Racconti

I RACCONTI DI CLAUDIA

Turisti, turisti!

LO SGUARDO IRONICO E GARBATO DI UNA DONNA CHE HA VISSUTO A MALINDI

21-09-2010 di Claudia Peli

Nei  racconti kenioti mi diverto a raccontarvi le mie vicende quotidiane a contatto con i personaggi locali: lo shamba boy, l’askari, l’idraulico, l’house boy
Oggi invece, e solo per oggi, ho deciso di dedicare la mia attenzione ad un soggetto diverso ma altrettanto interessante e bizzarro: il turista che viene in vacanza in Kenya per la prima volta.
La “mozzarella”, come dicono gli africani da queste parti.
Condenserò in un solo giorno qualche episodio capitatomi nel corso di questi anni.
L’altra mattina facevo la solita ispezione delle camere e sento una cliente che mi chiama agitando le braccia.
“Signorina aiutoooooo! La prego venga subitooooo!”
Mi precipito da lei e le chiedo quale sia il problema.
“C’è una cosa schifosa lì dietro la tenda… un mostro!”
Mi avvicino cautamente alla finestra per accertarmi del pericolo.
“Stia attenta che magari la morde.” Mi mette in guardia.
Molto lentamente sposto la tenda… a parte un piccolo, dolce e innocuo geko non c’è niente. Proprio niente di mostruoso.
“Oddio eccolo lì!” Urla la signora e balza indietro.
“Ma è solo una bella lucertolina, guardi che non le fa niente. Anzi è utile perché mangia gli insetti.”
“La ammazzi subito, non la voglio nella mia stanzaaaa!”
“Stia tranquilla, un attimo di pazienza che chiamo Katana e gli faccio catturare l’invasore.”
Esco seguita da lei che mi chiede preoccupata: “Signorina la prego mi dica la verità: ma qui ci sono i serpenti?”
“Ma no signora … cosa va a pensare: in Kenya non se ne è mai visto uno.” Scherzo per sdrammatizzare.
“Ah per fortuna, perché io morirei di paura se ne incontrassi uno sa?”
Vorrei risponderle delicatamente che era meglio se prenotava una crociera nei mari del nord …
Nel pomeriggio passo tra i lettini della nostra spiaggia privata per dare un’occhiata ai teli mare nuovi, e assisto ad una conversazione.
“Ma hai visto quanti neri ci sono in spiaggia qui davanti?”
Chiede un tizio al suo vicino di ombrellone.
“Eh sì … l’anno scorso in spiaggia a Rodi non ce ne erano mica così tanti, vero?” Risponde l’amico grattandosi la pancia.
Forse potrei consigliare loro la Cina come meta per la prossima vacanza.
Più tardi in reception accolgo i miei clienti al rientro dal safari nel parco dello Tsavo. Sono allegri e sorridenti, immagino che sia andato tutto bene.
“Bentornati, vi siete divertiti?”
“Oh sì, che meraviglia la savana!”
“Avete fatto le foto agli animali?”
“Certo, più di trecento foto. Però peccato che non abbiamo visto le tigri, che delusione ci tenevo tanto: sono i miei animali preferiti.”
TIGRI IN AFRICA?!?
Mi impongo di non ridere e di non fare una smorfia strana.
“Eh … magari la prossima vacanza sarete più fortunati. Se volete darvi una rinfrescata in stanza vi ho fatto servire dei cocchi freschi.”
Ecco che arriva un’altra coppia, stesso sorriso, stessa terra rossa di savana tra i capelli.
“Bentornati, vi siete divertiti?”
“Tantissimo, al campo ci hanno cucinato pure la pastasciutta al pomodoro come in Italia!”
“Ma bene che bello … e gli animali? Vi hanno emozionato?”
“Ah certo, li abbiamo visti tutti: elefanti, giraffe, leoni, tigri…”
“Tigri? Sicuro?”
La tigre va di moda, penso.
“Mi pare di sì. Maria erano mica tigri quelle di stamattina vicino al fiume?” Chiede l’uomo alla moglie.
“Ma no Corrado erano ghepardi …” Gli risponde scuotendo la testa.
“Va be’… tanto sono più o meno la stessa cosa, no?” Mi dice alzando le spalle.
“Insomma …” Sorrido cercando di non ridere.
Nel frattempo arriva una signora che mi dice non ha l’acqua calda in doccia.
“Mi dispiace, gli idraulici stanno riparando la pompa, hanno interrotto l’erogazione di tutta l’acqua per 10 minuti. Le chiedo di avere pazienza.”
“Uff…  allora mi risciacquo con quella fredda che mi tonifica.”
Ho il dubbio di non essermi spiegata bene.
Non faccio in tempo a sedermi alla mia scrivania che mi chiamano al telefono.
“Pronto sono Claudia, mi dica.”
“Sì buongiorno, sono alla 803, non riesco a chiudere occhio, e ho proprio bisogno di fare un riposino sa, il viaggio in aereo è stato massacrante.”
“Mi dispiace, c’è qualche rumore che la disturba signore?” E penso ai muratori che magari stanno lavorando nella camera accanto, o ai giardinieri che chiacchierano proprio sotto la sua finestra, o al motore di un condizionatore vecchio troppo rumoroso.
“Sì, c’è un rumore persistente e fastidioso. Ha presente quegli uccellini gialli che fanno il nido tra il bambù qui fuori?”
“Certo, sono deliziosi.”
“Ecco, non la piantano di cinguettare.”
“Ah, capisco …”
“Grazie. Mi raccomando provveda subito signorina.”
Che faccio? Mi armo di mitra e li vado a sterminare tutti?
Decido di andare a guardare un po’ il mare, mi regalo cinque minuti tutti per me di meraviglioso oceano blu senza fine.
E mi perdo nei miei pensieri.
“Signorina, mi scusi non è che ha visto mio marito? Non lo vedo da diverse ore e l’ho cercato in tutto l’hotel.” Mi chiede la cliente della 702.
“Forse è andato a fare una lunga camminata sulla spiaggia.”
“Impossibile, Aldo odia passeggiare, odia il sole, odia il mare; solo interessi culturali lui.” Sbuffa irritata.
Mi chiedo cosa sia venuto a fare qui a Malindi in vacanza Aldo, poteva andare anche lui in crociera nei mari del nord con quell’altra, no?
“Signora guardi laggiù, non è quello col cappellino blu e la maglia bianca?” E le indico con la mano l’uomo in spiaggia in compagnia di una bella ragazza africana.
“Aldoooooo!” Sbotta lei e gli va incontro infuriata.
Prevedo una scenata.
Eh eh eh, ho capito perché è venuto qui in vacanza: cultura locale!
E’ ora di allestire il piccolo buffet per l’ora del tè in giardino.
I camerieri stanno già portando i pasticcini e la torta.
Faccio il giro attorno alla piscina per invitare i miei ospiti.
Uno di loro mi squadra per bene e poi mi chiede se io lavoro qui.
“Certo, le serve qualcosa?”
“No, no. Notavo solo che lei è bianca e non sembra proprio che viva in Africa.”
“Sa finisco di lavorare che il sole tramonta, non faccio in tempo a farmi la tintarella come voi. Ma va bene così.”
“Daniela! La signorina lavora qui da anni, ma guarda come è pallida!” Dice ad alta voce alla moglie.
“Poverina!” Risponde lei e fa notare alla sua amica la mia pelle chiara.
“Poverina … che brutta cera …” Le fa eco questa.
“Vi assicuro che sto benissimo signore: sana come un pesce!”
Sorrido amabilmente.
“Ma ti pagano vero?” Mi chiede la prima a bassa voce.
Resto di stucco perché credo di non aver capito bene.
Ma che razza di domanda è?
“Certo che mi pagano … preferisce torta al cioccolato o alla banana?” Chiedo per cambiare argomento e mi defilo velocemente verso la mia scrivania, dove trovo impilate una sopra l’altra delle riviste di gossip con in copertina belle donne  dello spettacolo con grandi seni al vento…e il mio receptionist intento a sfogliarle con tanta voracità e incredulità.
“Kole! Cosa fai?” Gli chiedo e lui scatta sull’attenti.
“Sorry mama, cliente lascia questi giornali per te. Io guardo poco.”
Si scusa imbarazzato.
“Sì, guarda poco che ti cadono le retine.”
Prendo le riviste e le getto nell’immondizia, tanto so che quando vado via verranno riesumate dallo shamba boy e dal room boy di turno questa sera. Hakuna matata, penso, sogneranno un po’.
E si è fatta l’ora di andare a casa. Chiudo il computer e trovo come nelle ultime cinque sere un bel fiore di frangipani sulla tastiera… devo avere uno spasimante, chissà chi è. Forse domani lo scoprirò.
Mi avvio verso casa, il sole tramonta nel bush, la spiaggia si svuota.
I miei clienti rientrano nelle loro camere a farsi belli per la cena.
Domattina li ritroverò tutti quanti a colazione.
Per fortuna, penso, in fin dei conti senza di loro non avremmo lavoro.
Per parecchi mesi quaggiù, dopo le elezioni del 2007, non si è fatto vedere nessuno e ne abbiamo sentito la mancanza.
Quindi siete tutti benvenuti, vi accoglierò col mio bel sorriso: i bizzarri, i timorosi, i difficili, gli avventurieri, i pigri, i capricciosi, i tristi e gli allegri … karibuni Kenya!

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