per generare profitti: "Tutti si servono commercialmente della fauna selvatica per pubblicizzare i loro prodotti da compagnie aeree, hotel, banche, aziende manifatturiere, ma nonostante l'importanza del profitto, gli animali non sempre ricevono il sostegno che meritano" ha dichiarato Dieye al quotidiano nazionale keniota Daily Nation.
In Kenya le aziende più importanti a cui verrà chiesto il contributo volontario minimo sono Kenya Commercial Bank, che ha un leone come logo, la birra nazionale Tusker famosa per il suo elefante, così come la (moribonda) catena di supermercati Nakumatt.

TAGS: tasse kenyaanimali kenyaonu kenya

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