L'angolo di Freddie

IRONIA

L'ippopotamo Wilma e l'anima da vivi

"Il mzungu che parlava agli ippopotami" (Seconda Puntata)

12-08-2017 di Freddie del Curatolo

Un uomo bianco, grosso.
La barba folta e incolta.
I capelli ancora più ignoranti.
 

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IRONIA

Il mzungu che parlava con gli ippopotami

"L'ippopotamo Wilma e gli esseri umani" (Prima Puntata)

05-08-2017 di Freddie del Curatolo

Ogni mattina, con una puntualità che è tutto fuorché africana, sulle rive del fiume Sabaki, proprio dove il mare viene ad abbeverarsi d'acqua dolce, un ippopotamo emerge dall'acqua argillosa.
Si tratta sempre dello stesso esemplare, anche se i vecchi del luogo assicurano che abbia almeno tre gemelle. 
 

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POESIA

Non sarebbe Malindi

Per chi ama questa terra e la sua gente, nel bene e nel male

05-08-2017 di Freddie del Curatolo

Non sarebbe Malindi se non ci fosse il sole
che fa capolino anche quando non vuole
sorridendo dietro nuvole basse e scure
che fa piovere sognando nuove arsure

 

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SATIRA

Quelli che vengono a Malindi per curarsi con le erbe

Miraa, sigarettine tropicali e mix di spezie: la vacanza è fatta! (SATIRA)

29-07-2017 di Freddie del Curatolo

Se è vero che l’erba del vicino è sempre più verde, allora i kenioti sono molto vicini a noi.
Nel 1762 l’esploratore rasta portoghese Toquinho De Fumeiro approdò a Malindi ed esplorò per primo il bush, la rigogliosa foresta all’interno dell’insediamento sul mare.

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L'ANGOLO DI FREDDIE

Malindi e Watamu, sorelle così diverse ma così unite

Immaginando le due località keniane come due donne...

15-07-2017 di Freddie del Curatolo

Watamu la bella.
Malindi la magica.
Watamu la giovane e frizzante.
Malindi antica ma ancora interessante.
 

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L'ANGOLO DI FREDDIE

L'angolo di Freddie

L'ironia, la satira e...la visione di Malindi da vicino del Direttore

28-07-2016 di Freddie del Curatolo

Jambo!
Mi presento: sono il creatore e direttore del portale in cui vi siete imbattuti. 
Per chi non mi conoscesse, questo potrebbe bastare. 
Amo l'Africa, il Kenya e Malindi e a loro devo moltissimo.
Ma mi piace anche osservare le stranezze, i paradossi, i lati grotteschi dell'insolita e riuscita "colonizzazione" italiana in questi luoghi. 
Sull'argomento ho scritto quattro libri e decine di articoli, più o meno seri, apparsi su riviste, quotidiani e siti internet.
E anche qualcosa apparso qui...
Buona lettura!

IL RACCONTO

Peppino e la banca

“Alle banche di tutto il mondo, e a chi non sa che lì dentro non c’è nemmeno un briciolo di felicità”

28-11-2015 di Freddie del Curatolo

Peppino Onassis da una settimana vive nel popoloso quartiere di Majengo.
Gli è andata bene che il proprietario dell’Upeponi Café lo ha preso in simpatia e in cambio di tre camicie italiane e un paio di scarpe con la suola in cuoio, gli ha accordato un piatto di fagioli e un pugno di polenta per una decina di giorni. 
La sera, se ha ancora fame, riesce a scroccare qualche patata dalle mama accovacciate tra le baracche di lamiera delle viuzze fangose dello slum. In cima alla viuzza meno fangosa, davanti ad una casupola di cemento non ancora rifinita con un tetto pericolante di lamiera, c’è Dahabu, una paffuta e simpatica donna metà araba e metà chilosà.
Forse la donna ha iniziato a fargli credito fiutando l’affare, vendendogli le sue imbattibili samosa e le croccanti bajia al doppio del solito prezzo. 
“Me le paghi quando ce li hai, Peppino. Tanto prima o poi ai mzungu i soldi piovono in tasca da qualche parte”.
“Intanto ti regalo questo. E’ un quadro della Madonna con bambino”
“Ma io sono mussulmana, Peppino”

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I RACCONTI DI NONNO KAZUNGU

Nonno Kazungu e la recessione

"No, la recessione non poteva colpire l’Africa, non se la meritava. Era come diventare poveri senza mai essere stati ricchi." 

12-08-2015 di Freddie del Curatolo

“Nonno, cosa vuol dire – recessione - ?”
La voce di Kitsao non era petulante come quando esigeva che gli fosse restituita la calcolatrice, con cui nonno Kazungu litigava da due ore per fare i conti di quanto gli avevano fregato alla Habib Bank, e nemmeno melliflua e suadente come quando implorava di poter rileggere ad alta voce la lezione di storia. 
Era una voce carica di curiosità del mondo, di smania di diventare adulto per capirci qualcosa di più. Nonostante al Safari Bar il ritornello fosse sempre che non c’è niente da capire, che “non c’è un perche”, il piccolo Kitsao era convinto che il suo piglio era quello giusto per poter diventare, da grande, un capopopolo a Kakoneni.
 

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POESIA

Quando piove a Malindi

"...è una gioia profonda dove l’anima fluttua In un bagno di pace, e il tuo mondo si monda"

14-05-2015 di Freddie del Curatolo

Quando piove a Malindi la natura è gioconda
è una Pasqua dei sensi
ogni pianta risorge
e si scopre feconda

Quando piove a Malindi nell’oblio si sprofonda
coi colori in letargo
anche il blu si riposa
è verde tenue ogni fronda

 

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RICORDO

Viva Stefano Schiappacasse!

"E' stato uno dei miei maestri e non lo dimenticherò mai".

28-02-2015 di Freddie del Curatolo

I residenti di lungo corso di Malindi piangono oggi un altro dei loro storici fratelli. 
Uno dei simboli di un Kenya che non c'è più, ma che nei ricordi è quanto di più evocativo, romantico e letterario possa essere collegato alla presenza italiana in questa strampalata ma leggendaria "colonia" d'Africa.
Uomo di mare, d'Africa e d'avventura, Stefano aveva vissuto tra Malindi, Watamu e Lamu, con i suoi dhow e i suoi inseparabili cani. Aveva fatto ritorno in Italia, nella sua Genova, da poco tempo per curare una brutta malattia. Scompare poco dopo i sessant'anni, sempre vissuti fino in fondo con la sua filosofia, il suo senso dell'amicizia e l'amore per questa terra.
E' stato uno dei miei maestri e non lo dimenticherò mai.
Il mio ricordo è all'interno del romanzo "Safari Bar", di cui, con il nome di Sergio Boccadasse, era uno dei personaggi principali. 
Buona navigazione, Vecio.
Freddie del Curatolo 

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RACCONTO

Lettera da Malindi al Babbo Natale africano

Dagli slum più poveri un augurio di pace e libertà

23-12-2014 di Freddie del Curatolo

Caro Babbo Natale africano, un ragazzino di undici anni di nome Kaingu, nello slum di Malindi, mi ha detto che esisti.
Che non c'è solo il tuo collega del Mondo Freddo, con le guance eburnee arrossate dal freddo e dalla grappa, la barba lunga bianca, la slitta turbo e le renne cornute. 

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MONOLOGO

Non vado più a Malindi

"ma se non vado a Malindi dove posso andare? - Guarda, io un consiglio spassionato ce l’avrei…- "

01-12-2014 di Freddie del Curatolo

NON VADO PIU’ A MALINDI perché c’è l’Ebola in Sierra Leone
NON VADO PIU’ A MALINDI perché c’è il fermo pesca in Giappone 
NON VADO PIU’ A MALINDI perché in Botswana un contadino si è tagliato un dito ed è andato a letto con una prostituta sieropositiva dello Zambia che ha un fratello a Kilifi e non si sa mai
NON VADO PIU’ A MALINDI perché non voglio fare il vaccino per il Mal d’Africa
NON VADO PIU’ A MALINDI perché la malaria fa un milione di vittime all’anno nel mondo
Infatti non vado più nemmeno dal tabaccaio, in birreria, in autostrada, a Marghera, a Seveso…
 

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RACCONTO

Vacanze a Malindi, A.D. 2054

"...loro sono residenti di tanti anni fa, sono stati ibernati lì per loro volontà"

09-08-2014 di Freddie del Curatolo

Il viaggio era stato abbastanza disagevole: le hostess robot della Uzbekistain Airlines erano andate in corto circuito, una dopo l’altra, un paio d’ore dopo il decollo. 
Dapprima avevano iniziato a servire il the e il caffè bollente, con il solito getto dal dito indice della mano (destra caffè, sinistra the), addosso ai passeggeri invece che nelle tazze. 
Poi a una di loro si è invertito il programma dello sparecchiamento con quello dell’intrattenimento erotico per i clienti della Superfirst class. 
Ne aveva fatto le spese un pensionato che a momenti ci restava secco, mentre dalla testa dell’aereo si sentiva reclamare: “quella forchetta te la metto io nel didietro, brutto ammasso di lamiere”. 
Altre due si inseguivano tra le poltrone, armate di scopettone strappando tutte le mascherine per l’ossigeno e parlando contemporaneamente sette lingue in stile “L’Esorcista”.
 

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RICORDO

Quando il Califfo venne a Malindi

“Dice che qui ce stanno le donne bbelle...ma io so’ vecchio. So’ venuto qui per riposamme”

31-03-2013 di Freddie del Curatolo

La prima cosa di cui si informò fu se nella suite ci fosse l’aria condizionata con il telecomando. 
“Io il caldo non lo sopporto”. 
Il Califfo parlava con l’inconfondibile afonia nasale e con l’altrettanto inconfondibile accento laziale.
“Eppure sei sempre così abbronzato” gli dissi. 
“Lampade” rilanciò laconico come dire “a pischellè, nun me rompe che nun c’ho voja de parlà”.
Franco Califano è sbarcato a Malindi pochi giorni prima del Capodanno 2008.
 

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SATIRA

Cavaliere, vorrà mica ripartire da Sardegna 2?

"Non serve a niente fondare un nuovo partito, è più comodo, facile e divertente…fondare una nuova Italia, a sua immagine e somiglianza..."

24-11-2012 di Freddie del Curatolo

Io a lei l’ho capita, Cavaliere.
Anche se non ci siamo parlati, non mi ha chiesto consigli e ha preferito farsi raccomandare da Flavio, so che pure lei dell’Italia ne ha piene le scatole e vuole mettere radici in Kenya.
La Penisola che l’ha ripudiata, quel Paese triste in cui un sorriso non conta più nulla, in cui non ci si diverte più, al punto che chi organizza delle allegre festicciole rischia di finire dentro, perché dovrebbe mettersi a chiedere la carta d’identità ad ogni invitato.
Una volta si diceva “vieni alla mia festa e porta delle ragazze”, oggi una frase del genere è già incitamento della prostituzione.
Poi il caro vita, l’accanimento sulle tasse.
Così ha deciso di vendere la sua villa in Sardegna e comperare un isolotto a Sardegna 2.
Non è vero, Cavaliere?
Noi siamo contenti, sa?

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MONOLOGO

Quelli che...Malindi

"perché la vera libertà è accettare tutti e cercare di vivere in armonia con chiunque"

04-10-2012 di Freddie del Curatolo

Quelli che sono arrivati a Malindi vent’anni fa in vacanza e non sono ancora ripartiti
Quelli che sono in Kenya da tre giorni ma hanno già capito tutto
Quelli che sanno come trattare con i neri
Quelli che a Malindi devi fidarti solo degli italiani
Quelli che “stai attento agli italiani che sono tutti mezzi delinquenti” e tu di dove sei, scusa?
Quelli che "a me non mi rubano nemmeno uno scellino" 
Quelli che ti spiegano la tua Africa senza fartela capire
Quelli che sono venuti in Kenya per cercarsi dentro e non hanno trovato niente
Quelli che in Kenya volevano trovare se stessi e hanno trovato un altro al posto loro

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RACCONTO

Il grosso geko in mutande

"questi bianchi sono strani...strani forte"

08-02-2012 di Freddie del Curatolo

Bahari Beach Hotel, Mombasa. 
Otto di sera. 
Un uomo grasso è solo nella suite dell'albergo. 
Moglie e figlia sono nella terrazza del ristorante e lo attendono. 
La camera ha una piccola veranda che offre un fazzoletto di vista mare e si affaccia su un giardino comune ad altre stanze. 
L'uomo grasso si è appena fatto la doccia e si sta preparando per uscire. 
Fuori è buio.
Mentre indossa le mutande e identifica con gli occhi la camicia, cerca in giro le scarpe.
Non le trova. 

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IL RACCONTO

Il pescatore di Migingo

Un racconto che prende spunto dall'isola contesa tra Kenya e Uganda

28-01-2012 di Freddie del Curatolo

Io non lo so se sono ugandese o keniota.
Mi hanno trovato, che non avevo ancora due mesi, dei pescatori tanzaniani su una bagnarola al largo di Kisumu.
Dice che la mamma era una che probabilmente faceva la spola tra Kisumu, che è in Kenya, e Jinja, il principale porto dell’Uganda.
“Sicuramente non è tanzaniano - hanno pensato e detto del neonato che ero – perché da queste parti le malaya sono tutte ugandesi o keniote”. 
In fondo i figli di puttana non hanno cittadinanza, figuriamoci io che non ho neanche una madre. 
A dire il vero mi spiace più per lei, avrei potuto essere l’unico maschio a chiamarla con il suo vero nome e a non umiliarla in cambio di denaro.
Così sono cresciuto con loro, i pescatori del lago Vittoria.

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RACCONTO

Malindi fu scoperta dagli antichi romani!

L'incredibile storia del centurione Flavius Billionarius

11-03-2011 di Freddie del Curatolo

Alcuni secoli prima di Cristo, Malindi e il Kenya erano luoghi incontaminati: nessuna strada, nessuna palazzina, neanche un bresciano o un bergamasco. 
A quei tempi l’impero romano, dopo la presa di Cartagine e la presa per i fondelli di Annibale, aveva esteso le sue colonie in Africa fino alla Nubia, risalendo buona parte del fiume Nilo. 
Mentre un ingente numero di legionari assaporava la bella vita all’ombra delle piramidi, ballando con bellezze d’Egitto dal colore brunito, dalle forme sinuose e dal perenne torcicollo, alcuni centurioni scaltri e impavidi attraversarono il deserto alla ricerca dei leoni, con l’intenzione di aprire un import-export con Roma.
La richiesta di parchi di divertimento di moda, come il Colosseo e il Circo Massimo, era tanta: un leone poteva arrivare a valere anche dieci cristiani. Uno dei legionari con più fiuto per gli affari era senza dubbio Flavius. 
 

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NONNO KAZUNGU

Nonno Kazungu e la festa della donna

“Viva l’otto marzo! Viva le nostre donne!”

08-03-2010 di Freddie del Curatolo

Vedere un bianco a Kakoneni, alle otto del mattino, non è un fatto raro ma regala sempre un senso di inaspettato, di nuovo; l’effetto sorpresa delle cose immaginate che si materializzano in un istante imprevisto.
Questo accade soprattutto ai bambini che gioiosamente si dispongono sul bordo della pista come per il passaggio dei ciclisti sul Tourmalet e sono un tutt’uno con la polvere arancione, l’ombra delle acacie e il sorriso del sole. 
Nonno Kazungu invece sa che un mzungu a quell’ora, su una strada sterrata, cinquanta chilometri all’interno di Malindi sulla via per il Parco Nazionale dello Tsavo, se non c’è nelle vicinanze un pulmino da safari, può appartenere a due categorie: 

 

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RACCONTO

Il diabolico piano di Jane

"Sono al cospetto di una creatura intelligentissima, e indubbiamente molto bella..."

19-02-2010 di Freddie del Curatolo

Io mica sono uno sprovveduto e soprattutto non arrivo dall’Italia per farmi fregare.
Sono sbarcato a Malindi con le idee chiare. Trascorro sei mesi all’anno qui, lascio a quel paese la nebbia, il freddo e il grigio, lascio quella stronza della mia ex-moglie, i soldi per l’università ai figli che manco ci vanno e se li pappano, uno in cocaina e l’altra in concerti di metallo pesante, e lascio le rotture in mano al commercialista. 
Qui trovo il clima gentile, a volte un caldo bestia, pesce fresco e tante belle figliole. 
E mi guardo in giro, che prima o poi mi trasferisco in pianta stabile.
Ma attenzione! Non sono mica uno che ci casca…questo non è il paradiso, lo so bene.
Un amico, poi, mi ha dato un librettino scritto, dice, da uno che vive in Kenya e che la sa lunga. 
O almeno è uno che si è informato e te la racconta bene.

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MONOLOGO

Vieni in Africa

Se hai il coraggio di cambiare vita, vieni in Africa. Se hai vita per cambiare il coraggio, vieni in Africa.

14-01-2010 di Freddie del Curatolo

Se in Italia non vivi più bene, vieni in Africa.
Se in Italia vivi bene ma è diventato un Paese di merda, vieni in Africa.
Se hai una rendita di 700 euro e non riesci nemmeno a mangiare, vieni in Africa.
Se ami gli animali più dell’uomo, vieni in Africa.
Se tuo marito è un animale ma non lo ami comunque, vieni in Africa.
Se tua moglie ama un altro animale, vieni in Africa.
Vieni in Africa invece di suicidarti per futili motivi.
Vieni in Africa invece di suicidarti per motivi seri.
Vieni in Africa se non hai nemmeno un motivo per suicidarti.
Se ne hai piene le palle del tuo paese, vieni in Africa.
Se il tuo paese ne ha piene le palle di te, vieni in Africa.
C’è sempre una soluzione, e non è ammazzare moglie, figli e anche la cognata.
Parti per l’Africa.
Se lo smog ti asfissia, vieni a respirare in Africa.
Se il lavoro ti stressa, vieni a lavoricchiare in Africa.
Se hai lavorato per una vita, vieni ad oziare in Africa.
In Africa riscopri te stesso.
Se non hai un “te stesso”, in Africa riscopri qualcun altro.
Se hai il coraggio di cambiare vita, vieni in Africa.
Se hai vita per cambiare il coraggio, vieni in Africa.
Se vuoi gratificarti aiutando gli altri, c’è l’Africa.
Se vuoi graffitarti l’anima, c’è l’Africa.
Se vuoi africarti l’anima…lo sai.
Se non fai parte di una maggioranza, vieni in Africa.
L’Africa non è per tutti, per fortuna, non vuol dire che non sia per te.
E’ un consiglio da chi vuole esserti amico, vieni in Africa.
Certo, me ne potrei anche fregare, ma vieni in Africa.
In realtà, in meglio siamo e meglio stiamo.
Anzi, mi sale quasi il timore che poi diventiamo troppi.
Chissà, magari vi vorrei tutti in Africa per poi tornarmene solo soletto in Italia.
Ma no. E’ solo che ho questo assurdo difetto.
Alla fin fine credo all’uomo.
Vorrei dargli un’ultima possibilità.
Ripartire da zero, tutti insieme. In Africa.
Lo so, è soltanto un'utopia. 
Avete ragione voi. 
Sono un inguaribile sognatore.
Continuate pure a pensarla così.
Restate pure dove siete, sognate i vostri sogni occidentali.
La differenza è una sola: io questo sogno me lo sto vivendo.
Ogni istante, ogni giorno.
In Africa. 
 

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SATIRA

Gerontokenya: la vecchia Malindi alla riscossa

Un enorme, rigogliosa, equatoriale casa di riposo Villa Arzilla

20-12-2009 di Freddie del Curatolo

A Malindi si invecchia bene, non c’è che dire. 
In questa grande botte di rovere climatizzata sull’Oceano Indiano, nel sud della prestigiosa cantina “Kenya”, apprezzata per il gusto selvaggio e agrodolce dei suoi prodotti, i retrogusti retrodatati, le etichette avventurose e l’infinita scelta di bouquet, continuano a maturare annate umane che in Italia sarebbero andate già da tempo all’aceto. 
Allo stesso modo, è doveroso ricordarlo, ci sono anche numerose “gran riserve” di aceto che tentano l’avventura del “balsamico africano”, ma spesso rimangono buone solo per disinfettare le ferite dell’anima, del cuore o di uno dei pochi punti dove non batte il sole.
Malindi, luogo divino, anzi di vino, se vogliamo proseguire nella metafora. 

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SATIRA

Fughe di cervelli: anche Malindi è una meta

"...esemplari rari che hanno scelto, alla fine, di fuggire addirittura dal loro stesso cervello"

16-12-2009 di Freddie del Curatolo

In Italia, da diversi anni, si dibatte e ci si rammarica per le cosiddette “fughe di cervelli”, ovvero la dipartita dal Belpaese di studiosi, scienziati e ricercatori che preferiscono gli Stati Uniti, la Francia o la Germania alle nostre università e ai nostri centri, esasperati dai continui tagli alla ricerca e attratti da fondi e stipendi ben più interessanti. Bene, siamo in grado di dimostrare che anche Malindi ha saputo approfittare dell'esilio volontario di pezzi da novanta. 
Ebbene sì, possiamo dire che Malindi è una delle mete predilette dei “cervelli in fuga”. 
Fin troppo facile parlare di ricercatori in Africa.
Dai tempi del dottor David Livingstone, qualsiasi viaggiatore, avventuriero o turista arrivato in questi luoghi non si è limitato ad esplorare, ma ha trasformato il suo viaggio in una ricerca introspettiva, nella ricerca di un mondo migliore o nella ricerca della felicità e della pace interiore (di cui nemmeno gli scienziati più acclamati hanno svelato il segreto). Anche sulla costa Keniota abbiamo fior di ricercatori. Ma non mancano nemmeno gli scienziati, gli studiosi e chi si cimenta con la vasta gamma di usanze e deviazioni in dotazione al genere umano, fino a sperimentarne di persona le dinamiche e i risultati.
Eccovi alcune tra le più note categorie di “cervelli” che hanno lasciato l'Italia per affinare o migliorare le proprie attitudini.

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SATIRA

Il turismo sessuale è un'invenzione della sinistra

“Perché io mi sono innamorato e non ho paura a dirlo!”

15-10-2009 di Freddie del Curatolo

Inizia una nuova stagione per il turismo italiano in Kenya, e già c’è chi punta il dito contro Malindi, “meta di turismo sessuale”. Già, ma le cose quest’anno sono cambiate! Perché da qualche mese qualsiasi uomo in vacanza sulle rive dell’Oceano Indiano, specialmente se un po’ in là con gli anni, si sente protetto, spalleggiato, se non addirittura fiero e orgoglioso di frequentare ragazze locali. 
Da quando ha saputo che un settantaquattrenne che invita a casa sua una diciassettenne e ci passa insieme la serata è un virtuoso e giammai un pedofilo (e mi sembra anche giusto…la ragazzina a diciassette anni è ben capace di intendere e di volere), che le festicciole con orgia sono in realtà “disegni sovversivi della sinistra”, cammina leggero per Lamu Road ed entra nelle discoteche che s’illuminano di musica, cocktail e sorrisi con l’aria di chi porta alto l’onore del suo Paese. 

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NONNO KAZUNGU

Nonno Kazungu e Facebook

"Al Safari Bar hanno capito, e ci prendono in giro per l’ennesima volta"

25-02-2009 di Freddie del Curatolo

La giornata è a dir poco epocale, qui a Kakoneni. Precisiamo: non che la Natura stia soffrendo più di tanto il cambiamento climatico, l’effetto serra, le marmitte catalitiche e le altre simpatiche novità introdotte dall’ingordigia umana.
Il grande baobab ha smesso le foglie come tutti gli anni di questi tempi, il cielo si è liberato delle sue lenzuola di nuvole per il troppo caldo, la polvere rossa delle strade sterrate ora si appiccica con più voluttà al corpo, fissandosi con una leggera, invisibile patina di umidità.
La novità è che il satellite della Orange Kenya, una delle linee di telefonia mobile controllata dallo Stato, “prende” anche qui.
Così lo Svaporato ha caricato in macchina il suo computer portatile, protetto da strati di panno, plastica e da un borsone, e come cuore di cipolla l’ha sfogliato davanti agli occhietti vispi di Nonno Kazungu. 
“Oggi ti spiego Facebook”.

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SATIRA

Malindi, the land of the occasions

Ecco cos’è Malindi, un luogo splendido in cui si vive di occasioni. 

09-01-2009 di Freddie del Curatolo

Sarà che noi italiani siamo un’altra razza. 
Campanilisti, figli di comunesimo e Granducati, fieri dei dialetti e dell’identità che fa sentire un varesotto più vicino alla Cornovaglia che alle Marche, senso della Patria assente ma liti da cortile per la supremazia sui cassonetti della raccolta differenziata e ronde di quartiere ogniddove.
Saremo noi ad essere strani, e a trasformare anche altri popoli, modificando i loro usi e costumi, le abitudini sociali e quelle lavorative, ma non come gli americani, con consapevole e bonaria invadenza. Noi lo facciamo per riflesso condizionato, in maniera assolutamente involontaria.
Io non ho mai visto un poliziotto di Brescia fare carte false per essere trasferito a Porto Cervo, un finanziere umbro pagare di tasca sua tre mesi di stipendio per poter esercitare a Cortina d’Ampezzo e un giudice andare a tentare la carriera a Portofino.

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SATIRA

Le leggende dei Vip: Veronica Lario a Malindi

Perché a noi, qui, non sfugge mai nulla… 

19-11-2008 di Freddie del Curatolo

Mai come quest’anno Malindi e la costa keniota hanno suscitato interesse dei media nazionali per l’affluenza di Very Important Persons. Politici, uomini di sport, spettacolo, cultura (poca) e mondanità (tanta) hanno fatto parlare di sé tra noci di cocco, aragoste e barriera corallina.
Ma a Malindi, vip o non vip, basta poco per creare le leggende.
Con un po’ di sole in testa, suggestione da passion juice ed erbe di savana, puoi vedere chiunque e diventare tu stesso un’agenzia stampa del gossip. 
Eccovene un esempio.

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