L'angolo di Freddie

RICORDO

Quando il Califfo venne a Malindi

“Dice che qui ce stanno le donne bbelle...ma io so’ vecchio. So’ venuto qui per riposamme”

31-03-2013 di Freddie del Curatolo

La prima cosa di cui si informò fu se nella suite ci fosse l’aria condizionata con il telecomando. 
“Io il caldo non lo sopporto”. 
Il Califfo parlava con l’inconfondibile afonia nasale e con l’altrettanto inconfondibile accento laziale. “Eppure sei sempre così abbronzato” gli dissi. 
“Lampade” rilanciò laconico come dire “a pischellè, nun me rompe che nun c’ho voja de parlà”.
Franco Califano è sbarcato a Malindi pochi giorni prima del Capodanno 2008.
Da lì a poco in Kenya sarebbero scoppiati i tumulti che ancora ricordiamo e di cui ultimamente abbiamo temuto dover assistere al sequel.
Location da favola, Stephanie Sea House, una delle stanze più belle, con vista mare. 
Tavolino riservato per la colazione, sul solarium del resort, con la riserva del parco marino ai suoi piedi.
“Bello...ma vuoi mettere il Circeo?”
Incorreggibile Califfo.
“Dice che qui ce stanno le donne bbelle...ma io so’ vecchio. So’ venuto qui per riposamme”.
E si vede che ne aveva bisogno.
Avevo steso io il contratto per il suo concerto di fine anno al Casinò di Malindi. 
Non c’erano stati problemi, accettato il cachet davvero minimo, comprensivo di settimana di vacanza e volo. 
Gli rimaneva in tasca più o meno il compenso di uno dei suoi musicisti.
Ma non importava, ormai tutto il resto era davvero noia, per lui. 
Una passeggiata in spiaggia, quando ancora il sole non scaldava troppo, aria condizionata e lo spaghetto al pomodoro al dente. 
Una degenza, più che una vacanza.
Poi però, ecco la metamorfosi. L’animale in gabbia incontra la savana e torna libero e selvaggio. Sembra ricordarsi delle gesta di gioventù, delle scorribande notturne, della vita da “bello e dannato”.
Sale sul palco, ingrana come un autocarro diesel ma dopo una ventina di minuti è quello di sempre. 
Ride, scherza, si porta il pubblico del Casinò dalla sua e chiude con i suoi capolavori: Minuetto, E la chiamano estate e ovviamente la celeberrima (che capolavoro non è, ma cavallo di battaglia sì) Tutto il resto è noia.
Non aveva bisogno dell’Africa, il Califfo.
Aveva bisogno del palco, del contatto con il pubblico, di sentirsi ancora vivo. 
“Beh, dai...è andata bene no?”
E’ andata bene, Califfo. 
Quella serata e pure la tua vita. 
E’ andata bene.

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