Racconti

I RACCONTI DI CLAUDIA

Chi fa la spia?

LO SGUARDO IRONICO E GARBATO DI UNA DONNA CHE HA VISSUTO A MALINDI

12-09-2011 di Claudia Peli

Ieri notte non ho chiuso occhio perché i vicini di casa hanno fatto festa fino all’alba. Ed è già la seconda volta questa settimana.

Non so se andare a lamentarmi o fare finta di niente nella speranza che non si ripeta oppure cercare sulle pagine gialle uno stregone specializzato in magiche rotture di impianti stereo.

Cosa mi potrebbe costare?

Forse un paio di galline; il sonno non ha prezzo.

Mentre passo davanti al loro cancello rallento e spio dentro.

Che strano, pare che la casa sia disabitata: è tutto chiuso.

Forse stanno ancora dormendo per riprendersi dai bagordi della notte scorsa.

Dopo pranzo decido di andarli a trovare, porto un cesto di manghi per mantenere rapporti di buon vicinato, e cercherò di chiarire con gentile fermezza che di notte vorrei dormire.

In giardino ci sono alcune biciclette abbandonate a terra e sento schiamazzi di bambini provenire dalla piscina.

Bene, qualcuno c’è.

Vedo l’house boy che si aggira attorno alla casa e lo chiamo.

Mi riconosce e mi viene incontro ciondolando allegro.

Jambo mama Claudia!” Mi fa un gran sorriso.

Jambo.”

Karibu!” Mi apre il cancello.

Entro e lo seguo.

In piscina vedo parecchi bambini  che sguazzano allegri.

Ma pensa un po’… non sapevo che i signori Maffi fossero così filantropi. E invece fanno usare la loro bella piscina ai piccoli africani.

Mama è in casa? Le devo parlare.”

“No, mama  Italia. Anche papa.”

Ah, ecco, lo sapevo che non potevano essere loro… probabilmente è quel mentecatto del figlio che fa i festini fino all’alba con le studentesse di Nairobi, e questi piccoletti sono tutti i suoi figli illegittimi.

E invece l’house boy mi dice che nessun componente della famiglia è qui.

Allora chi sono quelli là in piscina?

“Miei parenti.”

“E le feste di notte?”

“Miei parenti.”

“Hai chiesto il permesso per fare queste cose?”

Non so perché glielo chiedo tanto so già la risposta.

Sorride e alza le spalle.

Lavora e vive in questa casa da oltre dieci anni, quindi la considera casa sua.  Come può rifiutare  ai suoi figli e nipoti e amichetti un bagnetto?

E le feste? Ha semplicemente prestato la casa a suo cugino che si è sposato una settimana fa, non c’è niente di male ad essere generosi tra consanguinei.

Secondo me è ubriaco.

Mama si arrabbierà tanto quando scoprirà quello che fai.” Lo sgrido.

Mama non saprà mai. Mama lontana. Arriva a Natale. Io pulisco bene casa, piscina anche. Hakuna matata.”

Non gli viene in mente che io possa telefonare alla signora e spifferarle tutto. O che lo faccia qualcun altro al posto mio.

Possibile che sia così tranquillo e creda di passarla liscia?

Ebbene sì, talvolta sono così ingenui da fare tenerezza.

Ne combinano di tutti i colori nella convinzione di essere così furbi da farla franca, e invece no: vengono sempre “tanati”!

Farò la spia o starò zitta?

In quinta elementare, durante la ricreazione, ho dato un bacio a un mio compagno di classe sotto l’albero di castagne in fondo al cortile.

Eravamo sicuri di non essere visti, invece una bambina ci ha sorpresi ed è corsa subito a fare la spia dalla maestra.

Che vergogna per me, ma che umiliazione per lei che è stata chiamata spiona fino alla fine dell’anno scolastico.

Avevo dieci anni e ho capito che fare la spia è una brutta cosa.

Così ho fatto un patto con l’houseboy: io starò zitta ma basta feste di notte, e la casa va tenuta bene in ordine e non ci fa entrare nessuno.

In cambio  può far giocare i bambini in piscina, preferibilmente solo i suoi, non quelli di tutta la costa nord.

Chissà se rispetterà i patti.

Per molti di noi è difficile fidarsi a lasciare per lunghi mesi le case nelle loro mani. Qualche volta al nostro ritorno in Africa ci attendono amare sorprese…

Un amico mi ha raccontato che tornando in Kenya dopo cinque mesi di assenza ha trovato il suo bellissimo giardino dissodato.

Al posto del manto d’erba verde c’era un grande orto che lo shamba boy coltivava abusivamente e poi la moglie vendeva le verdure su un banchetto per strada.

Quando lo ha costretto a ripiantare l’erba perché non voleva pomodori e insalata fuori dalla veranda, lo shamba boy si è offeso, come se avesse subito un torto.

Qualcun altro torna e non trova più il letto, o l’armadio o il tavolo…che fine fanno i nostri mobili  quando andiamo in vacanza in Italia?

La scusa più usata è che  se li sono mangiati i dudu (gli insetti) che si sa hanno una fame atavica in Africa!

Poi magari un giorno, quando ormai non pensi più al tuo bel divano, eccolo lì esposto sulla Casuarina road, in vendita a un ottimo prezzo.

Da queste parti capita.

Veniamo beffati, sul momento ci arrabbiamo e ci viene voglia di tirare il collo a qualcuno perché quando è troppo è troppo! 

Poi ci calmiamo e finiamo col chiudere un occhio.

In fondo abbiamo la consapevolezza di essere fortunati: siamo comunque seduti comodi sulla riva più sicura del fiume, mentre loro nel fiume ci devono nuotare controcorrente tutti i giorni.

E deve essere davvero faticoso.

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