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Watamu contro l'inquinamento acustico delle discoteche

In pochi rispettano i limiti di decibel: residenti e associazioni insorgono

27-12-2018 di redazione

Gli imprenditori, i residenti e le associazioni di Watamu denunciano l'aumento esponenziale dell'inquinamento acustico durante le feste natalizie nella cittadina che in questi giorni accoglie migliaia di visitatori.
Le località turistiche di tutto il mondo, si sa, hanno tante cose in comune.
Tra queste c'è la vita notturna, la cosiddetta "movida", mutuando un termine ispanico che ha fatto la fortuna di località come Ibiza e Formentera, dove il giorno spesso si confonde con la notte, perché spesso al calar del sole c'è più gente in giro che durante la giornata.
L'Africa e chi la frequenta però hanno anche altre prerogative e i viaggiatori e turisti che frequentano il Kenya e le sue località balneari cercano anche e soprattutto il relax, il contatto con la natura, il tuffo nella verginità di un Paese in via di sviluppo ma ancora molto naturale e legato alle sue tradizioni.
Uno dei paradossi che saltano all'occhio specialmente con l'arrivo dell'alta stagione è il proliferare di locali e discoteche che ogni sera restano aperti fino all'alba e, incuranti delle leggi esistenti sull'inquinamento acustico, sparano musica (e che musica...tutta bassi e vibrazioni) da altoparlanti eccessivi, fregandosene bellamente del limite di decibel e della loro ubicazione di fianco o in mezzo a quartieri residenziali, hotel e guest house dove c'è gente che riposa.
Qualche mese fa l'organo governativo preposto sta svolgendo indagini e controlli, al fine di riportare questi locali entro i parametri concessi.
Ma con l'arrivo delle feste il banco è saltato e residenti, associazioni, hotel e strutture residenziali hanno deciso di fare quadrato e denunciare la situazione, divenuta a loro dire insostenibile.
"Sono sempre più gli imprenditori, i proprietari di case e i turisti che si lamentano per l'inquinamento acustico notturno a Watamu - conferma Andrea Vernizzi, direttore di Amani Sea Resort e vice chairman dell'associazione Watamu Against Crime - volumi oltre il consentito che tra l'altro arrivano perlopiù da locali costruiti illegalmente sulla strada principale di Watamu e sulle spiagge. Il rumore viene percepito fino a tre o quattro chilometri di distanza e i continui rilevamenti da noi effettuati registrano valori ben al di sopra del consentito e in orari in cui dovrebbe vigere il silenzio".
Secondo Max Cheli, direttore di Medina Palms Resort, la scelta di una vacanza si basa su sicurezza, accessibilità, bellezza e certamente la percezione ambientale della destinazione. Cioè, una destinazione che si prende cura della sua flora e della sua fauna, ha programmi di conservazione attiva e protegge l'ambiente.
"L'inquinamento acustico è uno degli inibitori più devastanti per una piacevole vacanza - ammette Cheli - L'inquinamento ambientale e luminoso sono gli altri, ma hanno un impatto minore. Un costante tambureggiare del rumore che causa la mancanza di sonno pregiudica ogni forma di divertimento sociale, l'integrazione con le comunità locali e la volontà di partecipare allo sviluppo di una destinazione. Tutti, compreso il turista, hanno il diritto di godere anche della musica, di una festa o di una discoteca.  Ma la libertà di un individuo finisce dove inizia la libertà di un altro. Che sia all'interno di un ambiente rispettoso e controllato. Spero proprio che le agenzie governative preposte abbiano la lungimiranza di capire i fattori che determinano la crescita di una destinazione".
Marina Mauro, del B&B "Carlos Marina House" ricorda i tempi in cui i disturbi notturni avvenivano al massimo quando "il gallo sbagliava ora è ti svegliava alle 3 del mattino, l'abbaiare di un cane poteva dare fastidio nella notte, i bush baby nascosti tra gli alberi con le loro grida insistenti, le capre che alcune volte le confondevi con il pianto di un bambino. La moschea con il Muezzin che invitava alla preghiera e che comunque mi ricordava che mi trovavo a Watamu, paese in prevalenza mussulmano".
"Purtroppo da qualche tempo a questa parte tutto questo sembra scomparso ma non per far posto al silenzio, assolutamente no! - contesta Marina -
La notte a Watamu è cambiata, musica a volumi assordanti che fuoriesce da alcuni locali e che si diffonde dappertutto ti entra nelle case. Tutti coloro che vivono nelle vicinanze di questi posti non riescono più a dormire. Non serve chiudere i vetri e le finestre il rumore è assordante. Perché trattasi di rumore e non di musica! L'unico scopo di questi locali/bar disco è vendere camionate di birra e superalcolici e far sballare il più possibile le persone fino all'alba, dimenticandosi del resto della comunità che alle 6 del mattino, quando in questi locali il dj spegne il rumore e va finalmente a dormire, per molti è arrivata l'ora di alzarsi". 
Gli organi preposti a controllare che tutto sia nella regola sono appunto la NEMA e i tecnici della Contea di Kilifi.
"Da tempo abbiamo segnalato la questione agli uffici competenti - dichiara il Ministro del Turismo della Contea Nahida Athman - ma a questo punto dovremo richiedere un intervento più deciso e perentorio. Bisogna anche fare un distinguo tra i beach party settimanali, organizzati sulle spiagge con orari civili e dispersione di suono, e chi non rispetta alcuna regola".
Sulla questione interviene anche Roberto Lenzi, proprietario di due resort ma anche di Paparemo Beach, l'istituzione della discoteca settimanale sulla sabbia a Watamu, ogni giovedì sera. "Innanzitutto noi rispettiamo i decibel e per mia volontà il beach party termina alle 2 del mattino - spiega Lenzi - è un servizio saltuario (oltre alla disco settimanale, al massimo le feste della luna piena e gli eventi di Capodanno e Ferragosto) che diamo ai clienti dei nostri hotel ma anche a quelli delle altre strutture che si incontrano in un ambiente sano, mescolandosi tra nazionalità diverse e creando quel divertimento serale che è alla base del successo di una località turistica moderna. Noi non ci sogneremmo di alzare il volume al massimo e di fare musica fino all'alba. Sabato sera ci sarà una grande festa organizzata specialmente per i keniani, volutamente partirà dalle 2 del pomeriggio. Mi avevano chiesto di poter andare avanti fino alle sei del mattino, ma ho rifiutato. Si chiuderà alle 2 come dovrebbero fare tutti. Personalmente ho investito molto in una Watamu internazionale e competitiva, ma il rispetto delle regole e dell'individuo viene prima di tutto".  

TAGS: discoteche malindidiscoteche watamubeach partyinquinamento acustico

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