Opinioni

OPINIONI

Come mai non trovo il tonno al naturale?

Gli italiani in Kenya raccontati da un connazionale

18-11-2009 di Fedele Turci L'Odoard

Dopo un safari di dieci giorni ai piedi del deserto del Chalbi, con due notti demenziali ma assolutamente africane a Garissa per la rottura di un semiasse della macchina, è bello tornare a Malindi e imbattersi nel turismo colorato e vivo, ma anche negli irriducibili italiani.
Basta entrare al supermercato italiano, per ritrovare i vezzi, le perversioni, l'immaginazione e la sfrontatezza di cui è capace il nostro popolo, quando si muove in terre straniere.
Le richieste che i titolari del supermercato ricevono saranno presto materia per un piccolo "bestiario" che andrà ad aggiungersi al crescente numero di libri, libretti, guide, dizionari, photographic books che si vendono vicino alle casse. Passi per la signora appena tornata dal mare che staziona davanti al freezer verticale dei gelati, osserva le confezioni (peraltro qualità migliorata parecchio, negli ultimi tempi) dell'Italian Gelati, i gusti che vanno dal cioccomenta allo yogurt, per poi sospirare con aria di sconfitta "ma io volevo un magnum...". 
Ma io volevo che tu andassi in vacanza a Milano Marittima...
Passi per chi cerca il pane pugliese, chi chiede il "gran biscotto" o chi si affida al proprio houseboy per compilare la lista della spesa delle cose locali che servono per la casa. Così saltano fuori delle improbabili "catangenita" (che non è una persona dai nonni etnei e nemmeno una malattia ereditaria agli occhi, ma la "carta igienica" secondo Kazungu...) o il famoso "strazio lapamenti" che non è nè un mafioso italo-americano, nè un'opera lirica minore di Rossini, ma il panno per lavare per terra. 
Però, arrivare nella terra del pesce e della frutta, dove il mare abbonda di carne pregiata a poco prezzo e la natura regala polpa dolce tropicale, e chiedere l'ananas sciroppato (italiano, ovviamente) o, ancora peggio, lamentarsi perchè non c'è il tonno in scatola al naturale, ma solo quello all'olio d'oliva...è quasi da denuncia al consolato. Lì anche lo spettatore più discreto e divertito non ce la fa più e sbotta: "ma signora, lo sa che siamo in Africa? a parte che basterebbe comprare un bel tonnetto fresco che le costa come due scatolette, e cuocerlo al vapore...da dove viene, mi scusi signora?"
Per completare la mia vendetta, non mi resta che recarmi, quando torno in Italia, in provincia di Brescia.
Entrare in un'Esselunga e chiedere il Jik, la "sima" e se hanno il brasato di facocero già pronto, in vaschette...

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