L'angolo di Freddie

RACCONTO

Lettera da Malindi al Babbo Natale africano

Dagli slum più poveri un augurio di pace e libertà

23-12-2014 di Freddie del Curatolo

Caro Babbo Natale africano, un ragazzino di undici anni di nome Kaingu, nello slum di Malindi, mi ha detto che esisti.
Che non c'è solo il tuo collega del Mondo Freddo, con le guance eburnee arrossate dal freddo e dalla grappa, la barba lunga bianca, la slitta turbo e le renne cornute. Esiste anche un "mzee" con i capelli rasta che arriva dal Kilimanjaro (e per questo è vestito come l'altro Babbo Natale) e si muove con un mkokoteni. Sì, proprio quei carretti con i quali di solito a Malindi trasportano il carbone, la legna o le patate.
Sono due antilopi dell'Amboseli a trainarlo.
Nel mkokoteni non ci possono stare tanti regali e non è truccato come la slitta nordica, che può volare e tornare in fretta alla base a rifornirsi.
Infatti da tempo i bimbi africani, non ricevono un granché di presenti sotto l'albero. In compenso però hanno tanti alberi.
Io e Kaingu non ci aspettiamo neanche quest'anno sorprese particolari, perché le palle qui più che decorare gli alberi, ce le raccontano.
Così abbiamo pensato di scriverti una lettera per sapere se è possibile avere dei regali che non si vedono a occhio nudo e non pesano, non occupano spazio e non si possono mangiare, ma che migliorerebbero la vita di tante persone a Malindi e dintorni.
Vorremmo tanto che tu e i tuoi datori di lavoro, quelli che costruiscono i centri commerciali, i negozi, i presepi, le luminarie, che affiggono le immagini di giochi e regali e ce li vendono, non regalassero niente a chi ha già fin troppe cose.
Vorremmo che in Kenya chi è tanto ricco, non si debba arricchire sempre di più e inizi a spendere un po' dei soldi che ha per pagare i medici che curano la gente negli ospedali pubblici, gli insegnanti che a loro modo cercano di elevare il grado d'istruzione dei bambini.
Rimangano pure milionari, anche se i loro soldi non sono arrivati dal cielo, ma ripuliscano le strade dall'immondizia, che porta topi, corvi e tante malattie, scavino fognature e magari, poco per volta, ci tolgano da queste baracche di fango e lamiera progettando qualche centro commerciale da na-Babbi Natale in meno, e un po' di edilizia popolare in cambio.
Infine Babbo Africano, se riesci, invece di portare qualcosa nelle case di chi pensa di essere buono, vedi se è possibile togliere a tutti il più grande male che opprime il nostro Paese: la corruzione, che ci sconforta ancor più della miseria.
Noi non abbiamo mai avuto paura della povertà, siamo sempre stati abituati a conviverci, perché in cambio abbiamo sempre avuto la libertà, che vale più di qualsiasi moneta.
E, mi raccomando, se pensi di passare da Malindi, un piatto di polenta fumante con pomodoro e sukuma wiki, per te c'è sempre!

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