Amici dello Tsavo

AMICI DELLO TSAVO

Acqua! Quando gli animali fanno festa in savana

Amici dello Tsavo documentano lo scoppio di una tubatura per la gioia di tutti

20-09-2017 di Giovanna Grampa

E' bastato lo scoppio improvviso di una tubatura nello Tsavo e per gli animali, provati dalla siccità, è stata festa grande.
Lo Tsavo East è ancora in emergenza siccità e mentre sulla costa le previsioni danno pioggia insistente e in grandi quantità, probabilmente il parco fruirà solo marginalmente di tutto questo ben di Dio.
Si cercano soluzioni alternative per far fonte alle estreme difficoltà di sopravvivenza degli animali.
Del resto l’uomo si è reso colpevole di una distruzione sistematica della fauna da troppi secoli ed ora forse è giunto il momento di intervenire anche contravvenendo alla teoria che tutto deve essere regolato da Madre Natura.
Due le proposte praticabili: irrigare alcune zone dello Tsavo utilizzando pompe che prelevino l’acqua dal fiume o da falde acquifere sotterranee per far crescere nuovamente l’erba e rinverdire le piante assicurando così cibo agli erbivori.
Una seconda proposta contempla la possibilità di portare rami con foglie verdi in grande quantità, da lasciare intorno alle fonti d’acqua, per dare la possibilità a tutti di nutrirsi in misura più sostanziosa rispetto al cibo secco che attualmente offre la savana.
Sono comunque ipotesi che devono essere presentate al KWS che dovrà prima analizzarle e poi eventualmente rilasciarne regolare autorizzazione. Ma mentre si discute su queste ipotetiche soluzioni ecco che il caso ha voluto forse anticipare gli eventi almeno nella zona della Pipeline.
La scorsa domenica una tubazione della conduttura che porta acqua potabile fino a Mombasa è all’improvviso scoppiata.
La saldatura tra i tubi ha ceduto ed è uscito un getto fortissimo d’acqua fresca proprio in una zona dove il terreno si presenta a zolle spaccate dal sole. Noi eravamo presenti, soli e inebetiti dallo spettacolo insolito, assaporando ogni momento nella sua unicità.
L’atmosfera era limpida e fresca mentre il rumore dell’acqua accompagnava come una musica il silenzio mattutino.
Inviamo una foto al Senior Warden dello Tsavo, Mr. Felix, che s’incarica di avvisare la società che gestisce la manutenzione e sarà una casualità con il nome che porta ma correda il suo messaggio di risposta con tante emoticon sorridenti.
E’festa per tutti! Postiamo la foto anche su Facebook ed è un tripudio di evviva nella speranza che la riparazione avvenga più tardi possibile. Nel frattempo l’acqua continua ad uscire formando rivoli e laghetti tutto intorno per cui decidiamo di rimanere ad osservare la reazione degli animali che non restano insensibili al nuovo evento. Dapprima s’avvicina una mandria di bufali: il capo branco, dalla grossa forma bovina, vedendo il getto d’acqua si avventura nelle vicinanze con il muso levato in alto.
Si coglie il lieve sbuffo con cui soffia sulla superficie dell’acqua prima di bere. Poi, ad uno ad uno dai cespugli d’erba secca, emergono altri bufali che s’immergono con gioia nelle pozze d’acqua fresca ed iniziano a bere, irrorati anche da una pioggerella micronizzata che il vento disperde dal getto d’acqua che fuoriesce sempre più generoso.
Una massa nero lucido, corna che sembrano di cera e musi soddisfatti da questa inaspettata goduria che risveglia la loro apatia cronica. Si fermano un lasso di tempo interminabile per poi andarsene per lasciare spazio alle zebre che, più guardinghe, con teste alte e orecchie dritte procedono al trotto in un atteggiamento affaccendato dirigendosi al nuovo laghetto e accostandosi con timore all’abbeverata. Ma anche per loro è un piacere inatteso: scalciano e giocano felici, nuovamente rinvigorite.
Particolare la reazione degli elefanti che incuriositi dal getto d’acqua s’avvicinano a piccoli gruppi: osservano, annusano ma poi su consiglio della matriarca se ne vanno al trotto verso altre fonti d’acqua più stagnanti. Il terreno costituito da blackcotton sta diventando troppo scivoloso con il rischio di affondare, visto la loro mole e il loro peso, mentre sicuramente per i piccoli sarebbe una trappola mortale. Se ne vanno visibilmente soddisfatti con l’intenzione di approfittarne in un secondo tempo quando avranno studiato bene la situazione ed anche per loro l’eccitazione è contagiosa ed agitano le orecchie in un gesto di felicità. Nel frattempo arrivano i primi pulmini e uno sprofonda nella strada che ormai è un fiume di fango e non puoi fare a meno di pensare che gli animali posseggono una intelligenza naturale e sanno fiutare il pericolo contrariamente ad altri.
Arriva anche la macchina della società di manutenzione ma purtroppo, per loro, è domenica e potranno intervenire solo il giorno successivo.
Per tutti noi è una bella notizia considerando che per almeno altre 24 ore l’acqua continuerà ad inondare questo paesaggio desertico da troppo tempo e che nel frattempo tra gli animali ci sarà un passa parola che li porterà a bere acqua fresca, non stagnante e imputridita dal sole cocente. Come non essere solidali con la fauna africana che deve duramente guadagnarsi la sopravvivenza ogni giorno e in un periodo di emergenza conclamata.
E ancora una volta ci sentiamo privilegiati perché le giornate allo Tsavo sono sempre diverse e non lasciano spazio a pensieri nulli e a sensazioni vuote.
Asante Kenya!

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