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Da Zalone la conferma: Malindi set ideale per il cinema

Intervista ad Antonio De Feo, produttore esecutivo per il Kenya di "Tolo Tolo"

20-03-2019 di Freddie del Curatolo

“Malindi e la costa keniana sono un luogo perfetto per fare cinema e lo abbiamo dimostrato con una produzione da grandi numeri”.
Antonio De Feo nel mondo del cinema ci è nato e Malindi è la sua seconda casa. Ci è arrivato nel 1991 come aiuto regista di Marco Risi per girare “Nel continente nero” con Diego Abatantuono e Anna Falchi.
“Mi sono reso conto immediatamente che non ero capitato in un luogo come un altro – racconta Antonio – il mio mal d’Africa da allora è sentirmi bene con me stesso e con la gente del luogo, trovare in loro disponibilità e gran voglia di imparare, immergermi nella Natura e adeguarmi ai loro ritmi, senza perdere la professionalità, anzi potendola affinare grazie alle sollecitazioni positive che questo posto normalmente emana”.
Dopo 28 anni, De Feo organizza, da produttore esecutivo per il Kenya, i set keniani del nuovo film di Checco Zalone, il mattatore italiano del momento reduce da 65 milioni di euro di incasso con il precedente “Quo Vado?”.
“Una produzione di serie A, uno spiegamento di forze che raramente un altro film italiano potrebbe muovere – spiega l’uomo di cinema romano – qualche numero? 4 mesi di preparazione, 5 settimane di riprese, 2500 persone coinvolte, 600 comparse per una singola scena, troupe di 130 persone di cui 78 italiani, più di un milione di euro di costi. Per non parlare dell’indotto, con il lavoro che abbiamo portato a falegnami locali, sarti (30.000 euro di tessuti acquistati) ed altre attività”.
Zalone, qui anche nelle vesti di regista, avrebbe dovuto girare per un solo mese, ma le infinite possibilità di location della zona di Malindi hanno suggerito alla produzione di girare anche scene che erano previste in Marocco.
“Per noi il successo è stato raggiunto ancor prima di vedere il film sugli schermi – rivela De Feo – aver convinto Luca (Checco ndr) e la sua produzione a girare in Kenya, quando era invece il Senegal il Paese suggerito dalla sceneggiatura, è stato il primo colpo. Il ringraziamento del protagonista e della sua troupe e l’aggiunta di altri dieci giorni di riprese è stata la conferma che qui si può fare cinema anche ad altissimi livelli”.
De Feo dopo “Nel Continente Nero” è tornato in Kenya con altre produzioni e ha cementato un proficuo rapporto di collaborazione col produttore romano Luciano Martino che a Malindi aveva casa e amava il Kenya (LEGGI QUI LA SUA STORIA).
“Bellissime esperienze con film minori e fiction tv di successo, con una persona splendida come Martino e il grande aiuto di Marco Vancini, che aveva capito il potenziale del cinema come veicolo di promozione e ci ha sempre aperto le porte”.
Con gli anni De Feo ha stretto rapporti professionali con addetti ai lavori e produzioni di Nairobi (“tecnici e personale altamente qualificato – appunta – che ha lavorato per kolossal americani e grandi film inglesi, abituati come nessun altro a gestire le situazioni africane...gente da cui possiamo solo imparare) come nel caso della “Pont Act” di James Munga e Jenny Pont, che é stati orgoglioso di avere al suo fianco per realizzare “Tolo Tolo”, questo il titolo del film di Zalone, che uscirà a Natale di quest’anno.
Ora De Feo scommette ancor più sul Kenya, fondando una sua casa di produzioni cinematografiche, la De Feo Film Service, per fare di Malindi e dintorni un set ideale per altri lungometraggi o fiction televisive.
“Ci sono già due richieste che sto valutando – spiega il produttore romano – più un film che vorrei girare io da regista, per ringraziare questa meravigliosa terra e questo popolo fantastico di avermi accolto e adottato”.

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