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Telefonia africana

Una storia come tante in Kenya...

02-02-2011 di Georg Von Eisen

Il mio telefono fisso era sotto discussione dal dicembre 2010. 
La bolletta conteneva una straordinaria cifra da pagare, inoltre arrivava 11 giorni dopo la data di pagamento, quindi la linea era disconnessa.
La mia visita all'ufficio Telkom generava la seguente discussione:
- Perché mi avete tolto la linea?
- Per non pagamento della bolletta.
- Io vado alla posta tutti giorni, ieri non c'éra niente, la colpa è vostra, riattaccate il servizio.
-Paghi 200 Sh. 
-Prima mi dia lo stampato delle telefonate del mese. Non son d'accordo con la vostra bolletta. 
-Non è possibile.
-A Nairobi lo fanno.
-Qui siamo in provincia.
-Allora tenetevi la vostra linea io uso il cellulare.
A casa noto che benché il telefono non possa chiamare o ricevere, il segnale audio della linea c'è ancora. Compro una scratch card da 200 sh e provo a fare una chiamata. Funziona! Preparo una E-mail, faccio il numero del computer. Il messaggio parte e n'arriva anche uno.Tutto bene.
Si tengano la linea! Vado avanti con la posta elettronica "grattando" cartoline fino al 2011.
In aprile arriva una lettera dalla Telkom Kenya, che in breve dice: << Riconosciamo la disputa in corso e la invitiamo a presentarsi nel nostro ufficio per discutere il suo caso. La Telcom è disposta a rinunciare tutte le voci d'addebito permanenti come il Vat, access fee, maintenance charges, riconnection carges ecc.>>. Mi presento e ci mettiamo d'accordo all'incirca sul 50-50. Il contabile chiama la cassiera, alla quale consegno 6.500 Sh e l'ultima bolletta che mi è ritornata con la debita ricevuta. La linea è ripristinata. 
Arrivano le bollette di marzo e aprile. Non è stato accreditato il mio pagamento di Sh 6.500. Archivio le bollette e continua ad usare il telefono. Inevitabilmente, alla fine del mese mi chiudono la linea. Continuo a "grattare" cartoline, poi vado a trovare l'ex sindaco Joseph arap Scorbutt, che nel paese conosce tutti e tutto. C'incontriamo di domenica a Messa, e so che è il rappresentante locale (incognito) della "mafia" vaticana ossia "l'Opus Dei".
Joseph mi accompagna al primo piano della Telcom e mi presenta ad una signora che prende le mie scartoffie e dice di aspettare un momento.
Ritorna con uno stampato del computer, che fa vedere il mio debito di soli sh. 6.41.60, pagati i quali la linea è ripristinata. 
Sull’ultima bolletta non appare nessun segno dei pagamenti a contanti effettuati e la linea salta di nuovo.
Questa volta sono deciso a non piú pagare. Vado in ufficio a cercare la signora Joyce che non c'é.
Mi mandano da un’altro, che dopo aver consultato una lista fa una chiamata interna.
Aspetto con pazienza, il telefono interno della Telkom non funziona ! Vado ad un'altra scrivania. 
Finalmente ritorna.
Gli spiego che non pagherò piú finché sulla bolletta non siano accreditati i pagamenti o i soldi mi siano rimborsati.
Mi dice di conoscere il mio problema e cercherà di risolverlo al piú presto, intanto la linea è ripristinata. 
La medesima cosa capita di nuovo con le bollette successive, nessun credito a mio favore, quando vado a protestare mi dicono di conoscere il problema e riattaccano la linea. Appare evidente che tutti gli impiegati del piano terreno sono a conoscenza di qualcosa, ma nessuno ha il coraggio di andare al primo piano per risolverlo.
Ritorno da Joseph (dell 'Opus Dei). Mi dice di conoscere altri casi con il medesimo problema. 
Secondo lui quando ho pagato in contanti, li hanno inseriti nel computer, stampato la ricevuta, cancellato l'entry (entrata) e intascato i soldi.
È possibile? Sembra di si. Qualcuno al primo piano lo sa e quando protesto mi ridanno la linea.
Quanto durerà ancora? 
Potrei continuare con le "cartoline da grattare" oppure collegare il cellulare al computer e usare questo servizio. La scelta è di denunciare il caso all'Anti Corruption Autority. Con la giostra dei miliardi rubati, attualmente in fase di inchiesta, non credo che il mio caso, di pochi scellini, possa ragionevolmente interessare le autorità.
Infine un storiella. Ogni anno questa cittadina manda in scena una fiera agricolaalla quale partecipava sempre, in pompa magna, l'ex presidente Moi. Trattandosi di un’occasione "presidenziale" tutti gli enti parastatali dovevano parteciparvi per esporvi qualcosa d’interesse al pubblico locale formato all' 80% da contadini e pastori. Il giorno della fiera mi reco alla Telkom per pagare la bolletta. Mi dicono che, per la durata della fiera, non possono accettare pagamenti perché il computer principale, è stato portato in fiera insieme, a quello dell'ufficio postale, per dare lustro alla visita presidenziale! 
 

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