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Malindi, non sono rose e fiori ma...

Tante le differenze, ma è un sogno aver incontrato l'Africa

29-05-2011 di Antonio

La prima volta, come tutti, fu in vacanza.
Non conoscendo nessuno, era normale che prenotassi due settimane in hotel.
L'offerta era invitante, 1200 euro tutto compreso.
E' così che molti italiani si approcciano a questo mondo.
A me, a dire il vero, non interessava fare vacanza, il mare è bello anche da me a Gallipoli.
Mi interessava capire come mai qualche conoscente se n'era andato e non era più tornato, perchè in tanti, compreso l'autore di questo splendido ed utilissimo sito, magnificavano la vita in Kenya, senza promettere la luna.
E non è la luna che trovai, anzi! Per uno spirito sensibile come il mio, a Malindi trovai tantissimi paradossi, così vicini da mettere un misto di rabbia e compassione. Ma anche così veri da far venire voglia di rimboccarsi le maniche ed agire. Già, perchè in Italia non vediamo la povertà accanto alla ricchezza, magari l'annusiamo ma le due società, quella che annaspa e quella che difende i propri interessi, se ne stanno alla larga l'una dall'altra e al massimo si incontrano in televisione, dove le chiappe della bella soubrette vengono appena prima della strage familiare in un appartamento di periferia. Qui abbiamo le capanne di fango a pochi metri dalle belle ville con piscina, ma nelle capanne ci sono ragazzini che sorridono e vogliono soltanto un po' del tuo tempo. Sì, certo, ti chiedono anche caramelle, quaderni, penne. Ma basta una matita, un chewing gum per farteli amici, e puoi passare un pomeriggio a farti raccontare la loro storia. Poi arriva la madre, e anche lei ha qualcosa da raccontare. Se ti trattieni con loro, finirà che sono loro, i poveri, a chiederti se vuoi restare a cena. Cosa vuoi che sia un piatto di polenta in più? E cosa vuoi che sia, per me, un sacco di farina o di riso, da portare l'indomani e mangiare tutti assieme? Credo che in questo mondo si sia persa la pazienza e la voglia di stare insieme, anche tra gente diversa, di ricordarci che siamo tutti uomini, indipendentemente dai nostri bisogni e dalla voglia di chiedere o di ottenere qualcosa dagli altri. Io sono felice di avere ancora questa pazienza, perciò sono tornato altre tre volte a Malindi e credo che mi trasferirò lì, anche se so che non sono tutte rose e fiori. Ho tanti amici ai quali non prometto niente di più di quello che posso dare e loro, dopo un comprensibile iniziale spaesamento, hanno capito. Ci sono i turisti "mordi e scappa", e c'è chi invece farà il possibile, poco per volta, costantemente. E se ho la fortuna che questo mi reca felicità, è un sogno avere incontrato sulla mia strada l'Africa. 

TAGS: Malindi rose fioriGallipoli KenyaAntonio Malindi

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