L'angolo di Freddie

SATIRA

La Malindi di Cianni Pino: Susan e l'aragosta

Non tutti gli italiani in Kenya sono così...ce n'è anche di peggio!

03-09-2017 di Cianni Pino

Ieri sera ho andato al ristorante con Susan, la mia fidanzata alta, per festeggiare il mio primo anno versato di Malindi.
Hanno passato dodici mesi da quando ho sceso per la prima volta dall’aereo e ho visto tutti quei neri che sorridevano e anch’io ho iniziato a sorridere, anche se non capivo che cacchiolina c’era da sorridere sempre.
Comunque ieri siamo andati a manciare in uno dei più lussureggianti ristoranti italiani di Malindi.
Sapevo di fare una soppressa speciale a Susan, quando le ho pro imposto di manciare l’aragosta alla accattala, che non è che la devi prendere al volo…si chiama così o qualche quale di simile.
Comunque Susan s’a fatto una faccia davvero soppressa…ha sorriso ma poco, era sballordita perché stava la prima volta che aveva per manciare un’aragosta. Con un vilo di foce ha sussurrato “cicchen?”.
“…si amore, butta la cicca e sciacquati la bocca con questo vino bianco sudafricano, che tra poco arriva l’aragostella”. 
Io invece ho molto nostalgico della cucina di mia madre e sono ordinato gli spaghetti alla puttanesca.
E non fate battute sceme su mia madre che vi spezzo i denti.
E chi vuol capire, può essere capito.
Mentre mi manciavo gli spaghetti, mi fissavo a guardare la bella Susan, con le sue labbra sessuali, la sua pelle debbano morbido, che assaggiava l’aragosta, e aveva lo stesso sguardo stasiato di quando me lo ha…vabbè, questo non si può scrivere ma si può dire a voce.
Prendeva pezzettini piccoli di aragosta perché voleva farsela durare più a lungo, e masticava piano per sentire tutto il sapore di questo pesce un po’ crostaccio che a me non piace ma so che ha fantastico. 
“Com’è, buona, amore?”
“Yes”
“Ma come, solo yes?”
“No, it’s very nice”
“Ecco, così va meglio, con quello che mi costa. La prossima volta assaggerai i camberoni”
Porca miseria! Susan mi sviene lì davanti a tutti al ristorante! I camerieri l’aiutano a rialzarsi, sono stato pulsivo a fargli un’altra soppressa, ma io sono fatto così, quando vedo una mia donna felice, devo subito esagerare.
Quella dei camberoni me la potevo tenermela per un’altra occasione.
Un peccato, perché Susan dice al cameriere che non se la sente più di manciare l’aragosta…la appena toccata…mamma mia che spreco, se mi vedesse mio padre mi sputerebbe nel piatto in cui ho manciato io, e non è bello sputare sulla puttanesca. 
La vita però è così, dico alla mia Susan: sempre la prima volta che si gusta qualche qualcosa, si rimane un po’ a metà.
Anche io la prima volta che sono fatto l’amore, non è proprio che mi sembrava bellobbello.
Anche la signora Nunzia, che stava al piano di sopra e agitava quel ventaglio enorme, che era meglio perché così non le vedevo i nei in bassorilievo della faccia, non mi sembrava che si divertiva, anche se per lei non era la prima volta…ahaha proprio no!
Comunque, con Susan la prima volta invece è stata bellissima e mi ho innamorato, ma non troppo però mi sono fatto piacere che lei hai innamorato di me.
Si vede che lei ci tiene a me, perché la mattina mi porta la colazione a letto e poi si lava i denti con il mio spazzolino, che è un fatto molto infimo ma a me fa piacere perché si crea quella complicità che ci rende complici ma non di una rapina come usa dalle mie parti. 
Prima di Susan ho conosciuto qualche tante altre ragazze, ma nessuna ha come a lei.
Mi sa portato al suo villaggio che non è turistico, a conoscere la sorella che sta tanto male anche se non sembra e mancia due pacchi di medicine che compro io al giorno, poi i nipoti e poi uno africano grande e grosso che lei ha abbracciato tanto perché dice che è suo fratello che non vedeva da un anno. 
Qualche quasi ho deciso: io me la sposo a Susan.
Sempre che supera la prova camberoni senza svenire ancora.

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