Storie

STORIE

Tra gli sfollati della vallata del Galana

Storie di persone che ci conoscono e conosciamo e che hanno perso tutto

30-04-2018 di Freddie del Curatolo

"Dal 1961 non si vedeva un allagamento simile".
Gli anziani Mijikenda di Kakoneni c'erano, e si ricordano quando le loro famiglie persero tutto.
Il Kenya era ancora inglese, anche se soffiava l'aria di indipendenza che per la verità qui al sud è sempre stata più un alito da sbadiglio.
La situazione era paradossalmente migliore di quella di ora, perché chi aveva quasi niente, non aveva molto di cui disperarsi.
Tutti sulla stessa barca, anzi su una canoa che li riportava sulla terra morbida, umida, ma almeno terra.
Oggi i figli e i nipoti di quegli anziani cercano di non piangere e devono rimboccarsi i pantaloni e le maniche, prendere in braccio i figli e le poche cose che sono riusciti a salvare dalla furia del fiume.
Il resto è andato tutto verso il mare e chissà che cosa verrà recuperato, alla foce del Galana, che a Malindi si chiama Sabaki, quasi a non voler vantare parentele con il limaccioso corso d'acqua della savana, che può portare solo cattive notizie: la secca della stagione arida e la piena di quella delle piogge.
Sono persone che ci conoscono e che conosciamo.
Salutano in italiano, c'è chi ha fatto il cameriere a Watamu e chi lavora stagionalmente per connazionali a Malindi.
Uno dei coordinatori degli aiuti ha studiato grazie alla NGO Karibuni che lo ha fatto studiare e prendere il diploma.
Sono facce che ci guardano, e sorridono di speranza.
Speranza di poter riprendere possesso in fretta della propria terra.
Non sono solo i campi coltivati, la perdita del raccolto e delle piante da frutta.
Sono le capanne, i pali che le sorreggevano, i tetti, i metri quadri di "mabati".
Sono i miseri arredamenti, costati mesi, anni di sacrifici.
O anche di espedienti, di arte di arrangiarsi...cosa importa?
C'è chi non è riuscito a salvare nemmeno la motocicletta, e ancora deve pagarne le rate.
Chi aveva una piccola televisione e un videoregistratore antidiluviano, per guardarsi i film con la batteria di un'automobile.
Le sedie di plastica e il tavolo davanti alla capanna-negozio dove si potevano acquistare olio di semi, zucchero e sale e bere una coca cola calda.
Tutto finito.
Chissà se e quando potrà tornare come prima.
Intanto bisogna pensare a salvarsi la vita, a recuperare del cibo dagli aiuti umanitari che stanno arrivando e già si dice che non basteranno per tutti.
Il grosso della gente della vallata, da Kakuyuni (il primo insediamento giriama, più antico di Malindi) a Chakama, uno dei villaggi più poveri e, ovviamente, più colpiti (perché, come diceva Renzo Arbore nel film "FFSS": "hai mai sentito: "Terremoto a Saint Tropez?") è stata radunata provvisoriamente in strutture amministrative del Governo o nelle scuole.
Ma le scuole mercoledì dovranno riaprire e migliaia di studenti tornare in classe, dopo l'emergenza.
Così si attende la Croce Rossa per le tende da campo, ci sono sacchi a pelo, c'è gente che si stipa al coperto di qualsiasi pianta o tettoia di lamiera, per sfuggire alla pioggia che arriva e arriverà.
Oggi qualcuno ha sfidato il metro d'acqua di certi campi per tornare a casa e provare a salvare quel che poteva.
La pioggia battente ha bagnato anche parecchi aiuti portati da associazioni locali: non solo farina, anche assorbenti per le donne ed altri beni di prima necessità.
"C'è bisogno di tutto e non è mai abbastanza" spiega George Kombe, il volontario che dirige la Kilifi County Diary Organization, con cui collaboriamo e che ci aiuterà a destinare al meglio i frutti della raccolta della comunità italiana.
Sono arrivati anche i politici, e hanno portato cibo con gli elicotteri.
La gente sorride e applaude, ma alla fine della giornata rimane la sensazione che quando tutto sarà tornato alla normalità, moltissimi problemi resteranno e sarà dura ricostruire.
Noi però ci saremo, e non solo per documentarlo.

FOTO GALLERY
TAGS: sfollati galanaemergenza malindistorie malindi

Torna "pole pole" la fornitura d'acqua a Malindi e in tutta la Kilifi County.
Una buona notizia tra le tante negative che in questo periodo riguardano la disastrata zona dell'entroterra di Malindi e di Magarini.
Gli...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La situazione dell'entroterra di Malindi e Magarini è grave e drammatica, ma potrebbe ancora peggiorare. 
All'esondazione del fiume che ha spazzato via interi villaggi e...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Un'altra settimana di aiuti firmati comunità italiana, con la NGO Karibuni e il nostro portale.
Come avevamo...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Gli italiani non abbandonano gli sfollati della valle del Galana.
Dopo i due mesi di aiuti continui da parte degli italiani che hanno contribuito alla ripresa dei senzatetto dei campi della Croce Rossa e dopo che da luglio ci si...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Quando abbiamo messo in piedi la raccolta di fondi per aiutare le popolazioni dell'entroterra malindino vittime dell'alluvione e della conseguente esondazione del fiume Galana, ci eravamo posti l'obbiettivo di raggiungere entro il 20 maggio la cifra di ...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Ci siamo.
La colletta organizzata tramite il nostro portale dalla comunità italiana di Malindi e Watamu e da molti (non ancora tutti, purtroppo) operatori del turismo, ha raggiunto quota...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La colletta della comunità italiana prosegue ancora questa settimana, come previsto, e si spera di toccare quota 1 milione e mezzo di scellini.
Nel frattempo gli sfollati della...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La raccolta fondi organizzata dal nostro portale nei giorni successivi all'esondazione del fiume Galana che ha lasciato migliaia di persone senza abitazione nella vallata dell'entroterra di Malindi, è arrivata a un obbiettivo più che soddisfacente, 1 milione e mezzo di...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Con un evento di Show Cooking di un noto Chef locale, Natale Giunta del ristorante Castello a Mare, il Rotary Club Palermo Est ha organizzato per questa...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Inizieranno oggi i lavori per riparare e rimettere in funzione gli impianti di drenaggio e filtraggio dell'acqua, lungo il corso del fiume Galana nel paese di Baricho. 
Gli impianti che...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Si chiamano "Tinga Tinga Tales" e sono delle bellissime storie animate per ragazzi create da una società di animazione digitale di Nairobi e ideate e prodotte da una sceneggiatrice britannica innamorata dell'Africa, Claudia Lloyd.
Vanno in...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Gli sforzi e la generosità della comunità italiana, del nostro portale e di molti imprenditori del settore turistico di Malindi e Watamu sta per concretizzarsi con la prima importante donazione per le famiglie degli sfollati dell'entroterra malindino.
Nei prossimi...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La Croce Rossa Keniana, all'indomani della paurosa esondazione del fiume Galana che ha allagato migliaia di ettari di campi coltivati e sommerso interi villaggi nell'entroterra di Malindi, dai primi...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La solidarietà italiana agli sfollati della valle del Galana è iniziata subito, all'indomani della grave esondazione che ha lasciato centinaia di famiglie senza quel poco che avevano in precedenza.
Dopo gli aiuti per l'emergenza sanitaria, alimentare e di prima assistenza,...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Dopo la distribuzione dei 300 materassi per ogni capofamiglia dei quattro campi di sfollati dall'alluvione ed esondazione del fiume Galana, la solidarietà della comunità italiana organizzata da...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Tempi durissimi per le famiglie dell'entroterra malindino, così come in tante altre zone del Kenya, rese aride dalla prolungata siccità e flagellate dall'aumento dei prezzi del cibo di sussistenza.
Sabato scorso dalla fattoria della NGO italiana Karibuni di Langobaya è partita...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E GUARDA LA GALLERY