Amici dello Tsavo

NATURA

E' già allarme siccità nello Tsavo

Piogge solo sulla costa, animali soffrono in savana

08-08-2019 di Giovanna Grampa

Due mesi consecutivi di piogge scarse al di sotto della media ed è subito emergenza siccità nello Tsavo, complici gli estremi cambiamenti climatici. Il KWS (Kenya Wildlife Service) ha preso atto della crisi e a lanciare l’allarme è il Senior Warden dello Tsavo Conservation Area, Robert Njue, durante una riunione convocata nella sede del KWS a Voi.
Alla presenza dei collaboratori più stretti e degli Honorary Warden in forza allo Tsavo East e West, Robert Njue ha reso noto che fino a novembre non sono previste precipitazioni significative con conseguenti seri problemi per la vita degli animali.
Solo due anni fa, un periodo eccezionalmente prolungato di mancanza di piogge, aveva visto morire per fame molti animali, tra cui circa duecento elefanti.
Mentre la fascia costiera del Kenya ha beneficiato di piogge copiose negli ultimi mesi, non una sola goccia ha raggiunto la savana. Un vento forte e continuo che solleva polvere ovunque, soffia fino a tarda sera e tiene lontane le grandi e scure nuvole gravide di acqua.
La savana, appiattita dal vento forte, è completamente inaridita e gli invasi per la raccolta dell’acqua piovana sono ormai prosciugati, fango secco percorso da fenditure a formare un reticolato irregolare.
Condizioni di vita durissime per gli animali che cercano di sopravvivere utilizzando al meglio ciò che la natura mette loro a disposizione e concentrandosi nei pochi punti in cui è ancora possibile trovare dell’acqua.
Le giornate nuvolose sono rarissime in questo periodo e rendono il paesaggio ancor più spettrale: terra rossa e brulla cotta dal sole, alberi morti spogliati della corteccia e del fogliame. Tracce inequivocabili di elefanti affamati.
La siccità rimane sempre una grande minaccia per l’elefante: può determinare denutrizione e disidratazione. Attualmente preoccupa la mancanza di cibo con alto valore proteico: gli elefanti ben nutriti di pochi mesi fa, tutti tondi e felici, stanno smagrendo mostrando tempie infossate e fra qualche settimana posteriormente inizieranno a intravedersi le ossa del bacino sotto la pelle rugosa.
Fortunatamente per ora le pale eoliche che alimentano giorno e notte le pozze, denominate Kijito, stanno funzionando favorite dal forte vento e sono punti fondamentali di incontro per tutti gli animali costretti a dividere l’acqua tra loro.
Le alleanze che si creano sono molto fragili: le zebre attendono, i bufali vengono allontanati, le giraffe sono sempre più insicure e guardinghe. Gli stessi elefanti sono più nervosi e lanciano sonori barriti per avere la precedenza a dissetarsi scacciando altri elefanti estranei al loro gruppo famigliare. Purtroppo, in situazioni di tensione tra i branchi, a volte succede che qualche piccolo sfugga al controllo materno, correndo un grande rischio: i leoni sono sempre in agguato ed affamati. Nel buio totale possono aspettare. Quello che interessa loro sono proprio i cuccioli, facili prede, e la notte li rende ancora più forti e determinati.
Quando poi le risorse scarseggiano, elefanti ed altri animali arrivano nei villaggi in cerca di cibo, distruggendo i raccolti e il conflitto tra animali e villaggi si riaccende.
Il KWS lancia l’appello e propone interventi urgenti per contrastare l’emergenza: nuovi Kijito, nuovi bacini di raccolta, bonifica di quelli esistenti. Interventi che, a nostro parere, non risolvono il problema nell’immediato ma utili per prepararsi alle prossime piogge che ci auguriamo copiose. Mancano però i fondi che il KWS chiede a futuri sensibili e generosi sostenitori. Purtroppo, anche le macchine movimento-terra, utili almeno per ripulire dalla sabbia gli attuali bacini, non sono attualmente funzionanti e richiedono consistenti interventi di manutenzione: un percorso decisamente tutto in salita.
Non ci resta per ora che sperare nella inesattezza delle proiezioni metereologiche confidando nel fatto che le previsioni in genere sono molto attendibili entro due ore, probabili nell’arco di una decina di giorni, poco veritiere da qui fino a novembre.

 

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